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Once Upon A Time Recensioni

Once Upon A Time | Recensione 6×03 – The Other Shoe

E siamo giunti alla terza settimana di questa sesta stagione di “Once Upon a Time”. E devo dirlo: “The Other Shoe” mi ha piacevolmente sorpresa, soprattutto per questa atmosfera da ritorno alle prime stagioni, grazie alla ricomparsa in scena di Cenerentola, come non solo il trailer, ma già il titolo preannunciavano ampiamente.
Ci arriveremo con calma.

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Partiamo dalle cose “minori”, per così dire, per poi arrivare ai momenti più significativi dell’episodio.
E cominciamo, dunque, con tre piccole considerazioni.

La prima riguarda Tremotino. Sapevamo già che era stato lui a dare quella moneta alla Evil Queen, ma la scena con Charming è stata l’ulteriore dimostrazione di ciò che dicevo nella recensione del primo episodio (che trovate qui): lui sa tutto. E per ciò che concerne quello che non sa, ha comunque i mezzi e gli elementi per scoprirlo. Ecco perché è un personaggio che mi è sempre piaciuto. E devo dire che la filastrocca per il figlioletto non ancora nato è stata un momento molto tenero. Come ho detto, che lui ami la propria moglie e i propri figli è indubbio, il problema si è sempre posto sul come lo dimostra.
E ovviamente, riferendomi ora al finale della puntata, ce lo aspettavamo tutti che il nostro Principe per eccellenza non avrebbe lasciato perdere, no? Proprio come ha capito Snow, la Evil Queen ha trovato o creato, se preferite, una crepa e questa ora si allargherà sempre più.

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La seconda cosa riguarda Killian con la bambina di Ella (devo dirlo, a me i nomi creati per loro in Storybrooke non piacciono. Mi rifiuto di chiamare Biancaneve “Mary Margaret” e Cenerentola “Ashley”; tutta la mia infanzia si ribella, quindi uso solo i nomi veri, cioè quelli delle favole). Tralasciando la nota umoristica iniziale, costituita dalla reazione di Killian alla bambina, che è stata la classica di coloro che non sono abituati ai bambini piccoli, e la tenerezza, che aveva lo scopo di dare una più ampia visione di Killian come compagno di vita per Emma, la scena della bimba che lo guardava abbastanza incantata è sembrata anche un piccolo richiamo al “Peter Pan” originale, in cui Capitan Uncino ha una certa allure di fascino, anche nei confronti dei bambini.
(Domanda: ma quando danno a Killian una mano al posto di quell’uncino, in modo definitivo?! Sarebbe decisamente ora.)

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La terza riguarda il Dr. Jekyll. Quando Regina, Snow e Charming si sono rivolti a lui per capire come risolvere il problema Evil Queen, vedendo il suo tavolo da lavoro mi è sorto spontaneo il pensiero “Ma dov’è Frankenstein?!”
Et voilà!
Ecco il Dr. Jekyll portato proprio dal Dr. Frankenstein a fine episodio. E’ stata molto divertente la battuta di quest’ultimo sul frigorifero (“Stia lontano dal frigorifero. Non contiene cibo”). L’umorismo nero è sempre un particolare positivo da aggiungere e, per quanto questo Dr. Jekyll sia un po’ una persona spaventata anche dalla propria ombra (almeno da quanto sembra), entrambi i personaggi nascono da opere in cui l’atmosfera gotica predomina e sono, pertanto, molto adatti all’umorismo nero.
Insieme potrebbero essere molto divertenti. Speriamo.

Passiamo, ora, alle due parti principali dell’episodio, che ovviamente sono legate l’una all’altra.
Parliamo di Cenerentola.
Finalmente è stata mostrata la sua storia! Sempre in modo un po’ troppo ridotto (è probabile che ora scompaia di nuovo nel nulla, purtroppo), ma almeno l’abbiamo vista.
Impossibile non riconoscere i particolari che vengono dalla versione animata Disney (una delle più belle… e di certo una delle mie preferite): il topolino Gastone, soprannominato Gas, dalla maglietta gialla e il berretto verde; l’abito rosa appartenuto alla madre di Ella (e da rinnovare); la matrigna che, oltre alla pettinatura, aveva anche il bastone come nel film Disney.

