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How To Get Away With Murder Recensioni

How To Get Away With Murder 4×02-03 – Annalise contro il sistema

Ciao a tutti addicted! Finalmente la tecnologia sembra decisa a prendersi una pausa dal rendere la mia vita un revival ottocentesco e, dopo un weekend di paura e panico passato tra amenità quali lavarsi con acqua scaldata sul fornello e somministrare la RCP al mio povero modem creduto fuso, sono tornata a una quotidianità in cui, a parte la spia del portatile che mi ricorda che è ora di cambiare la batteria, tutto sembra sopravvivere al livello che ci si aspetta nel 2017 e sono in grado di recuperare e recensire le serie che seguo. Andiamo quindi senza indugio a commentare gli episodi delle ultime due settimane di How To Get Away With Murder e vediamo dove ci sta portando questa quarta stagione…

Innanzitutto, com’era da aspettarsi, il licenziamento in tronco dell’intera squadra da parte di Annalise ha portato al crearsi di due principali sfere narrative quasi del tutto separate, in particolare nella 4×02 “I’m Not Her” vediamo in parallelo i ragazzi che provano a rimettersi in piedi e a procacciarsi dei tirocini in nuovi studi e, dall’altro lato, Annalise e il suo trionfale ritorno in tribunale… più le parentesi di terapia che però, francamente, che noia! Gli intermezzi con il suo terapista in questo particolare episodio non hanno aggiunto granché alla trama se non servire un ruolo più metatestuale, sfondando la quarta parete facendoci sapere quello che gli autori volevano dirci: sarebbe superficiale pensare che Annalise sia andata a ripescare la sua ex-compagna di cella come primo caso del suo ritorno in aula perché si identifica in lei (infatti complimenti a Isaac, che come la maggior parte degli psicologi (mis)rappresentati in tv appare incapace nel suo lavoro di scavare più a fondo nella menti dei propri clienti e si sofferma a trarre le conclusioni banali che perfino l’ultimo dei cretini poteva dedurre), le due possono aver sofferto simili abusi da giovani ma le somiglianze finiscono qui, perché rispetto a Jasmine Annalise ha avuto senz’altro una vita più privilegiata… e sappiamo bene che di privilegi non ne ha avuti proprio a iosa, quindi immaginiamo la spirale di orrori che ha dovuto soffrire l’altra invece!
Mi soffermo un attimo solo per sottolineare la bravura di Laverne Scott Caldwell, la Rose di Lost che come personaggio ricorrente in HTGAWM non ha avuto un’infinità di minutaggio, ma è riuscita comunque a tratteggiare una figura complessa e tragica con cui siamo portati a empatizzare o perlomeno a sperare per uno spiraglio di salvezza che lei per prima fatica a vedere e che la stessa Annalise confessa amaramente di sapere che non ci sarà (il pessimismo cosmico di questa donna è davvero una brezza marina! *insert sarcasm here*). La storia coinvolge emotivamente, così come senz’altro è facile sentire un morso allo stomaco anche nella storyline in aula nella 4×03 “It’s For The Greater Good”. Entrambi i casi di Annalise in questi ultimi due episodi delineano storie di persone che non sono state recuperate quando avrebbero dovuto per via di pregiudizi o di errori professionali, e questo guida Annalise verso la scelta di avventarsi alla cieca verso ciò che non va nel sistema tutto (un tema che trovo spesso in giro ultimamente visto che ho finito di vedere l’ultima stagione di Black Sails giusto 3 giorni fa: ora che si è volontariamente isolata, Annalise non teme più di trascinare con sé nel baratro altre persone e, come Flint, quando senti di non avere più niente da perdere è il momento in cui pensi di poter e voler mettere a ferro e fuoco il mondo).

Il percorso che Annalise sta affrontando è un’estremizzazione del cammino che ha percorso finora, si è resa conto della sua influenza nefasta e ha avuto l’idea (che sia stata giusta o meno per loro non sembra interessarle) di spostare gli altri dalla sua orbita con l’intento di salvarli. Confesso infatti che le parentesi personali di Annalise mi comincino a pesare: è un personaggio profondamente tormentato e senz’altro negativo, oltre che auto-distruttivo, e al di là dell’apprezzare la prova attoriale della sua interprete seguire le sua vicende si fa sempre più gravoso.

