Scream Queens | Recensione 1×01- Pilot / 1×02 – Hell Week

“Sei così sicura di te ma senza essere cattiva. Che antidepressivi prendi?”

Apro la recensione del pilot di Scream Queens con la battuta che meglio rappresenta la prima puntata del nuovo nato in casa Murphy-Falchuk.

La trama è semplice, un po’ la classica trama da film horror americano di serie b: sullo sfondo di un prestigioso college americano le ragazze appartenenti alla sorority KKT vengono uccise una ad una da un misterioso serial killer che indossa un costume da Diavolo Rosso (il costume della mascotte ufficiale della squadra dell’Università, i Red Devils). Gli omicidi sono collegati alla morte di un’altra studentessa avvenuta nella casa della KKT nel 1995. La serie vedrà l’omicidio di un personaggio per episodio, fino a svelare l’identità dell’assassino nel season finale.

Scream Queens è stato presentato, mediante una campagna pubblicitaria impeccabile (kudos ai responsabili marketing della Fox) come una horror comedy, un po’ Schegge di Follia che incontra Mean Girls, per intenderci. Lo show segue quel filone cinematografico di cui fanno parte anche Jawbreaker e a cui più di recente ha cercato di avvicinarsi Jennifer’s Body, che tende a mischiare elementi horror, comici, grotteschi e splatter.

Non mi stupisce particolarmente che lo show abbia fatto discutere anche coloro che lo attendevano con ansia, è un genere che difficilmente viene compreso, semplicemente perché non riusciamo a classificarlo in nessun modo. Sicuramente è una serie che lascia perplessi se non si apprezza lo humor nero di cui è intrisa e l’effetto finale può essere quello di premere “pausa” sul vostro pc e pensare “Cos’è questa roba?”.

Nella prima puntata di Scream Queens abbiamo visto, in ordine sparso: giovani universitarie che fanno giuramenti di sangue trovati su Google, ricconi viziati che giocano a golf con gli hippie che distribuiscono volantini per Amnesty International (e quando dico che ci giocano a golf intendo che li usano come bersaglio), frecciatine in cui si suggerisce che Michael Bay sia un regista pessimo (beh…), ragazze uccise durante una seduta di abbronzatura spray e battute politicamente scorrette che un autore televisivo qualsiasi non penserebbe di trasmettere nemmeno se volesse commettere un suicidio professionale in piena regola.

È una serie che può destabilizzare lo spettatore che non sa cosa aspettarsi: ha un elemento horror senza però fare veramente paura (io stessa mi aspettavo fosse più horror sono sincera), non è una commedia, non è una serie comica, ma in compenso i protagonisti sono volutamente esagerati, esasperati fino all’eccesso, è splatter ai limiti del grottesco e il suo umorismo appare molto più vicino alla satira che a una sit-com con le risate registrate in sottofondo che a noi italiani piacciono tanto.

Scream Queens è uno show che per goderselo non va preso sul serio, o meglio, va contestualizzato conoscendo il genere a cui appartiene e i titoli che prende come punti di riferimento. Le scene sono volutamente eccessive, assurde: come si può pensare che una scena in cui una ragazza sorda viene falciata da un tosaerba che non sente arrivare (mentre canta una canzone di Taylor Swift in mezzo agli urli delle compagne) sia una scena seria, e non ironica? Il sarcasmo è tagliente, cattivo e politicamente scorretto perché fa parte di questo genere. Non è una comedy.

Se poi non piace il genere e non si gradisce lo humor nero (che ammetto, per alcuni può risultare fastidioso) ovviamente tutti sono liberi di pensare, guardare e apprezzare quello che vogliono.

I personaggi sono, sì, portati all’eccesso. Tuttavia, nonostante siano un po’ stereotipati, ognuno di loro ha una funzione ben precisa.

Abbiamo Grace, la protagonista, la ragazzina carina e coccolosa che ascolta la colonna sonora di Twilight in macchina con suo padre (altro tocco di classe del signor Murphy) ma che entro la fine dell’episodio mostra un lato oscuro inaspettato. Tra l’altro, è orfana di madre (che faceva parte delle KKT) il che la fa entrare a pieno titolo nella lista dei sospettati.

C’è Pete, l’aspirante giornalista che fa il barman per mantenersi all’università ma che nasconde dei segreti e, forse, un’ossessione non molto sana per le KKT e una di loro in particolare (il mio indiziato numero 1 per ora, anche se forse un po’ troppo scontato).

