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Le 10 Donne che ci ispirano ogni giorno

DONNE. Ne abbiamo fatta di strada eh? E ancora molta probabilmente ne abbiamo da percorrere perché ammettiamolo, le cose non sono mai facili per noi! Ci dicono che siamo volubili, prepotenti perché vogliamo avere sempre ragione, troppo emotive nei nostri giorni no, troppo algide in tutti gli altri giorni, complicate, indecifrabili, contraddittorie ma “Siamo donne, e possiamo essere contraddittorie quanto vogliamo!” (cit. Lady Violet). La verità è che, a partire dalla nostra biologia, noi donne abbiamo sempre dovuto lottare il doppio per affermarci nella nostra vita , per conquistare i nostri obiettivi, per occupare una posizione in “un mondo di uomini che non sarebbero nulla senza una donna”, semplicemente per essere guardate e considerate alla pari dell’uomo. Non vogliamo essere migliori (se poi lo siamo non è colpa nostra, no?) e di certo non siamo inferiori, vogliamo soltanto essere uguali, lo vogliamo da sempre e per questo motivo abbiamo spesso pagato un prezzo importante.

In un giorno che celebra proprio i nostri sacrifici e le nostre battaglie nella lotta per l’uguaglianza, noi donne di Telefilm Addicted, spalleggiate (spero!) dai nostri colleghi uomini, vogliamo omaggiare il nostro gentil sesso presentandovi soltanto alcuni tra tutti quei meravigliosi e immensi personaggi femminili che le serie tv ci hanno fatto conoscere, soffermandoci in particolar modo su coloro che più ci hanno ispirato, quelle donne che hanno lottato per essere “abbastanza”, per affermarsi nel loro mondo e magari per cambiarlo, rispondendo colpo su colpo per dire “No, this is who I am” (cit. Emma Swan). Siamo donne, siamo tutto ciò che immaginate e anche qualcosa di più e dopo tutto quello che abbiamo vissuto, credeteci … YOU DON’T WANNA MESS WITH US!

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Dopo un prolungato e difficilissimo summit convocato per decidere quali personaggi incredibili includere in questa lista, io, Syl e The Lady and the Band siamo infine giunte alla nostra scelta definitiva. Ecco quindi la nostra personalissima selezione di 10 (beh, più o meno!) donne “telefilmiche” che hanno cambiato la loro vita e così facendo sono state per noi fan l’ispirazione più importante per cambiare la nostra.

TAMI TAYLOR, “Friday Night Lights” – La massima aspirazione

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Avete presente il detto “Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna”? È il caso di Tami Taylor, moglie del Coach Eric Taylor e modello femminile di moglie, madre, insegnante, guida, amica. Tami è un’ex reginetta della scuola, è una donna intelligente che ha saputo sfruttare al meglio le proprie capacità, è una buona amica per chi ne ha bisogno, è una moglie e madre meravigliosa. Ha scelto di mettere da parte le proprie aspirazioni per il sogno del marito e quando ha trovato un sogno più grande per se stessa, ha saputo lottare – anche contro il marito – per realizzarlo. È una madre-guida per Julie, le ha permesso di sbagliare e, pur soffrendone, l’ha sempre lasciata libera. È un consigliere scolastico che lotta al fianco dei ragazzi, che ha messo al primo posto il benessere degli alunni e non la società: ha lottato perché Tyra realizzasse al pieno le sue potenzialità, non ha abbandonato Becky quando la ragazza è rimasta incinta, anche a costo di perdere il suo lavoro. Tami è la donna che ognuna di noi vorrebbe diventare: è forte ma sa quando è giusto cedere, sempre lungimirante, sempre pronta a discutere delle situazioni senza giudicarle dalla copertina, sempre generosa e accogliente, che cammina al fianco del marito senza permettergli di metterla in secondo piano, garantendogli il suo appoggio, ma chiarendo bene quando non è d’accordo. Tami Taylor è il 50% di una delle coppie più belle delle serie tv, di quelle che ti ispirano… anche perché, per sopportare Eric Taylor, ci vuole una come lei.

