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Penny Dreadful Recensioni

Penny Dreadful | Recensione 3×05 – This World Is Our Hell

Vi ricordate quando un paio di recensioni fa vi dicevo che temevo che lo sviluppo della storyline di Ethan potesse risultare noioso o poco solido? Benissimo, eccomi qui a rimangiarmi tutto quanto. Dopo il meraviglioso episodio incentrato su Vanessa, è giunto il momento di aggiornarci sugli altri personaggi, in particolare proprio sull’americano – e vi dirò, non sono rimasta delusa nemmeno tanto così. È un personaggio stupendamente complesso il suo, un personaggio che di base è tutto fuorché cattivo, ma che come spesso accade ai buoni è finito suo malgrado vittima della propria oscurità interiore.

Siamo di nuovo nel deserto, in questo scenario degno di un documentario targato National Geographic. Ci sono Ethan ed Hecate che scappano dalla giustizia che li rincorre al galoppo, mentre Sir Malcolm e l’indiano seguono in coda. È un Ethan tormentato quello con il quale abbiamo a che fare, un Ethan che non ha alcuna missione nella quale buttarsi a testa bassa se non quella di scappare da suddetta giustizia e di conseguenza dai propri peccati. Un Ethan tormentato dai sensi di colpa, un Ethan che per la prima volta in tre stagioni è costretto a fronteggiare se stesso e le proprie azioni senza possibilità alcuna di fuga. È così che lo vediamo cercare conforto in Hecate, in questa donna che è tutto fuorché buona e pura e che proprio per questo è forse l’unica persona che in questo particolare momento è in grado di comprenderlo, di comprendere il suo tormento interiore.
Embrace your sins. Stando ad Hecate questa è l’unica maniera per liberarsi dal tormento, dai sensi di colpa, da quel peso che Ethan si sta portando addosso ormai da troppo tempo. Abbracciare l’oscurità ed accettare i propri peccati è la strada facile, quella in discesa, quella che può spazzare via tutto il dolore e quella stretta opprimente al cuore che si fa sempre più pesante man mano che i due si addentrano nel deserto, man mano che si avvicinano alla mansione dei Talbot.

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Dietro di loro, come abbiamo detto, ci sono Sir Malcolm e Kaetenay che corrono contro al tempo e loro sì che hanno una missione – ed è quella di salvare l’anima di Ethan. Ho fatto diverse congetture sul perché Kaetenay sia così risoluto a salvare Ethan e sul perché invece quest’ultimo sembri non vedere l’ora di vederlo morto, e secondo una di queste Kaetenay poteva essere colui che aveva trasformato Ethan in lupo come vendetta nei confronti del massacro perpetrato dal ragazzo ai danni della sua tribù. Ma è anche peggio di così. Ethan ha massacrato gli Apache, Kaetenay gli ha negato la morte, Ethan ha venduto la propria famiglia agli Apache superstiti mettendo in moto gli ingranaggi che hanno portato al secondo massacro di cui si è sporcato le mani. Si tratta di uno scenario così orribile e doloroso che non si riesce nemmeno ad odiare il signor Talbot quando nella scena finale punta la pistola contro al figlio nello stesso luogo in cui la sua famiglia è stata torturata e massacrata per colpa di questo stesso figlio.

