Once Upon a Time 7×16 – “Just Henry”

Vabbè, oggettivamente non potevo aspettarmi fuochi d’artificio continui da qui alla fine, e l’avevo un po’ predetto, quando sia la 7×14 che la 7×15 mi hanno lasciata piuttosto soddisfatta, che il trend non poteva continuare all’infinito. In realtà non è che questo “Breadcrumbs” non sia un buon episodio, sfigura solo un po’ rispetto ai precedenti perché l’azione è relativamente limitata, ci si concentra meno sulle sottotrame più interessanti, non appare affatto Regina e roba così…
Ci sono senz’altro un paio di spunti coinvolgenti (l’evoluzione della storyline di Nick/Hansel, anche se pure lì ho vari dubbi che esporrò a breve) e in qualche occasione ho apprezzato il risvolto semi-inaspettato preso dalle vicende (come la scoperta che la “grande avventura” per riprendersi la Jolly Roger di nascosto dalle grinfie di Barbanera era tutto un setup organizzato da Alt!Hook per dare a Henry la grande storia di cui era in cerca, anche perché per quanto mi riguarda il personaggio di Blackbeard è sempre un ritorno gradito), ma tolto questo e le parentesi su personaggi che mi hanno finora appassionata un po’ di più (il rapporto tra Zelena e sua figlia ad esempio, Rogers e Tilly, o tra Tilly e Margot che imparano a conoscersi -e RIconoscersi- in questa realtà alternativa) mi è mancata la scintilla vera e propria.

 

Prosegue la “caccia alle streghe” (che è in realtà la caccia a un cacciatore di streghe) sulle tracce del misterioso assassino che i due detective Weaver e Rogers scoprono essere un appassionato dell’opera di Henry e, grazie alla collaborazione del giovane, identificano come un fanatico che potrebbe fare quello che fa, sulla scia di una nevrosi che gli fa credere di essere il protagonista della fiaba di Hansel e Gretel. Come immaginato già sul finire della scorsa puntata, l’associazione con il flashback su Ivy era tutt’altro che random, ci porta infatti a scoprire per vie traverse la fine di Gretel per mano di una strega (Drizella appunto, anche se spinta da Gothel) e a supporre che a spingere Hansel su questo percorso da serial killer sia proprio il desiderio di vendicare la gemella, oltre che le sofferenze passate per via della strega nella casetta di marzapane, a causa di cui si è procurato le ferite da ustione. Com’era prevedibile, dopo la brillante intuizione di Henry è sempre a lui che tocca la coincidenza di notare le bruciature sulle braccia di Nick durante un passaggio in macchina verso l’aeroporto/no, facciamo casa di Jacinta/aspetta, ci ho ripensato e in maniera assolutamente non sospetta ti chiedo di mollarmi in mezzo alla strada perché in fondo sì, voglio proprio andare all’aeroporto *Henry genio dell’inganno*

   

