Lucifer | Tom Ellis parla del Diavolo e della sua redenzione

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Il Diavolo arriva in prima serata.

Nella nuova serie tv di FOX, “Lucifer”, il disilluso Signore dell’Inferno (Tom Ellis) ha abdicato e ha deciso di lasciarsi alle spalle il suo regno per trovare dimora in pascoli più verdi a Los Angeles, dove gestisce un lussureggiante nightclub e dove passa le sue giornate divertendosi a giocare con le paure e i desideri più profondi dell’umanità.

Ma quando il suo potere non gli permette di leggere la mente del Detective Chloe Decker (Lauren German), Lucifer decide di iniziare ad aiutare la polizia di LA a risolvere crimini, ovviamente cercando di risolvere il mistero più grande. E proprio così possiamo vedere il divertimento infondersi in questa serie che parla del Diavolo, ispirato allo stesso personaggio dell’ominina serie di fumetti di DC Comics.

EW ha intervistato Tom Ellis sul set del drama di Fox a Vancouver, per scoprire qualche scoop sullo show, su dove Ellis abbia cercato ispirazione (David Bowie!) e per scoprire cosa si prova ad interpretare il diabolicamente affascinate, beh, diavolo.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Cosa ne pensi del Diavolo?

TOM ELLIS: Una delle cose principali con cui sta lottando internamente è la personificazione di sé stesso, la versione umana di se stesso. Sappiamo che sono passati cinque anni da quando ha lasciato l’Inferno, e senza che lui se ne sia accorto, la sua umanità ha iniziato a crescere dentro di lui. Così Lucifer sta iniziando a sperimentare cose che non aveva mai provato prima, come sentimenti ed emozioni e l’interesse verso il prossimo. Lui non sa cosa gli stia succedendo, ma si sta creando questa strana sensazione dentro di lui, ed è per questo che alla fine del primo episodio lui torna dalla sua terapista, la Dr. Linda Martin (Rachael Harris), proprio perché sta avendo questa crisi esistenziale, come la descrive lui, e ha bisogno di parlarle delle cose che sta provando. Lucifer è qualcuno che, in superficie, appare felice con le cose che possiede, ma, in realtà, c’è un reale senso di insoddisfazione e amarezza nei confronti di suo padre, a causa del titolo che gli è stato dato, e questo è un peso che si è tenuto dentro per migliaia di anni.

Puoi anticiparmi qualcosa sul motivo per cui lui ha lasciato l’Inferno?

Beh, secondo quanto detto da lui, Lucifer ha abbandonato l’Inferno perché era annoiato. Era annoiato di dover interpretare un ruolo che suo padre gli aveva affibbiato. Lui dice di voler credere nel libero arbitrio, nel fatto che le persone possono scegliere, quindi questa è la ragione per cui se ne è andato.

Quali sono le conseguenze di questa azione?

La conseguenza principale del suo abbandono è che l’ordine celeste deve cambiare le cose, e quindi ora suo fratello, Amenadiel [DB Woodside], sta controllando (a malincuore) i cancelli dell’Inferno, mentre Lucifer è via a divertirsi.

Credi che Lucifer sia cattivo di natura?

Questa è una delle domande morali che ci poniamo nello show, in realtà. Voglio dire, lui è cattivo perché è cattivo di natura oppure è cattivo perché il caro vecchio paparino gli ha detto che è cattivo? Si tratta di un interrogativo sull’autorità. Solo perché qualcuno ha deciso che questa è l’etichetta che devi tenerti addosso per tutta la tua vita, è davvero giusto? Mi piace pensare che questa sia la storia di redenzione per eccellenza.

Nel pilot viene accusato di essere troppo tollerante nei confronti degli umani. Questo potrebbe portarlo, ad un certo punto, a voler dimostrare che può essere ancora cattivo?

Lui non prova empatia per tutti gli umani che incontra. Infatti, prova disprezzo e perplessità per gran parte delle decisioni che prendono e per le cose in cui credono, ed è per questo che Chloe ha un tale impatto su di lui, perché lei non subisce l’influenza del suo carattere. Lui non riesce a capire cosa lei pensa o vuole, come riesce a fare con tutti gli altri. Anche dal punto di vista sessuale, con lei non è come con le altre donne.

Come sarà la dinamica professionale tra Chloe e Lucifer man mano che la serie progredisce?

Beh, andando avanti, lui inizia ad essere intrigato da lei e questo lo porta a seguirla durante i suoi casi. E man mano che lo vedrete, inizierete a realizzare che a lui non interessano i casi a cui sta lavorando ovviamente, ma piuttosto lui vuole scoprire qualcosa su di lei. Lui vuole scoprire cosa la faccia scattare. Questo diventa il suo caso. La sua ricerca di Chloe poi lo porta a stringere un accordo con il capo di lei, ed è solo allora che il suo ruolo accanto a lei diventa ufficiale. Ma ovviamente tutto riguarda il fatto che lui deve riuscire a capirla.

