Pilot Addicted | The Messengers

I pilot non finiscono mai! Di conseguenza non mancano un po’ di opinioni in merito del nostro staff, che oggi vi parlerà del primo episodio di The Messengers, nuovo show targato The CW.
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Dunque! Eccoci qui per un altro Pilot Addicted.
Abbandonata la Cornovaglia del XVIII secolo, questa volta mi sono buttata sugli Angeli. Caduti o meno, non non è ancora chiaro, ma di sicuro lo spiegheranno. Sto parlando, come avrete capito, di “The Messengers”, nuovo show della CW che ha debuttato venerdì notte (per noi).
La trama rilasciata è la seguente: “quando un oggetto misterioso cade sulla Terra, alcune persone, che non hanno alcun collegamento le une con le altre, vengono investite dall’onda d’urto e muoiono, per poi risvegliarsi e scoprire di aver ricevuto un compito importantissimo: prevenire l’Apocalisse.”
Questo perché, come recitavano le immagini promozionali, “Quando il Male sorge, il Bene si risveglia”. E infatti il primo episodio è intitolato proprio “The Awakening”, quindi “Il Risveglio”.
Avendo io, come mi è stato fatto notare qualche anno fa, una passione per esseri immortali, di qualunque tipo, e quant’altro, non potevo esimermi dal vederlo. E quindi eccomi qui.
L’episodio inizia con una sparatoria apparentemente senza alcun senso: due infermiere stanno uscendo dall’ospedale in cui lavorano quando una delle ha un malore che dice essere stato causato da una terribile sensazione. A loro si avvicina un uomo che le avvisa: “Si chiama Morte. E l’Inferno la seguirà.” Lo stesso spara, poi, a una delle due.
La prima metà del pilot, che ci porta a sette anni dopo l’evento iniziale (la scelta del numero potrebbe rivelarsi piuttosto curiosa), verte proprio sulla presentazione del gruppo di persone a cui si è accennato e, dunque, abbiamo: la scienziata dal drammatico passato, Vera; il poliziotto (?), Raul, nei guai fino al collo; una normalissima giovane mamma, Erin, che esce da un matrimonio problematico; un giovane predicatore, Joshua, la cui moglie e padre nascondono un grande segreto; un liceale, Peter, atleta -fa nuoto- ma evidentemente un po’ nerd, perseguitato dai bulletti di turno e che vive in una casa famiglia.
Come dicevo, in una comune giornata (almeno per la maggior parte di loro, il poliziotto non ne sta vivendo una favolosa), un oggetto non meglio identificato viene visto cadere dal cielo (“casualmente” proprio nel punto, nel deserto del Nuovo Messico, in cui venne fatta esplodere la prima bomba atomica della storia); dall’impatto si scatena un’onda d’urto che investe ognuno di loro e le persone che si trovano in loro compagnia, ma solo questi cinque cadono a terra, apparentemente morti, dopo che le loro pupille si sono dilatate e sono state per un secondo avvolte da un cerchio brillante. Pochi minuti dopo, tuttavia, i cinque si risvegliano, inducendo chi li ha soccorsi a ritenere di essersi sbagliati. Essi ricominciano a fare i conti con la propria vita, ma qualcosa in loro sta cambiando, come, entro la fine della giornata, si accorgono il predicatore e il liceale: i cinque, in verità, sono Angeli (anche in questo caso, caduti o dormienti e, quindi, con la relativa natura risvegliatasi nel momento in cui è entrata in contatto con quell’onda d’urto, è ancora da appurare).
Nel frattempo, si scopre che a cadere non è stato un oggetto, ma una persona… un Angelo, si direbbe (chi sia, precisamente, non è rivelato, ma il finale della puntata suggerisce un’idea piuttosto chiara), il quale si fa trovare, la sera, a casa della scienziata, Vera, con un messaggio e una richiesta.
Ocean, che ha visto l’episodio prima di me e ha voluto aggiornarmi, me lo ha descritto così: “Ricorda il pilot di Heroes.”
In effetti, mi trovo d’accordo con lei. Come in “Heroes”, il pilot di “The Messengers” ci presenta un gruppo di persone destinato a trovarsi e a formare gruppo per salvare il mondo; la differenza è che in questo caso il motto non sarà “Salva la cheerleader, salva il mondo”, che il mondo dovrà essere salvato da un’Apocalisse in senso biblico e, dunque, che per male si intende, per l’appunto, il Male sempre in senso biblico. Come in “Heroes”, inoltre, ognuna di queste persone sembra avere un “potere” diverso: curativo, una forza eccezionale, la lettura della mente… è da vedere se poi tutti avranno gli stessi poteri o se effettivamente questa differenza permarrà.
E’ facile intuire, pertanto, che lo stile non è quello a cui la CW ci ha abituato e, anzi, devo dire che le parole del predicatore, Joshua, dopo il suo risveglio, con le quali dice di aver avuto delle visioni che riguardano anche l’ira di Dio che sta per abbattersi su tutti, così come il discorso che l’Angelo caduto (colui ha provocato l’onda d’urto) fa a Vera riguardo a una persona che sarebbe una minaccia per tutto e tutti, accomunandola a un assassino di massa, mi hanno fatto pensare a “Legion” il film con Paul Bettany (ovviamente la cosa potrebbe rivelarsi molto diversa). Sebbene la storia sembri in qualche modo porsi nel filone di “Supernatural”, si direbbe che l’emittente stia portando avanti un’operazione (iniziata già con “Arrow”) per diversificare il più possibile i suoi prodotti, al fine di acquisire spettatori e provare a espandersi.
Come avrete capito, è stato un primo episodio molto introduttivo, ma posso dire che generalmente questo pilot mi ha intrigato e, dunque, che proverò a vedere come prosegue la storia, poiché sono molto curiosa di scoprire l’origine di questi Angeli, i loro poteri… e quale sia l’effettiva situazione (mi riferisco sempre alle parole di Joshua e a quelle dell’Angelo caduto); motivo per cui lo consiglio a chi vuole un po’ di avventura-azione e, in particolare, a chi in effetti ha amato “Heroes”, ama gli essere immortali di qualunque genere (magari specificatamente Angeli) e cerca qualcosa che li riguardi. Tentar non costa nulla. Buona visione!
– Sam