I due bellocci ricchi e stupidi, Chad e Boone. Io non so voi, ma io ci ho visto una critica neanche troppo velata alla società americana “per bene” nel vedere i classici ragazzi di buona famiglia tutti muscoli e niente cervello che, dopo aver scaricato Chanel perché “non abbastanza popolare” si dedicano a bersagliare gli studenti impegnati nel sociale.

Poi c’è Chanel Oberlyn, interpretata da una perfetta Emma Roberts (è un ruolo che sembra cucito su di lei), presidentessa delle KKT, ricchissima, viziatissima e stronzissima. Non è solo egocentrica, manipolatrice e nevrotica, ma è anche totalmente priva di qualsiasi empatia nei confronti del genere umano. Chanel è una che si è creata un esercito di leccapiedi di cui non conosce neanche i nomi ma che chiama Chanel #2, Chanel #3 e così via; è una che frigge per sbaglio la faccia della domestica immergendola nell’olio bollente e dopo aver nascosto il corpo propone a tutti di farsi un drink.

È l’emblema della “povera ragazza ricca” che non è mai cresciuta davvero, rimanendo la bambina che fa i capricci per attirare l’attenzione di genitori assenti e ammorba le persone intorno a lei a causa dei suoi psicodrammi.

Chanel è, ovviamente, il personaggio-chiave della serie, che gira un po’ tutta intorno a lei. Non c’è commedia nera senza la sua Dama Nera, e Chanel è la nostra.

Un personaggio davvero molto interessante è quello interpretato da Jamie Lee Curtis. Sono sicura che Murphy non ha scomodato un nome del genere per affidarle un personaggio senza spessore, e da quello che ho visto non mi sbaglio. L’ambiguità sta proprio nel contrasto tra l’essere apparentemente impeccabile e l’abitudine ad andare a letto con gli studenti, e non studenti qualsiasi, Chad, l’emblema di quello che lei cerca di sconfiggere. Sono curiosa di sapere perché odia così tanto le sororities e le ragazze che ne fanno parte.

Infine, il nostro assassino Red Devil. La mia teoria è che sia collegato con l’antefatto, ovvero la morte della ragazza KKT nel 1995: se ci pensiamo, gli anni combaciano perfettamente. Nella scena col cellulare vediamo che ha dimestichezza con la tecnologia, il che suggerisce che abbia la stessa età delle sue vittime, o comunque che si tratti di una persona giovane. Che sia il bambino sopravvissuto della ragazza che ha partorito nella vasca da bagno pronto a vendicare la morte di sua madre?

Considerato che le sue consorelle l’hanno lasciata morire dissanguata per non rovinare un ballo, direi che avrebbe anche un movente abbastanza solido.

La prima puntata non ha visto una ma ben due morti tra le giovani appartenenti alla sorority: menzione d’onore alla scena dell’omicidio di Chanel #2 alias Ariana Grande (che hanno visto bene di eliminare subito). Lo scambio di messaggi con l’assassino e quando si trascina sanguinante verso il Macbook per scrivere uno status su Facebook anziché chiedere aiuto alle compagne nella stanza accanto è stata spiritosa, tagliente e assolutamente geniale. Non credo sia un caso neanche la scelta di una star così “social” come la Grande.

La seconda puntata, Hell Week, ha confermato l’impressione data dall’episodio pilota, con la differenza che l’ho trovata meno “esagerata” pur mantenendo tutte le caratteristiche di cui abbiamo già parlato. Devo dire che la mia opinione era positiva già dal primo episodio, ma il secondo mi ha definitivamente convinta.

Abbiamo avuto la conferma che il killer è effettivamente collegato in qualche modo con gli eventi avvenuti nella sede KKT vent’anni prima, dal momento che sembra nascondersi negli scantinati della sede della sorority, proprio vicino a dove viene conservata la vasca in cui morì la giovane studentessa e dove i suoi vestiti e la compilation della serata (dettaglio noir e ironico oppure indizio?) vengono tuttora custoditi.

Questa puntata ha anche approfondito alcuni personaggi e ha dato più spazio ad altri che non ne avevano avuto nel pilot, sostanzialmente incentrato unicamente su Chanel.

