Pilot Addicted | Unreal

Eccoci ritornati a parlare di pilot, oggi tocca a quello di UnReal!

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La nostra televisione è ormai piena di reality show, e il loro successo non sembra mai avere fine. Ormai si sa che, in realtà, non c’è niente di vero in quello che si vede: è tutto scritto, organizzato in modo da attirare fan, è una finzione che viene mascherata da realtà. Con UnREAL, quello che vediamo è tutto il lavoro che c’è dietro le quinte, tutto quello che viene fatto per pilotare ciò che succede davanti alle telecamere, e viene mostrato senza mezzi termini. Le debolezze e le ferite dei partecipanti vengono usate per spingerli a mostrarsi vulnerabili, perché la gente vuole vederli a pezzi, vuole vederli crollare, vuole vedere la parte peggiore di loro. E il compito di tutti coloro che lavorano per il reality show è di dare questo al pubblico, con qualunque mezzo. Più si riescono manipolare i concorrenti nel mondo più attraente possibile per gli spettatori, più si riesce a stuzzicarli nei loro punti deboli, più si possono sfruttare le loro caratteristiche per fare spettacolo, più si è bravi. E ad essere molto brava è Rachel, che studia psicologia femminile e sa leggere le persone che ha di fronte e farle sentire a loro agio, per poi usare i loro difetti o le loro debolezze, quelle parti di sé che vogliono nascondere, come armi per lo show. Rachel, proprio perché consapevole della loro indole, sa perfettamente quanto li ferisca il meccanismo del reality show, ed è combattuta tra il lavoro che deve fare e la consapevolezza che quello che fa è, molte volte, crudele e insensibile, e lei stessa lo critica. Il fulcro di questo telefilm è proprio questo: scopre il marcio che c’è dietro questi reality e lo fa attraverso gli occhi di una persona che fa un lavoro che non ama, che non apprezza, in cui si ritrova a fare cose di cui non è fiera, ma è costretta a farlo. E’ un lavoro che distrugge, che richiede cinismo, richiede di essere duri, di non avere troppa compassione, e Rachel non è così; non abbastanza, almeno. Il resto dello staff del reality è insensibile a tutto questo, tranne in una sola occasione, in cui tutti, per una frazione di secondo, sembrano dispiaciuti di aver ferito qualcuno, nel tentativo di fare ascolti.
I personaggi apparsi finora non sono particolarmente approfonditi, e quella con un po’ di spessore in più è proprio Rachel: lei dà emozioni contrastanti, perché da una parte ci si sente solidali con la sua evidente sofferenza nel fare qualcosa che non vuole, ma, dall’altra, non si può fare a meno di pensare che lei è, forse, la più crudele di tutti, perché sa manipolare i concorrenti con un’abilità che nessun altro ha. Brava Shiri Appleby, e in generale il pilot rende bene l’idea della crudeltà di quel mondo. Non è una serie leggera, da guardare per svagarsi, non è neanche angosciante quanto serie come Black Mirror, ha qualche momento trash, ma è interessante e fa venir voglia di vedere il seguito.
– Eilidh

Il trailer di UnReal, trasmesso da Lifetime, mi aveva fatto capire che sarebbe stata una serie non troppo pesante, sicuramente con un pizzico di divertimento e che avrebbe mostrato cosa accade di così folle dietro le quinte dei reality show (mi aspettavo cose fuori dal normale e ammetto di non essere stata delusa). Il pilot, però, ha mostrato da subito il lato drama, trascinandoci in un dietro le quinte folle dove i problemi delle persone sono utilizzati come armi per fare spettacolo. Ammetto che uno dei motivi per cui ho voluto guardare il pilot è Shiri Appleby (che io ricorderò sempre come Liz Parker in Roswell) di cui ormai avevo perso le tracce. Ritrovare il suo volto (e corpo) sulla locandina di questo telefilm mi ha fatto pensare “perché no” ed eccomi qui. Mi aspettavo qualcosa di più leggero e invece credo che sarà una serie psicologicamente pesante, soprattutto per come ci è stato presentato il personaggio di Rachel, una donna psicologicamente disturbata e distrutta dal suo lavoro che la porta a ridurre a brandelli la vita e i sentimenti delle altre donne davanti a tantissimi telespettatori. Non so bene cosa aspettarmi, il pilot mi ha incuriosita ma non mi ha appassionata a tal punto da desiderare subito la prossima puntata. Forse alcuni personaggi sono troppo eccentrici, troppo “tirati”, come la ragazza vergine e la MILF disperata, ma è la strategia dei telefilm per accentuare di più le problematiche reali e accaparrarsi telespettatori. Cosa succederà a Rachel? Impazzirà di nuovo? Beh, con un lavoro del genere, io avrei dato di matto da subito. Spero che UnReal affronti, puntata dopo puntata, sempre più le problematiche dei reality show e di tutti i preparativi non proprio etici che vengono celati al pubblico e che non si trasformi nella storia d’amore tormentata tra Rachel e la star dello show (come sembra voler far intendere il trailer). L’idea sembra carina e dal pilot potrebbe diventare qualcosa di promettente, anche se dipende da come verrà sviluppata l’intera storia. Per adesso è un telefilm da guardare se si desidera vedere qualcosa di non proprio comune e se si ha voglia di una piccola dose di trash giornaliero.
-Rowhick

Voi cosa ne pensate di questo pilot? Ditecelo nei commenti!

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