Supernatural | Recensione 11×01 – Out of the Darkness, Into the Fire

Dopo demoni, angeli, vampiri, licantropi, zucchero, cannella e ogni cosa bella, non poteva che arrivare il momento in cui i fratelli Winchester si sarebbero ritrovati a dover affrontare un virus che, senza la bramosia per i cervelli, ha molto dello stile zombie… Non vi ha ricordato un po’ Croatoan?

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La nuova stagione riprende esattamente da dove ci eravamo fermati con ‘Brother’s Keeper’, senza accennare a nessuna delle precedenti azioni o alle eventuali conseguenze dipese da loro (come, tanto per fare un esempio… Si può morire senza Morte?), ma i dettagli non sono mai stati il pezzo forte di questa serie e, con la speranza che nel corso dei prossimi episodi ci vengano spiegate le cose lasciate in sospeso, non possiamo fare altro che concentrarci su quello che abbiamo visto. C’è tempo per le supposizioni, ma perché non iniziare subito?

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Croatoan, virus creato e diffuso da Azazel nel 2006 e che ha origini demoniache, è una delle tante disavventure in cui i due Bros si sono trovati immischiati. Sarà un caso che sia questo che quello generato dall’Oscurità presentino i sintomi di una rabbia omicida?
Abbiamo superato l’anno in cui nel viaggio nel futuro Dean vede LuciferoSam nel bel mezzo dell’Apocalisse e dei ‘croats’, ma chi ci assicura che la serie di eventi avvenuta a seguito della chiusura di Lucifero nella gabbia non abbiano cambiato il futuro, destinando il nostro presente ad una sorta di Croatoan dell’Oscurità? In fin dei conti, non sappiamo come Azazel avesse creato il virus, giusto? Potrebbe addirittura essere lo stesso.

Considerando che, nella chiacchierata con Dean, la Darkness non aveva e non ha la concezione di chi o cosa sia la Morte, dovrebbe essere completamente disinteressata ad uccidere; da qui la domanda da un milione di dollari espressa anche dallo stesso Dean: la malattia è una reazione inevitabile al fumo? Se è stato il fumo a trasformare tutta quella gente, cosa che potremmo di già considerare scontata, la vera domanda da porsi, però, è “in cosa sono stati trasformati?”

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Il legame che costituisce il Marchio ha conseguentemente costituito un legame con chiunque lo porti e ciò potrebbe risultare utile a Dean per riconoscere nella neonata Amara il vassallo dell’Oscurità, ammesso che sia questo il ruolo della bambina; sorvolando sulla natura del Marchio nato per sigillare in gabbia l’Oscurità, ma che prende il nome di Caino nonostante non sia stato creato per lui e lo abbia ricevuto solo in seguito, da Lucifero, e che a detta di Morte è stata creata l’Oscurità prima di Dio e di qualunque altra cosa sia mai stata creata, l’Oscurità è una sorta di male primordiale e l’idea di vedere una evil baby non mi entusiasma affatto. Ho ancora il trauma di Lilith…

Comunque, vista l’indifesa creatura di cui ha preso possesso l’Oscurità, si potrebbe pensare che la malattia si sviluppi tra gli umani come a volerli rendere schiavi dell’Oscurità stessa, magari con lo scopo di costituire un esercito personale?
Dal mio punto di vista, avrebbe senso e ciò spiegherebbe anche perché Lucifero o Michele dalla loro gabbia abbiano tentato di avvisare del pericolo: saper sfruttare una simile dote comporterebbe alla conquista di ogni singolo essere umano, togliendo potere a qualsiasi altra creatura.

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Congetture a parte (e non soffermandoci troppo sul discorso Lucifero, visto che la mia mente e il mio cuore si sono diretti spediti su fantasie apocalittiche che Eric Kripke non mi vuole proprio dare), è sempre un piacere constatare che dopo undici anni di attività, i fratelli non sono cambiati per niente, a differenza di come la vede Sam. Infatti, non mi riferisco per niente al discorso fatto a Dean, bensì al fatto che si sentano in costante dovere di compensarsi a vicenda con atti pseudo-eroici da martiri.

Essendo stato il turno di Dean l’anno scorso, giustamente quest’anno è toccato a Sam lanciarsi verso il suicidio alternativo e, ovviamente, evitando di rivelare al fratello di essere stato contaminato, di rischiare la vita e di aver incubato la malattia per la metà del tempo che ci è voluto a chiunque altro, perché lui deve trovare la cura, quindi il tempo gli va ridotto per creare suspance.

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E’ scontato dire che Sam non morirà, quindi si troverà di certo una cura, ma a quale costo? E’ stato lui stesso a dire che si sono dimenticati della parte del loro lavoro inerente il ‘saving people’, ma chissà quante ne farà fuori di persone prima di arrestare lo sviluppo della malattia e tutto questo solo per la convinzione di poter salvare proprio quelli per cui si è ammalato.
Mi è sempre piaciuto il motto di famiglia, ma non è sempre bianco o nero: così come non si può uccidere chiunque senza concedergli il beneficio del dubbio, a volte si deve esser pronti a reagire tempestivamente e a fare la cosa giusta, perché a concedere certi lussi chissà quanti altri ci rimettono la pelle. Il buonismo di Sam in quest’occasione non era proprio necessario ed ecco dove lo ha portato.

Rendiamoci conto che quando succede qualcosa di brutto a Dean è per scelta sua, per suo incosciente senso civico, mentre per quanto riguarda Sam il peggio gli accade sempre per via di conseguenze e dovrebbe iniziare a rivalutare il suo modus operandi, anche se è probabile che in difesa del ‘saving people’ abbia pensato che ammalandosi lui stesso sarebbe riuscito a convincere Dean a trovare una cura.

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Magra consolazione rivedere Crowley nelle sue consuete vesti e constatare che i Bros non sono gli unici recidivi, dato che Castiel si è fidato degli angeli ancora una volta, come se fosse seriamente convinto che potrebbero essergli d’aiuto. Eppure, si dovrebbe imparare dai propri errori…

Come inizio, non c’è male, ma è troppo presto per giudicare. Staremo a vedere!

Vi lascio con il promo del prossimo episodio dal titolo “Form and Void” e con il consiglio di seguire queste splendide pagine su Supernatural: I will always love Supernatural – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural Italia – Supernatural fan club – Jensen Ackles Italia – Jared Padalecki Fans

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