Ma prima di tutto questo, prima che si arrivi al climax di questo dramma familiare, assistiamo alla discesa agli inferi di Ethan e scopriamo nostro malgrado che lui ed Hecate non sono poi così diversi. Entrambi hanno le mani sporche di sangue altrui, entrambi hanno compiuto azioni terribili solo per compiacere i propri genitori ed entrambi ne devono sopportare il peso e le conseguenze. Ma mentre Ethan fa fatica a portare la propria croce, Hecate ha trovato un modo per rendere questo peso sopportabile, ma il prezzo da pagare è la propria anima. Nonostante questo, nonostante sappia che potrebbe essere una via senza ritorno, Ethan decide di seguire Hecate, non fosse altro che perché lei in fondo è la prima a non farlo sentire completamente colpevole. È così fuori dal normale quindi, che lui finisca per sentirsi realmente attratto da lei? Vanessa è un’altra storia, Vanessa è tutt’altro paio di maniche. Vanessa ha sopportato croci ben più pesanti delle sue, ma non si è mai macchiata le mani con tutto questo sangue innocente. Vanessa non conosce la sua storia, non tutta, e anche se probabilmente sarebbe disposta ad accettarlo in ogni caso, lui non è disposto ad accettare che lei lo accetterebbe. Discorso contorto, ma è qui che risiede il motivo del suo attaccamento ad Hecate e della sua fuga da Londra. È facile cedere ad Hecate, difficile rimanere con Vanessa. Facile lasciarsi andare con chi ha fatto il bagno nel sangue tanto quanto lui, difficile credere di essere degno di redenzione di fianco a qualcuno che passa la sua intera esistenza a lottare contro il male cercando di non lasciarsi mai sopraffare. Perché lui ha ceduto al male, ha ceduto ben due volte al male anche se entrambe le volte ha avuto modo di rendersene conto solo a posteriori, e anche se Vanessa stessa si è ritrovata a cedere, non l’ha mai fatto a questi livelli e ne è sempre uscita, sempre. Hecate invece è colei che ha ceduto per le sue stesse motivazioni, quella che ci è ancora dentro fino al collo.

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Lo vediamo attraversare con Hecate il letto del fiume in cui aveva cercato disperatamente di lavarsi le mani dal sangue degli Apache, letto ormai secco, quasi come se fosse morto insieme a tutte quelle anime innocenti. E avrebbe potuto lasciarla lì a morire, abbandonare Hecate nel mezzo di quella desolazione, lasciare che la giustizia arrivasse a lei e ne facesse ciò che meglio ne riteneva opportuno. Invece se la trascina dietro, si apre e si confida con lei e finisce per rimettersi al suo volere e al suo potere.
I’m done trying to be good. È un’affermazione che lacera il cuore, perché è il momento in cui capiamo che il cuore di Ethan è ormai saturo di dolore e non può sopportarne altro. È il momento in cui decide che per continuare a vivere deve sopprimere questo dolore e tutti i sensi di colpa che lo causano, è il momento in cui ha a tutti gli effetti inizio la sua spirale discendente in uno scenario che ricorda molto quello di Coruscant quando Anakin si vendica della morte della madre cedendo alla rabbia e compiendo il primo passo concreto verso il lato oscuro della forza – salvo il fatto che qui Ethan ha già accettato il suo lato oscuro e ci si incammina attraverso a testa bassa. E ormai, che lui lo voglia o meno, il suo destino è legato a quello di Hecate, signora dei Sith di altri tempi, e così usa le sue ultime forze per puntare una pistola contro a Sir Malcolm quando lui fa lo stesso con Hecate.

Da un lato Ethan è sollevato di vedere il vecchio amico, dall’altro invece fa fatica ad accettarne la presenza, perché in lui c’è anche l’immagine di Vanessa, di quella donna che ha lasciato in un altro continente, di colei che è la personificazione vivente della lotta costante contro il male quando lui si è appena arreso definitivamente al proprio male interiore. È così che Sir Malcolm viene rifiutato nonostante venga a tutti gli effetti accolto in casa Talbot, ed è così che ci lasciamo alle spalle l’indiano, colpevole di aver messo Ethan contro al proprio esercito, contro alla propria famiglia. È così che capiamo anche perché Vanessa no ed Hecate sì. 

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I’m done repenting and I belong in hell. Così si chiude l’episodio, con questa frase e una pistola puntata contro ad Ethan dal suo stesso padre, quel padre che voleva solo rendere fiero quando accettò di massacrare un’intera tribù di Apache. È così che finalmente veniamo messi a conoscenza dell’intera storia di Ethan, che ci vengono finalmente forniti tutti gli elementi per capire il suo tormento, il suo dolore, i suoi fantasmi personali. Ed è così che lo perdiamo, che lo vediamo arrendersi al proprio lato oscuro perché più semplice da gestire.

