Supernatural | Recensione 10×11 – There’s no place like home

‘There’s no place like home’ e si sapeva che prima o poi la nostra adorata Charlie sarebbe tornata dal Mondo di Oz. Ciò che non mi aspettavo affatto, invece, era che sarebbe tornata divisa in due. Vedendo il promo di questo episodio, avevo temuto il peggio, pensando che le fosse successo qualcosa di talmente orribile da averla cambiata, invece, sorprendentemente, ci ritroviamo con una Dark Charlie, intenzionata a fare giustizia a modo suo, e una Good Charlie, semplicemente genuina come la parte di lei che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni.

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Considerando quanto sia stata sottolineata la difficoltà di Dean nel dover affrontare se stesso e ciò che il Marchio lo rende capace di fare, è palese quanto la divisione in buona e cattiva di Charlie sia una similitudine per rendere ancora più chiaro il conflitto interiore di Dean, nelle sue attuali due parti.

Non avendo capito cosa intendesse Clive con quell’ID, parlando della sua parte cattiva che in seguito era diventata il Mago di Oz, ho googlato per capire a cosa si riferisse e trovato la spiegazione in Freud: in inglese l’ID è l’IO, una delle tre parti della psiche umana, più specificatamente quella che rappresenta la vera natura dell’essere umano, fatta puramente di istinti. Quasi mi sono commossa nel constatare l’impegno messo a farci capire, finalmente, cosa stia passando Dean e abbiamo anche iniziato a vedere da parte sua un atteggiamento più maturo, seppur sempre nel suo stile.

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Intanto, è stato esilarante vederlo alle prese con frullati salutari e proteine pure, intenzionato davvero a condurre uno stile di vita più salutare per avere un miglior controllo su se stesso, per lo meno sulla parte ancora umana, ma nell’ironia del momento, purtroppo, capiamo che le ricerche riguardo una possibile ‘cura’ per il Marchio di Caino non procedono per il meglio. Continuo ad apprezzare ed amare l’atteggiamento di Sam riguardo l’intera faccenda e, per quanto nello specifico di questo episodio non abbia fatto grandi gesti, ha dimostrato che, nonostante tutto, si fida di suo fratello e lo vediamo, ad esempio quando lascia che sia lui ad occuparsi di Dark Charlie mentre è alle prese con la sua vendetta.

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Inutile dire quanto Charlie, sia la sua parte buona che quella cattiva, sia stata grandiosa. Mi ha stupito e colpito in maniera positiva il modo in cui le sue due parti sono state rappresentate e, come ho già accennato, sono state messe costantemente in rapporto parallelo con la difficoltà di Dean a tenere sotto controllo il Marchio. Quando Charlie spiega ai Bros cos’è successo ad Oz e dice loro che si sente responsabile per le cattive azioni commesse dalla Dark Charlie, correggendosi subito nel dire che lei stessa ha commesso quelle azioni, perché seppur con una sua piena autonomia, la Dark Charlie è comunque una parte di lei… Contemporaneamente, Dean vive la stessa situazione, con la differenza che la sua parte Dark è ancora in lui e ha paura che possa prendere il sopravvento da un momento all’altro.

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Di fatti, nel corso degli eventi, lo vediamo in difficoltà in diverse occasioni, ma l’apice della sua sofferenza è facilmente riconoscibile nel momento in cui, accecato dall’aggressività causata dal Marchio, si picchia con Dark Charlie; in un altro contesto, considerando quanto si siano legati i due fratelli alla tenera nerd, Dean non si sarebbe mai comportato così, oltretutto sapendo che nel ferire la Dark Charlie, avrebbe ferito anche la Good Charlie, ma c’è anche da dire che gli è bastato il richiamo di Sam a fargli tornare la ragione, tanto che, con un semplice sguardo, si è ripreso da quel momento di trance, frenando le mani. Si potrebbe, quindi, guardare il bicchiere mezzo pieno almeno in questa situazione?

Solo due episodi fa, che nell’arco temporale di Supernatural equivale comunque a poco tempo, Dean si è lasciato andare completamente all’impulso del Marchio, commettendo una strage senza eguali; questa volta, invece, probabilmente grazie anche al fatto che la vittima in questione era una persona a lui cara, seppur in quel momento malvagia, è riuscito a fermarsi, senza che Sam si trovasse costretto ad intervenire con le cattive maniere.

In tutto ciò, ci vedo del positivo e, magari, Dean riuscirà davvero ad imparare con il tempo come fare a gestire il Marchio, perché più passa il tempo, più credo che non esista una cura senza controindicazioni che porterebbero a qualcosa di ancora più grave del Marchio stesso, visto che con i due Bros si è rivelato essere così per ogni ‘soluzione’.

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A parte le cose belle di questo episodio, però, che devo ammettere di aver apprezzato nella sua totalità, dall’inizio alla fine, ho da ridire riguardo l’assenza di Castiel. Che rappresentano le telefonate a Sam? Perché è andato a fare chissà cosa, lasciando Dean in balia degli eventi come se si trovasse, invece, nella calma più assoluta e bastasse una semplice telefonata per sapere come sta a risolvere ogni problema?

Il mio pensiero riguardo la sua utilità in questa stagione, resta la stessa che ho specificato più volte nelle passate recensioni e mi dispiace parecchio, perché c’è stato un periodo in cui ho adorato Castiel, ma ormai, quell’angelo è praticamente scomparso, anche letteralmente parlando e la cosa non fa che infastidirmi sempre di più.

Comunque, con la solita speranza di vedere progredire questa stagione verso qualcosa di più interessante, vi lascio il promo del prossimo episodio, “About a boy”.

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