The 100 | Recensione 3×05 – Hakeldama

Dall’inizio di questa stagione, i Cento stanno facendo i conti con le conseguenze di quanto è accaduto loro nella guerra contro Mount Weather, e il dolore, fisico e mentale, che hanno dovuto sopportare, li sta tormentando più che mai, e sta influenzando pericolosamente le loro vite.
Le parole di Monty nello scorso episodio sono verità assoluta: tutti loro, anche se non stanno reagendo come Jasper,  non stanno affatto bene, e lo dimostrano in modi diversi.
In un momento in cui tutti loro sono fragili e combattuti, due sono le influenze che più li portano a compiere scelte discutibili: Jaha, e le sue prediche pseudo-religiose sulla City Of Light, e Pike, sempre più simile a un tiranno. Raven cade vittima del primo, Bellamy è ormai sempre più influenzato dal secondo.
Jaha e Pike si stanno contendendo il podio per il personaggio più odioso della serie, ma quello che fanno entrambi è puntare su caratteristiche del tutto umane e rigirarle a loro favore: Jaha predica la liberazione da tutto il dolore della vita, e parla di un mondo fantastico dove non esistono morte e sofferenza, attirando, così, tutto quelli che vogliono sentirsi di nuovo sani e sereni; Pike, già dallo scorso episodio, promette un futuro dove gli Sky People saranno autonomi e non dovranno aver paura dei Grounder (non so a voi, ma a me mette i brividi perché il suo sembra uno di quei regimi totalitari che non ammettono repliche), diventando il leader ideale per tutti coloro che vogliono, una volta per tutte, sentirsi al sicuro in quel mondo inospitale. Così, entrambi, anche se in modo diversi (usando un’influenza pseudo-religiosa uno; strettamente politica, l’altro), finiscono col fare leva sulle paure e i desideri non solo dei Cento, ma anche di tutta Arkadia, con risultati preoccupanti. Ora che Raven ha ingoiato la pillola, la sua vita è per sempre nelle mani di A.L.I.E. e non si  libererà tanto facilmente della City Of Light. Sempre che voglia farlo, e non decida, invece, di accettarla definitivamente, pur di non dover più soffrire per la gamba. È sempre stata indipendente, consapevole di avere talento nel suo lavoro, sicura di poter essere utile, e l’idea di dover ricorrere per tutto il resto della sua vita all’aiuto degli altri e di dover rinunciare a fare quello che le riesce bene è insopportabile. Lo dice chiaramente: non ci riesce, è un cambiamento troppo radicale, in cui deve rinunciare a una parte troppo importante di sé. Si aprono diversi scenari per lei, e nessuno è positivo.

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Ma il personaggio che più sta facendo discutere e sta dividendo i fan, è Bellamy. Ho già scritto la settimana scorsa che il motivo per cui ha sostenuto Pike come Cancelliere, è che non riesce a fidarsi dei Grounder, ma sta scendendo sempre più nell’abisso, trascinato da Pike: il Bellamy che noi conosciamo è ancora dentro di lui, da qualche parte, ed emerge nel momento in cui, come racconta Indra, lui si oppone all’idea di uccidere i feriti dell’accampamento dei Grounder ed è inorridito all’idea di distruggere un loro villaggio, uccidendo quindi persone innocenti; ma, allo stesso tempo, non fa niente per evitare che vengano imprigionati i Grounder feriti ad Arkadia. La grossa (e fondamentale) differenza tra Pike e Bellamy è che il primo è spietato ed è guidato da un odio profondo e incondizionato per i Grounder, mentre Bellamy non si fida, ma mantiene un minimo barlume di umanità, e vuole eliminare le possibili minacce contro la sua gente. Uccidere i soldati accampati attorno all’accampamento significa, per lui, evitare che possano morire altri Sky People. Non è più disposto a correre il rischio, ma l’ossessione che ha di non ripetere gli errori del passato lo sta portando ad accettare, senza ribellarsi con la giusta forza, troppi atteggiamenti autoritari e pericolosi del Cancelliere. Anche se una parte di lui si rende conto, e lo dice a Pike, che hanno oltrepassato il limite, non riesce ancora a liberarsi completamente della sua influenza, e lo stesso ragazzo che nella scorsa stagione era un eroe di guerra, adesso non si sta ribellando a un uomo che ha intenzione di macchiarsi le mani di sangue innocente con la scusa della sicurezza degli Sky People. Arriva anche al punto di volergli consegnare Clarke, entrata di nascosto ad Arkadia per parlargli. La scena del loro dialogo è la più intensa dell’episodio, e strappa il cuore: questi due ragazzi si sono affidati l’uno all’altra, si sono scontrati e poi hanno trovato un punto in comune quando hanno deciso di unire le forze per proteggere i Cento. Nonostante divergenze di idee e carattere, si sono sempre fidati ciecamente l’uno dell’altra. Clarke se n’è andata sapendo che gli Sky People erano sotto la protezione di Bellamy, e lui è stato l’unica persona che lei ha salutato. Lui, d’altra parte, non l’ha mai abbandonata. Ma, da quando sono sulla Terra, si sono anche feriti: Bellamy rifiuta di ascoltare le parole di Clarke ma lei, nella scorsa stagione, non dicendo niente della bomba a Tondc, avrebbe potuto uccidere Octavia. C’è un cambiamento radicale, già chiaro mentre parlano e ancora più evidente nel momento in cui l’ammanetta. Fino a questo momento, erano sempre stati uniti. Anche nel momento più buio, quando dovevano compiere un omicidio di massa per salvare la loro gente, non si sono abbandonati; si sono sempre capiti e consolati a vicenda, si sono perdonati quando sentivano che l’altro lo meritava e ne aveva bisogno, ma stavolta è diverso. Stavolta, Bellamy non la consola e non la perdona; anzi, le rinfaccia la bomba e il sostegno dato ai Grounder. La decisione di Clarke di rimanere a Polis ha ferito Bellamy: la ragazza al cui fianco ha combattuto, con cui ha dovuto prendere decisioni che faticheranno entrambi a perdonarsi, ha scelto di rimanere con lo stesso popolo che ha ucciso tanti dei loro amici e che li ha traditi nel momento del bisogno. Era un gesto politico, e in quel momento andava fatto, ma per Bellamy ha significato un tradimento. Clarke tiene a Bellamy e lo stima, e sentirsi dire quelle parole da lui le fa più male che sentirle da chiunque altro. In qualunque modo si evolva il loro rapporto, un confronto era necessario, anche se doloroso, e la spaccatura che si è venuta a creare ne è la logica conseguenza, e non sarà facile da riparare.

