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Recensioni Sleepy Hollow

Sleepy Hollow | Recensione 2×07 – Deliverance

Ormai sono diversi episodi di fila che vediamo il progetto di Henry delinearsi gradualmente, un inspiegabile punto alla volta, e dopo il cliffhanger della scorsa puntata sulla sorte di Katrina, avvelenata (così sembrava) da un figlio sempre meno incline alla redenzione, in questo episodio assistiamo al suo travagliato percorso… Beh sì, travaglio direi che è l’espressione giusta in questo caso.

Oggi, diversamente dal solito, mi sto dedicando alla recensione un bel po’ di ore dopo la visione dell’episodio, ci ho addirittura dormito su, e non so se sia questo o altro ma in generale ho la strana sensazione di non sapere da dove cominciare. L’episodio mi è piaciuto, molto! Solo che non so da dove iniziare a esporre i vari punti che mi hanno coinvolta e quelli che invece mi sarei risparmiata… quindi facciamo che per questa volta saltiamo il riassunto dell’episodio (tanto se siamo qui è perché l’abbiamo visto tutti, a meno che non siate masochisti) e andiamo al nocciolo della questione: le parole chiave di questo episodio, come ormai spesso in questa stagione, sono famiglia e redenzione. Ichabod, povero disgraziato, si trova di fronte a un dilemma tutt’altro che semplice: se al termine dello scorso episodio avevamo sentito la sua voce fuori campo annunciare che non ha intenzione di gettare la spugna con Henry, nel trovarsi davanti sua moglie in serio pericolo di vita, pronta a dare alla luce Moloch in…persona? …il seme del dubbio sembra insinuarsi in lui. La possibilità o meno di una redenzione di Henry è un argomento dibattuto dall’istante in cui abbiamo scoperto la sua vera identità, Sleepy-Hollow--Deliverance-_article_story_largeio personalmente sarei felice di vedere almeno l’accenno di un minuscolo cambiamento in lui, anche a livello meramente narrativo mi piacerebbe molto che venisse maggiormente esplorata la sua doppia identità: Cavaliere dell’Apocalisse e fiero seguace di Moloch, ma anche bambino dall’infanzia dura, che ha giurato fedeltà a un demone in cui ha visto la figura paterna che non ha mai conosciuto perché ferito dall’umanità. L’interpretazione magistrale di John Noble di un villain inquietante e mefistofelico, apparentemente senz’anima, può portare a vedere tutto nero quando si tratta di questo personaggio e del suo rapporto a prima vista irrecuperabile con i suoi genitori, è facile vedere un mostro senza possibilità di recupero in Henry e spesso io stessa mi sono trovata a scuotere la testa davanti allo schermo assistendo alla sua ennesima malvagità, pensando tra me e me che probabilmente questa storia non avrà un lieto fine. Ma poi Sleepy Hollow ci presenta un episodio come “Deliverance” e, con pochi nanosecondi di flashback, con un’ombra sul volto di Henry mentre parla con suo padre, con qualche impercettibile accenno ci fa sperare che magari Jeremy è ancora lì da qualche parte, e ci troviamo a empatizzare con Katrina, che in quanto madre sarà forse un po’ cieca quando si tratta di suo figlio ma è decisa a capirlo, a non perdere le speranze e a combattere per ritrovarlo, nonostante stia portando in grembo il frutto del suo piano diabolico insiste nella sua ferrea convinzione che riesce a smuovere anche lo stesso Ichabod, che per un attimo aveva sembrato vacillare.

Quella che sembra vedere le cose con una certa lucidità da esterna rimane Abbie, che anche in passato non ha fatto mistero della sua titubanza riguardo tutta la situazione Henry-Katrina-Abraham… e a proposito di quest’ultimo, al contrario di Henry trovo che con il Cavaliere della Morte gli autori stiano facendo un buon lavoro di introspezione e umanizzazione, nonostante l’unica cosa sulla faccia della terra per cui è disposto a lottare opponendosi perfino al volere di Moloch sia Katrina, maxresdefault263-300x300nel rapporto con lei vediamo una persona dietro all’essere demoniaco, nel momento in cui le viene strappata e si trova a friggere per ben due volte ai raggi del sole, pronto a fare piazza pulita degli uomini di Henry, ho sentito quasi di non odiarlo profondamente… sia chiaro, continua a essere un terzo incomodo tra i miei adorati Ichatrina (cazzarola, saranno pure carini e coccolosi insieme ma il nome congiunto non si può sentire) e quindi destinato per mio insindacabile volere a sparire nel nulla quando tutto questo sarà finito, ma da spettatrice apprezzo l’approfondimento del personaggio e, ribadisco, sarei felicissima di vedere un lavoro simile fatto (con tutte le differenze e le particolarità del caso) su Henry.