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Tutto quello che abbiamo visto di Cenerentola è stato un palese richiamo alla prima stagione, sia in se stesso (in quanto la storia di Ella venne introdotta proprio allora, con l’innovativa idea di mettere Tremotino come Fata Madrina… Padrino), che per la presenza di Snow e Charming al ballo (sempre adorabili… è stato carinissimo lo scambio di battute tra le due giovani donne, “You think he will be Charming?”“Oh… that name is taken”, molto tenero ma anche divertente, perché dei classici Disney si conosce il nome di un solo Principe, quello di Aurora, “La Bella Addormentata nel Bosco”, gli altri, di Biancaneve e Cenerentola, sono semplicemente indicati come “Prince Charming”, letteralmente “Principe Affascinante”, che da noi è diventato “Principe Azzurro”. E quindi un po’ di confusione si ingenera. Poi in epoca moderna è arrivata Ariel, “La Sirenetta”, con il suo Eric…).

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E così, grazie alla storia di Cenerentola, che ha mantenuto una sorta di carattere innovativo, sia nel nome delle due sorelle (che nel romanzo di Perrault non vengono mai chiamate per nome, in verità), che nel fatto che la natura di una delle due è gentile e la ragazza si trova costretta a fingere perché prigioniera della gabbia di sua madre proprio come Cenerentola, siamo stati riportati proprio ai primi episodi della prima stagione, precisamente al quarto, “The Price Of Gold”, in cui trovammo Cenerentola piangente la sera del ballo. Allora non ci venne narrato il precedente e non vedemmo il ballo: quelle “lacune” sono state colmate in questo terzo episodio di quest’anno e abbiamo potuto vedere entrambe le cose (peccato solo non aver visto la prova della scarpetta).
Le prime stagioni di “Once Upon A Time” sono state senza dubbio le migliori, sia per la gestione generale che per l’arco narrativo che copriva tutto l’anno, invece della divisione in due (che ha funzionato una sola volta anche per “Teen Wolf”), sistema che dava modo di approfondire maggiormente le storie.
Inoltre, è sempre bello rivedere storie che stanno alla base di “Once”; speriamo sia un buon segno per il prosieguo di questa stagione.
E grazie al ritorno di Cenerentola e al racconto di quella parte di storia (quasi tutta) che non avevamo ancora visto, abbiamo avuto modo di scoprire che la vera Fata Madrina di Ella è Snow, la quale in uno splendido abito bianco del tutto principesco e adornata di diamanti ha pensato bene di seguire le tracce come il più infallibile dei segugi e ha condotto il Principe da Ella. Che donna, la nostra Biancaneve… l’ho sempre amata, delicata e ferrea allo stesso tempo. Davvero una bella versione.
Osservando bene, questo racconto ha dato ulteriormente la misura di come le storie di Cenerentola e Biancaneve si assomiglino (qui in “Once”, intendo): entrambe orfane, ambedue vittime di una matrigna, hanno entrambe patito per le loro storie d’amore con i Principi delle loro vite, ambedue hanno fatto un errore tremendo, ma per nulla in malafede.

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(Piccola curiosità: la fiaba di Cenerentola è principalmente conosciuta per le versioni di Charles Perrault della seconda metà del XVII secolo, di Giambattista Basile – del 1634 – e, ovviamente, quella dei fratelli Grimm, del 1812, ma in realtà la fiaba è antichissima. Infatti, se ne trovano versioni sia nell’Antica Cina che nell’Antico Egitto della XXVI dinastia, che copre il periodo dal 672 al 525 a.C. circa.)

E infine, Emma.
Sono stati vari i momenti significativi che l’hanno riguardata e con ciò non intendo solo la parte della puntata che generalmente l’ha vista protagonista (cosa che lei è), ma anche i particolari.
Si è partiti dai primi istanti nello studio di Archie-Grillo Parlante: Emma ha trovato lo psichiatra con Brontolo-Grumpy e cosa le ha detto, quest’ultimo, parlando di Cucciolo? “Sì, davvero, lo abbiamo salvato. Credi forse che stiamo seduti ad aspettare che TU faccia tutto?!”
Grazie a Brontolo, pertanto, è arrivata un’altra dimostrazione che ovviamente i Salvatori sono essenziali, sono gli Eroi per eccellenza, ma le persone possono non solo aiutarli (e quindi essi non devono fare tutto da soli), possono, altresì, anche risolvere alcune situazioni senza di loro. Quindi, ecco che il più simpatico dei Sette Nani ha ricordato a Emma e a noi che i Salvatori non sono soli, non devono esserlo e non devono contare solo su loro stessi. Un principio che, poi, anche Ella ha ribadito, in altri termini, quando ha detto a Emma di dover essere lei stessa a sistemare le cose, di non poter essere sempre Emma a salvare gli altri e risolvere i loro problemi. Un principio che anche Archie ha già espresso e che ha arricchito con ciò che ha detto a Emma questa volta. E anche questa volta le sue parole sono state piene di saggezza.

