Sleepy Hollow | Recensione 2×15 – Spellcaster

Sono passate diverse ore da quando ho visto l’episodio, quindi ho avuto modo di “digerirlo” e di formulare un’opinione un po’ più ragionata. Se inizialmente a colpirmi erano stati perlopiù quei due/tre eventi che immagino abbiano fatto sfuggire un “Era ora!” anche a tutti gli altri fan che attendevano da un po’ che accadesse qualcosa di questa portata, ora devo ammettere che per i miei gusti anche se per assurdo si fosse trattato di un altro episodio fine a se stesso l’avrei accolto in maniera più tiepida rispetto a quello della settimana scorsa: il cattivo del giorno è un personaggio dalle sfumature inquietanti e il caso è intrigante e coinvolgente quanto basta, seppure con la consapevolezza ormai consolidata che anche alle minacce più terribili (qui paventiamo prima l’apertura dei cancelli del regno dei morti, con l’ovvio rischio di lasciare il varco aperto quel tanto da creare un traffico di anime verso il nostro mondo che neanche il Raccordo alle cinque di pomeriggio, poi una ben peggiore prospettiva di viaggio nel tempo con tutte le ripercussioni del caso) Sleepy Hollow porrà rimedio nell’arco dei soliti quaranta minuti.

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Ok, lo dico, credo che questo piccolo dettaglio stia cominciando ad ammazzare l’hype, non so se qualcun altro la sta vivendo come me e sarei curiosa di sentire altre opinioni a proposito: trovo che questo ridurre anche trame dal grande potenziale a parentesi da aprire e chiudere necessariamente in un arco narrativo mono-episodico a lungo andare impedisca allo spettatore di godersi lo svolgersi degli eventi con il massimo del coinvolgimento, o meglio, l’adrenalina c’è sempre se il caso attorno a cui ruota il tutto è particolarmente avvincente, ma manca quel pizzico di ansia in più data dal non sapere se ne vedremo davvero la fine al termine della puntata. In questo senso, presentare ogni tanto un caso sviluppato su due o più episodi potrebbe rompere la routine quel tanto che basta a ridare vitalità anche alle trame successive, spazzando via questa certezza latente che “il finale è già scritto”. La struttura ‘scenetta buffa iniziale di Ichy, scoperta del caso su cui indagare, indagini, apparenti difficoltà, risoluzione, chiusura con Ichy&Abbie che fanno il punto della situazione, ricordandoci anche a giorni alterni quanto il loro compito sia importante e soprattutto quanto il loro rapporto sia importante’ è ormai collaudata e sì, funzionava pure bene soprattutto nella scorsa stagione, dove (come dicevo nella precedente recensione) forse anche l’aggiunta del fattore novità concedeva una maggiore vitalità al tutto, ma col tempo sta diventando pesante (non nel senso di noiosa ma proprio di zavorra che impedisce al vero potenziale della serie di liberarsi come dovrebbe).
Ma diamo un taglio alla mia filippica su cosa al momento va e non va in Sleepy Hollow e ai pareri non richiesti e concentriamoci su questo “Spellcaster” che, sì, forse avrebbe davvero potuto funzionare anche come stand-alone tanto la storyline principale era emozionante, ma visto che degli elementi di forte interesse per lo sviluppo orizzontale ci sono e sono anche abbastanza succulenti, parliamone subito.

Basta girarci intorno: HENRY È TRA NOI! Ebbene sì, è tornato… o forse non se n’è mai andato. Fatto sta che nel vederlo in quella stanza di motel dopo averlo sentito nominare dai genitori poteva quasi sembrare un inaspettato flashback, e invece si rivela essere un ancora più inaspettato flash sul presente quando la tv annuncia la notizia del momento, ovvero il caso con cui si è aperto l’episodio. John Noble is back! [scusate ma la cosa necessita una ripetizione]
Nell’arco dell’episodio non solo assistiamo ad alcuni momenti nella giornata tipo del redivivo Henry (che vive da non si sa quanto tempo nascosto in quel posto riducendo al minimo il contatto col mondo esterno, ancora visibilmente ferito dagli eventi che l’hanno portato a rivoltarsi contro Moloch), ma scopriamo anche il lato nascosto di Irving, ovvero il suo lavorare segretamente per Henry. irving-henry-sleepy-hollow-spellcasterQuesta rivelazione, per quanto mi riguarda, arriva decisamente inaspettata, ma non tanto per la buona costruzione del twist a livello narrativo quanto per il modo in cui ci è stato presentato Irving negli ultimi episodi: con le sue espressioni corrucciate (non davanti ad altri ma anche in momenti solitari, o di fronte al suo stesso riflesso, quindi quando non avrebbe alcun motivo per mascherare i suoi veri sentimenti), l’ex capitano dava l’idea di essere genuinamente scosso dal ritrovarsi vivo contro qualsiasi logica, sinceramente preoccupato per la sua sorte, quindi questa scoperta mi fa chiedere: sapeva da subito di essere ancora il burattino di Henry e ha portato avanti una recita così convincente da crederci perfino lui stesso (Dan Humphrey docet)? E se no, cosa ha fatto scattare la scintilla? Perché l’Irving di questo episodio è effettivamente molto diverso da quello visto una settimana fa, molto più rilassato, dalla risata facile, pronto all’azione e apparentemente meno cupo: cosa è successo tra la scoperta di non avere un riflesso (nonostante Katrina, evidentemente mentendo allo scopo di risalire a suo figlio, avesse affermato che era tutto ok con la sua anima) e gli eventi di questo episodio per far risvegliare in Irving il lato oscuro che lo riporta da Henry, consegnandogli il libro sottratto a un morente Solomon, per giunta coronando il tutto con un beffardo commento su come quei due babbioni di Ichabod e Abbie non sospettino proprio nulla? Spero che avremo presto una risposta a riguardo perché è un passaggio tutt’altro che secondario e tralasciarlo da parte degli autori sarebbe una mancanza alquanto naive. Ma soprattutto spero in un risvolto molto più interessante del ritorno al ruolo di malvagio senza speranza di redenzione per Henry, che sembrerebbe però puntare proprio in quella direzione affermando cripticamente sul finale che ora che Moloch non c’è più lui non è più il Cavaliere dell’Apocalisse, ma farà comunque sì che il destino si pieghi al suo volere.

