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Recensioni Shadowhunters

Shadowhunters | Recensione 2×16 – Day Of Atonement

Con il sedicesimo episodio, “Shadowhunter” è entrato nella seconda metà della 2b e nella parte finale di questa stagione. Inoltre, con “Day Of Atonement” siamo finalmente arrivati all’episodio diretto da Paul Wesley.

Le critiche negative.
Ovviamente esse sono, in sostanza, le stesse che già sono state affrontate la scorsa settimana. Per ciò che riguarda la trama, ci troviamo dinanzi a parti inventate che sono necessarie a colmare i buchi lasciati dallo stravolgimento della storia originale, e in questo ambito troviamo: la cena a casa della famiglia di Simon con Maia, che non ha apportato niente di fondamentale all’episodio ma è sembrato più un modo di dare screentime a Simon, visto che Magnus non è stato presente (per questo Consiglio dei Nascosti tenutosi alla Corte Seelie, che non dovrebbe nemmeno esistere, peraltro) e riavvicinare i due personaggi, con l’ulteriore eventuale errore in merito alla storia di Maia (eventuale perché tutti siamo in grado di capire che a cena a casa della famiglia di Simon non poteva certo narrare la verità sul fratello); Clary e Jace che finiscono nel lago Lyn per cercare Valentine, quando in realtà Clary vi finisce con Luke (che l’ha seguita nel Portale per Idris aperto dalla ragazza perché lasciata volutamente indietro da Jace – con i Lightwood – al momento del ritorno a Idris all’inizio di “Città di Vetro”, quando lei ha bisogno di andarci per trovare Ragnor Fell per risvegliare Jocelyn) e questo porta all’introduzione di Amatis Greymark, la sorella di Luke, poiché Luke porta Clary da Amatis per curarla dagli effetti delle acque del lago, mentre qui Clary è curata in un modo francamente ridicolo grazie al semplice contatto con Jace; la trama di Jonathan-Sebastian che è stato mandato, esiliato potremmo dire, da Valentine in uno dei Regni Infernali, dove è stato torturato e, a quanto pare, reso folle dalle torture. Quest’ultimo aspetto, in particolare, rischia di stravolgere completamente il personaggio di Jonathan Morgenstern, il quale non è folle, ma è malvagio a causa del sangue di demone, che gli ha bruciato via tutta l’umanità. Jonathan-Sebastian non è un personaggio contrastato o disturbato, è malvagio. Simple as that. Nonostante questo, Valentine non lo allontana mai da sé, lo cresce in un luogo diverso da quello in cui cresce Jace, anche se si accorge che gli effetti del sangue di demone vanno oltre ciò che lui voleva, ergo, come chi non ha letto i libri capirà, non esiste alcun collegamento Jonathan Morgenstern-Azazel. Per di più, il demone che ha concesso il suo sangue quando Jocelyn era incinta di Jonathan non permetterebbe mai di infliggere tali torture a Jonathan.


Per ciò che concerne i personaggi, siamo sempre sull’out of character per Jace, Clary (che non direbbe mai una frase così meschina a Jace), e anche Valentine, in verità, perché questo suo atteggiamento col figlio non è da lui, è molto più duro; Robert è già diventato, come la moglie, il padre dell’anno che supplica il perdono di Alec quando questo avviene molto dopo e non per il tradimento alla moglie, ma per il trattamento riservato ad Alec perché gay (e per di più impegnato con Magnus); e infine, ovviamente, anche Jonathan-Sebastian è finito out of character, il che è un peccato perché “rovina” l’interpretazione di Will Tudor, che sta facendo un ottimo lavoro in generale, ma ne farebbe uno splendido con la vera versione del personaggio.
Infine: hanno finito di rompere le cose di Isabelle?! Prima il rubino della collana, che è sparita per tutte queste settimane (stando a Todd Slavkin, uno degli showrunner, la collana tornerà, il motivo per cui è sparita è che ci è voluto tempo per riparare il rubino), adesso lo stilo… Basta, grazie.

Le critiche positive.
La cena a casa di Simon. Di per sé la scena è stata molto carina, anche se sarebbe preferibile semplicemente vederli frequentarsi.

