The 100 | Recensione 1×12 – We Are Grounders (Part 1)

Ebbene sì, dopo mesi insieme mi ritrovo a recensire la prima parte del finale di stagione di The 100 (la seconda e ultima parte andrà in onda mercoledì prossimo). Un’ottima puntata, che preannuncia un incredibile season finale. Ho apprezzato molto l’idea di suddividere il finale in due parti, “diluire” la storia ha permesso di curare maggiormente i dettagli, prestare maggior attenzione ai particolari e soprattutto di affiancare alle scene di azione e ai colpi di scena dei momenti di riflessione, riguardanti soprattutto la crescita e la maturazione dei giovani protagonisti. A conti quasi fatti, posso dire che lo show abbia rappresentato realmente un passo avanti per la CW, che ha azzardato una volta tanto un progetto diverso, magari un po’ più maturo, più complesso, e che non ha assolutamente deluso le aspettative, anzi.

L’episodio è stato costruito meticolosamente, con una struttura tripartita: le immagini che riguardano i superstiti sull’Arca, i giovani dell’accampamento e poi Clarke, che invece è tenuta prigioniera dai grounders.

L’Arca

La puntata si apre con le immagini dell’Arca: il Cancelliere Jaha, Kane e Abby sono tra i “sopravvissuti” al lancio dell’Exodus, ma ancora per poco, visto che le risorse sulla stazione spaziale stanno ormai per finire e l’ossigeno è sempre più rarefatto. Con la constatazione che presto sull’Arca non sarà più possibile sopravvivere, Jaha generosamente decide di annullare il razionamento delle risorse, facendo sì che tutto appartenga a tutti e che tutti ne possano usufruire liberamente. Un po’ ipocrita da parte di uno che ha cercato di salvarsi il didietro mentendo alla sua gente tirare fuori il discorso “ciò che è mio è tuo” quando tutti stanno morendo, no?

C’è da dire che Jaha si redimerà nel corso della puntata, infatti è lui che trova il modo per salvare (forse) quel che resta degli abitanti dell’Arca. Non sappiamo se la missione suicida di Jaha per spingere l’Arca verso la Terra invertendo il meccanismo che la manteneva in orbita funzionerà, ma è certo che se dovessero arrivare sulla Terra nel bel mezzo di una guerra le loro possibilità di sopravvivenza (sempre ammesso che la navicella non esploda) sarebbero comunque ben poche.

La Terra

Sulla Terra le vicende dei nostri protagonisti si mantengono su due strade differenti fino alla fine dell’episodio.

Da una parte, nell’accampamento, Bellamy non solo dovrà vedersela con l’imminente attacco dei grounders a cui, ovviamente, sono totalmente impreparati, ma anche con Murphy, che sceglie il momento più adatto per mettere in atto la sua vendetta. Era abbastanza intuitivo che Murphy non fosse cambiato di una virgola e che avrebbe creato ancora problemi, personalmente però non penso che ciò che ha fatto fosse frutto di un’alleanza coi Terrestri.

E’ chiaro che la persona che Murphy vuole punire, colui che ritiene responsabile di tutto quello che gli è capitato, è Bellamy: pur essendo suo amico, non solo non era intervenuto durante l’esecuzione pubblica di cui stava per essere vittima, ma aveva anche assecondato il resto del gruppo. Quella di Murphy è una vendetta personale, un odio covato a lungo nei confronti di quella che un tempo era una persona che stimava.

Quest’episodio ha segnato un momento di grande crescita per Bellamy. Non è più il ragazzino col complesso del leader mancato che cerca di dare agli altri quello che vogliono solo per raccogliere consensi, giusti o sbagliati che siano. Nel momento in cui decide di prendere il posto di Jasper, è come se Bellamy si assumesse le proprie responsabilità, anche nei confronti di Murphy stesso: è lui che ha sbagliato quando non è intervenuto per salvarlo e non può lasciare che qualcuno, in questo caso Jasper, muoia al suo posto. Il gesto di Bellamy è stato, oltre che un’ammissione di colpa, anche un segno di grande altruismo e coraggio.

Non credo che Bellamy sia ancora il leader ideale, ma penso che possa diventarlo. Un tratto importante del suo carattere è stato l’egoismo: finora nel radar di Bellamy c’erano lui e sua sorella, non si è mai preoccupato granchè per gli altri, e lo dico da Bellarke. Questa puntata gli ha permesso di comprendere i suoi errori, crescere. Lo vediamo nel momento in cui decide di non lasciare indietro Clarke, Finn e Monty. Anche se tornare indietro a cercarli con una guerra in corso non è la cosa più conveniente, è sicuramente quello che farebbe un gruppo.

