Last Resort | Recensione 1×03 – Eight Bells

Non riesco proprio ad essere ironico nei riguardi di questa serie tv. Leggendo le recensioni dei miei colleghi, vedo che con un tono molto smaliziato, scrivono le loro opinioni su alcuni show che la serialità americana sta trasmettendo in questa strana stagione televisiva. Non so se il sottoscritto ha perso la sua vena sarcastica, oppure è la serie tv che mi tocca recensire che è talmente noiosa che non riesco a trovare nulla di comico. L’episodio 3 di Last Resort, Eight Bells, conferma il trend negativo di questo nuovo serial. Con gli ascolti ed i ratings che sono in caduta libera, lo show si è trasformato in un polpettone retorico, con pochi guizzi ed alcuni colpi di scena così prevedibili che farebbero impallidire persino un vampiro. Dopo l’ottimo pilot, Last Resort non ha ancora deciso che strada prendere, se continuare sulla scia del thriller politico alla Homeland, oppure intraprendere la strada di un drama di formazione dalle tinte Lostiane. Certo che l’episodio 3 è stato davvero brutto, non solo perché mi stavo quasi per addormentare davanti al pc, ma anche perchè mi sto rendendo conto che dopo tre appuntamenti non riesco ancora a ricordarmi i nomi dei personaggi. Questo è grave… molto grave. Vuol dire che forse anche gli attori non riescono a trasmettere emozioni?

Facendo un breve recap di quanto avvenuto in questo terzo episodio, vediamo come i nostri marines in fuga, questa settimana dovranno mettere da parte il loro orgoglio, per salvare tre militari finiti tra le grinfie di un pericoloso boss locale. Il Capitano Chaplin, aiutato dal carismatico ed un pò spaesato tenente Kendal, cercherà di scendere a patti con il pericoloso criminale, per salvare la vita dei tre militari. Per loro inizierà un’avventura tra i fondali dell’Isola di Sante Marine, per recuperare un carico importante da consegnare ai sequestratori. I minuti sono preziosi ed uno dei tre militari rapiti, potrebbe non rivedere la luce del sole. Intanto in quel di Washington, continuano gli intrighi del Governo, per seppellire la verità sui militari disertori. Kylie Sinclair è ancora in prima linea per cercare di vederci chiaro in questa faccenda, e cercherà di collaborare con un pezzo grosso della Marina, che vuole usare tutte le frecce al suo arco per salvare la figlia accusata di alto tradimento. Quello che Kylie non sa è che anche suo padre, entrato misteriosamente in scena, ha a che fare con questo complotto.

Forse mi sarò dilungato fin troppo sulla trama, o forse avrò omesso qualcosa ed essermi perso qualche particolare, ma credetemi, quanto è noioso Last Resort? Da 1 a 10 io dire 11. Nella speranza che la mia musa Chiara Poli non legga la mia recensione perché credo di rischiare il linciaggio, quest’anno per la prima volta mi trovo a pregare che una serie venga cancellata. Si esatto avete letto bene. Spero che la ABC non ci pensi due volte a chiudere questo show televisivo, e decidersi ad investire i suoi soldi in nuovi prodotti o magari a rafforzare alcuni già in onda. Non basta un buon pilot per creare un’ottima serie tv; se dopo due episodi la serie sta naufragando in acque torbide e poco chiare, vuol dire che forse tutto l’impianto narrativo doveva essere fatto in maniera diversa. Mi dispiace per papà Ryan, ma dopo The Shield, mi ha un po’ deluso. Già in Terrier la tua creatività aveva lasciato a desiderare, ma con Last Resort hai proprio le idee confuse. Fatti visitare e poi magari torna a scrivere gli episodi, perché questo terzo appuntamento è stato proprio una tortura per la mia sanità mentale.

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