Ma andiamo ora alla storyline principale, all’interno di cui troviamo anche un altro momento degno di nota relativamente allo sviluppo di uno dei personaggi principali (Katrina): come detto, troviamo come villain della settimana uno stregone vissuto ai tempi di Helena Van Tassel, la nonna di Katrina che viveva in una colonia della Massachusetts Bay. Intuito il nome della cittadina incriminata? Ovvio: Salem. Solomon Kent sarebbe nientemeno che l’uomo dietro alla terribile caccia alle streghe che ha reso celebre la città fino ai giorni nostri, che avrebbe apparentemente dato inizio a tutto dopo aver accidentalmente accoltellato e ucciso la donna che amava ma che lo aveva rifiutato. Per uscirne pulito, decide di usare i suoi poteri magici per farla apparire come una strega, e riserverà lo stesso trattamento a tutte coloro che tenteranno di metterlo di fronte alle sue responsabilità e farlo ragionare (compresa Helena), finché la congrega di cui era a capo non lo intrappolerà esiliandolo in Purgatorio. Il suo ritorno tra i vivi, anche questo dovuto al terremoto in Purgatorio in seguito alla morte di Moloch, si lega alla ricerca di un libro di potenti incantesimi, il Grand Grimoire. katrina-sleepy-hollow-spellcaster1Dopo il plot device più palesemente allungabrodo del creato (lo stregone non può sfruttare appieno il potere del libro a causa di alcune pagine mancanti da recuperare), si scopre che il vero piano dell’uomo non è riportare in vita la sua amata, bensì tornare da lei viaggiando indietro nel tempo, con le ovvie conseguenze nefaste che ciò comporterebbe per il presente. Nel primo scontro con Solomon l’uomo fa venire alla luce un tratto inedito di Katrina, che in molti avevano già avvistato ma che non era mai stato mostrato così apertamente. Lo stesso Solomon le suggerisce che i suoi poteri non saranno mai al massimo finché il suo io interno sarà diviso tra due fazioni, e la incoraggia ad abbracciare pienamente il proprio lato oscuro che scalpita per uscire allo scoperto. Anche sul finale vediamo infatti Katrina sperimentare questo nuovo potere di origine oscura: il risvolto non sembra promettere nulla di buono e, sebbene la vicenda abbia permesso di gettare nuovamente la donna più attivamente nella mischia e dare un maggiore spessore alla sua figura, sono sinceramente preoccupata per la direzione in cui si sta spingendo la sua evoluzione come personaggio.

Come detto all’inizio, nonostante qualche sbavatura qua e là, nel complesso ho trovato le vicende raccontate in questo episodio molto intriganti. In particolare mi è molto piaciuta la figura dello stregone e la sua backstory. Tra l’altro, parlando di Solomon Kent, non so se qui sforiamo nel reame dei miei film mentali o se effettivamente il personaggio volesse essere in qualche modo un omaggio a Solomon Kane, personaggio creato da Robert E. Howard e portato sullo schermo nel 2009, anche se in una storia solo liberamente ispirata ai racconti, con il volto di James Purefoy: sia l’aspetto fisico del personaggio che alcuni tratti come l’appartenere all’era puritana sarebbero in comune con Kane, senza contare che quest’ultimo era un guerriero al servizio divino che girava il mondo combattendo il male mentre quello visto in Sleepy Hollow è, molto più semplicemente, al servizio divino come reverendo… pur avendo dei poteri magici che alla fine arriverà a usare per perseguire scopi malvagi. Oppure, molto più banalmente, il nome è stato scelto per via del richiamo alla “Chiave di Salomone”, altro libro di magia risalente al periodo medievale.

