Orange is the New Black | Recensione 2×03 – Hugs can be Deceiving

Bentornati, bentornati!

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Protagonista indiscussa di questo terzo episodio è uno dei personaggi più amati della serie: Suzanne “Crazy Eyes” Warren. Suoi i flashback, suo il focus principale delle vicende, ma oltre a lei, questo episodio si apre una serie di trame interessanti, legate soprattutto al nuovo personaggio introdotto nella serie – Vee – e alle decisioni difficili che aspettano il nostro simpaticissimo secondino Bennet.

I motivi per amare Suzanne sono tanti, non ultimo la meravigliosa recitazione dell’attrice a cui dedicherò il Trivia di questa settimana.

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Suzanne è stata adottata da una famiglia bianca e la conosciamo il giorno della nascita della sorellina minore: la piccola Suzanne manifesta già allora quel modo complicato di affrontare le emozioni che la caratterizza ed è grazie ad un’infermiera dell’ospedale che inizia a portare i capelli acconciati nella sua maniera particolare.

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 (ma quanto è carina la piccola Suzanne?)

L’infanzia di Suzanne è segnata dalla difficoltà dei genitori nel gestire una bambina problematica come lei: perché Suzanne è dolcissima ma ha anche un evidente problema comportamentale che spaventa spesso gli altri genitori, che sono reticenti all’includerla nei giochi con i propri figli e la stessa Suzanne si sente sempre più esclusa….anche quando le sue idee sono migliori di molte altre (personalmente ahahahahahah).

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Come non commuoversi nel vedere l’amore profondo negli occhi della madre che supplica perché venga data alla figlia un’infanzia come quella delle altre bambine. Non so voi ma io mi sono ritrovata con gli occhi lucidi.

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La piccola Suzanne, però, cresce e con lei anche la sua meravigliosa voce: sua mamma, ansiosa di dimostrare al mondo quanto la figlia fosse speciale, non si è mai resa veramente conto che tutto ciò che la figlia avrebbe voluto, invece, era restare nell’ombra, non spiccare, essere normale. Perché, chiediamocelo, cos’è, veramente, «normale»? Il giorno del diploma, Suzanne, che aveva ceduto alle pressioni della madre e si preparava a cantare davanti alla scuola, ha un cedimento e si blocca. Immediatamente iniziano a prenderla in giro e leggere la derisione negli occhi dei compagni la fa crollare e la ragazza inizia a picchiarsi: esattamente come sappiamo ci era stato raccontato nell’ultimo episodio della prima stagione di OITNB.

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E la figura materna è anche la chiave di volta di un twist che nessuno di noi avrebbe potuto immaginarsi.
Ultimo episodio della prima stagione, parte delle detenute è alle prese con la recita natalizia: Suzanne ha un blocco sul palco e all’uscita dalla cappella è derisa da Maritza e La Flaca e per tutta reazione si precipita fuori in cortile dove Piper sta, nel frattempo, massacrando di botte Pennsatucky. Suzanne si precipita sulle due e pone fine alla lite colpendo pesantemente Chapman, proiettando su di lei tutta la rabbia contro la madre.
Ecco perché avevano trovato ANCHE Piper senza sensi in cortile, ecco perché non ci sono state conseguenze disciplinari per le due (esilarante la “riconciliazione” forzata nell’ufficio di Caputo) ed ecco perché Suzanne era così terrorizzata da Piper ad inizio episodio. Fin dall’inizio, Crazy Eyes ha proiettato su Piper la figura della madre e solo ora ne è libera, nonostante Piper le sia grata per essere intervenuta ed aver posto fine a una lite che avrebbe gravemente danneggiato la sua permanenza in prigione.

Ma cosa cambia Suzanne? È Vee (la quale, tra le altre cose, non dovrebbe nemmeno essere a Lietchfield a scontare la pena) che per prima la prende sotto la sua ala protettiva, la fa sentire accettata e la libera, invece, dalla solitudine in cui l’avevano costretta le sue compagne. Suzanne si sente speciale, per la prima volta perché viene accettata così com’è.