Come al solito il caso del giorno si risolve entro fine episodio grazie a una trovata del buon vecchio Franklin (Ichy, ti toccherà cambiare idea su Ben visto quante volte una sua qualsiasi intuizione ti ha salvato il didietro!) messa in pratica all’ultimo secondo, ma al di là degli espedienti per rendere a tutti i costi autoconclusiva la trama di ogni episodio, portando avanti in maniera orizzontale solo un filo conduttore comune, quello che apprezzo maggiormente di questa serie è la tensione con cui arrivo al momento conclusivo. Sleepy Hollow, l’abbiamo detto più volte, pur tirando in ballo roba grossa come l’Apocalisse, la Rivoluzione americana e altri temi a prima vista di una certa portata, è uno show che mantiene la sua vena ironicaivoted e che si prende anche molto meno sul serio di altri incentrati sul soprannaturale. Trovo che partendo da premesse leggere è più facile per lo spettatore non solo sospendere l’incredulità ma anche chiudere un occhio in certi casi, trovarsi, come me, davanti a Ichabod con in mano un oggetto in grado di produrre una simil-aurora boreale che se proiettata sul grembo di Katrina può uccidere Moloch prima ancora che venga al mondo e godersi la scena nel suo surrealismo, sebbene si abbia la quasi certezza che tutto andrà per il meglio. In genere in questi casi mi trovo a criticare la prevedibilità delle risoluzioni di show che sembrano non voler osare (pur avendo tutti i requisiti in regola per permetterselo), come con la chiave del Purgatorio della premiere o il wendigo dello scorso episodio: in questo secondo caso la scelta estrema di far morire Joe e deludere le speranze di Abbie sarebbe stata forte e inaspettata e l’avrei probabilmente apprezzato come twist, ma questa settimana, trovandomi in tensione per la sorte di Katrina, pur sapendo sotto sotto che se la sarebbe cavata, avevo quel senso di “mi sto godendo l’atmosfera concitata pur sapendo dove andremo a finire” misto a “ma guarda se questa non deve essere la volta buona che mi fanno fuori un personaggio giusto per spezzare il ciclo di happy ending, perché Katrina morta proprio NO”. È un modo strano di porsi rispetto a una serie, lo so, è il classico caso di due pesi e due misure, ma in genere il modo in cui le vicende vengono gestite da questo show, con tutti i passaggi intermedi che approfondiscono le personalità dei personaggi coinvolti (in questo episodio particolarmente centrali), a fine episodio mi lasciano sempre con questa sensazione che sì, si sarebbe potuto osare di più ma si è scelta la via facile, eppure la cosa non mi infastidisce come farebbe in altre serie, perché qui spesso il punto è proprio un altro. È un discorso un po’ contorto e forse a farmi parlare così è il mio amore per la serie, sono quindi curiosa di sentire altri pareri sul tipo di gestione delle trame verticali in Sleepy Hollow e se, come me, apprezzate in generale come gli sviluppi graduali, specialmente nella forma di scoperta ed evoluzione dei personaggi, vengono portati avanti.

Ma veniamo ora al momento che tutti stavate aspettando (o forse anche no, ma io ci sguazzo): i siparietti di Ichabod di questa settimana. Innanzitutto, le sue tirate contro la modernità che non rispecchia i valori per cui “lui e Washington hanno combattuto ai tempi di checchennino” quest’oggi riguarda il sacrosanto diritto di voto… e la scena è semplicemente troppo Ichabod all’ennesima potenza per riproporla solo tramite gif:

la nonchalance con cui vorrebbe infilarsi a votare con Abbie e poi, non contento del rifiuto, prova a convincerla delle sue proposte con tanto di appunti scritti… come si fa a non adorarlo? Perché non posso avere il mio Ichy personale? Pagherei volentieri tutte le sue bollette se necessario! E parlando di amore per questo personaggio, che non è un mistero che io trovi uno dei meglio scritti e interpretati tra quelli degli show attualmente in onda, se condividete questo mio pensiero e vi siete persi l’ultimo articolo della rubrica Cotte Telefilmiche… beh, correte a recuperarlo!