La Munch si è rivelata un personaggio ironico e molto divertente, la scena in cui ci prova col padre di Grace è impagabile. Jamie Lee Curtis rende perfettamente quella sorta di follia repressa che caratterizza il suo personaggio, completamente inadatto al ruolo ufficiale che riveste all’interno del College. Non mi sarei però aspettata che avesse a che fare con la morte della studentessa e il suo occultamento. Che sia solo questo il motivo per cui vuole distruggere la KKT?

Ho riso di gusto durante la scena della “poliziotta” (che non può usare la pistola ma può chiamare la polizia, ovviamente) e la spiegazione delle tre fasi dell’impeccabile piano di sicurezza organizzato per difendere le consorelle.

Mi sento di scagionare Pete, che mi sembrava un potenziale sospettato: troppo facile. Solo al secondo episodio e Grace lo ha già scoperto? Col costume di Red Devil nell’armadio per giunta. Tutto troppo plateale e scontato.

Il personaggio di Lea Michele, che non mi sapeva di niente durante il primo episodio, ha avuto un po’ più di visibilità nel secondo anche se devo ammettere che non mi ha ancora convinto del tutto. Ok, divertente, ma è uno di quelli che mi coinvolgono di meno, se non quello che mi coinvolge meno in assoluto per il momento.

Non mi entusiasmano neanche le due Chanel rimaste, anche se, effettivamente, essendo due minions della Chanel originale sono due personaggi probabilmente concepiti come dotati di poca o nulla personalità. La loro funzione è meramente decorativa per il momento, anche se Chanel #5 fa a gara con la #1 in quanto a scleri da esaurimento nervoso (comunque questa cosa che non hanno nomi ma numeri mi diverte non poco).

E infine la grande scoperta di questa puntata: Boone alias Nick Jonas. Devo ammettere che non avevo grandi aspettative su di lui e sul personaggio che avrebbe interpretato. Ero convintissima che sarebbe stato il classico fighetto palestrato di cui si vedono più gli addominali della faccia (e su questo punto non mi sbagliavo). Mi è piaciuta la trovata non scontata di fare interpretare all’idolo delle ragazzine di qualche anno fa un personaggio omosessuale divertente e ironico anziché il classico macho che, devo ammettere, l’ex Jonas Brother ha interpretato bene. Non me l’aspettavo, ero convinta sarebbe stato un cane, invece mi è piaciuto, l’ho trovato convincente (anche se è troppo presto per definirlo un bravo attore).

Mi è dispiaciuto quando l’hanno ucciso, seriamente, e ho esultato nella scena finale. Murphy come al solito non ne sbaglia una e non si è fatto sfuggire un personaggio che potenzialmente può essere molto interessante. Certo, mi ha incuriosito molto la sua collaborazione con Red Devil. Se alla fine dovesse rivelarsi lui il figlio sopravvissuto e avesse architettato tutto sarebbe decisamente figo. Però nelle anticipazioni avevo letto che l’identità del killer sarebbe stata svelata solo nel season finale, e di conseguenza mi verrebbe da pensare a un altro depistaggio.

Insomma, per concludere lo show mi è piaciuto e in particolare vi consiglio di non fermarvi al primo episodio se non vi ha convinto: avete la fortuna di avere già a disposizione il secondo dal momento che sono stati trasmessi insieme, per me merita una possibilità. Vi lascio al promo del prossimo episodio!

Alla prossima settimana!

15 comments
  1. Prima c’era Gossip Girl, poi è arrivato 90210, poi Pretty Little Liars, ma credo che in quanto a trash, ‪‎Scream Queens‬ raggiunga livelli mai visti prima nel panorama televisivo mondiale. Però, come dici tu, è proprio questo il modo in cui ci è sempre stata presentata, fin dai primi poster. Personalmente, ho trovato Scream Queens un perfetto mix tra Glee e Scary Movie. E’ un genere che può non piacere, ne siamo tutti consapevoli, è una serie che si prende in giro e prende in giro la società di oggi, specie nelle abitudini e nel modo di vivere dei più giovani. Ho trovato geniale, concordo con te, la scena della colluttazione tra Red Devil e Ariana Grande con tutta la questione “social”. Per quanto riguarda il cast, Emma Roberts è la trascinatrice assoluta di questo show, tutto ruota attorno a lei, e nel suo ruolo è semplicemente fantastica. Se devo fare un appunto negativo a questa nuova serie è che magari alla lunga potrà stancare e gli ascolti non troppo esaltanti dell’esordio possono rappresentare un grosso problema. Non so se possa riuscire a catturare l’attenzione per un’intera stagione. Comunque, butto lì un pronostico ignorante: il killer è il padre di Grace. 😀
    Splendida recensione, hai colto in pieno il senso di questo show, a mio avviso!

