Pilot Addicted | Daredevil

Eccoci ritrovati per parlare ancora una volta insieme di pilot. Oggi sotto la nostra lente d’ingrandimento troviamo un episodio pilota di casa Netflix, quello di Daredevil.
daredevil_horizontal-5characters_us-main (1)

Voglio anticipare subito che son da sempre stata una gran fan della Marvel e di tutto quell’universo dedicato ai supereroi e a questo genere di personaggi che si son visti nei fumetti, al cinema e in tv. Non ho una spiegazione per questa mia passione, l’unica cosa che so è quella di esser follemente e irrazionalmente innamorata di queste figure dalla personalità sfaccettata, sia quelli dotati di grandi poteri che da quelli invece molto più…umani. Per quanto concerne la serie presa in esame stavolta, son sempre stata affascinata dalla figura di Dardevil, dal suo personaggio così particolare, da quel semplice uomo in grado di lottare contro il crimine con le proprie forze, da quel suo essere un eroe fuori dall’ordinario, assai diverso da molti altri visti in precedenza. Anni fa vidi il film con Ben Affleck, nella speranza che potesse rendere giustizia alla figura di Matt Murdock, ma semplicemente non lo fece. Chiusa quella parentesi e visto quanto il mondo del cinema si sta buttando sugli universi Marvel sfornando un film dietro l’altro ho sempre sperato che tornassero sui loro passi e dessero un’altra possibilità a Dardevil, con un nuovo cast e una nuova sceneggiatura ma a quanto pare questo mio desiderio sembrava destinato a non avverarsi mai. Questo almeno fino a che la Netflix non annunciò la sua decisione di produrre una serie dedicata a Daredevil e di prendere per il ruolo del protagonista Charlie Cox. GIOIA PURA. Chiaramente questo è solo il mio parere sul primo episodio, su quei 50 minuti che hanno aperto la stagione, un parere intaccato dall’attesa, dalle buone speranze e dal mio grande amore ma devo ammettere che sì, stavolta hanno fatto centro, quello che ho visto è proprio quello che aspettavo.
Splendida la recitazione con Cox veramente nella parte, in grado di dar fin da subito vita ad un personaggio estremamente complicato, normale e fresco avvocato non vedente di giorno e agile, veloce e letale paladino della notte. Quello che è apparso in questo episodio non è ancora il vero Dardevil, non indossa il caratteristico costume, ma degli attillati abiti neri e un drappo nero che gli copre il volto ma senza alcun dubbio ci son tutti i presupposti per assistere allo sviluppo e alla nascita di quello che poi diventerà. Elden Henson interpreta Foggy Nelson, socio in affari di Murdock nonché suo migliore amico mentre la bella Deborah Ann Woll, dopo la sua Jessica di True Blood, qua interpreta i panni di Karen Page che a fine episodio, conclusa la sua vicenda, si unisce al duo per aiutarli nel loro nuovo lavoro. Per quanto riguarda i/il villain/s di questa stagione Kingpin non ha ancora mostrato il suo volto ma ha sicuramente cominciato a muovere i fili anche senza il bisogno di mostrarsi effettivamente sullo schermo, cosa che non vedo effettivamente l’ora che accada. Meravigliose le atmosfere, belle le musiche, ottima la sigla di apertura e veramente e incredibilmente affascinanti le sequenze/scene di lotta, veramente ben fatte, per nulla esagerate. Daredevil non ha una forza fuori dall’ordinario, non è un Dio, non ha un armatura, ne armi particolari, quello di Matt Murdock è un uomo che con l’allenamento, l’esperienza, i sensi acuiti dalla cecità, con il suo continuo spingersi oltre i propri limiti, si lancia nella lotta contro la criminalità con il calare delle tenebre ed è proprio questo che ci è stato mostrato. Per cui se siete amanti del genere, se siete fan della Marvel, se Netflix sin ora non vi ha mai delusi, se anche solo volete dare un’opportunità ad una serie che si preannuncia di grande qualità allora non potete assolutamente perdervi il pilot di Daredevil!
-Claw