Estremo sud degli Stati Uniti. 2015.
Un meteorite precipita nel Trinity Site, il punto esatto dell’impatto della prima bomba atomica, causando un’onda di energia anomala che si spande per la bellezza di 4 stati attorno al sito. 5 persone colpite dall’onda muoiono sul colpo. Vera, astronoma ed ufologa che studia a Roswell, New Mexico. Erin, mamma premurosa di Tucson, Arizona, che fa schiantare la macchina sulla quale vioaggiano lei e la figlia Amy. Joshua, un giovane predicatore di Houston, Texas, che stramazza sul palco davanti agli occhi dei telespettatori, della giovane moglie incinta e del padre del quale sta cercando di emulare il cammino. Peter, ragazzo orfano e bullizzato di Little Rock, Arkansas. Raul, agente federale in missione sotto copertura in Messico. Tutti e cinque tornano in vita a pochi minuti di distanza dal momento in cui il loro cuore si è fermato. Tutti e cinque hanno una storia, un cammino, GROSSISSIMI problemi. Il Meteorite invece (chiamiamolo così), che assomiglia al Ken di Barbie con la faccetta un po’ più incavolata del normale, si alza dal punto dell’impatto e se ne va. Immaginatevi poi una povera deficiente (io) che salta su da tavola, additando lo schermo del tv e urlando al marito “Amore! Amore! Guarda! C’è la rupe di Roswell davanti all’esplosione!!!” Ecco… Avete il panorama. Dopo questa intro, The Messengers mi aveva già conquistata. Parlando genericamente, questo Pilot ricorda un po’ quello del lontano Heroes. Cinque completi estranei che non si conoscono, non si sono mai incontrati, non sanno niente l’uno dell’altro, che vivono lo stesso identico momento risvegliandosi ognuno con una consapevolezza diversa, ma con lo stesso obbiettivo. Un misterioso Meteorite che se ne va in giro a rubare vestiti ad un autista di carro attrezzi e che si presenta in casa dall’ufologa di turno per assegnarle una missione, ricattandola con immagini del figlio scomparso. Un’atmosfera da apocalisse incipiente che solo in Supernatural. Cinque vite con problemi diversi, con sofferenze diverse, con scopi completamente diversi eppure connesse per qualcosa che SICURAMENTE non è il caso (Lo dice anche il Meteorite a fine puntata). E ali. Ali da angelo che compaiono sulle loro spalle. Ali di luce che solo un riflesso allo specchio o una telecamera possono mostrare. Unite allo spuntare improvviso di poteri chiaramente soprannaturali risvegliati apparentemente dall’onda d’urto, come una sorta di codice genetico dormiente che abbia bisogno di uno starter per attivarsi. The Messengers affascina ed incuriosisce. Spinge a fare domande sul futuro dei protagonisti. Se proprio dobbiamo trovargli un difettto, è ancora un po’ troppo confusionario per i miei gust, ma dovendo introdurre cinque protagonisti con cinque vite separate non me ne stupisco più di tanto. Gli effetti speciali sono credibili e per nulla esagerati. Il girato ed i colori ricordano vagamente quelli degli episodi di Supernatural dopo il primo ritorno dall’inferno di Dean per mano di Castiel. Le musiche sono d’atmosfera e ben integrate. Anche gli attori non sono niente male… a parte forse l’interprete di Erin, che non mi ha convinta granchè. In generale, The messengers sembra essere un buon prodotto, targato CW ma che non assomiglia per niente ai classici prodotti CW. Esattamente come The 100, Jane The Virgin ed il resto delle ultime produzioni. Abbiamo speranze per quella rete? Sì. Finalmente posso dire di sì. Tornando al nostro Pilot, lo consiglio caldamente. MI E’ PIACIUTO. Vorrei vedere subito la prossima puntata. Mi intriga tantissimo questo fatto dei poteri e della profezia dell’Apocalisse proclamata da Joshua. E mi intriga il fatto che non si capisca ancora da che parte stia il Meteorite. Spoilerando il mìnimo indispensabile: tutti lo pensiamo malvagio di default… ma lo sarà veramente? Cosa c’è dietro alla sua… ehm… RI-caduta? E’ qui per impedire la profezia delle Rivelazioni o per farle da principale sponsor? Perchè l’onda di luce propagatasi dal sito dell’impatto (che gran figata di metafora!) ha risvegliato quelli che sembrano essere cinque Angeli? Postilla a piè pagina: viste le esperienze di Vera… cosa diavolo ne sa il governo degli Stati Uniti di un “angelo” precipitato nel bel mezzo dell’assoluto nulla e il cui schianto ha portato a dover inventare una balla riguardo a un flare solare? Riassumendo: guardate The Messengers. Nonostante la stranissima programmazione, credo che questa serie meriti una possibilità. Non sarà di certo una serie impegnata o di nicchia, ma è un piacevole diversivo per chi ama il sovrannaturale e le apocalissi.
-Ocean

Voi cosa ne pensate di questo pilot? Ditecelo nei commenti!

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