    1. Il genere è molto molto particolare, ha un umorismo diverso dal solito che per me può infastidire molte persone e magari stancare alla lunga, come dici tu, anche perché siamo più abituati a vedere impiegato questo genere nel cinema piuttosto che in televisione. Io adoro le commedie nere e lo humor macabro perciò mi sono divertita tantissimo guardando Scream Queens, il fatto che ci siano altre puntate per me è ancora meglio XD
      Assolutamente Emma Roberts è la regina indiscussa dello show, anche perché il ruolo di Chanel sembra pensato appositamente per lei.
      Anche io ho pensato al padre di Grace sai quando? Quando in macchina mette la compilation anni ’90 e dice di essere un “amante delle compilation”: ho pensato subito a quando Grace ha trovato la compilation della serata del 1995 nascosta nel baule, una cosa decisamente strana. In più il fatto che la mamma di Grace sia morta e fosse una KKT puzza anche a me, è vero!
      Grazie mille per i complimenti 🙂

  2. Bella recensione, complimenti! Mi trovi d’accordo su tutto quanto eccetto l’argomento Lea Michele, io trovo che il suo personaggio sia un po’ quello che allo show sarebbe mancato se non ci fosse stato. E’ imbarazzante, tonta e in qualche modo intelligente allo stesso tempo, a me piace!
    Non vedo l’ora di vedere i prossimi episodi!
    Ah! A quanto pare non è l’ultima volta che vedremo Chanel #2 aka Ariana Grande, l’ha confermato anche Murphy! Io sono contenta, è la minion Chanel che preferisco! (:

    1. Ti ringrazio per i complimenti 🙂
      Riguardo Lea Michele non saprei spiegare perché il suo personaggio mi ha deluso, forse mi aspettavo avesse più spazio. L’ho trovata un po’ “in ombra”, anche se effettivamente è difficile non risultare messe in ombra da Emma Roberts che praticamente ha fatto suo lo show e il personaggio di Chanel.
      Riguardo Chanel #2 e Boone ho letto poco fa che il loro ritorno ci sarà ma sarà “diverso” da quello che ci aspettiamo e sono curiosa di sapere perché!

      1. Che è rimasta un po’ in ombra è vero, ma d’altronde è difficile spiccare quando ci sono così tanti personaggi (soprattutto se sono tutti eccentrici come Chanel!), forse anche io sono rimasta delusa in quanto appunto mi aspettavo fosse più presente, ma sul carattere per ora non mi lamento!
        Io ho interpretato l’attacco a Boone come fittizio, cioè per me non è mai morto! O: Diverso è per Chanel #2, comunque non vedo l’ora di sapere, sarà dura non andare a cercare spoiler hahah.

  3. Anche io l’ho adorata!!! Al di là del trash, che non mi vergogno ad ammettere di amare, la feroce critica alla società odierna e alla superficialità dei ragazzini di oggi, sono l’elemento vincente della serie!!! Murphy non delude mai, qualsiasi aspetto decida di esaminare, lo fa lucidamente e con successo!!!
    Sull’assassino non faccio pronostici, non ci azzecco mai, pensavo a Grace, ma a conti fatti è nata dopo il 95…
    Ottima recensione! Alla prossima!

    1. Grazie mille 🙂
      Anche io adoro lo humor di Murphy, nonostante i tanti commenti negativi lo trovo un umorismo sottile e intelligente. Il trash è assolutamente il punto forte della serie.
      Riguardo a Grace, anche io l’avevo esclusa essendo nata dopo il 1995, ma se avesse mentito?