Ma perché tutto questo è pericoloso? Sono le vere intenzioni di Vee: cosa sta tramando quella donna? Si profila una trama allarmante e ricca di colpi di scena e tensione. Perché la donna sta alienando le varie “fazioni” della prigione: ha cercato di comprare le simpatie di Gloria in cucina, sta riallacciando i rapporti con Red e, sempre più chiaramente, si avvia a trasformarsi in una potenziale leader per le detenute di colore: non che siano tantissime ma con una leader carismatica come Vee prevedo guai. Cosa succederà? Non vi nascondo di essere preoccupata perché così com’è, senza conflitti di tipo razziale, il penitenziario non ha grossi problemi se non tra singoli soggetti.

Accanto alla – promettente – storyline precedente, si sviluppano alcune sotto-trame; vediamole con ordine:

L’episodio inizia con il ritorno a Leitchfield di Piper: come già la prima volta, Chapman indossa l’uniforme arancio e ritrova il suo letto nella stanza in cui riposano Roza (la detenuta sotto cura della chemio) e l’altra detenuta, quella che aveva avuto l’infarto e la notte dorme col respiratore meccanico (non mi ricordo il nome, scusate). La cara Piper, dopo il periodo nella prigione federale, è super contenta di ritrovare le facce famigliari e gli ambienti di Leitchfield. Stupendo il pranzo con la mitica Nichols:

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L’unica vera amica che ha lì dentro…e la perla sui Cheerios è fantastica!

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Insieme a Piper, arriva una nuova detenuta, tale Brook SoSo: la cui funzione al momento mi sfugge ma sono sicura che avrà un ruolo più definito più avanti nella stagione. Soso ha per ora solo il compito di rendersi antipatica a tutti. Punto. Più che altro è funzionale al personaggio di Piper che non è la stessa della prima stagione: è più dura, più diffidente e solitaria. È ancora ferita dal tradimento di Alex e la rabbia la sta evidentemente consumando: c’è da dire che, come ho già avuto occasione di dire, neanche lei è una santa. Ha ferito più volte Alex e la Vause ha reagito nell’unico modo che conosce: pensando a se stessa. Nessuno dei due è l’«agnello divorato dal lupo», sono due lupi che si feriscono di continuo a vicenda.

Red, la grande Red, torna in pista grazie al ritorno di Vee. Le due hanno condiviso la pena già in passato (chissà se Red è recidiva oppure ha commesso un reato così grave da scontare parecchi anni di carcere) e il loro incontro è stato il trionfo dell’ipocrisia. Non appena Red scopre del ritorno della amica/nemica, provvede a ritornare ruggente come una volta:

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…per essere sicura di impressionare Vee e evitare di essere stritolata dagli artigli della donna. Si prospetta uno scontro fra le due e lo sguardo preoccupato di Red che osserva Vee e le ragazze nella saletta relax è foriero di tensione.

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Nel frattempo, la telenovela di Daya e Bennet continua. Benché mi abbiano fatto sorridere più di una volta, sia con le espressioni facciali di Bennet

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…che con i “dolci” regali….

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…si prospetta parecchia maretta all’orizzonte perché dal modo in cui John fissava la sua protesi cava, mi viene da pensare che stia meditando di intrufolare le vitamine per Daya, dentro la gamba. E questo non è legale. Speriamo bene perché anche se sono melensi e pucci pucci, devo ammettere di tifare scatenata perché abbiano un lieto fine: la vedo triste, come si suol dire, ma spero sempre.

Da una storia d’amore a un’altra: Morello scopre che Christopher, il promesso sposo, si è rifatto una vita fuori dal carcere e che sta per sposarsi, oltretutto scegliendo la stessa data di quello che sarebbe dovuto essere il loro matrimonio. Che Christopher fosse andato avanti con la sua vita l’avevamo dedotto quando nella prima stagione Nichols aveva fatto rilevare a Morello che l’uomo non era mai andato a trovarla in carcere ma vedere Morello di fronte alla dura verità mi ha rattristato: povera ragazza!

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Certo, dalla sua reazione al telefono inizio a farmi un’idea del tipo di reato per cui è finita in carcere, ma questo non toglie che Morello sia troppo adorabile per non dispiacersi per lei. Naturalmente, chi poteva correre al suo fianco per confortarla? Nichols! Per quanto continui a farsi tutto e tutti, Nichols è sempre innamorata di Morello e infatti la conforta con un abbraccio dolcissimo. Non so voi ma io quelle due le shippo tantissimo.

