Minority Report | Recensione 1×05 – The Present

Carissimi addicted, l’episodio di questa settimana è incentrato principalmente sulla detective Vega, forse nel tentativo di dare un minimo di spessore a un personaggio che, finora, è stato a mio parere l’aspetto più debole della serie.
Per farlo, gli autori hanno ben pensato di introdurre un nuovo mistero, che andrà probabilmente ad affiancarsi all’altra trama orizzontale, quella dell’oscura predizione di Agatha.
Il tema dell’omicida misterioso del genitore è stato visto e rivisto in tutte le salse (basti pensare all’arco narrativo dedicato a Beckett di Castle) e lo sviluppo rischia, a mio parere, di sembrare qualcosa di già visto.

In questo episodio viene anche introdotto un nuovo personaggio, Henry Blomfeld. Vega, nella sua ansia di ottenere informazioni, gli ha rivelato forse troppo e ha messo potenzialmente in pericolo la libertà del povero Dash. Sarà interessante scoprire se Blomfeld tornerà nei prossimi episodi, ma, anche se così non fosse, Blake ormai è in possesso di parecchi tasselli del puzzle e sono convinta che non ci metterà poi molto a riordinarli e a scoprire la verità. A questo punto sarebbe interessante capire da che parte si schiererà, se deciderà di entrare a far parte della squadra o se sarà uno dei fautori del ritorno della Precrimine.

Di questo episodio mi sono piaciute soprattutto le parti dedicate a Wally. Già nelle scorse settimane si era capito che l’uomo nutre un profondo affetto per i tre Precog, ma solo nell’episodio di oggi sono stati mostrati appieno il senso di colpa e l’impotenza che si porta dietro come macigni.
Essere costretto ad assistere per un anno intero a centinaia di omicidi senza poter fare assolutamente nulla per salvare le vittime deve essere stato un peso tremendo, un tarlo insaziabile che ha continuato per anni a tormentare la coscienza di un individuo tutto sommato buono (anche se, devo ammetterlo, ogni tanto mi viene il dubbio che questo personaggio si riveli un doppiogiochista… è una sensazione del tutto campata per aria, non sostenuta da alcun tipo di indizio, ma non riesco a togliermi dalla mente che potrebbe trattarsi di uno sviluppo plausibile).

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Passiamo al mio momento preferito, quello dedicato ad Arthur. Inutile stare a girarci intorno, il rapporto fra i due gemelli mi piace sempre di più: Arthur sembra non avere dubbi e continua a riporre cieca fedeltà in Dash, al punto da mostrargli le recenti scoperte di Agatha.
Anche lui rientra quindi di diritto nella categoria dei “buoni”, perché, nonostante la sua scorza e la sua aria da duro, alla fine sembra essere incapace di non aiutare il prossimo, persino la donna che, secondo la visione, dovrebbe essere la causa della sua rovina e di quella delle persone che ama di più al mondo.
Paradossalmente, però, si dimostra meno forte del fratello, perché incapace di perdonare a Wally il ruolo riluttante svolto nella loro prigionia.
La dolcezza, l’ottimismo e la capacità di perdonare, donano invece a Dash una forza e una motivazione che lo rendono praticamente inarrestabile.
Basti pensare alla sua reazione di fronte all’ostinazione di Lara di fronteggiare la presunto assassina del padre: il Precog sa bene che si tratta di una follia, ma, una volta appurata l’impossibilità di convincere la compagna a rinunciare, decide senza esitazione di seguirla sulla strada dell’inferno.

Ho trovato un po’ banale e buonista il finale dell’episodio, con il classico momento in cui Vega si trova costretta a scegliere se vendicare l’assassinio di suo padre e contraddire i valori in cui crede o mostrarsi superiore e rinnegare il mostro che si nasconde dentro di lei. Un’altra cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso è stata la scelta di introdurre il bambino come ago della bilancia nella lotta morale della detective, mi è sembrato solo l’ennesimo modo di edulcorare una situazione già di per sé banalotta.
Al di là delle analisi più o meno ragionate, sembra assodato che questa quinta puntata ci abbia regalato un nuovo filo da aggiungere all’intreccio della trama orizzontale, la caccia al fantomatico committente dell’omicidio del padre di Vega e la ricerca dell’evanescente Lycon, lo spacciatore di Deena.
La mia paura è che, con la stagione ormai giunta al suo giro di boa (e con la quasi certezza che il season finale sarà anche un series finale), gli autori stiano aggiungendo un po’ troppa carne sul fuoco, con il rischio non indifferente di lasciare gli spettatori senza una vera e propria soluzione dei misteri proposti.

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Momento topico dell’episodio: Dash che cerca di regalare un mazzo di fiori a quella demolitrice di entusiasmi di Vega. Mai una gioia, proprio.

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Nel dubbio, vi lascio con il promo del sesto episodio, che si preannuncia gustosissimo, e vi do appuntamento alla prossima settimana.

https://www.youtube.com/watch?v=2rB_KmnlhXc

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