  4. Concordo su tutto. Non appena ho attaccato a vedere il pilot ho effettivamente messo in pausa e mi sono detta “no, un momento… ma che cosa sto guardando?”
    Questo genere o si odia o si ama, non ci sono vie di mezzo. Anzi, o si capisce o non si capisce. Io personalmente l’ho amato dal primo minuto all’ultimo, è tagliente ed esasperante al punto giusto, incuriosisce, e anche se affezionarsi ai personaggi non è facile – io li tutti prenderei a sprangrate sulle gengive- non puoi fare a meno di farteli piacere.
    Io ho bisogno di trash nella mia vita. Mi rende una persona migliore.
    Grandissima recensione, ci risentiamo per la prossima dose di trash 🙂

    1. Grazie mille 😀
      Sono assolutamente d’accordo con te: è una serie che o si ama o si odia. Io ci sono dentro con entrambe le scarpe XD

  5. Era da un bel po’ che non ridevo così tanto per una serie. Also, era da un bel po’ che non mi ritrovavo sommersa da tutto questo MERAVIGLIOSO trash. Davvero, ne abbiamo a palate. Manco l’Eurovision. Ed è tutto bellissimo.
    Scream Queens era nella mia lista di serie da iniziare da quando hanno cominciato ad uscire le prime news, e damn, questi due primi episodi non mi hanno delusa per niente: come dici tu, non è una serie seria, ma è proprio quello il suo bello, l’essere over the top, portata agli estremi. Per me è quello che ci vuole in una settimana telefilmica in cui seguo cose molto “pese”, tra HTGAWM e SPN e compagnia cantante. Certo, il fatto che non sia serie non vuol dire che non sia ben fatta, anzi. Il cast è azzeccato, il ritmo magistrale, e ci sono delle battute che veramente ti stendono. Per non parlare del mistero su chi sia il Red Devil, sul quale so già mi farò millemila castelli mentali che puntualmente si riveleranno sbagliatissimi (perché purtroppo a quanto pare vedere Sherlock a ripetizione non ti insegna a fare il detective).
    La recensione mi è piaciuta tantissimo, e non vedo l’ora di continuare con i prossimi episodi (e le prossime letture!).

    1. non posso che essere d’accordo con te 🙂 un po’ di trash non ha mai ucciso nessuno mi pare

      commenti del tipo “ma è assurdo!”…è proprio questo uno degli obbiettivi della serie! essere fuori dall’ordinario e in certe cose richiama un po’ Popular (che non sapevo fosse di Murphy tra l’altro)

      mentre vedevo le puntate poi pensavo “speriamo che qualcuno la commenti” perché una recensione a questa meraviglia è d’obbligo!

      Ciao alla prossima!!

      1. Ma anch’io ho letto in giro “ma non ha senso”, “ma chi si comporterebbe così?” e simili. Ovvio che nessuno di REALE si comporterebbe così, ed è proprio questo il bello. È una serie che si prende in giro, prende in giro altre serie, prende in giro anche un po’ il suo spettatore, a ben vedere. E boh, è geniale.

    2. Grazie mille a entrambe per il commento e il complimenti 🙂
      Anche io ho pensato “Devo assolutamente vederlo” da quando sono usciti i primi poster promozionali e da quando ho saputo che Emma Roberts sarebbe stata la protagonista (anche perché a mio parere lei è fatta per questi ruoli, la sua interpretazione di Madison è stata una delle poche cose da salvare di AHS:Coven). La serie è ben fatta, come dici tu, nel suo genere: scelta del cast, ritmo, battute, humor. Io adoro quando c’è un assassino da smascherare, quindi sì, sto già immaginando millemila scenari e motivazioni diverse. La scelta del costume da Red Devil, tamarrissimo, è un altro tocco di classe.
      Per quanto riguarda le critiche, diciamo che il genere è controverso e prevedevo che non tutti avrebbero gradito. Non è un umorismo immediato, non fa ridere tutti e questo è ok. Semplicemente, non capisco l’ostinazione di chi continua a ripetere che non ha senso. E’ assurdo perché è stato concepito così, non è che sia scritto male, è stato scritto perché doveva fare esattamente quest’effetto. Se chi critica Scream Queens vedesse Jawbreaker probabilmente direbbe le stesse cose…il genere è questo, può tranquillamente non piacere ma non significa che “fa schifo e basta”.

  6. A me non è dispiaciuta è molto banale come horror non c’è grande suspence e non mi sono affezionata a nessun personaggio ma ho apprezzato lo humor demenziale ci ho rivisto un accenno di Scary Movie ( che bei tempi quelli!) a cui non ho saputo resistere, però non credo che regga oltre questa premiere, vediamo…

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