Outlander – Recensione 5×02 e 5×03: Fuochi e libero arbitrio

Outlander

Queste due puntate della quinta stagione di “Outlander” sono state incentrate sui personaggi, tutti davvero posti tra vari fuochi in modo ripetuto, e dunque sulla loro maniera di gestire le diverse situazioni. Anche se in ritardo a causa problemi tecnici, non si poteva certo non commentare la 5×02, “Between Two Fires”, che pur avendo il ruolo di base necessaria per gli eventi a cui assisteremo è stata molto avvincente. Ecco perché per questa settimana la recensione della 5×03 di “Outlander” sarà cumulativa con quella del secondo episodio, il 5×02.

Outlander 5×02: Trovarsi tra due fuochi

“Tra due fuochi” è il titolo della puntata e davvero ogni personaggio è stato rappresentato in questa situazione, costretto a fare delle scelte, a cercare di fare del suo meglio con ciò che la realtà ha presentato. Questo ha reso l’episodio davvero molto bello, poiché il focus è stato posto sui personaggi, sul loro percorso emotivo, psicologico, sul come ognuno di loro si sente e come ha fatto fronte alle difficoltà.
Abbiamo visto Roger diviso tra la sua voglia di tornare nel XX Secolo e la consapevolezza che non solo la famiglia di Brianna è lì nel XVIII, ma anche che potrebbe non essere possibile; Brianna ancora alle prese con il suo trauma e i suoi tentativi di essere felice per il suo bambino, per l’aver sposato l’uomo che ama; Claire divisa tra il suo desiderio di aiutare tutto e tutti e la volontà di curare come faceva nel XX Secolo e la realtà del XVIII, con le credenze che causavano fin troppe morti, la misoginia e la situazione inferiore della donna; Marsali combattuta tra la lealtà che sente di dovere a sua madre, sebbene abbia deciso di allontanarsi da lei e vivere con Jamie e Claire (per quanto per amore di Fergus, all’inizio), le credenze dell’epoca e la consapevolezza che Claire non è come sua madre l’ha descritta e che insieme a lei potrebbe non solo crescere come persona, apprendere cose nuove e incredibili, ma anche fare la differenza per molte persone, che potrebbe così aiutare.

Abbiamo visto tra due fuochi persino il Tenente Knox, diviso tra le convinzioni di superiorità britannica che gli sono state instillate e un suo personale codice morale, cose che entrano evidentemente in conflitto; infine, coloro che hanno rappresentato il vero fulcro di tutto, ovvero Jamie e Murtagh, anche se il secondo si è visto poco. Un tempo famiglia, sempre fianco a fianco, ora su due fronti opposti, separati dagli eventi, entrambi consapevoli del valore e della posizione dell’altro, Murtagh in particolare per quanto riguarda Jamie, e decisi a cercare di proteggersi fino alla fine.
Tutti hanno trovato un modo, per ora, di riuscire ad andare avanti, ma continuerà così? (Ovviamente i lettori sanno già cosa ci aspetta in questa stagione.) La questione più delicata, per lettori e non lettori, è Murtagh. Poiché mancano ancora anni alla rivoluzione, c’è da chiedersi cosa accadrà con la story line dei Regulator.

Outlander Recensione 5×03: Una situazione delicata

La terza puntata è stata decisamente filler, dunque “di passaggio”, al fine di far progredire la narrazione verso i punti di rottura a cui di certo arriveremo vista la situazione dei Regolatori che vede Murtagh come loro leader (come si diceva, una novità anche per i lettori). Tuttavia, l’episodio è riuscito in ogni caso a tenere con il fiato sospeso, all’inizio proprio per via del reclutamento di nuovi uomini per la milizia che dovrà affiancare le truppe britanniche nella lotto contro i Regulator, in seguito per ciò che è avvenuto dai Beardsley.
E bisogna dare atto agli autori di aver gestito davvero bene questo secondo aspetto: in primo luogo per le scelte narrative che hanno portato a dei cambiamenti rispetto al romanzo, modifiche che però avevano evidentemente l’unico scopo di rendere il tutto più fluido e concentrato per lo schermo (un mezzo narrativo diverso rispetto alla carta) e si può dire che il tutto abbia avuto successo; in secondo luogo, per ciò che questa parte dell’episodio ha trasmesso, ovvero una sensazione di ansia, grazie all’atmosfera da “casa degli orrori”. C’è stata una notevole contrapposizione tra la casa di Fraser’s Ridge, che è estremamente luminosa, e quella dei metti Beardsley, buia, claustrofobica e sporca. Le immagini hanno trasmesso gli odori che dovevano esserci all’interno.

Il titolo di questa 5×03 di “Outlander” è “Free will” e di certo abbiamo assistito alla trattazione dello stesso (affiancatosi ed espressosi anche attraverso quello del decidere come porre fine alla propria vita in casi in cui non ci sia possibilità di recupero, tema molto delicato e dibattuto ancora oggi), tuttavia l’episodio è stato allo stesso tempo una continuazione dello scorso, ponendo ancora alcuni personaggi tra due fuochi: Roger, Claire e Jamie in particolare.
Roger è costretto, per così dire, a eseguire gli ordini di Jamie in un qualcosa in cui non vorrebbe parte alcuna ed è altrsì costretto a divenire leader, prendere decisioni, dare la sua parola.
Jamie e Claire, a loro volta, si sono trovati in una situazione delicatissima: davanti a un uomo in condizioni ben più che pietose, bisognoso di cure, sottoposto a torture… eppure quello stesso uomo era un mostro. Il tutto è stato ben descritto dalla frase di Claire, quando ha detto che come medico il suo istinto era prestare aiuto, ma come persona, sapendo ciò che quell’uomo aveva fatto, era l’opposto. Jamie non è un medico, ma è stato ben più che evidente che era combattuto quanto Claire, poiché la sua innata generosità ed empatia lo portava, da una parte, a voler aiutare qualcuno in difficoltà, dall’altra la consapevolezza di quanto fatto da quell’uomo lo ha portato a provarne disgusto.

E tra due fuochi Claire e Jamie si trovano anche per un qualcosa che abbiamo visto nella seconda puntata, un qualcosa che si ripercuote in questa 5×03 di “Outlander” e si ripercuoterà anche nei prossimi episodi: Stephen Bonnet.

Outlander Recensione 5×02-5×03: I momenti migliori

In realtà questa volta non c’è una Top 3, perché a brillare davvero in tutti questi primi episodi è stato Jamie. E questo basta e avanza. Mai come adesso è stata rappresentata e sottolineata la sua evoluzione, avvenuta in seguito a tutto ciò che lo abbiamo visto affrontare, il suo diventare leader, la sua saggezza, la sua capacità di far fronte alle situazioni più drammatiche e complicate trovando il modo di sistemare le cose, per quanto momentaneamente.
Il tutto reso già solo con movimenti, sguardi, presenza. Una cosa veramente bellissima.
Complimenti agli autori e a Sam Heughan.

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Bene, per questa full immersion con la recensione di “Outlander” 5×02 e 5×03 è tutto, vi do appuntamento alla prossima settimana, con il quarto episodio e vi lascio con il promo.

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