Il risvolto della vera identità del candy killer non ha quindi tardato a venire alla luce, come spesso è accaduto anche in passato con matasse da sbrogliare in Once, ma la cosa non mi dispiace, perché credo che il mistero in sé sia stato portato già abbastanza per le lunghe e, sempre nell’ottica del series finale in avvicinamento, sono d’accordo con quanto affermato anche da Al qualche settimana fa: continuare a buttare carne sul fuoco aggiungendo personaggi, risvolti segreti sulle identità nascoste di alcuni e storyline parallele è controproducente al punto in cui ci troviamo, in cui sarebbe invece opportuno iniziare a tirare le somme. Il dubbio che mi rimane sullo pseudo-twist di Nick come Hansel si lega, anch’esso, a un punto giustamente sottolineato sempre da Al nella sua recensione della 7×12: quali sono effettivamente le regole di questa nuova maledizione se nessuno potrebbe romperla, pena la morte istantanea di Henry, però ognuno è libero di svegliarsi e svegliare altri, come direbbe Catullo, ad cazzum? Se il punto interrogativo aveva iniziato a tamburellarci sulla spalla dopo Ivy, Victoria e Gothel, seguite a ruota da Regina svegliata da Ivy che sveglia a sua volta Zelena, la scoperta che è sveglio pure Weaver nonché a tratti (quando non drogata) pure Tilly e, di recente, abbiamo avuto la conferma anche su Facilier (a quota quanti stiamo? Li ho beccati tutti??), aggiungere alla lista Nick rende questa domanda sempre più bruciante (oops, no pun intended!). E la questione, arrivati a questo punto, è che secondo me l’interrogativo non verrà neanche realmente affrontato, così come le varie apparizioni di pezzi di scarpetta di cristallo random che si materializzano così, nei momenti più fortuiti, e che dovremmo semplicemente accettare come, non so, la maledizione che cerca di rompere se stessa? Per carità, di fronte a questi dettagli nello specifico posso anche sospendere l’incredulità visto che in passato è già successo che le black curse fossero disseminate di cavilli per favorirne gradualmente la rottura (non è nulla di diverso dal libro delle favole che appare magicamente nell’armadio di Snow, cosicché lei possa regalarlo a Henry, che parte così per la sua missione di ritrovare Emma mettendo in moto tutti gli eventi che ne conseguono), ma come alcuni si sono svegliati e altri no, ME LO DEVONO SPIEGARE.

Parlando di Henry, poi, è proprio in retrospettiva, ripensando a quanto il suo intervento in passato sia stato fondamentale per dare vita alla storia della Salvatrice e della sua famiglia che ci ha accompagnati per gli scorsi sei anni, che mi dispiace vedere il personaggio così disperatamente alla ricerca della “sua storia” come se quanto fatto in precedenza conti zero. È vero che è sempre difficile vivere all’ombra di genitori/nonni/fratelli e sorelle più grandi e famosi, che è stato proprio questo bisogno di non essere semplicemente “a character in someone else’s story” in primis che l’ha spinto a partire da Storybrooke nella premiere di questa stagione, ma ho apprezzato che finalmente in questo episodio abbiamo una sorta di chiusura del cerchio nei suoi flashback. L’Henry della Fairytale Land ha finalmente fatto pace con quell’ossessione che gli abbiamo a volte sentito esternare anche nelle stagioni precedenti (nella sottotrama a Camelot ad esempio, in cui aveva dichiarato di non sentirsi all’altezza di Violet perché nato e cresciuto in una terra senza magia, un outsider nel reame da cui invece la sua famiglia proveniva e in cui si era fatta conoscere positivamente, lasciandogli quindi una pesante eredità da onorare), con una scena così carina che perfino Cinderella non è riuscita a rovinare con la sua sola, irritante presenza: un luogo anonimo ma affascinante, un anello senza troppe pretese, un ragazzo senza un passato epico ma con la voglia di crearsi la propria storia, comunque sarà, mettendone le basi con lei… la mia parte romantica si è sciolta, quella razionale finge di essere ancora in sesto e sottolinea invece la notevole maturazione del personaggio di Henry che troviamo in questa scena, perfetto riflesso dei minuti iniziali della 7×01.

Concludo con un breve accenno ad altri momenti che non mi sono dispiaciuti, ovvero il confronto tra Weaver ed Henry (sto apprezzando questa versione finalmente votata al positivo di Rumpel, dimostrazione che non serve essere necessariamente ambiguo o proprio stronzo per rendere il proprio personaggio intrigante: se hai un interprete di per sé carismatico come Robert Carlyle, puoi permetterti tutto) e il finale con l’hint che la prossima vittima designata del candy killer potrebbe essere la nostra Zelena, ma vaghi spiragli d’aria fresca a parte non ho trovato “Breadcrumbs” un episodio da 10 e lode… non male di certo, ma poco più di una puntata di transizione nel complesso.
Voi che ne pensate invece? Attendo come sempre di leggere i vostri pareri qui sotto nella sezione commenti, vi lascio qui di seguito il promo della 7×17 e vi invito, se non l’avete già fatto, a passare dai nostri amici di

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