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Un principio che, ancora, Killian e Henry hanno reso concreto, aiutando Emma nel momento in cui i suoi timori si sono riaffacciati di nuovo in modo prepotente, privandola della sua magia e della capacità di salvare. Quello di Henry e Killian è stato un aiuto morale, ma spesso esso è molto più importante di un aiuto fisico ed è ciò di cui si ha davvero bisogno: sapere che chi ami crede in te, ti resta vicino anche nei momenti di crisi e non perde quella fiducia solo perché vede le tue debolezze, i tuoi momenti di crisi, ma anzi, proprio in essi è lì per te e ti mostra amore e fiducia più che mai. E ciò, va da sé, vale a maggior ragione per i Salvatori, che hanno bisogno di sapere di non dover essere sempre saldi, le rocce a cui gli altri si appoggiano, ma di potersi concedere di avere debolezze e di aver bisogno del supporto degli altri.
E infatti, proprio grazie al sostegno di Killian, prima (“La mia Emma è troppo forte per questo”), e Henry, poi (“Ce la puoi fare, mamma”), Emma ha salvato Ella proprio quando questa ne ha avuto bisogno, nel momento più critico, in cui Ella non poteva fare da sola. E non è forse a questo che servono i Salvatori? Non a risolvere costantemente i problemi di tutti, ma essere al fianco delle persone nella loro ora più critica e buia.
Il discorso finale di Emma e Killian, in cui Emma ha ripetuto le parole di Archie, è sembrato andare proprio in questo senso e forse potrebbe essere il primo seme della “guarigione” di Emma.
In ogni caso, ecco che tutto ciò fa riemergere la domanda: è possibile che sotto quel cappuccio ci siano le paure di Emma, ci sia, in un certo senso, lei stessa? E questo anche per un altro motivo, un quesito che forse tutti dovremmo porci: possibile che essere stato il Dark One non abbia lasciato tracce in lei? E’ chiaro che l’abbia ferita, ma dopo aver “perso” l’Oscurità non ha davvero potuto fermarsi a pensare, a soffrire, a guarire, perché lei e tutti gli altri si sono precipitati nell’Oltretomba di Ade per salvare Killian e da lì è stato letteralmente un girone infernale sulle montagne russe. Aver ospitato un’Oscurità così grande dentro di sé deve pur aver lasciato delle ferite profonde e forse lo vediamo adesso.

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Infine, sebbene non ci sia segnale all’orizzonte di Aladdin, Jasmine e Jafar (cosa che mi fa davvero sperare che saranno presenti per tutta la stagione), abbiamo visto nuovamente Hyde e la Evil Queen… e i due, addirittura, hanno iniziato a collaborare.
Torno a dire che questo Hyde è davvero affascinante, così elegante e sottile. E’ stata interessante la sua affermazione, quando, all’inizio, parlava con Regina, ovvero, “E’ difficile stare un passo davanti a se stessi, vero?”, perché tecnicamente vale lo stesso principio per lui e il Dr. Jekyll.
In ogni caso, devo riconoscere che Hyde e la Evil Queen insieme, nel finale, erano davvero belli. Lei stupenda come sempre e lui le ha anche offerto il braccio, da vero gentiluomo!
(Una sola domanda: perché lui non si è fatto liberare subito, invece di farsi ammobiliare la cella? Svista degli autori o piano di Hyde?)

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Mi fermo qui e vi lascio, come sempre, con il promo del prossimo episodio, “Strange Case” (anche in questo caso il titolo è chiaro, visto che il titolo del romanzo di Stevenson è “Lo Strano Caso del Dr. Jekyll e di Mister Hyde”).