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Lexa, invece, è esattamente la persona che Clarke ha bisogno di avere vicino in questo momento: le assicura che quello che sta facendo è per il bene del suo popolo, e tiene così tanto in considerazione quello che lei dice che arriva a prendere una decisione epocale, per i Grounder, pur sapendo che la sua posizione politica è fragile e quello che ha deciso di fare la renderà ancora più vulnerabile. Passa dalla furia vendicativa a una decisione più moderata troppo facilmente, solo grazie alle parole di Clarke. Se Bellamy si sta facendo odiare dal fandom e sta scatenando discussioni e divergenze di opinioni, Lexa sta riconquistando il terreno perduto la scorsa stagione, e, in questa, sta dimostrando a Clarke i suoi sentimenti, andando contro i suoi stessi interessi. Bellamy e Clarke si stanno allontanando e viaggiano su due binari diversi, mentre tutto quello che Lexa decide o fa la sta portando più vicina a Clarke. Sono due ragazze che possono imparare tanto l’una dall’altra, che si assomigliano per certi versi e che possono crescere assieme e saranno la coppia principale, al momento. Tutto porta in quella direzione.
Al di là del loro rapporto personale, la decisione di Lexa la metterà ancora di più in pericolo con gli altri leader della Coalizione. Non punire gli Sky People indispettirà gli alleati di Lexa, che vedranno in questo gesto un segno di debolezza, e sappiamo che il Comandante non può permettersi di apparire debole, specialmente quando la sua autorità è stata messa a dura prova dalla regina Nia. Strategicamente, Lexa sta commettendo un grosso azzardo e avrà bisogno di enormi capacità diplomatiche e di una grande forza per mantenere la sua posizione.

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E per fortuna ci sono Octavia e Miller, che danno un po’ di soddisfazioni. Octavia è magnifica, in questo episodio: non cede a Pike, si scontra con il fratello perché crede che lui abbia torto, è coraggiosa e non esita a combattere le idee del nuovo Cancelliere alla luce del sole. Miller finge di essere dalla parte di Pike, ma è ancora leale a Abby e Kane, che sono una sorta di resistenza interna ad Arkadia, e riescono a non cedere, anche se non circondati da pericoli.
Murphy, finalmente, torna, ma è staccato dagli altri e non sembra, almeno per il prossimo futuro, volersi riunire ai Cento. È un personaggio tutto d’un pezzo: non ha ceduto alle tentazioni di Jaha e, fiutando il pericolo, si rifiuta di tornare indietro e preferisce stare alla larga da Arkadia. Lui ed Emori sono carini, ma quando lei scoprirà della morte del fratello, le cose si complicheranno. Nella prima stagione, Murphy era uno dei più odiati; adesso, invece, ci si preoccupa che sia al sicuro.
È iniziata una rivoluzione, tra i Grounder, e un’altra è in corso tra gli Sky People: nessuna delle due verrà portata a termine con tranquillità e, qualunque sia il futuro che attende gli abitanti della Terra, niente sarà più come prima.