A Londra invece proseguono gli esperimenti di Jekyll e Victor, dove ormai è il secondo che conduce le danze mentre il primo fa da spettatore. Victor che è sempre più alla disperata ricerca di un metodo per riavere Lily, che è ossessionato da lei più che mai perché lei è stata l’unica a riuscire a fargli provare felicità vera e a mostrargli che la perfezione può esistere, perché lei era perfetta e loro insieme anche. Ed è ossessionato non solo da Lily, ma di questa idea di felicità che si è fatto, e quindi lo vediamo protagonista di una scena allo stesso tempo molto toccante e disturbante in cui va a cercare conforto nella camicia da notte di Lily.
It is our memories which makes us monsters, is it not? chiede all’amico Jekyll, per convincersi di star facendo la cosa giusta, di star seguendo l’unica strada percorribile. Lo vediamo infilare un ago nell’occhio della sua cavia umana senza esitare, lo vediamo essere soddisfatto del risultato quando detta cavia si risveglia e ha dimenticato tutte le azioni che l’avevano reso un criminale.

Ma è davvero così? Basta dimenticare per redimersi? Se una persona dimentica il male fatto, ciò significa che diventa automaticamente incapace di compierne altro? Io non credo, perché in tutti noi convivono bene e male, e come il male ha avuto il sopravvento una volta, può benissimo averlo due, tre, quattro, infinite volte. Se Lily dimenticasse Dorian e tutto ciò che Dorian ha risvegliato in lei, il problema sarebbe realmente risolto? Perché in fondo tutto ciò che sta accadendo fra Lily è Dorian è una conseguenza di ciò che Brona ha subito in vita, prima di diventare Lily Frankenstein e avere una seconda possibilità – e comunque la rigiriamo, Lily rimarrà per sempre Brona, avrà sempre quel bagaglio emotivo sulle spalle e quindi porterà sempre dentro di lei quella sete di vendetta e di riscatto che l’ha fatta scappare da Victor e correre da Dorian. Insomma, riassumendo il tutto in una parola sola: GUAI.

Tornando in America e ad Ethan, vorrei citare la visione avuta da Kaetenay, quella in cui ha visto creature della notte minacciare il mondo, e non ho potuto fare a meno di chiedermi: queste creature della notte, possono essere Dracula e i suoi accoliti? Può essere che la missione di Ethan – stando alle premonizioni dell’indiano – sia quella di aiutare nuovamente Vanessa? Sicuramente questo riallaccierebbe le due storyline in maniera solida, ma prima di riuscire a essere in grado di aiutare Vanessa, di combattere nuovamente al suo fianco, Ethan deve sconfiggere i propri demoni, quegli stessi demoni ai quali ha deciso di arrendersi nel corso della sua camminata infinita nel deserto.

Di sicuro gli spunti narrativi non mancano, anzi, e mentre aspettiamo di vedere come si evolveranno le cose vi lascio con il promo del prossimo episodio, “No Beasts So Fierce”, e vi do appuntamento a settimana prossima!

https://youtu.be/Gb0i7Yl8b-o

-Elsa

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1 comment

Gnappies_mari 1 Giugno 2016 at 18:58

Mia cara, hai descritto ethan perfettamente. Non posso aggiungere altro. Se ne era andato per redimersi perché comunque non degno (secondo lui) di Vanessa ed ora è lì a crogiolarsi (neanche troppo bene) in questa sua condizione infernale.
Ora io mi chiedo, e se lui fosse solo un mezzo di Lucifero nella lotta contro Dracula per avere Vanessa?
Io spero lui torni ad essere il lupus dei ma, per ora, ci vedo lo zampino del demonio che lo userà (o lo vuole usare) per ottenere ciò che vuole. Ovvero Vanessa. Ed è qua che spero che ethan si risveglierà e capirà che lei vale la pena. E allora ecco che le storie di riallacciano ed ecco che forse ethan tornerà davvero da Vanessa con tutto se stesso.
Sai cosa ho pensato?!? E se hecate rimanesse incinta?!! AIUTO

Detto questo..nn sono una fan di Victor o dorian e Lily:/ mi intriga molto jekyll invece.. C’è molto di più e nn vedo l’ora di scoprirlo!

Baci!!

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