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BROOKE DAVIS/LEMON BREELAND, “One Tree Hill”/”Hart of Dixie” – L’affermazione di se stesse

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Il motivo per cui queste due donne sono insieme è che entrambe rappresentano l’esempio perfetto di chi, come me, come voi, combatte per capire chi sia, al di fuori delle opinioni e aspettative di chiunque ci circondi. Brooke e Lemon arrivano da situazioni familiari simili e diverse: se Brooke è dovuta crescere da sola, senza una figura genitoriale di riferimento, Lemon è dovuta diventare lei genitore di sua sorella, accantonando spesso se stessa per il benessere di Magnolia. Brooke e Lemon sono inizialmente vittime delle aspettative delle rispettive comunità di riferimento: la ragazza facile della scuola, la ribelle, destinata a non raggiungere chissà quale successo o la Southern Belle, brava solo ad essere bella, che avrebbe sposato il Golden Boy e avrebbe passato la sua vita come moglie e madre. Entrambe decidono di volere di più, entrambe si mettono alla prova, entrambe sbagliano e soffrono finché capiscono chi sono e quanto valgono, finché iniziano a lottare per realizzare se stesse come donne, a prescindere da ciò che gli altri vogliono da loro. Sono personaggi complicati, a tutto tondo, che è facile amare e odiare, con cui finiamo per gioire alle sfilate della “Clothes over Bros” o all’inaugurazione del ristorante più chic di Bluebell, Alabama.

MIRANDA HOBBES, “Sex and the City” – L’evoluzione rimanendo fedeli a sé

mirandaFaccio parte della generazione che ha conosciuto le quattro rivoluzionarie di Manhattan quando ancora potevano essere viste come rivoluzionarie, in una televisione che ci ha abituate a personaggi femminili forti, non confinati al solo ambito familiare, libere di parlare di qualunque argomento in qualunque modo. Samantha, Charlotte, Carrie e Miranda sembrano banali. Ma per l’epoca non lo erano. Affatto. Miranda è sempre stata la mia preferita. È quella che ha subito i cambiamenti più eclatanti senza perdere di un millimetro la propria identità: Miranda lotta per il suo lavoro di avvocato, anche quando, diventata madre, viene minacciata di mobbing. Miranda non cede se stessa per il proprio uomo, ma vuole che lui la ami esattamente come è (e Steve lo fa, per ben due volte). Miranda parla chiaro, sempre, non indora la pillola, non si lascia soverchiare dalle opinioni degli altri, ma afferma la propria ad alta voce. Miranda è una donna a tutto tondo, realistica, che accetta faticosamente i cambiamenti ma si adatta e non si lascia sopraffare. Miranda è l’emblema vivente di come si possa essere donne realizzate a tutto tondo, scegliendo cosa sacrificare, ma mai rinunciando ad essere se stesse.

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KATE BECKETT, “Castle” – You are the first, my last, my everything
A Beckett devo moltissimo e non è un segreto per nessuno. Potrei star qui a scrivere di lei per giorni (come se non l’avessi già fatto). Il solo parlarne mi tocca qualcosa dentro, così come del resto è accaduto per ciascuna delle donne che ho scelto. Agli occhi del mondo Beckett è una donna che ha fatto una carriera molto rapida e di successo, grazie alla sua bravura, alle sue competenze e all’estrema dedizione al lavoro. Si muove in un ambiente in gran parte maschile e si fa rispettare dai colleghi esercitando un’autorevolezza che non ha mai alcuna deriva autoritaria.

Non si è resa vittima dell’ignobile dinamica di dover essere come un uomo, per dimostrare di valere. Ha conservato integra la sua femminilità, che non si manifesta, banalmente, solo nell’essere super modella in ogni occasione. Riassume anche in sé tutte quelle caratteristiche che io definisco “femminili”, termine che non vuole essere una piatta semplificazione, ma che, al contrario, per me racchiude tutte le molteplici sfumature che rendono tale una Donna: un insieme armonioso fatto di accoglienza, ascolto, intuito, ricettività, calore – senza dimenticare un po’ di sana ironia -, che mette a servizio delle persone con cui interagisce, pur non lesinando una certa severità, quando è necessario.