Poi, nonostante per gran parte della puntata la presunta malattia di Katrina abbia catalizzato su temi più seri l’attenzione di tutti, non sono mancati altri momenti in cui la coppia (quanto sono felice di poterlo dire: la coppia!) si è trovata a fare i conti con il mondo di oggi e con il suo abbigliamento: dopo gli skinny jeans tanto odiati da Ichabod, vediamo anche Katrina alquanto a disagio in una mise poco puritana… e suo marito che fa il gelosone. Aww, adorable!

Note sparse sull’episodio:

– Ho apprezzato moltissimo la centralità di Katrina in questo episodio, spesso messa da parte e poco apprezzata dagli spettatori, che in mancanza di approfondimenti tendono a vederla come una damsel constantly in distress. Qui la vediamo prima disimpegnarsi con coraggio dagli scagnozzi di Henry che cercavano di portarla via, una volta in compagnia di Ichabod e Abbie prova attivamente a cercare una cura e, anche quando vicina a una fine segnata, mantiene l’ostinazione che solo una madre può avere nel non condannare troppo severamente suo figlio, anche se di fatto responsabile di tutto il male che sta patendo;

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– A questo proposito, ho trovato perfettamente integrata anche la scena della gelosia di Ichabod e del suo serio dubbio di fronte alla misteriosa gravidanza di Katrina: soprattutto nel contesto di una moglie che gli ha omesso parecchie cose è chiaro che l’appena accennato commento di Abbie (“è un po’ che voi due non passate del tempo insieme”) scateni qualche sospetto e un confronto di questo tipo, sinceramente, l’aspettavo: ok essere l’uomo calibrato e tutto d’un pezzo che sappiamo essere Ichabod, ma non fare una piega di fronte a tua moglie che se ne sta col suo ex giorno e notte quello sì che era trattare il rapporto tra i due personaggi con superficialità, a mio vedere;
– Mi è piaciuto molto anche il rapporto delineato tra Abbie e Katrina, con Abbie che, nonostante scetticismi vari, tiene così tanto a Ichabod da accettare qualunque decisione sua e di sua moglie. La ragazza in questo episodio fa molto da “supporto” lasciando il centro della scena alla coppia, mi è piaciuta in particolare la scena in cui Katrina afferma che è pronta a uccidersi per impedire a Moloch di venire al mondo tramite lei e Abbie si oppone con fermezza, tutto in onore del forte legame con Ichabod;

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– Ho avuto parecchi deja-vu di Walternate che velocizza la gravidanza di Fauxolivia in Fringe, ma questa è storia per un’altra sede;
– La scena iniziale del sogno di Katrina, con Ichabod che “vomita” ragni, è stata di un creepy assurdo… Ma d’altronde le gravidanze forzate (specie se di esseri demoniaci) sono già di per sé argomenti sensibili per me;
– È una simpatica coincidenza (o forse no) ma in America il giorno dopo la messa in onda dell’episodio è stata davvero giornata di elezioni di midterm.

Come sempre vi lascio con il promo del prossimo episodio e vi ricordo, per rimanere sempre aggiornati sulla serie, di fare un salto dai nostri amici alle pagine:

Sleepy Hollow Italia ϟ Prima pagina italiana

Sleepy Hollow Italia

Alla prossima!

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Sam

1 comment

Alice_in_seriesland 7 Novembre 2014 at 14:25

Il mio episodio preferito della serie, l’ho adorato!! Finalmente ci fanno conoscere meglio Katrina e quello che ho visto mi piace tantissimo. Mi ha commosso il suo attaccamento a Henry e il suo istinto materno che non le permette di accettare che suo figlio sia irrecuperabile. Ho trovato davvero valida la prova di attrice di Katia Winter, mi ha commosso moltissimo. Mi è piaciuto anche il lato geloso e incazzoso di Ichabod, assolutamente giustificato. Abbie non sembrava una grande fan di Katrina ma credo che, dopo questa esperienza, abbia cambiato idea. Concordo con te che spesso questa serie raggiunga la risoluzione del caso in modi fantasiosi e poco credibili e che a volte non abbia il coraggio di scegliere la strada delle morti “importanti”. Devo dire che stavolta, però, ho avuto davvero paura per Katrina, insomma c’ero cascata quando non si riprendeva più. Come te però non trovo disturbante questo aspetto sia perchè il resto mi piace da impazzire, sia perchè spesso, anche quando sembra che “i nostri” abbiano vinto la battaglia, il finale ci lascia intendere che non è proprio così e che Henry è sempre un passo avanti a loro. Non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio, come sempre bravissima!! 🙂

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