Last Resort | Recensione 1×04 – Voluntold

La recensione del nuovo episodio di Last Resort, arriva su queste frequenze un pò in ritardo. Lo sapete perché? Beh se avete letto i miei precedenti articoli capirete perfettamente. La serie continua la sua discesa nell’oblio e neanche l’episodio Voluntold, riesce a risollevarne la sorte. La vicenda non solo fa acqua da tutte le parti, ma rimane statica, soporifera, piena zeppa di patriottismo e di falsi sentimentalismi. Dopo 4 episodi non siamo ancora capaci di capire la psicologia di tutti i personaggi e soprattutto, la trama non ha portato a nessuno stravolgimento. Last Resort, almeno per il sottoscritto, sta diventando un vero e proprio spreco di soldi per la tv americana, e al solo pensiero che gli ascolti sono in leggera risalita e la ABC ha ordinato altri due script, mi viene da star male. Abituato a prodotti con più intrecci e colpi di scena, trovo Last Resort noiosa ed inconcludente. Il suddetto quarto episodio, come ho già affermato, conferma la mia idea.

Cosa (non) è accaduto nell’appuntamento di giovedì scorso? Praticamente poco e niente. Si perché il capitano Chaplin, dopo i recenti avvenimenti, decide di dare una possibilità ai suoi militari di fare una scelta: partire o restare? Intanto sulla terra ferma, la moglie del tenente Kendall, sta cedendo alla lusinghe e alla smancerie di Paul, un amico del tenente/marito, che invece sta facendo il lavoro sporco per il governo degli Stai Uniti. Sull’Isola di Sainte Marine, la situazione non è delle migliori. Tutto l’equipaggio infatti è in subbuglio per la morte di un loro amico e confidente, caduto nelle mani di un pericoloso boss locale; e mentre quel figaccione di Sam Kendall alias Scott Speedam, unica ragione per cui guardo la serie, si fa delle belle nuotate nell’acqua cristallina dell’oceano, non si rende conto che anche l’amore per la sua amata sta vacillando.

Nulla di nuovo quindi all’orizzonte per i nostri beniamini di Last Resort. La sceneggiatura vacilla pericolosamente, e nonostante l’atmosfera e la recitazione rimangono al top, anche questa settimana si registra un trend negativo in quanto ad azione e colpi di scena. Da una serie con una tematica così intrigante come la fanta-politica, sembra proprio che non si decida a fare il Salto dello Squalo; nel senso che la vicenda non riesce ad emergere da questo marasma fatto di noia ed inutilità, restando ancora ad una storia politicamente corretta che regala pochi guizzi e molti sbadigli. A differenza di Homeland, che tratta anche lei una tematica politica con una vicenda è composta da colpi di scena a gogo e da una tensione palpabile, in Last Resort queste sono particolarità che scarseggiano. Forse avrò posto questa stessa domanda già in altre mie recensioni, ma può una serie tv vivere di vita propria dopo un buon pilot? Forse i produttori la pensano diversamente da me, per questo invoco una preghiera ai vertici della ABC: “Ti prego cancella questo supplizio di Tantalo, e permetti a noi addicted di telefilm, di volgere lo sguardo altrove. Troppe serie vengono snobbate e sminuite, ma almeno il sottoscritto, non ne può più di questa noiosa americana politica!”

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