Nell’universo dei Keating 4 invece continua a respirarsi l’aria pesante della tragedia che li ha colpiti solo pochi mesi prima, che non si scrolla facilmente dalle loro spalle, specialmente quelle di Laurel e Connor, che sono infatti quelli che sembrano avere più problemi esistenziali dal punto di vista umano e lavorativo e che si trovano a confrontarsi sulle questioni irrisolte in una scena che ho molto apprezzato. Entrambi stavano cominciando a darmi sui nervi, nonostante si possano capire le ragioni dietro le loro azioni: Laurel rischia di perdere se stessa dietro la sua vendetta (seppure sia chiaramente la via principale a livello di intrighi che gli autori vorranno prendere in questa stagione), mentre per Connor e la sua crisi mistica mi limito ad accodarmi al commento di Oliver, come sempre il più saggio del circondario, su come, visto quanto è riuscito a superare finora, dovrebbe concentrarsi sul fare del bene anziché comportarsi da ragazzino frignone.
Al di là dell’atmosfera ancora oscurata dalla morte di Wes, comunque, i 4 provano a far andare avanti la loro vita, alcuni come Michaela ritirando fuori la grinta e la compostezza di un tempo e altri, come appunto Connor, iniziando a interrogarsi su cosa vogliono davvero a questo punto (è emblematico faticare a rispondere alla domanda: “Perché vuoi essere un avvocato?”): non siamo ancora a livelli di character development epocale magari, ma sono felice della direzione intrapresa finora, dove colpi di scena e suspance fanno ancora parte del sottotesto dello show ma episodio per episodio, nelle trame verticali, è sui personaggi, la loro quotidianità e le loro sfide in prospettiva verso il futuro che ci focalizziamo maggiormente.

   

Top 3:

  • Sono felice che Laurel abbia scelto di divulgare il suo sospetto segreto a Michaela, anche se capisco la riluttanza della ragazza nel mettersi in gioco sulla base di quasi nulla… e Laurel al momento quando parla del suo piano sembra veramente fuori di testa! Ma il legame di fiducia reciproca tra le due è cresciuto molto e mi piace vederle schierate dalla stessa parte contro tutto e mi interessa vedere come evolverà la “missione” (also: Michaela che prende virtualmente a schiaffi Simon. Go girl!);
  • Il plot twist relativo al caso di Ben nella 4×03, ben orchestrato e a effetto, anche se il fatto che Annalise potesse risolvere tutto senza necessariamente mettere nella merda la collega ma ha deciso di farlo lo stesso dimostra ancora una volta la negatività del personaggio in questo che doveva essere un cammino di redenzione ma la sta invece gettando in una spirale ancora più profonda di ripicche e amarezza;
  • Asher e la dinnervention (sì, ci avete provato a dargli un po’ di spessore in precedenza, ma in fondo Asher ci piace vederlo così: un pirla che scuote il sedere davanti ai padri di Connor)
    ps: sicuramente la malata sono io per aver pensato ad allusioni di tutt’altro genere quando chiama Frank dicendogli che hanno bisogno delle sue “polpette”…

Flop 3:

  • Anche se necessario al character development (che visto dove sta portando sarebbe forse più opportuno definire character regression) di Annalise nella sua lotta contro il sistema, ho sofferto molto nell’appurare che la sua intuizione sul fatto che Jasmine non sarebbe rimasta a lungo sui binari giusti non fosse solo corretta, ma abbia addirittura portato alla morte per overdose di quest’ultima: un vero colpo allo stomaco;
  • La scoperta che tutto sommato una vittima entro il mid-season finale potrebbe pure starci, che sia il figlio di Laurel come l’ultimo shot della 4×03 con Michaela farebbe intuire o qualcun altro (il sangue in ascensore era VERAMENTE TANTO!): mi ero già abituata a un felice cambio di rotta ma pare che HTGAWM non sappia orchestrare una trama orizzontale senza farci scappare il morto;
  • Gran parte delle scene con Isaac per via di quanto le trovi ridondanti e perlopiù un modo di esprimere a voce alta ciò che prima lo show lasciava semplicemente intendere… per non parlare del vago accenno a Sam e la conseguente preoccupazione che anche con Isaac si possa impostare una relazione di tipo sentimentale: please no, been there, done that, facciamo dietrofront e cambiamo strada eh?

Bonus track:
L’inutilità apparente di comprimari come Bonnie, Frank e Nate ora come ora, che a parte qualche battuta pungente qua e là, qualche documento ritrovato e una mezza catfight perché why the hell not non sembrano presenziare più di tanto nel quadro generale. Continuo comunque ancora a credere che Bonnie prima o poi tornerà da Annalise… ah se tornerà.

Vi invito come sempre a lasciarmi i vostri pensieri e le vostre speculazioni qui sotto nei commenti, vi lascio al promo del prossimo episodio e vi ricordo di passare dai nostri amici di

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per rimanere sempre aggiornati sullo show e il suo cast.
Alla prossima!

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