Robert. E’ tornato lui a New York perché tecnicamente lui e Maryse dovrebbero essere a capo dell’Istituto e quantomeno ciò che ha detto al figlio sull’amore che nutre per tutti loro, Alec, Isabelle, Max e Jace, è verissimo. All’inizio la sua reticenza a spiegare alla figlia cosa sapeva non sembrava avere senso, perché nello show non considera Alec, Isabelle e Jace dei ragazzini come nella saga (nella quale è per questo che non li coinvolge mai, il che è frustrante, visto che i guai li hanno creati proprio lui, Maryse e compagnia bella, ma almeno ha senso), poi però quantomeno ciò è stato spiegato con la sua volontà di non obbligare i figli a mentire.
E ovviamente, elemento positivo è la sua rivelazione. Come avevo detto nell’audio recensione, all’inizio di questa seconda parte di stagione, Imogen ha mentito, la Spada non è mai stata recuperata.
Jonathan-Sebastian ha preso la Spada nel finale della 2×10 e lui non è persona che si perde i pezzi per strada.

Valentine e Jonathan-Sebastian. Il capanno, per così dire, viene dai libri ed è proprio legato al fratello maggiore di Clary. La frase pronunciata da Valentine, secondo la quale l’uomo ha sempre desiderato creare “The ultimate warrior”, per così dire, è verissima ed è ciò che ho evitato di spiegare la scorsa settimana per tutelare la rivelazione, sperando che la usassero, ed eccola qui. E’ proprio questo il motivo per cui Valentine ha chiesto a un preciso demone il sangue, da far ingerire a Jocelyn incinta: Valentine non voleva un figlio, voleva un’arma (parole sue, da “Città di Vetro”, il terzo romanzo dell’esalogia).
Ora, tutta questa trama, dall’undicesimo episodio a ora, è stata creata per giungere a questo punto, Valentine e Jonathan-Sebastian insieme (ovviamente si poteva fare senza alterare i personaggi e usando la migliore, più semplice e decisamente più sensata scelta di far infiltrare Jonathan-Sebastian all’Istituto per liberare il padre), quindi la domanda è: ora Valentine ha sia la Coppa che la Spada, per cui finalmente si passerà al suo vero piano, quantomeno quello di “Città di Vetro”? C’è da augurarselo.


Jace e Clary. Come credo sia evidente per tutti, la scelta di far viaggiare insieme i due è dettata dall’esigenza di riportarli a interagire da soli, di riapprofondire il rapporto, visto che sino a ora è stato trattato con molta superficialità, e avendo eliminato la scene al Wayland Manor (quella in cui Jace e Clary, a Idris, trovano Ithuriel prigioniero, che svela del figlio con sangue di demone, come avevo spiegato nella recensione dell’episodio 7, in cui abbiamo visto l’Angelo nella 2a) gli autori hanno creato questa soluzione. Lo stesso dicasi per la presenza di Ithuriel. Tuttavia, le scene al lago sono state davvero bellissime per l’ambientazione stupenda, e il combattimento non è stato male.
Soprattutto, bellissima la scena di Jace che legge i diari di Valentine perché finalmente viene data al personaggio un minimo di profondità, legando tale scena a quella in cui ha suonato il pianoforte, e perché ora Clary sa che il fratello è vivo; come ho spiegato la scorsa settimana e accennato anche in precedenza, il tutto avviene diversamente, in realtà, ma almeno Clary lo ha capito.


