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Recensioni Suits

Suits – La nona stagione e gli addii

La nona stagione di “Suits” si è conclusa già da qualche giorno ma, scusatemi, non mi sono ancora ripresa.

Suits nona stagione

Nove anni fa, dopo averlo visto in ben due pellicole ed essermi presa una cotta colossale, scoprii il trailer di una nuova serie tv che avrebbe avuto protagonista Gabriel Macht. Spinta più dalla cotta che dalla reale nostalgia per le serie tv con protagonisti degli avvocati, guardai il pilot e rimasi folgorata. Tutto, dalle battute velocissime ai personaggi, mi aveva conquistato e da allora non ho mai vacillato. Nonostante gli alti e i bassi, “Suits” è stata nel mio calendario telefilmico di anno in anno fino a questo 2019 che ne ha visto la conclusione.

Avrebbe dovuto finire prima? Può darsi. Se lo avesse fatto, però, non avremmo avuto i Darvey per cui GRAZIE AL CIELO è arrivato fin qui.

Quest’anno è stato il primo da parecchi in cui non l’ho recensita settimanalmente e se da un lato un po’ mi è dispiaciuto, dall’altro ne sono contenta perché altrimenti avrei perso l’occasione per scrivere di archi narrativi dei personaggi, concentrandomi troppo sulle paturnie settimanali.

Nella scorsa stagione, lo studio legale aveva dovuto fare i conti con il più grande dei villain del passato – Daniel Hardman – ed era riuscito a sconfiggerlo. Questa volta ha dovuto affrontare il demone peggiore: se stesso.

Ricordo che nella sesta stagione, in occasione proprio del truschino per cui ha rischiato la collottola in questa stagione, avevo scritto che Harvey stava spingendo la sua linea di condotta oltre il confine che aveva sempre avuto: da allora, non ha mai smesso. Accanito giocatore d’azzardo nella vita, Harvey ha usato la sua arroganza per combattere cause buone ma senza alcun rispetto reale delle regole. Era normale – e dal mio punto di vista auspicabile – che prima o poi avrebbe dovuto farci i conti.

Da Malik a Cahill, uno dopo l’altro, come i fantasmi di Dickens, hanno chiesto ad Harvey di pagare lo scotto per le regole aggirate. Nessuno di loro avrebbe potuto immaginare che l’unico in grado di sconfiggere realmente Harvey, fosse Harvey stesso.

La lunga carrellata di facce note – fra le quali Erik Palladino che invecchia sempre meglio – che si è susseguita in questa nona stagione di “Suits”, non poteva non comprendere anche Mike Ross. Comparso in pochi episodi, mi ha ricordato come fosse avere Batman e Robin e quanto mi mancasse. Anche se, chi mi ha letto negli ultimi anni lo sa, nelle ultime stagioni Mike ha messo a dura prova la mia pazienza.

In un certo senso questa nona stagione, in particolare gli ultimi quattro episodi, è stata la stagione di Harvey. Gli altri personaggi hanno avuto delle storyline ma per lo più hanno gravitato attorno a lui.

Suits nona stagione

(deve essere stata l’ultima scena di entrambi data l’emozione chiaramente leggibile nei loro occhi)

Se Samantha si è confermata un personaggio interessante e multisfaccettato, Alex e Katrina hanno purtroppo avuto troppo poco spazio. Katrina in particolare, che è nel cast da molto più tempo, avrei voluto completasse il suo arco narrativo ed invece l’unica reale evoluzione del suo personaggio è stata la ribellione a Faye. Resta da capire perché non ci abbiano mostrato un chiarimento fra lei ed Harvey: sarebbe stato sufficiente uno sguardo nella folla, invece tutto è finito “a tarallucci e vino”.

Donna e Louis meritano un discorso a parte. La prima, ha continuato ad essere la donna e personaggio eccezionale che è sempre stata, feroce accanto al suo uomo ma non disposta a retrocedere per poter far brillare lui. Dopo la scorsa stagione, è stato meraviglioso vedere insieme i Darvey e portare a coronamento un percorso che non avrebbe potuto avere altra conclusione se non questa. La cosa meravigliosa è che, nonostante Donna sembri sempre in una posizione subalterna, non lo è realmente. Harvey dipende da Donna molto più di quanto lei dipenda da lui. Anzi, lei non dipende affatto da lui. Lo ha scelto — come ha ribadito più volte in questa stagione – e gli resta accanto, lo supporta ed è la colonna che gli impedisce di cadere quando vacilla. Non c’è Harvey senza Donna.