Lui ha un piano per le persone sulla Terra oppure si sta solo divertendo?

No, lui vuole godersela. La parte più importante della sua situazione è che lui si era annoiato del suo ruolo, un ruolo crudele. Lui è annoiato da queste persone che arrivano giù all’Inferno e ora pensa, “Ho chiuso con questo lavoro. Basta. Devo andarmene e prendermi una vacanza, un periodo sabbatico.” Però, non credo che quando lui sia arrivato sulla terra la prima volta, avesse pianificato di rimanere così a lungo.

C’è qualcosa che potrebbe ucciderlo?

Noi supponiamo che sia immortale, ma questo verrà messo alla prova durante la serie.

Come sei entrato nella mentalità di dover interpretare il Diavolo?

La mia idea di Lucifer è nata da Tom Kapinos, che ha scritto lo script originale per il pilot. Mi ricordo che mentre lo stavo leggendo per la prima volta, dopo 4-5 pagine, pensavo che fosse davvero divertente, e sapevo come avrei voluto farlo se avessi accettato. Per quanto riguarda il modo in cui mi preparo, uso la musica ogni volta che lavoro. Quando ho ottenuto il ruolo, ho iniziato a creare una playlist, che ha iniziato ad allungarsi e che ora contiene circa 85 canzoni. Uso della musica che potrebbe essere usata nello show, o musica che lui ascolterebbe, o qualcosa che suggerisce qualche dettaglio sul suo carattere. I Rolling Stones sono stati parte fondamentale dello script originale, quindi ho molte canzoni degli Stones e grandi classici del rock degli anni ’60, anche AC/DC e The Who, molto David Bowie, perché il materiale grafico originale per l’immagine di Lucifer era basato su David Bowie. Lo abbiamo usato nel pilot. Quando entriamo per la prima volta a Lux [il nightclub di Lucifer], sentiamo “Fame” di David Bowie, che è diventato il tema principale.

Lucifer ha dei gusti musicali molto eclettici, perché lui è un uomo che ha vissuto per così tanto tempo, quindi passa dalla musica classica fino a canzoni moderne, come quelle dei Black Keys. Quindi in pratica io uso queste cose per entrare nella mentalità del ruolo. Metto questa playlist in macchina ogni mattina quando vado al lavoro e l’ascolto quando sono in pausa, e semplicemente riesce a portarmi al punto di partenza, dove ho iniziato a lavorare con questo personaggio. Ho trovato questa modalità di grande aiuto mentre giravamo il pilot e ora, quando ascolto questa playlist, mi riporta immediatamente dove ho iniziato.

Lo show è rimasto fedele ai fumetti?

Non esattamente. Abbiamo usato i fumetti come ispirazione per i personaggi. Per esempio, io non sapevo che fosse basato su una serie di fumetti. Ho ovviamento usato il materiale originale e gli scripts originali che Tom ha scritto, e poi le versioni sono cambiate e sono diventate quello che avete visto nel pilot – questo è il mio punto di riferimento principale. Ci sono elementi dei fumetti, ma questa serie non è assolutamente una versione televisiva del fumetto. La cosa bella è che Neil Gaiman mi ha contattato personalmente, dopo aver visto il pilot, per dirmi quanto lo avesse apprezzato e che ottimo lavoro avessimo fatto.

Una parte importante della serie è che tutto quello che la riguarda è marcato da un senso di divertimento. Lucifer ha questo senso di divertimento nei confronti della vita; a lui piace giocare con le persone. Ma il senso di umorismo dello show è quello che rende lo show interessante, in opposizione a quel senso di oscurità e pesantezza.

Quindi lui è e sarà sempre così ironico?

Si, come anche il modo in cui le storie vengono raccontate.

Quale credi che sia il messaggio che lo show vuole madare riguardo la moralità?

Amo l’ambiguità della moralità. Ovviamente, molte persone supporranno che questo è uno show che parla del Diavolo, che è una cattiva persona e bla bla bla – molte persone vogliono saltare a una conclusione prima ancora di averlo visto. Una cosa che ho capito da quando ho ottenuto questo ruolo è che questo è un personaggio che le persone credono di conoscere. È come Babbo Natale o qualcosa del genere. È un personaggio famoso fittizio/non fittizio a livello mondiale – e in qualsiasi modo tu la voglia mettere, le persone credono di conoscerlo. Secondo me quello che è divertente di Lucifer, è che abbiamo preso questo personaggio, tenendo conto della presunzione in generale, e l’abbiamo usato per far riflettere le persone, “Se voi volete sapere qualcosa sulla moralità, forse fareste meglio a guardarvi allo specchio assumendovi le responsabilità delle vostre azioni.”

Secondo te, lui si vede come l’eroe della sua storia?

Credo che lui si veda come la risposta, ma in realtà, quando lui si concede di essere davvero onesto con se stesso, durante alcuni momenti di vulnerabilità, non lo è. Lui è semplicemente un ragazzo che ha problemi con il padre.

Lucifer ha debuttato lunedì su FOX.

 

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