Infine, veniamo alla vera protagonista dell’episodio, il vero aspetto positivo di essa: la regia. E la vera persona protagonista: Paul Wesley.
Ragazzi, se si è vista la differenza tra questo episodio e i precedenti, anche i quindici precedenti e generalmente ben realizzati di questa seconda stagione, che hanno segnato un netto miglioramento rispetto alla prima da un punto di vista tecnico e visivo. E nonostante questo miglioramento, la regia di Paul Wesley ha marcato una notevole differenza. Complimenti Paul. Complimenti, complimenti, complimenti.
Forse non si è avvertita in ogni scena, perché è pur vero che quella della cena di Simon era piuttosto normale, così come il dialogo tra Alec e Isabelle sulla Spada dell’Anima o quello iniziale nella sala centrale dell’Istituto, tuttavia i momenti davvero importanti hanno mostrato questa differenza.
Le scene all’Istituto, come il dialogo tra Alec e Robert nell’ufficio, sono state più dark, nell’utilizzo della luce e dei costumi. Tutti hanno indossato abiti più scuri, che hanno dato l’impressione di fondersi con l’ombra più accentuata data da una luce più lieve. Allo stesso modo, sono state molto scure anche quelle nel capanno (ovviamente per sposarsi con gli eventi e i protagonisti), in cui abbiamo anche visto un pentacolo diverso, più inquietante, così come lo è stato l’emergere di Jonathan in esso, con i movimenti, il braccio che si è sollevato….
Le parti migliori sono state quelle dell’apertura del Portale e quelle al Lago Lyn. La scena in cui Clary ha visto la Runa sulla mappa di Idris e ha aperto il portale è stata molto bella, girata in modo diverso dal solito, con il movimento della camera che è ruotato attorno a Jace, il tavolo, Clary.





La panoramica del paesaggio attorno al lago che è stata splendida, ha portato in vita Idris come è descritta nei libri, cosa che permette di capire perché gli Shadowhunter amino il loro Stato così tanto e ne sentano sempre la mancanza se vivono in altre parti del mondo, per la sua profonda bellezza. Le montagne, la Foresta di Brocelind, le Torri Antidemone fatte di adamas (che però non dovrebbero essere così tante) che rilucono alla luce del sole come diamanti (e per questo Alicante è chiamata la Città di Vetro), gli edifici della città, costruiti in modo da farla sembrare un antico borgo, l’acqua che scorre attraverso essa, in piccoli canali, cosa che ricorda Venezia, il cielo azzurro, lo splendore del sole, l’aria pura… Tutte queste cose sono state avvertibili da quelle inquadrature per chi ha letto i libri, anche grazie al fatto che questa regia si unisce all’inquadratura di Alicante della scorsa settimana.
Visto che, purtroppo, non ci è consentito restare a Idris più di mezz’ora e mancano solo quattro episodi alla fine, spero che gli eventi di Alicante di “Città di Vetro” (quelli non ancora usati, intendo, quelli più drammatici) siano spostati alla prossima stagione e che Paul Wesley venga contattato per ben più di un episodio, in particolare proprio quelli che (se gli showrunner mostrassero un minimo di lungimiranza) dovrebbero vedere la città protagonista, in modo da poter mostrare anche uno degli edifici simbolo di Alicante, ovvero la Sala degli Accordi in stile neoclassico.
Bravo Paul!


Bene, per questa settimana mi fermo qui e vi lascio con il promo del prossimo episodio, “A Dark Reflection”.

https://www.youtube.com/watch?v=YjjwtpodQ5o

 

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3 comments

Giuls Brunetti 19 Luglio 2017 at 19:12

Ciao cara Sam!
Non mi sono fatta sentire nei commenti alle tue recensioni delle ultime due puntate (esclusa questa) perchè sinceramente non avevo niente da aggiungere rispetto a quanto detto da te.
Quello che mi sento di dire e che sto pensando da qualche puntata è che la serie Shadowhunters va presa come un prodotto a sè, si ispira proprio ai libri.. non come altre serie o film che sebbene stravolgano qualcosa ma il filo del libro lo seguono o quanto meno gli eventi.
Quindi, prendendola staccata dai libri che sto ancora leggendo, è un prodotto che mi piace, sebbene qualche scena che trovo un po’ banale anche solo per un telefilm (tipo la guarigione di Clary solo per il contatto con Jace, è stato un altro momento per mostrare il potere di Jace, Clary aveva creato il portale, lui doveva attivare qualche runa 😉 )

Se invece penso ai libri, mi monta un po’ il nervoso.
Finalmente quei due (e mi riferisco a Clary e Jace, anche se non dovrebbero essere insieme) arrivano a Idris per starci quanto? Una giornata?
E la miracolosa guarigione di Clary grazie ad un semplicissimo Iratze?! Quello mi ha fatto storcere il naso molto!
Ma anche la semplicità con cui vengano aperti i portali per Idris.