Quello che mi piace del poter commentare un pilot è il fatto di poter esprimere la propria opinione su ciò che colpisce a prima vista di una serie. Quello che mi piace, del pilot di una serie, è il fatto che gli showrunner debbano riuscire a bilanciare al meglio l‘introduzione delle tematiche generali, la caratterizzazione dei personaggi, il mero intrattenimento, l’eventuale trama verticale e quel pizzico di trama orizzontale che serve ad incuriosire lo spettatore, a fargli pensare “Ok, DEVO VEDERE come va avanti!”
Daredevil non è ne egregiamente bilanciato, ne ha qualcosa che colpisca la vista… eppure intrattiene dannatamente.
Primo punto: Daredevil non colpisce la vista perchè colpisce principalmente l’udito, caratteristica che ho ADORATO e che non avevo mai colto così tanto in nessun’altra serie tv.
In netto contrasto con le atmosfere cupe, buie, dark e a volte carenti di colore di Hell’s Kitchen, quartiere di New York in cui è ambientata la storia, i suoni la fanno da padroni incontrastati. I suoni ambientali, il rumore del traffico, lo scrosciare della pioggia sui vetri delle finestre, il tuono… tutto ciò che normalmente è sottofondo e che tendiamo ad ignorare come semplice elemento di circostanza qui è amplificato, staccato, riempie la testa di immagini e paragoni. Sono i suoni i veri colori di Daredevil, letteralmente come lo sono per Matt Murdock e metaforicamente come lo sono per lo spettatore.
Secondo punto: non è ben bilanciato, ma in fin dei conti siamo solo all’inizio della carriera del Diavolo Rosso. La parte introduttiva, se così possiamo chiamare il caso di Karen Page e di come Matt e Foggy accolgano nella loro vita questa nuova segretaria, assume un po’ troppa importanza, facendo sembrare metà dell’episodio un procedural in cui un avvocato, cieco per disgrazia, raccoglie indizi in maniere non propriamente normali.
Ad ogni modo, l’analisi del caso di Karen e le implicazioni che si porta appresso hanno il vantaggio non solo di introdurci al mondo buio di Matt, in cui i supersensi sviluppati in maniera quasi sovrannaturale gli permettono di udire persino il battito del cuore della ragazza e capire se sta mentendo, ma anche di dare tempo ai personaggi di introdurre se stessi, di raccontarci qualcosa del proprio carattere che vada al di là della storia di background. E, sopra ogni altra cosa, di introdurre il Bad Guy. Che, diciamocelo… sa un po’ di Lord Voldemort, attualmente.
“Noi non pronunciamo il suo nome”, il galoppino sempre presente al posto suo, l’uso indiscriminato del ricatto a debitori non paganti che vengono mandati ad uccidere teste problematici perchè sacrificabili e facilmente eliminabili in un secondo tempo… E’ questa aria di mistero che lo avvolge, in realtà, l’elemento che spinge lo spettatore a guardare l’episodio successivo. La rivelazione di un villain che ha piani in grande per un quartiere che un supereroe ha deciso di proteggere, costi quel che costi.
E Daredevil non è un supereroe qualsiasi. Ha molta meno pazienza di un qualsiasi supereroe. Si fa ben pochi problemi a picchiare il deportatore di passaggio, ma si fa ancora meno problemi a spaventare le vittime terrorizzate del deportatore per farle reagire e scappare.
A metà tra Spiderman e Batman, Matt Murdock non ha le risorse economiche e tecnologiche del più famoso Pipistrello ma è forse altrettanto “arrabbiato”, disilluso e senza troppe remore. Matt Murdock non è un “buono” per antonomasia. Usa la violenza gratuita per arrivare dove il suo mestiere di avvocato non gli permette, deciso com’è a fare in modo che la ricostruzione di Hell’s Kitchen sia un vero nuovo inizio,e non l’ennesimo modo per la malavita organizzata di allungare le dita sul destino di migliaia di esseri umani.
Ecco l’altra cosa che mi ha affascinato: mentre Devil, iconograficamente parlando non la figura che ci si aspetterebbe per proteggere la popolazione, si batte per raddrizzare quei torti che i corrotti ufficiali difensori della legge e dell’ordine non vogliono vedere (o sono pagati per non vedere), l’ambiente attorno a lui è in fermento. La “Ricostruzione” è nell’aria. Se ne parla da anni e tutti si impegnano per portarla a termine nella maniera più conveniente.
Ma mentre lui, il “Diavolo Custode”, si impegna ricostruire per il bene degli altri, quelli che dovrebbero essere angeli fanno di tutto per sfruttare le potenzialità di questo cambiamento perchè NON SIA cambiamento, ma un nuovo modo per consolidare il proprio potere.
Devil, nel suo mondo immobile e nero, è il movimento che contrasta la staticità del colore vivido della malavita dei sobborghi di New York.
Detto questo: Daredevil non è l’ennesima carnevalata Marvel che vuole cavalcare la cresta dell’onda. Oddio… E’ l’ennesima carnevalata Marvel, ma per gli amati dei supereroi, e dell’universo Marvel in generale, è imperdibile. Anche perchè la qualità è oggettivamente superiore a qualsiasi serie di supereroi che io abbia visto finora.
La cura nella scelta delle luci, dei colori e delle musiche, nonchè dei suoni ambientali e nella scelta dei personaggi principali, ha valso i mesi d’attesa e ha più che ampiamente soddisfatto ogni spettativa. Ed è indice di qualità. Parecchia.
Le piccole note stridenti sono facilissimamente tacitate dal fatto che questo sia solo il pilot, e si abbiano ben 13 episodi di tempo per sistemare ogni questioncina in sospeso.
Insomma: Daredevil vale il tempo spesoci sopra. TUTTO.
-Ocean

