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Rubriche & Esclusive

I migliori antagonisti del 2016

Se avete seguito Telefilm Addicted in questi giorni, saprete benissimo che abbiamo deciso di dare il benvenuto al 2017 facendo il resoconto dell’anno seriale passato, perchè si sa, questo è tempo di buoni propositi ma anche di tirare le somme, e dopo avervi parlato d’amore con le migliori ship e di figure di spicco con i migliori personaggi, ecco che arriviamo finalmente al momento dei villain, odiati e a volte addirittura amati per la loro bravura nel farsi detestare – fatto sta che senza di loro non ci sarebbero heroes per cui tifare!

 

RAMSAY BOLTON (GAME OF THRONES)

Dovendo parlare dei migliori super cattivi apparsi sugli schermi in questo 2016 è impossibile non citare Ramsay Bolton: una personcina a modo, non c’è che dire, che ha preso alla lettera il suo ruolo di “bastard” ed ha cercato di dare il meglio di sé. Già nelle scorse stagioni ci aveva dato prova delle sue grandi capacità, torturando e tormentando prima Theon e poi la povera Sansa, e dimostrando di avere una mente estremamente contorta. E dopo che i suoi giocattoli preferiti si sono dati alla fuga, il povero Ramsay si è ritrovato solo, senza nessuno su cui sfogarsi se non la sua famiglia, che certo non era un ritratto di bontà, ma forse meritava una fine migliore che farsi sbranare dai cani… ma si sa “chi la fa, l’aspetti” e così la stessa fine ingloriosa che aveva riservato alla matrigna e al fratellastro diventa anche il suo epilogo.

Non nego di aver provato una certa soddisfazione nel vederlo finalmente ripagato di tutto il male che la famiglia Stark (e non solo) ha dovuto patire per causa sua, e questo mi ha fatto apprezzare ancora di più l’interpretazione di Iwan Rheon, che è riuscito a rendere perfettamente un personaggio che si ama odiare. Un villain senza cuore e senza pietà, uno psicopatico a tutti gli effetti, che trae il massimo godimento dal torturare, non solo fisicamente, ma anche e soprattutto psicologicamente, le sue vittime; inquietante ai massimi livelli, proprio perché del tutto imprevedibile e perché non si riesce a comprendere fino a dove possa spingersi la sua follia; un bastardo di nome e di fatto, che è riuscito a farsi odiare dal più profondo dell’anima. Spesso quando si caratterizza un antagonista, si cerca di renderlo più umano, di dargli un certo background che giustifichi la sua parte oscura, ma francamente preferisco quest’altro tipo di cattivo, che non chiede mai giustificazioni per le sue azioni e che agisce per pura malvagità.

Ed effettivamente che scuse potrebbe avere Ramsay? Quella di essere cresciuto come un bastardo in cerca dell’approvazione del padre o semplicemente la sete di potere? Beh, io credo che anche se fosse stato un legittimo Lannister, circondato da sempre da ricchezze e potere, il suo comportamento non sarebbe stato diverso, perché quella è la sua natura. Si riesce a cogliere a pieno quanto sia estasiato e addirittura divertito da massacri e torture, tanto da rimarcare tutte le sue cattive azioni con un sorriso beffardo ed una battuta ironica; e quando anche un semplice sorriso o uno sguardo riescono a mettere i brividi, ribadisco, il tuo compito come antagonista è stato svolto alla perfezione.

– Al

MR. WHISPERS (SENSE 8)

A proposito di cattivi in grado di mettere i brividi, non posso fare a meno di citare Mr. Whispers da Sense 8. Sì, lo so che tecnicamente la prima stagione è andata in onda nel 2015, ma, dal momento che lo speciale di Natale è stato uno dei momenti più attesi dell’anno telefilmico insieme al revival di Gilmore Girls, mi è sembrato opportuno inserirlo comunque in questa classifica.

Mr. Whispers non è uno di quei cattivi plateali, tutto pistole e sgozzamenti, la sua malvagità è forse un tantino più sottile e si insinua sottopelle in maniera sgradevole, come l’umidità in una fredda giornata di pioggia.
Mr. Whispers è un’ombra, un presentimento, un brutto pensiero, una cosa concreta eppure intangibile, invisibile fino al momento in cui ti profana, invadendo i recessi più reconditi della tua mente, ed è proprio questo, forse, a renderlo tanto terribile: non c’è modo di nascondersi da lui per davvero, se non annientando del tutto la propria esistenza e la propria identità.
Non esistono le distanze, non esistono muri abbastanza spessi né sottili stratagemmi.
Basta una sola occhiata per perdersi per sempre.

Lo sanno bene Will e Riley, che si sono ritrovati condannati a una vita in fuga e a cui è bastato un piccolo, minuscolo errore per ritrovarsi di nuovo invischiati in un perverso gioco psicologico, fatto di minacce e senso di impotenza.