È una donna integra, che non è mai scesa a compromessi, arrivando a mettere a repentaglio il proprio lavoro per ricomporre una situazione ingiusta, pagandone poi le conseguenze. Si schiera sempre in prima linea assumendosi la responsabilità delle sue azioni. È corretta fin nel midollo. Il tutto arricchito da una grazia e da una bellezza così luminose da far innamorare chiunque (ok, sono un po’ di parte). È forte – come sono forti tutte le donne -, determinata e indipendente. Ma sa conservare spazi girly di entusiasmo e spensieratezza che la rendono adorabile come un mattino di primavera.

LORELAI GILMORE, “Gilmore Girls” – Self Made Woman
Quando si pensa a Lorelai Gilmore le prime immagini che affiorano alla memoria (e presto non più solo a quella! Ameremo per sempre Netflix per averci riportato indietro Stars Hollow) sono la sua dipendenza da caffeina, la grande ironia, il parlare a raffica e il suo essere spesso sopra le righe.

Ma ci sono tanti altri aspetti in lei, che la definiscono come una donna caparbia, tenace, che ha modellato da sola la vita che voleva.

Ha scelto di non sposare il padre di sua figlia, quando è rimasta incinta a sedici anni, che era la soluzione più comoda per tutti (e Christopher un gran figo, diciamolo). Ha scelto di prendere sua figlia, abbandonare la certezza di un tetto sopra la testa e ha iniziato a lavorare come cameriera, vivendo in quella che mi è sempre sembrata la versione moderna di una capanna. Tutto da sola. Certo, con una madre come Emily chiunque avrebbe preferito farsi allevare dai lupi, ma nessuno può negare che debba essere stata durissima (io adoro Emily, ma proviamo a vivere con lei due giorni). Lavorando sodo è riuscita a diventare la direttrice di quella stessa locanda a cui era approdata senza un soldo e senza un posto dove andare. Non ha però voluto fermarsi lì. Ha studiato, ha preso il diploma che aveva accantonato per prendersi cura di Rory e ha realizzato il sogno di aprire la propria locanda. È una donna d’affari realizzata. Senza dimenticare che ha allevato sua figlia da sola, senza mai scegliere la via più facile cercando, soprattutto di essere una madre diversa della propria.

Per me Lorelai rappresenta la donna realizzata, che ha lavorato con impegno per inseguire i suoi obbiettivi, ottenendo in cambio la meritata ricompensa. Non solo si è fatta da sola, ma si cresciuta da sola, crescendo al contempo una figlia alla quale ha insegnato che, nella vita, poteva essere tutto quello che voleva, grazie alle sue capacità e al duro lavoro.

MIRANDA BAILEY, “Grey’s Anatomy” – La forza interiore

Adoro questa donna. Ho tollerato la perdita di chiunque altro, al SeattlevarinomiHospital, ma non mi devono togliere la Bailey (a chi voglio raccontarla? Ho guardato dodici stagioni, lo guarderò per sempre). L’ho amata fin da subito, da quando ha messo in riga i suoi specializzandi, il primo giorno. Ho un debole per le donne cazzute con una spiccata propensione al sarcasmo.

È una donna molto determinata, un chirurgo preparato che ha sempre lavorato con serietà e coscienza, ma che, nondimeno, ha fatto molta fatica a fare carriera nel mondo ospedaliero a cui ha dato tanto: a un certo punto sembrava che diventassero tutti Chief tranne lei che, per la cronaca, era l’unica che lo meritasse davvero, visto che avevamo capito molto presto che sarebbe stata il vero successore morale di Richard Webber.

È sempre stata un’insegnante magnifica, una di quelle persone che amano trasmettere le proprie conoscenze, che sa dosare polso fermo e incoraggiamento, riuscendo a capire quando è il momento di spronare, e quando quello di consolare. Ha raccolto i suoi specializzandi quando erano ancora pulcini e li ha fatti crescere sotto la sua mano saggia, facendoli diventare ottimi chirurghi, grazie alla sua guida, alle sue competenze e al suo esempio.

