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Recensioni Riverdale

Riverdale 3×12 – La rivincita dei personaggi secondari (che potevamo tranquillamente continuare ad ignorare)

  1. Bentornati cari Addicted!

Cause di forza maggiore mi hanno impedito di seguire in contemporanea la scorsa puntata di Riverdale, quindi, prima di avventurarci nel favoloso mondo di “Bizarrodale”,  lasciatemi spendere  due parole su  “The Red Dahlia”.

Come  avevo scritto nella mia ultima recensione (che potete recuperare QUI), quest’anno Riverdale si è impegnata a portare sul piccolo schermo la sua personalissima versione dei grandi classici del cinema, e  con quest’ultimo omaggio abbiamo chiuso il cerchio. Peccato che, nonostante alcuni picchi di genialità, mi è stato subito chiaro che l’utilità della 3×11 sia stata pressoché zero, se non in funzione di allargare maggiormente la rete di intrighi e riportare nella cittadina più noir d’America la cazzutissima Gladys Jones. Evito i giri di parole e, a costo di sembrare ripetitiva, continuo a dire che la storyline del Gargoyle King è il vero punto forte di questa stagione e che, senza di essa, la trama perde un po’ di interesse.

Nel tentativo di riprendersi da una puntata che per me avrebbe meritato una Flop 3, ecco che  passiamo ad un’altra in cui gli autori finalmente si sono ricordati del fatto che ci sono personaggi secondari che vivono ormai abbandonati a se stessi. Buono l’intento, un po’ meno la realizzazione.

Josie e la sua musica. Sinceramente ne facevo anche a meno, anche perché non ha aggiunto molto al personaggio (che come saprete non è tra i miei preferiti), se non una parvenza di inizio di relazione con Archie, che era citofonatissima dalla scena nella vasca e che francamente non mi esalta. Potevo vivere serenamente anche senza.

Per Kevin invece mi dispiace un po’ di più, perché potrebbe meritare davvero una storia tutta sua e, invece, anche il piccolo spazio che gli si è concesso è stato fondamentalmente di servizio.

Anche Cheryl rientrerebbe nella categoria dei “personaggi secondari” – e la cosa mi fa orrore, perché nessuno mette la Dea in un angolo. La sensazione generale che ho avuto, a parte le sue brillanti uscite con l’arco e le battute più taglienti che mai, è che il suo personaggio venga sviluppato unicamente in funzione della sua relazione con Toni (e ovviamente viceversa), un po’ come succede per Kevin e Moose.

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Insomma, per una volta che erano emersi dall’ombra, potevano anche impegnarsi di più.

Il ritorno del Midnight Club mi ha risollevato lo spirito. Nonostante le strade diverse che hanno preso, quell’esperienza li ha legati per sempre.  Una cosa poi mi ha fatto particolarmente riflettere. Nonostante all’inizio l’idea di questo accanimento spietato del Gargoyle King nei confronti del matrimonio Keller-McCoy mi avesse fatto dire “ma anche no, cosa vi fa pensare di essere così importanti”, poi ho iniziato a ricredermi. Il mistero del Gargoyle King affonda le sue radici nel passato e, fino ad ora, ho sempre pensato che la cosa andasse anche ben oltre il Midnight Club e la sua nuova generazione, che fosse radicato nella città di Riverdale, ma forse non è un caso: forse loro erano le vittime designate fin dall’inizio (a prescindere da come il gioco abbia avuto origine tra le mura amene delle Sorelle della Quiet Mercy).

La backstory del padre di Moose mi è piaciuta molto, però non posso che concordare con FP sul fatto che ormai il travestimento da Gargoyle King è più inflazionato di quello di Harley Quinn ad Halloween – confidiamo che quando si troveranno davanti quello vero avranno la stessa prontezza di spirito nel catturarlo.

Ultimo ma non ultimo, l’arrivo di Mama Jones a Riverdale, che promette di portare una buona dose di guai. Non avrei mai sospettato che potesse essere proprio lei l’acquirente misterioso di Hermione e la cosa mi ha piacevolmente stupita. Ora, oltre a chiedermi quale sia il suo piano per Riverdale, mi domando anche quale sia la vera natura del suo legame con i Lodge e quanto sia profonda questa connessione, nonché in che modo possa aver influito nella fuga di Archie quando era “sotto la sua protezione” a Toledo. Nel bene o nel male, confermo la mia ottima impressione su questa donna… se non altro porterà un po’ di pepe. Magari sarà in grado anche di risvegliare Alice?

A proposito di Alice… Le informazioni sulla Farm e sul suo santone sono ancora molto vaghe, ma finalmente sappiamo che volto avrà: signori e signore, sarà Chad Michael Murrey ad interpretare Edgar Evernever (QUI potete leggere la news). Contenti?

E dopo questa news, chiudiamo con la classica TOP 3:

  • Sembrerà strano, ma dopo questi due episodi ci entra di diritto: Penelope Blossom, madre dell’anno, dominatrice, avvelenatrice seriale e maitresse di bordelli. Il suo personaggio è diventato talmente surreale da risultare meraviglioso.
  • Attirandomi probabilmente le ire dell’intero fandom, devo ammettere che la coppia Reggie-Veronica mi sta convincendo su tutti i fronti. La stupidità di Reggie mi fa morire dal ridere, a differenza di quella del buon Trota che invece mi faceva semplicemente cadere le braccia.

  • Il Midnight Club, sempre e comunque.

Menzione d’onore per le Sorelle della Quiet Mercy, che anche da morte continuano a portare avanti le loro battaglie, traumatizzando giovani ragazzi insicuri dall’alba dei tempi. A Riverdale se non hai fatto una visitina da loro in pratica non sei nessuno.

Vi lascio con il promo della 3×13 (che andrà in onda tra due settimane) e vi ricordo di passare da queste splendide pagine:

LILI REINHART ITALIA

RIVERDALE – ITALIA

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