La scena con Jasper è stata molto carina, e molto importante per il personaggio di Bellamy: finalmente, si inizia a vedere come un leader diverso da quello che è stato fino ad oggi, non un leader imposto col timore, con la violenza, o con l’inganno, ma un leader scelto dagli altri per il rispetto che nutrono nei suoi confronti.

Clarke, nel frattempo, è stata nuovamente catturata dai Terrestri e tenuta prigioniera nel loro accampamento. Abbiamo modo di conoscere un nuovo, e apparentemente temibile, personaggio, Tristan, e anche di capirci qualcosa in più sull’organizzazione “politica” dei grounders.

Ancora una volta, anche se condannata a morte, la biondina riesce a salvarsi le penne: il suo aguzzino altri non è che Lincoln, il quale non solo ha portato in salvo lei, ma anche Finn.
Il fatto che Finn sia sopravvissuto non mi farebbe né caldo né freddo, non fosse che non vedo l’ora di vedere la sua faccia quando scoprirà la tresca tra Raven e Bellamy.

Abbiamo finalmente scoperto chi sono gli “Uomini delle montagne” a cui era stato accennato qualche episodio fa. I Mietitori appaiono come creature semi-umane dalle tendenze cannibali, che vivono nascosti in cave scavate nella roccia in cui tengono corpi umani in fin di vita buttati in enormi carri e che fanno sembrare il resto dei grounders carini e coccolosi come dei cuccioli di labrador.

Il povero Lincoln, alias l’Uomo-Addominale sembra proprio essere destinato male. La crudeltà degli autori sidabbliu non ha fine, ogni volta che ricompare poi me lo fanno sparire per un’altra manciata di puntate, e questa volta, inseguito da un branco di Mietitori, credo proprio di poter dire addio alla sua tartaruga per sempre.

Vorrei soffermarmi un attimo sulla scena Flarke verso fine episodio: ho visto un altro telefilm, oppure qualcuno qui è stato friendzonato con una nonchalance che manco Daenerys Targaryen?

Finn si è tradito cercando di tenere un piede in due scarpe, e, nel tentativo di avere entrambe le donzelle si è preso un due di picche, prima da Raven e poi da Clarke. Posso dire che gli sta bene?

Penso che qui si sia vista per la prima volta e in modo molto chiaro e definito la differenza tra Clarke e Raven. Sono entrambe donne intelligenti e coraggiose, ma Clarke ha qualcosa in più: è forte, molto più di quel che sembra, e, nonostante Finn le piaccia e questo lo sappiamo, non può perdonare un uomo che l’ha trattata come l’ha trattata lui. Clarke è una donna che mette sé stessa per prima, Raven si annulla. Il no di Clarke a Finn mi è piaciuto molto, e non, banalmente, perché sono Bellarke, ma perché apprezzo sempre di più il prototipo “alternativo” di protagonista femminile che ci sta offrendo lo show.

Momento centrale della puntata è quello finale: mai come ora abbiamo visto la netta contrapposizione tra Clarke e Bellamy. Entrambi leader, anche se in modo diverso, entrambi sanno convincere e trascinare gli altri, ma rappresentano due punti di vista totalmente opposti. Forse la soluzione proposta da Clarke, scappare, è apparentemente più sensata, più razionale, come sempre del resto.

Ma il discorso di Bellamy mi è piaciuto altrettanto: rimanere e combattere per quella che ormai è diventata anche la propria terra, anche se a conti fatti appare più come una missione suicida che come uno scontro ad armi pari. Non è la prima volta che i nostri protagonisti si riferiscono all’accampamento e ai propri compagni come “casa”.

È stata la proposta di Clarke a prevalere, forse facendo leva sulla paura e sul panico che si è diffuso all’annuncio dell’arrivo di un esercito di grounders, ma dovremo aspettare un’altra settimana per sapere se si tratta veramente della soluzione giusta.

Io vi saluto e vi dò appuntamento alla prossima settimana con la seconda parte dell’episodio, che, vi ricordo, sarà anche il finale della prima stagione di The 100. Se cercate un modo per sopravvivere all’attesa per un’altra settimana, vi consiglio di fare un salto su Facebook e mettere mi piace alle pagine The 100 serie tv e The CW Italia: la prima è dedicata interamente allo show e la seconda, invece, è un angolo dedicato in generale a tutte le serie televisive del network CW, ma sono entrambe ricche di news, foto, video, costantemente aggiornate e ricche di tutto ciò che vorreste sapere sui vostri show preferiti, soprattutto per sopravvivere all’astinenza prima che ricominci la stagione televisiva a settembre!

Alla prossima!

https://www.youtube.com/watch?v=ND5Jm3vL1s8

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