 

Alla prossima settimana!

 

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news, aggiornamenti e spoiler settimanali sugli episodi, news sui nostri personaggi preferiti!

Ginnifer Goodwin Italia •

You’re not a villain, you’re my mom ღ

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Lestblue

2 comments

Ale
Ale 18 Ottobre 2016 at 11:32

Ciao! Innanzitutto complimenti per le recensioni (plurale perché ovviamente le ho divorate tutte anche se è la prima volta che ho un secondo per fermarmi a commentare).
In generale devo dire che mi sono sempre trovata d’accordo con te su tutto quello che hai scritto e anche questo caso non fa eccezione: anch’io ho percepito questo reinserimento di Cenerentola come un “tornare alle origini” in un certo senso, la trama di OUAT è andata complicandosi molto nelle ultime stagioni, l’inizio invece era così permeato di magia (ma va’! xD) e fascinazione che a volte ne sento nostalgia. Mi è piaciuto molto anche il richiamo al twist della Fata Madrina della prima stagione (fatta esplodere e rimpiazzata da Rumpel) inserendo qui un altro cambiamento inaspettato nella storia, ovvero la bontà nascosta di una delle sorellastre… l’ho un po’ sospettato nel momento in cui le hanno fatto un close-up: per non scegliere una racchia per il ruolo della sorellastra doveva esserci un motivo! 😀 In generale mi è piaciuta proprio l’idea in sé di rimettere in campo qualche “vecchia gloria” di tanto in tanto, giusto per farci capire che questi personaggi esistono ancora, così come l’intervento di Grumpy ci ha ricordato che ci sono anche faccende che vengono risolte off-screen dagli abitanti di Storybrooke, che è un buon compromesso tra dedicare minutaggio a roba di secondaria importanza e abbandonarla proprio del dimenticatoio.
Trovo molto interessante anche questa esplorazione della propria parte dark fatta attraverso la divisione del personaggio di Regina, che è sempre il mio preferito… e d’altronde se hai tra le mani le capacità della Parrilla devi sfruttarle appieno, no?
Forse l’unica cosa che ancora non mi convince del tutto è il personaggio di Hyde, ma non il personaggio in sé quanto l’attore. Per carità, non lo definirei mediocre, solo non incontra il mio gusto personale: per 3 episodi (4 se contiamo anche il finale della scorsa stagione) ho continuato a percepirlo come un po’ troppo forzato, nel senso che la recitazione l’ho trovata eccessivamente studiata… ma questa ovviamente è solo la mia percezione personale, sicuramente tra lui e Jekyll non so chi mi ha dato l’impressione peggiore in questo senso perché anche quest’ultimo l’ho trovato un po’ troppo caricaturale. Impressione già diversa nell’episodio seguente, non vedo l’ora di leggere la tua recensione sulla 6×04!
Ancora complimenti per le analisi dettagliate e gli spunti di riflessione, ogni articolo è sempre un piacere da leggere tutto d’un fiato 🙂 Alla prossima!

Reply
Sam
Sam 26 Ottobre 2016 at 20:36

Ciao!
Perdonami per il ritardo della risposta, non avevo visto il commento.

Innanzi tutto, GRAZIE MILLE! 😀

Diciamo che nelle ultime due stagioni ci sono state cose del tutto inutili e scelte narrative su alcuni personaggi molto discutibili.
Il che mi dispiace perché, come hai detto tu, le prime stagioni erano piene di magia. L’errore è stato inserire troppi personaggi e, in parte, seguire le “mode” e i desideri del pubblico (tipo Frozen e The Brave).
Persino Ariel è andata sprecata, quando lei è una delle “Principesse storiche”, per così dire. E Cenerentola anche, in parte, così come Aurora.

Su Grumpy anche, concordo, è un buon metodo per ricordare che anche gli altri fanno, non stanno come delle belle statuine ad aspettare l’arrivo della brigata.

Sì, la capacità della Parrilla è assolutamente da sfruttare e mi pare lo stiano facendo bene.

Per Hyde: a me piaceva, come ho spiegato. Forse era la voce, così profonda, a fartelo sembrare forzato? Perché nei modi non lo era affatto, anzi, non era mai esagerato, ma molto controllato.

Grazie mille davvero, alla prossima! 😀

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