Perché se c’è un aggettivo che descrive alla perfezione quest’uomo, quell’aggettivo è implacabile.

– MooNRiSinG

NEGAN (THE WALKING DEAD)

Immancabile tra i villain che abbiamo imparato a conoscere in questo anno telefilmico, il personaggio di Jeffrey Dean Morgan è riuscito da solo a risollevare le sorti di un intero show ormai quasi alla deriva. Da quando l’abbiamo visto comparire sullo schermo nello scorso season finale, anticipato da un crescendo di tensione nell’arco dell’intero episodio, si è capito subito che eravamo di fronte a un antagonista che poteva finalmente ambire a tenere testa all’unico altro che potrei considerare davvero degno della mia stima finora, ovvero il Governatore di David Morrissey. Ma rispetto al Governatore Negan ha decisamente una marcia in più dal punto di vista del farti letteralmente cagare addosso, quando ci si mette. Ho letto in giro di gente che non riesce a percepirlo come una vera minaccia per via del tono sbruffone che alcuni spettatori leggono come macchiettistico, come se la sua nonchalance e le pose da tamarro gli togliessero credibilità. Beh, per quanto mi riguarda è tutto il contrario!
Non starò qui a disquisire sull’abilità di JDM, che è un attorone e risulta ineccepibile nei panni di questo super-cattivo, tanto da far sembrare chiunque altro intorno un ragazzino alle prese con le prime recite scolastiche… parliamo proprio della caratterizzazione di Negan come personaggio: a me è proprio quell’aria spavalda e spesso quasi scanzonata che fa accapponare la pelle, perché abbiamo avuto modo in passato di vedere di cosa sia capace e anche con quanta facilità perda le staffe, e negli episodi in cui ci viene mostrato in versione “umana” (penso al suo confronto con Carl, o molto più di recente durante la visita ad Alexandria mentre viveva tranquillamente a casa di Rick in attesa del suo ritorno) mi si gelava il sangue in attesa del suo prossimo scatto da invasato e dove avrebbe potuto portare.

   

Negan è volutamente un personaggio sopra le righe, voglio dire a quanti verrebbe in mente di punire la gente premendogli un ferro da stiro incandescente sulla faccia? Quanti ammazzerebbero gente a sprangate senza battere ciglio e poi continuare la conversazione con zero fiatone e voce pacata? Negan è terrificante perché non sai mai davvero cosa gli frulla per la testa: potrebbe sorriderti durante una partita a biliardo solo per sbudellarti un minuto dopo. E non si tratta solo di violenze fisiche, visto che si è dimostrato abilissimo anche nell’entrare nella testa delle persone e sconvolgerle dall’interno. Sapendo questo, come si fa a non tremare nel vederlo seduto nel portico con in braccio Judith, scena che in un altro contesto potrebbe denotare l’apoteosi della pace familiare?
Poi sì, che mi si venga a dire che mettere il fascino di Morgan al servizio di questo personaggio lo renda carismatico in maniera quasi disturbante è un altro discorso: l’attore stesso, ospite da Jimmy Fallon, aveva dichiarato di sentirsi disorientato dall’apprezzamento che il pubblico sembra avere nei confronti di Negan, che nonostante sia, senza troppi giri di parole, un gran figlio di una baldracca, la gente sembra esserne affascinata in un certo modo, che lo fermano per strada per farsi delle foto insieme, mazze da baseball alla mano. Da un lato lui non risparmia ironie sull’iconicità del suo personaggio

e così facendo non fa che aumentare ancora di più la sensazione generale di entusiasmo nei confronti di Negan.

Ripeto, da un punto di vista personale non è realisticamente una persona che si potrebbe apprezzare, neanche fra un miliardo di anni e neanche in un universo parallelo, dubito ci siano attenuanti o background strappalacrime che possano giustificare la ceca crudeltà di questo personaggio. Lui è così punto e basta: un pazzo che sopravvive in una realtà post-apocalittica soggiogando chi gli sta intorno grazie al timore nei suoi confronti. Ed è proprio l’insieme di tutti questi aspetti (buona scrittura, ottima interpretazione, fascino e carisma del personaggio accoppiati a una vena squilibrata e senza scrupoli, senza dimenticare il tempismo perfetto all’interno di una trama che si stava arrotolando su se stessa già da qualche anno…) che lo rende a mio parere uno dei villain televisivi più memorabili del 2016.

Ale

Questi sono i cattivi che ci hanno fatto veramente tremare le ginocchia nel corso del 2016 (e due di loro li rincontreremo anche nel 2017, quindi tenetevi forte). E voi? Inserireste qualcun altro in questa lista?

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