Suits nona stagioneSuits nona stagione

Louis Litt ha completato il suo arco narrativo in maniera eccezionale. Se ripenso al Louis delle prime stagioni – quello che avrei voluto picchiare selvaggiamente ogni due per tre – non posso che applaudire all’abile scrittura di Korsch e soci. Attraverso un percorso psicoterapico, abbiamo assistito all’evoluzione di Louis ed al superamento di tutta una serie di blocchi che lo rendevano insicuro e meschino. Nel corso di nove stagioni ci siamo ritrovati a tifare per lui, a piangere con lui e a gioire per il coronamento del suo sogno di una famiglia. E il ritorno di Sheila nella scorsa stagione è stato il miglior regalo.

Suits nona stagione

Quanto ad Harvey, il sacrificio finale per il bene dello studio e della sua famiglia acquisita è stata la conclusione perfetta e più naturale della sua storia. Lo abbiamo conosciuto come uno squalo pronto a non fermarsi davanti a nulla e nessuno, mosso da un proprio codice morale e piuttosto disinteressato alle conseguenze su chi lo circondasse. Lo lasciamo disposto al sacrificio di sé pur di proteggere chi ama (tratto che ha in sé da sempre) e pronto a pagare per le proprie scelte. Jessica sarebbe stata fiera di lui: come già la Pearson e poi Zane pagarono per le scorrettezze di Harvey, ora è stato il turno di Harvey di pagare per le proprie.

Suits nona stagione

Faye Richardson, dal canto suo, è stata una villain più fastidiosa che altro. Il suo ruolo nel corso della stagione mi ha fatto molto riflettere: in fondo il suo personaggio era ligio alla legge, corretto al minimo dettaglio, ferreo nelle sue convinzioni e nella sua etica, eppure, quella rigidità, me l’ha fatta vivere come fosse un villain vero e proprio anziché la Legge che chiede a chi ha sbagliato di porre rimedio. Questo perché con il tempo ho imparato ad amare i personaggi e a comprendere le loro decisioni, pertanto non riuscivo a tollerare che dovessero essere puniti perché, in fondo, lo hanno sempre fatto per un buon motivo. Eh già, peccato che la Legge è legge. Diciamo che il ruolo di Faye mi ha fatto molto riflettere su come anche nella vita reale, quella lontana dallo schermo del mio pc, tante altre persone facciano cose sbagliate per buoni motivi e forse dovrei imparare ad ascoltare di più e condannare meno.

Per concludere, questa nona stagione di “Suits” ha permesso che una serie di situazioni venutesi a creare nel corso degli anni siano arrivate a naturale conclusione ed ha concesso a noi fan di vedere il lieto fine per i nostri beniamini. Non c’è dubbio che nel corso degli anni “Suits” sia qualitativamente calato, e molto, e che questa stessa nona stagione, se non fosse stata l’ultima, sia stata piena di situazioni ridondanti e episodi faticosi e frustranti. Tuttavia, resta un prodotto televisivo sopra alla media che ha saputo introdurre e approfondire storie e personaggi che sono entrati nel cuore di noi fan e che ci hanno fatto gioire e soffrire con loro per nove anni.

Suits nona stagione

Sono grata a “Suits” per aver creato Harvey Specter: un personaggio che ha imparato che provare emozioni non equivale ad essere deboli, che ha usato le proprie capacità per perseguire la propria etica anche quando rischioso, che conosce una tale quantità di citazioni di pop culture da farmi impallidire.

Sono grata a “Suits” per Donna Paulsen, Jessica Pearson, Katrina Bennet, Rachel Zane, Samantha Weehler, Sheila Zasz e Gretchen. Questi personaggi femminili non hanno solo un guardaroba da paura ma un carattere incredibile. Se si togliessero da “Suits”, non resterebbe nulla. La vera spina dorsale della serie tv sono stati i suoi personaggi femminili: fieri, determinati, ambiziosi, imprescindibili.

Sono grata a “Suits” per Louis Litt perché mi ha ricordato che le ferite del passato si possono guarire e che il modo in cui affrontiamo le difficoltà è un buon punto di partenza per cambiare il mondo intorno a noi.

Sono grata a “Suits” per avermi fatto porre domande importanti nel corso degli anni. Il che non è una cosa ovvia.

Suits nona stagione

E voi? Cosa ne pensate di questa nona stagione di “Suits”? Il finale vi è piaciuto? Cosa vi mancherà di più? Cosa avreste voluto vedere?

E per chi volesse ancora piangere, QUI il video coi saluti del cast.

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