Daredevil era uno dei pochi show che aspettavo davvero di vedere, soprattutto perché sia Netflix che Marvel avevano annunciato che sarebbe stato più dark e “adulto” rispetto ai film e agli show targati ABC della casa fumettistica.
Effettivamente il pilot ha confermato le dichiarazioni dei mesi precedenti all’uscita: i toni e le atmosfere sono molto cupi e lo show ha dato decisamente l’idea di essere il più realistico di tutto l’universo Marvel visto fin’ora sul piccolo e grande schermo. Fin dall’inizio vediamo come Matt Murdock, il protagonista, abbia sì delle capacità straordinarie che lo rendono capace di vedere – e sentire – più di qualsiasi altra persona, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto anche quanto rimanga umano e vulnerabile, quanto questa persona sia tutto tranne che invincibile. Tutta questa oscurità credo rappresenti anche il suo animo: le sue intenzioni sono assolutamente buone e onorevoli, ma le azioni da lui compiute per proteggere Hell’s Kitchen e la sua gente non sempre sono nel “bianco”, ma direi piuttosto nel “grigio”. Insomma, non credo lo si possa inserire nella categoria degli eroi “retti e corretti fino al midollo”, cosa che lo rende ancora più realistico e umano.
Ho gradito le interpretazioni di tutti, Charlie Cox in primis, e ho trovato le scene d’azione ben fatte e coinvolgenti. Se vi aspettate di vedere Rosario Dawson, vi dico subito che dovrete aspettare fino al secondo episodio, e anche lei mi è piaciuta molto. Le sue interazioni con Matt sono state le mie preferite fino ad ora. Sì, il pilot mi ha convinta abbastanza da voler vedere subito l’episodio successivo, cosa che ultimamente mi capita sempre più di rado, e ancora più di rado mi capita di vedere un episodio che dura più 40 minuti senza distogliere mai lo sguardo.
Ricapitolando: il pilot non ha assolutamente tradito le mie aspettative, che sono state confermate anche nel secondo episodio – che mi è piaciuto più del primo – quindi ve lo consiglio senza ombra di dubbio.
-Bornwithoutamask

Voi avete visto questo pilot? Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

1 comment
  1. avete parlato voi per me 🙂
    è travolgente e sorry Ben Affleck, ma Charlie è tutta un’altra storia!
    azzeccate Deborah e Rosario, la prima l’adoro da True Blood, la seconda mi ha catturata in Sin City!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.