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5 comments
  1. Pike e Jaha insieme mi fanno paura, due fanatici con purtroppo un grande carisma… e questa cosa non può che finire male.
    Mi è piaciuta molto l’analisi che hai fatto su Bellamy. La scorsa puntata non avevo apprezzato il suo cambio improvviso, ma mi sto accorgendo che stanno quasi cercando di sgretolare questo personaggio e ci mostrano anche nuovi aspetti del suo carattere; la delusione e la frustrazione nei confronti di Clarke ne sono un esempio lampante. E forse stanno facendo lo stesso anche per Raven e Lexa, abbattendo la loro corazza e mostrandoci un forte cambiamento. Vedere Raven crollare definitivamente e ammettere la sua fragilità mi ha fatto troppo male, quindi a maggior ragione Jaha che si approfitta delle più intime debolezze degli altri deve morire male. Punto.
    Bella Octavia, bello Kane e bello soprattutto Lincoln, che ha mostrato una grande superiorità morale rispetto a Pike e ai suoi.

    Alla prossima 🙂

    1. Jaha io non lo sopporto, spero lo facciano fuori prima possibile. E dire che nella prima stagione mi piaceva! Purtroppo, come dici tu, Pike e Jaha sanno come far presa sulle persone,e in una situazione come quella che stanno vivendo gli Sky People queste loro capacità sono pericolose. Bellamy, porello, è anche lui su una strada pericolosa, e tornerà in carreggiata tanto facilmente, ma io non lo considero completamente perso.
      Raven se la passerà male, e non oso immaginare gli effetti della City of Light su Jasper, che, al momento, è quello più fuori di testa.
      Gli unici che vedo al sicuro (per quanto si possa essere al sicuro in questo momento della serie) sono Monty, che riesce a mantenersi razionale, e Octavia, che essendo molto sicura della propria opinione e poco incline a smuoversi è quella che subisce meno l’influenza di Pile e Jaha e rimane convinta di quello che pensa. Penso proprio che sarà lei l’eroina di questa stagione, se continua così, e considerando da dove è partita, sono felice per lei, nonostante le varie forzature qua e là.
      E comunque io voglio più Indra.

      1. Brava! La storia di Jaha per me poteva benissimo finire con quel “may we meet again” con sottofondo dei Radiohead mentre si sacrifica per la sopravvivenza del suo popolo; da quando è tornato non vedo l’ora che trovino un modo per eliminarlo definitivamente. Non avevo pensato minimamente a Jasper poi… se i due si incontrano e Jaha riesce a sfondare il muro dell’autocommiserazione, il ragazzo non ne esce più. Ecco però in un certo senso lo vedo meno propenso di Raven ad accettare la via della City of Light perchè forse preferisce cullarsi nel suo dolore, e in un certo senso sentire ancora la presenza di Maya attraverso la sofferenza, piuttosto che liberarsi del suo ricordo (mentre per Raven il dolore fisico alla gamba era un costante ricordo tutto quello che lei non può più fare).

        Sinceramente l’Octavia degli inizi non mi stava particolarmente simpatica e la sua trasformazione in Miss Rambo da un giorno all’altro (nella scorsa stagione) mi hanno lasciato un po’ di dubbi, però adesso mi sta piacendo, se non altro perchè è coerente, indipendente e non si piange troppo addosso.

        Più Indra e perchè no, più Roan! Vederlo solo in Black Sails ormai non mi basta e poi voglio capire come si sistemeranno le cose con la Ice Nation ora che lui è re.

        1. Ecco, Roan! Più Roan per tutti! Ho ripreso Black Sails sol per lui e mi deconcentro prepotentemente ogni volta che c’è lui in scena (non che Toby Stevens sia da meno, eh). Spero rimanga in giro più a lungo possibile, perché dobbiamo ancora scoprire un po’ di cose su di lui, e sono curiosa di vedere come sarà come re.
          Guarda, in linea di massima ci sono tante forzature in questa serie: a ben pensarci, anche il fatto che Clarke fosse questo genio della medicina m’ha sempre lasciata perplessa, ma uno se le fa andare giù e va avanti. Nel caso di Octavia passo sopra la trasformazione in Rambo, come dicevi tu, perché almeno così questa ragazza è di qualche utilità, il che non è affatto un male. Se però avessero reso la cosa un po’ più graduale e, quindi, più credibile, sarebbe stato meglio.
          Dimenticavo: anche se l’attrice che interpreta Abby certe volte la trovo irritante, lei e Kane insieme sono proprio belli (lui lo amo da Lost). Spero che almeno loro una gioia ce la darannoXD

          1. Trattandosi di Rothenberg il MAIUNAGIOIA è dietro l’angolo però Kane e Abby mi piacciono molto, lui soprattutto perchè domunque Desmond Hume sarà sempre la mia costante 🙂

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