Ha avuto anche dei momenti bui, che ha saputo gestire e superare con la grinta che la contraddistingue, come quando è sprofondata nel disturbo ossessivo compulsivo, da cui si è ripresa grazie alle cure e alle sue risorse interiori. Ha sempre agito con dedizione e molto cuore, un mix che la rende umana e sempre apprezzabile ai miei occhi.

 

THE CRAWLEY SISTERS, “Downton Abbey” – No more rules

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Le sorelle Crawley rappresentano per me l’emblema della donna che non si arrende, che non ha paura, che si accetta in tutti i suoi pregi e difetti, che non resta al margine della sua vita, ma l’affronta a viso aperto, contro ogni obbligo o convenzione, contro l’etica imposta dal suo tempo perché non sarà la Storia a definire le sue scelte e certamente non sarà un uomo. Sybil Crawley annienta le distanze sociali. Giovane, ribelle, immersa nella politica, Lady Sybil sveste letteralmente e metaforicamente i suoi abiti nobiliari, per ritrovarsi a lottare nel fango pur di aiutare una cameriera a far carriera; per indossare la divisa da infermiera e avere un obiettivo durante la guerra; per lasciare la sua amata famiglia, pur di seguire il suo cuore e sposare l’autista cattolico e rivoluzionario.

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Edith Crawley abbatte le barriere professionali, lottando anche contro se stessa per capire il tipo di donna che volesse essere, per piacersi anche senza un matrimonio o un uomo al suo fianco, per amare prima di tutto la sua indipendenza e per trovare la sua strada, diventando infine la voce di migliaia di donne con la sua rivista tutta al femminile.

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Mary Crawley, la più tradizionalista a volte eppure al tempo stesso la più rivoluzionaria, è la donna che stravolge ogni aspetto del suo mondo personale, diventando l’unica padrona indiscussa della sua vita, rifiutando di rispondere a chiunque se non a se stessa, vivendo secondo le proprie regole, la propria etica, la propria morale, imparando solo tramite i suoi errori, accettando l’amore in tutte le sue forme, ma amando se stessa più di tutti. Non c’è nulla che una donna Crawley non possa fare!

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PEGGY CARTER, “Marvel’s Agent Carter” – Know your value

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Peggy Carter è una donna talmente importante per ciò che festeggiamo oggi che quando ci ripenso a volte, ai miei occhi, lei smette di essere “soltanto” un personaggio e diventa il simbolo di tutto ciò che io voglia dire, pensare ed essere nella mia vita. Peggy Carter è la donna che ha provato ad accontentarsi ma che ha capito di meritare di più, da se stessa in primis, è la donna che ha lottato per emergere davvero in un mondo e in un tempo dominato dagli uomini, la donna che non aveva una “cotta” ma aveva fede, la donna che in fondo nessuno ha visto lì dietro le quinte mentre la stella che si stagliava sullo sfondo bianco, rosso e blu brillava sempre più in alto. Peggy ha amato e perso, più volte di quanto il suo sorriso buono possa far intuire, ha camminato a testa alta, controcorrente in una folla composta da uomini omologati che non la consideravano abbastanza, Peggy non ha mai smesso di lottare per cambiare la sua realtà, per reclamare il posto che le spettava, per riconoscere il suo valore mentre il parere degli altri non importava poi così tanto. Eppure, brillando di luce propria, Peggy ha anche abbagliato tutti coloro che la circondavano, costringendoli ad aprire agli occhi per guardare lei e il mondo migliore che la vede protagonista. Peggy Carter ha abbattuto, una dopo l’altra, barriere e pregiudizi sociali restando semplicemente se stessa, accettandosi in qualunque aspetto della sua vita, facendo pace con le sue emozioni e riconoscendo in esse la sua più grande forza e mai una debolezza.