Siparietti comici e quotes della settimana:
– Sì, ho detto che le scenette iniziali concepite appositamente per strappare un sorriso stanno diventando parte della struttura ripetitiva dello show, ma non ho detto che ne farei a meno! Ho adorato Ichy in cerca di casa (non sai come ti capisco, tesoro mio: house-hunting sucks!), alle prese con il gergo degli agenti immobiliari e con tutti i cliché del caso (“mini muffins!”)… sono pur sempre parentesi che contribuiscono a spezzare un po’ la tensione nell’arco degli episodi, soprattutto quelli in cui si centra l’obiettivo di mantenere alta la suspense;
– Ichabod che finge di capirci qualcosa in un discorso che contiene le parole image enhancement, algorithm e pixels nella stessa frase;
– Ancora Ichabod e il suo catching up con la storia e la letteratura recente, senza ovviamente tralasciare i “grandi classici” (capiamo che ha fatto i compiti a casa dal suo sapiente uso dell’espressione “sensi di ragno”).

Direi che anche per questa settimana vi ho rimbambito abbastanza con i miei sproloqui, attendo di sentire anche la vostra su questo episodio, vi lascio come ogni settimana il promo del prossimo e vi ricordo, per rimanere sempre aggiornati sullo show, di passare dai nostri amici di

Sleepy Hollow Italia ϟ Prima pagina italiana 

Alla prossima!

4 comments
  1. Quando Henry parla con quei 3 disgraziati gli dice che ha ucciso suo padre, intende Moloch? (visto che il suo vero padre è Ichabod).
    Katrina per me era e rimarrà sempre insopportabile anche se spero che quest svolta dark la rende un po’ meno “pigna” :-).
    Mentre per quanto riguarda il rapporto tra Abby e Ichabod, sembra solo a me o in questa seconda stagione vogliono lasciarci intendere che succederà qualcosa tra di loro? In più di qualche scena lui la guarda estasiato (senza che lei se ne accorga).

    1. Sì, intendeva Moloch, che nonostante tutto per gran parte della sua vita ha identificato come il suo vero padre e per questo il “tradimento” l’ha ferito così tanto.
      Riguardo Katrina, non posso negare che la sua figura sia stata tratteggiata con l’accetta dagli autori e soprattutto in questa stagione le hanno dato una storyline terribile. Capisco la povera Katia Winter quando parla della frustrazione di interpretare questo personaggio in questo show! E ci credo che tutti la odiano sempre di più: l’hanno scritta con i piedi per dare più spazio a Ichabbie, e forse ora pianificano pure di levarla di mezzo. A me dispiace perché secondo me anche con lei avrebbero potuto fare molto meglio se solo si fossero impegnati a definirla come si deve.

  2. Io sono sempre stata una fan di questo show (e soprattutto di Ichy 😀 ), ma questa seconda metà della seconda stagione mi sta un po’ deludendo…secondo me manca un vero plot principale e questa struttura a episodi fa perdere tantissimo il senso generale della serie: va bene il “caso del giorno”, ma secondo me era molto più appassionante quando c’era anche una macro-trama da seguire! D’altra parte il ritorno di Henry mi da molte speranze in questo senso, oltre al fatto che è una presenza che aggiunge un sacco alla qualità dello show.
    Poi sarà che anche io non sopporto Katrina, ma per adesso non ha fatto altro che impedire ad Ichabod di esprimere tutto il suo potenziale, da quando è diventata una presenza costante lui si comporta molto più in maniera stupida per andare dietro a lei e io proprio non riesco a vederci un segno di amore quanto uno di dovere verso la moglie. Non posso farci niente, non mi trasmettono nulla come coppia e mi sembra che lei faccia di tutto per allontanarlo dal suo compito perchè si preoccupa solo e unicamente del figlio! Ho capito che c’è il tema del figlio perduto e tutto il resto, ma questo da solo non basta a definire un personaggio. Io rimango della mia idea che c’è molto più feeling con Abbie e anche secondo me in questa stagione succederà qualcosa (ma forse è solo una mia speranza 😛 )…staremo a vedere!
    Intanto mi associo alla felicità per il ritorno di Herny e spero che porti presto una nuova macro-trama interessante 😀

  3. Non so se succederà davvero qualcosa tra i due ma una cosa è certa: gli autori “ci stanno marciando” come si suol dire, riempendo gli episodi di allusioni. Io, come ormai si è capito da tempo, sono contraria al risvolto romantico Ichabbie per un milione e mezzo di motivi, quindi ovviamente spero che il loro rapporto continui a essere una profonda e meravigliosa amicizia fatta di lealtà e rispetto reciproco.
    Per quanto riguarda il ritorno di Henry, io invece ultimamente (soprattutto dopo aver visto il sedicesimo episodio) sono dell’idea che a Sleepy Hollow non serve necessariamente un nemico a cui far risalire tutti i mali del mondo, basta che abbia una direzione tratteggiata in maniera netta, che faccia capire che al di là di trame mono-episodiche apparentemente slegate tra loro c’è qualcosa in più. Poi certo, la figura di Henry mi ha sempre intrigata quindi qualunque ruolo gli faranno ricoprire da ora in poi sono stra-curiosa di saperlo 🙂

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