Supernatural | Recensione 11×08 – Just My Imagination

Per gran parte delle serie tv, il riassunto che precede gli episodi è solo un’abitudine per fare il punto della situazione e, soprattutto quando si parla di maratone intensive, motivo di perdita di tempo che si salta senza rimorso; Supernatural si è sempre distinto anche in questo dettaglio. Non procedendo mai in maniera lineare, il riassunto non funge solo da promemoria di un qualcosa accaduto nel passato, ma anche da anticipatore di quello che ci accingiamo a vedere e, almeno per me, è un must. In quest’occasione, non appena ho visto l’orsacchiotto depresso e le fatine, non mi aspettavo niente di meno da quello che poi ha mostrato l’episodio che, nonostante sia stato un filler, ho adorato! E’ stato semplicemente stupendo. Un ritorno old style, assolutamente apprezzato.

3

Ammetto di essere rimasta leggermente sconvolta alla vista del manicorn, già da vivo, e non sapevo se aspettarmi qualcosa di buono o di profondamente cattivo, in realtà, tanto meno quando è comparso Sally nel buio, ma ci è voluto poco per capire che non sarebbe stato uno di quegli episodi in cui il folkore supernaturaliano sconvolge quello reale, rendendolo inquietante, e vedere Sam e Dean alle prese con un caso che va ben oltre il sovrannaturale – perché rasenta, per l’appunto, l’immaginario – è stato a dir poco epico.

a b

Dopo più di dieci anni passati in compagnia di questo show, quando verrebbe da dire di conoscere ogni dettaglio e sfumatura della vita vissuta dai due bros, ecco che scopriamo che Sam, in un periodo in cui si è sentito particolarmente solo, per via della sua età che non gli consentiva ancora di intraprendere la carriera del fratello e del padre, ma che non gli permetteva nemmeno più di vivere come se ciò che accadesse nella sua famiglia non fosse reale, scopriamo che ha avuto un amico immaginario, o per meglio dire, uno zana, una creatura che mai prima d’ora avevamo sentito nominare.
A quanto pare, queste zana, sono creature buone a cui è affidato il compito di guidare e proteggere i bambini che sentono il bisogno della loro presenza.
Oltre ad essere una cosa molto dolce, l’ho trovata anche originale ed un’ottima opportunità per fare l’ennesimo tuffo nel passato dei due fratelli.

4 5

Una volta assodata la reale esistenza del non-del-tutto-immaginario amico di Sam, Dean si lascia coinvolgere nella missione che, per quanto scontata e banale nell’essenza – riguardo la ragazza ferita che vuole vendicarsi – ho trovato piuttosto coinvolgente e a dir poco esilarante.

Ho amato ogni singola scena e battuta.

Qualsiasi bambino farebbe bene a ritenersi fortunato ad avere uno zana come Weems che lo intrattenga con l’air guitar, o anche uno buono come Sally non sarebbe male, ma come tutte le cose belle dell’infanzia, anche l’amicizia tra quest’ultimo e Sam giunse ad una fine che, come ci è stato mostrato, non è stata proprio il massimo. Dopo anni, però, nel momento in cui Sally si rende conto che c’è qualcosa che non va in Sam, interviene in suo aiuto.

lol

Come spesso accadeva in questo show – anche se negli ultimi tempi, forse, ce ne siamo dimenticati – niente di ciò che all’apparenza potrebbe sembrare superficiale lo è per davvero e la presenza di Sally ha significato per Sam la necessità di parlare con qualcuno che non lo giudichi e non liquidi i suoi pensieri in una frase di circostanza, come è solito fare Dean. Non si mette in dubbio l’affetto che lega i due fratelli, sarebbe assurdo il solo pensare che non sia così, ma il carattere di Dean, nonché il senso di protezione che sente nei confronti del fratello più piccolo, lo hanno portato più di una volta a prendere il sopravvento, non solo sullo stesso Sam, ma anche sulle sue idee. E’ altrettanto indubbio che sia un atteggiamento dettato solo dai sentimenti e non di certo per la prepotenza di imporsi su di lui, ma fatico comunque a trovarlo giusto in qualche modo; ormai, Sam non è più il bambino impaurito che si chiedeva perché non potesse avere una casa come chiunque altro, è un cacciatore che ha accettato il suo ruolo ed è cresciuto, nello stesso modo in cui è cresciuto Dean e merita, secondo me, la stessa possibilità di prendere delle decisioni.
Non che mi stia bene l’idea che Sam debba tornare nella gabbia, ma per Dean non esiste nemmeno l’eventualità di discutere della questione ed è proprio questo tipo di atteggiamento che, in passato, ha spinto Sam a scappare.

sam dean

Ritengo che le parole usate da Sally non siano state scelte tanto a caso e lo sguardo, piuttosto eloquente di Sam, ha reso palese la sua necessità di indipendenza, se così la si può definire.
E’ convinto di poter rimediare all’ennesimo errore commesso, e questo di certo gli fa onore, ma se mi ha infastidito l’atteggiamento fintamente menefreghista di Dean, mi urterebbe ancora di più il sistema nervoso l’idea che Dean, pur di proteggere Sam, possa sacrificarsi in qualche modo, perché la devono smettere di fare i martiri l’uno per l’altro, soprattutto adesso che, senza Morte a comandare, i mietitori hanno reso ben chiaro a Sam che il giochino “vita/morte – morte/vita” è finito.
Non voglio temere il peggio, ma meglio tenersi in guardia e pronti ad avere il cuore spezzato per l’ennesima volta, non si sa mai…

de7edc0efca5440265d005dca101bc31

Voi cosa ne pensate di questa faccenda della gabbia?
Se vi va, lasciate un commento per farmi sapere la vostra opinione!

Com’è ormai di consuetudine, vi lascio con il promo del prossimo episodio, dal titolo “O Brother Where Art Thou?”, e con il consiglio di seguire queste splendide paginette su facebook: I will always love Supernatural – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural Italia – Supernatural fan club – Jensen Ackles Italia

https://www.youtube.com/watch?v=onV6zf9JdyM

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.