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BUFFY SUMMERS, “Buffy the vampire slayer” – The chosen one but not the only one

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Buffy Summers è stata la prima, forse oggi, in una televisione dove non esistono più limiti, non è sempre facile ricordarlo, ma è così, lei è stata la prima in tanti frangenti e questo nessuno potrà portarglielo via. Quando Buffy Summers è approdata sul piccolo schermo nel lontano ’97, la sola idea di questo personaggio era rivoluzionaria, la biondina adolescente e svampita che solitamente nei film horror è la prima a morire, adesso stravolge ogni certezza, diventando l’unica speranza in una guerra dalla portata ancora sconosciuta, diventando l’eroina, la guerriera, e a volte, il sacrificio umano per un bene superiore.

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Buffy è stata la prima adolescente a combattere il mondo delle tenebre e poi a restarne affascinata, la prima ad andare contro ogni regola prestabilita per amare il vampiro con l’anima, la prima ad annullare ogni distanza anche quando non erano ancora socialmente accettabili ma soprattutto Buffy Summers è stata la prima a capire di non voler essere l’unica, di non essere da sola nel suo destino e nel suo potere, tagliando in questo modo tutti quei fili invisibili che cercavano di controllarla dall’alba dei tempi e affermandosi ancora una volta in tutta la sua umanità.

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CLARA OSWALD, “Doctor Who” – The most important leaf in the universe

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Come forse avrete notato, finora ho scelto di occuparmi di donne che a modo loro hanno rappresentato la novità, che hanno segnato uno standard sociale, che hanno stravolto il loro mondo, cambiando le regole e dando una svolta ai tempi in cui vivevano. Beh, nel mondo che l’ha vista protagonista, Clara Oswald non è stata la prima e certamente non sarà l’ultima, il suo passaggio non ha lasciato un segno indelebile e visibile a tutti, ma è stato più che altro un ricordo personale, lontano eppure sempre presente, quasi come le parole di quella canzone che non riesci a dimenticare, come la carezza di una foglia che nasconde mille storie e che non si poserà mai. Clara Oswald non sarà stata la prima ma certamente è diventata l’unica e lo è stata per me.

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Clara è stata semplicemente se stessa, in ogni scelta, in ogni sorriso, in ogni decisione terribilmente umana e imperfetta, in ogni viaggio compiuto al di là delle sue fantasie più estreme, lei non è mai cambiata. Dal momento in cui aspettava, con i suoi sogni stretti tra le braccia, che l’intero universo suonasse alla sua porta al momento in cui quell’universo l’ha conquistato con la sua nuova casa, Clara è rimasta fedele alla persona che voleva essere, alla ragazza innamorata dell’avventura e dell’uomo che meglio la rappresentava, fedele alla donna che non si tira mai indietro quando si tratta di salvare qualsiasi vita, in qualunque tempo e in qualunque mondo, fedele alle sue emozioni, alla sua immensa lealtà, al coraggio e al sacrificio, compiuto nel nome di quella vita che le apparteneva e che non avrebbe mai abbandonato o rinnegato.

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Clara Oswald è per me il modello della donna che non si guarda indietro, che si accetta completamente, che sa essere tutto e tanto, dolce e forte, generosa ed egocentrica, inarrestabile eppure anche insicura, capace di amare a volte anche più di quanto lei stessa immagini.

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Questo articolo è dedicato a tutte le donne, a quelle che conoscono il loro valore e a quelle che ancora devono scoprirlo, alle donne che hanno cambiato il loro mondo e a quelle che semplicemente l’hanno vissuto scegliendo di essere soltanto se stesse, alle donne che non hanno paura di alzare la voce per esprimere la propria opinione e a quelle che restano in silenzio ma parlano con i fatti, in definitiva questo articolo è per tutte voi e per Chloe Sullivan, Olivia Pope, Daisy Johnson, Abbie Mills, Temperance Brennan, Cookie Lyon, Meredith Grey, Piper, Prue, Phoebe e Paige Halliwell, Sydney Bristow, Gabriela Dawson, Sarah Walker, Haley James Scott, Annalise Keating, Claudia Donovan, Jessica Jones …

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1 comment

Sam
Sam 8 Marzo 2016 at 14:21

Che bello, brave!
Mi è piaciuto molto. 🙂

E Buona Festa della Donna! 😀

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