Ripeto, preso a sè, senza voler per forza replicate le bellissime scene dei libri (ormai avevamo capito l’andazzo avendo perso la scena del fiore di mezzanotte… ma almeno ci hanno dato il bacio alla corte Seelie) il telefilm mi piace!

Reply
Al
Al 21 Luglio 2017 at 18:07

Io non avevo ancora commentato, my bad!
Come sai ho passato quasi tutta la puntata a chiedermi cosa fosse “Edom” (se così si scrive), dato che me l’hanno spiattellato in faccia senza prendersi la briga di spiegarmi di cosa stessero parlando. Non che ci volesse un genio del male a capire che quel pentacolo non portasse certo ad un luogo di villeggiatura in cui avevano mentito sul pranzo a buffet scatenando le ire di Sebastina-Johnathan, però una piccola spiegazione sarebbe stata gradita. Come mi hai detto la saga letteraria ha avuto un successo incredibile, quindi perchè non “vendere” bene anche la serie, portando la gente ad appassionarsi a questo mondo? Scelte che non capirò mai…
Sui punti negativi siamo più o meno d’accordo: Robert padre dell’anno segue le improbabili orme della moglie e Clary che guarisce col solo contatto con Jace… bah, ok che si devono riavvicinare e che devono dimostrare che il loro è un rapporto speciale, però c’erano modi più credibili, e la serie parte sempre un po’ sulla tangente del teen facile quando si entra in campo romantico. Lascio perdere il vagheggiare da cerbiatto allucinato della McNamara nel bosco vicino al lago che ha un po’ smorzato l’entusiasmo per la scena dell’apertura del portale, che invece mi è piaciuta molto. Kat secondo me per alcune cose sta migliorando, però la sceneggiatura ancora non la aiuta.
Non conoscendo il vero Jonathan il suo lato sociopatico non mi è dispiaciuto, forse proprio per la bravura di Will Tudor. Mi ha fatto storcere il naso il comportamento di Valentine, che mi è sembrato un po’ remissivo. Io ho un’idea di Valentine senza cuore, che non si fa remore nemmeno di fronte ai suoi figli, quindi vederlo quasi invocare il perdono di Johnathan mi ha fatto pensare “ma anche no”.
Maya e Simon sono carini. Quindi Clary è stata una parentesi lagnosa tra Simon e Maya, così come Maya (e mi dispiace per lei) è destinata ad essere una parentesi tra Simon e Izzy, palese – la felce dell’amore viene innaffiata ogni giorno con amore 🙂
Non ricordo esattamente il background di Maya, se l’hanno detto, ho dimenticato forse la storia del fratello… se ti va di farmi un breve accenno…

Reply
L@ur@ 21 Luglio 2017 at 22:03

Come sempre mi associo a tutto!!!!
Hanno completamente stravolto la storia di Sebastian, positivo il fatto che abbiano mostrato che lui (ormai completamente ustionato) possa assumere le sembianze di chi gli va, spiegando quindi il perchè lui fosse identico al vero Sebastian (nel libro invece ha dovuto tingersi i capelli), ma questa cosa del volersi vendicare di Valentine perchè l’ha spedito a Edom non sta ne in cielo, nè in terra.
Tralasciando il fatto che di nuovo han preso cose a caso da libri a caso (Edom apparirà in tutt’altro contesto no?), ma che Valentine rinneghi il figlio non esiste, no, no, no.
Anche perchè alla fine fan comunque combutta quindi potevano benissimo attenersi alla storia originale.
C’è solo da sperare che ora che hanno la combo micidiale Spada + Coppa realizzino quello che devono realizzare.
Ho apprezzato tantissimo il frammento specchio del portale che mostra Idris, nei libri appare spesso (ricordo bene?), qua è stato un pò buttato lì, ma è stato un bel riferimento ai romanzi.
Gli occhi dorati di Jace, ho esultato, ma ammetto che anch’io ho storto il naso quando lui ha guarito Clary solo toccandola.
Regia perfetta, le scene in esterna sono fatte molto bene, una foresta in CGI mi avrebbe fatto imbufalire, invece qua sembrava di stare nel bosco dietro casa mia, perfetto!

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