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Infine, non perché sia meno importante ma perché…ah!A chi la voglio dare a bere? Larry, uomo inutile Larry, sta per usare la fidanzata in carcere per fare carriera nel giornalismo. Diciamocelo, quel giornalista avrebbe seriamente bisogno di una mano per mettere le cose in regola in quel carcere (una controllatina ai conti bancari della Fig la farei…)ma Larry non è esattamente la prima persona utile. Nel frattempo, Larry cerca di uscire con una neurologa pediatrica: un appuntamento meraviglioso! Già mentre sono in attesa del tavolo, la donna lo inquadra alla perfezione e gli prospetta un futuro da sogno: lui a casa con 3 figli e lei a lavoro in ospedale. Mi dicono che si rivedranno.

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Infine, questa volta veramente, Pennsatucky torna in lavanderia e sfodera il nuovo sorriso Durbans a chiunque. Giustamente la cosa diventa un po’ irritante, soprattutto se hai i denti marci, così le sue ex amiche le intimano di smetterla; in particolare Leanne, che già lo scorso episodio aveva manifestato un certo fastidio per il ritorno della Doggett, e ci delizia con una perla:

My mother says that beauty is for flowers and actors because both don’t have a brain.

E brava la mamma di Leanne!Ahahahah. Ha vinto il trofeo come peep talk dell’anno!

Un episodio ricco, dicevo ad inizio recensione, meno ritmato dello scorso ma sicuramente promettente di nuove storyline. Il titolo recita: «Gli abbracci possono depistare» e di finti abbracci, in questo episodio, ne abbiamo visti: Piper e Pennsatucky nell’ufficio di Caputo, Vee che tenta di accalappiarsi le simpatie delle ragazze, Red e Vee che si rivedono e tra i convenevoli già si studiano come due predatori che stanno per scontrarsi, la stessa Piper con Brook. Come sempre l’interpretazione delle protagoniste è meravigliosa: il cast è veramente eccezionale. Sono curiosa di vedere come si svilupperà il resto della stagione ed è una sofferenza procedere lentissimamente per poter essere in grado di scrivere recensioni al meglio possibile, ricordando tutti i vari particolari e tenendo ben presenti i sentimenti e le sensazioni lasciatemi dai singoli episodi. Questo non toglie che lo faccia con piacere, avere l’opportunità di condividere con voi i miei pensieri a tal proposito è un privilegio che vale pienamente il sacrificio.
Prima di andare, vi lascio il nuovo….

Momento Trivia.

Suzanne Warren è interpretata da Uzoamaka Aduba, americana ma con radici nigeriane. Viene dal teatro e quando ha fatto il provino per Orange is The New Black, non lo passò ma crearono per lei un personaggio ad hoc. E direi che è talmente straordinaria che ringrazio a nome di chiunque guardi questo stupendo tv show per la scelta, perché Uzo Aduba è eccezionale nelle piccole e grandi cose di Suzanne, dal modo in cui guarda, gesticola, si muove: veramente una bravissima attrice che si è meritata le due nomination ai Satellite e ai Critic Choice’s Awards del 2013.

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Dicevo che ha fatto il provino e non è passata…bhè, si è vendicata:

Per questa settimana ho finito qui ma (molto) presto tornerò con la recensione del quarto episodio.
So che molti di voi sono molto avanti con la visione della seconda serie ma che ne dite di commentare comunque? Mi farebbe tantissimo piacere leggere cosa ne pensiate voi dell’episodio.

That’s all folks!

1 comment
  1. “You don’t go Jessica Simpson when you got Rihanna!” e la risposta “yeah i know Rihanna is black” ahahahahahahahah dolcissima Morello soprattutto nel suo tono di voce, sembra quasi una cerbiatta!

    e che dire di Nicky, è il mio personaggio preferito e di sicuro una grande amica per Piper, ma soprattutto è la roccia di Morello. Non vorrei azzardare, ma sembra quasi che per Piper sia più una famiglia questa di Lichtfield che non quella che si trova fuori dalle mura, insomma la madre a me è parsa un pochino snob!

    Vee è già chiaro che vuole essere LEI a comandare nel carcere e a farne le spese saranno proprio coloro che la seguiranno, inclusa Crazy Eyes

    Complimenti 🙂

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