Lucifer | Recensione 2×17 – Sympathy for the Goddess

Penultimo episodio di questa seconda stagione e, onestamente, non potevo chiedere di meglio a livello di trama. Mi piace che la famiglia sia al centro di tutto visto che, fondamentalmente, lo show è nato proprio dal conflitto familiare, e mi piace ancora di più che ogni singolo rapporto sia analizzato e sviscerato in maniera così vera e completa.

Innanzitutto, abbiamo Maze e Lucifer – perché anche Maze è innegabilmente famiglia. Come ipotizzavo la settimana scorsa, Lucifer non ha mai pensato di abbandonare la demone a se stessa – o di abbandonarla generalmente parlando – ma Maze non riesce a vedere il lato affettivo della rivelazione.

È arrabbiata, si sente ferita, tradita e peggio ancora – come lei stessa dice – usata. Lei ama Lucifer, in una maniera del tutto non romantica ma completamente devota, gli vuole bene, ci tiene a lui, ha bisogno di lui. Sono amici, prima di qualunque altra cosa. Ed ecco che il processo di umanizzazione di Maze raggiunge il suo culmine, nell’ammissione di tutto questo, nell’ammissione di tenerci, quando un demone – per definizione – non dovrebbe tenere a nulla al di fuori di se stesso. E il momento in cui Lucifer lo capisce, il momento in cui Linda gli spiattella in faccia questa verità, è l’ennesimo punto perfetto in uno show perfetto: la realizzazione del fatto che lui e Maze non sono più il Diavolo e la sua demone preferita, ma sono Lucifer e Maze, due esseri umani in gusci sovrannaturali che provano emozioni umane e hanno reazioni umane. Che sentono e risentono a livello emotivo di tutto ciò che capita loro intorno.

 

E questa umanizzazione di Maze è evidente anche nel suo voler a tutti i costi riparare al casino nel quale Lucifer ha messo Linda-la-psicologa. Nonostante abbiano condiviso l’inferno e siano sulla Terra dallo stesso periodo di tempo, Maze dimostra di aver sviluppato una sensibilità e un acume che ancora mancano a Lucifer. Maze capisce cosa si possa dire e cosa debba essere taciuto, capisce che la sospensione di Linda è un problema serio per la nostra psicologa, capisce che è loro preciso dovere rimediare al guaio nel quale l’hanno cacciata – tutte cose che invece Lucifer ha ancora molti problemi a comprendere di primo acchito. Quindi, in un certo senso, l’evoluzione di Maze è ancora più sorprendente di quella del suo mentore, soprattutto se consideriamo il fatto che la donna nasce demone, Lucifer invece nasce angelo – quindi tecnicamente più portato a empatizzare nei confronti degli essere umani.

Passiamo poi ad Amenadiel, il classico figlio perfetto, quello che non ha mai dato problemi, ha sempre fatto i compiti e ha sempre ottenuto il massimo punteggio in qualunque test. Lui è l’angelo sul quale fare affidamento, quello su cui si può contare, niente colpi di testa, niente azioni avventate, niente problemi. Eppure apparentemente è Lucifer il figlio preferito, e trovo sorprendente la maniera con la quale abbiano portato avanti questo aspetto della storyline di Amenadiel. Ricordiamo nella prima stagione la sua rabbia nei confronti di questa consapevolezza, la sua frustrazione nel vedere che daddy dearest continuava a dare seconde, terze e quarte chance al figlio ribelle. Pian piano questa rabbia si è trasformata in una sorta di accettazione passiva, quel sentimento che ti pervade quando vorresti tanto riuscire ad odiare il tuo rivale ma non puoi, perché in fondo gli vuoi solo un gran bene.

Degnissima di nota è la collaborazione fra Chloe e Mamma Charlotte, questa coppia improbabilissima che si ritrova per necessità a far fronte comune per risolvere il caso. Sono meravigliose perché non si sopportano ma allo stesso tempo – nel corso dell’indagine – arrivano a rivalutarsi a vicenda pur non ammettendolo apertamente. Per quel che riguarda Mamma, la situazione si sta facendo sempre più grave e ormai la luce che sta “perdendo” è fuori controllo. Credo che nemmeno lei sappia con esattezza cosa questo comporti o voglia dire, ma è chiaro che prima rimetteranno insieme la lama e meglio sarà per lei.

Mi aspetto fuoco e fiamme dall’episodio finale, perché la carne al fuoco è tantissima. Mi chiedo se sia giunto il momento di incontrare finalmente daddy dearest, o se anche stavolta non accadrà. Vorrei far notare che abbiamo smesso da tempo di chiederci quando Chloe scoprirà la vera identità di Lucifer – o meglio, quando la accetterà come tale – perché ha smesso di avere importanza ormai. Non siamo più qui a bramare la rivelazione o a temere la reazione di Chloe, perché ormai la posta in gioco si è alzata tantissimo e, al momento, forse è meglio che lei non lo scopra. Finché vive in questa bolla, Chloe è al sicuro. E non parlo di una sicurezza meramente fisica, ma anche e soprattutto emotiva. Perché l’identità di Lucifer e di tutta la sua famiglia porta con sé il pesante e scomodo bagaglio della verità sulla nascita della detective e di conseguenza del suo rapporto con Lucifer, che è genuino ma allo stesso tempo è precostruito.

Chiudo con una menzione specialissima alla rivelazione dell’identità di Charlotte in quanto Mamma e mi unisco alla considerazione di Chloe quando fa notare a Douche che se la sposasse, diventerebbe il patrigno di Lucifer. Sono state scene E P I C H E!

Io vi do appuntamento a settimana prossima, nella speranza di non dover consumare troppi fazzoletti… Tanti auguri a noi!

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