Guida alla Sopravvivenza in The 100

Bentornati cari Survivors! Nel mondo telefilmico le possibilità giocano contro di voi, perciò avere a disposizione consigli ben collaudati può esservi di enorme giovamento. Questa Guida nasce appositamente per questo scopo, seguitela alla lettera e sarete  pronti per qualsiasi evenienza.

1. Orientarsi.

Come ormai ben sapete, il primo passo verso la sopravvivenza è capire dove ci si trova, certe volte, però, bisogna pensare più in fretta che altre. Se non appena arrivati, siete accolti da un urlo di guerra, una pioggia di frecce o una morte orribile per esposizione a radiazioni, benvenuti nella Terra post-apocalittica.

2. Mimettizzarsi.

Se le radiazioni non vi hanno ucciso, congratulazioni restano solo altri 911 modi in cui potete morire.

Questo è il momento in cui quel vostro passato da boy scout o coccinella può esservi finalmente utile, saper già accendere un fuoco e riconoscere qualcosa di commestibile, potrebbe essere davvero d’aiuto. L’unica problematica è che qui, le cose che si mangiano potrebbero anche ricambiare il favore.

Trovandovi in mondo distrutto da una guerra nucleare e in cui dovete lottare strenuamente per riuscire a vedere l’alba del giorno dopo, dimenticatevi l’amore che provate per gli arcobaleni, gli unicorni che decorano la vostra stanza, e i video dei gattini teneri su Youtube e trasformatevi nella miglior versione badass di voi stessi.

 

 

No, non questo tipo di trasformazione.

Fatevi venire la sindrome di Paolo Bitta e alla frase “chi fa da sé…” aggiungete “…fa da sé” perché voi gli altri tre non dovete nemmeno arrivare a concepirli, potete fare affidamento solo su voi stessi. In questo mondo non fidarsi non è meglio, è tutto.

Andate tranquillamente in avanscoperta in un mondo, di cui le uniche cose che sapete è che è ostile e ben poco civilizzato, alla ricerca di una fantomatica città, che potrebbe, ma anche no, esistere. Che saranno mai qualche decina di chilometri quadrati di deserto?

3. Cosa non fare.

Coerenza, questa sconosciuta. Voci dall’interno confermano che agire in base alle proprie azioni e/o parole pregresse è un comportamento poco comune in questo mondo. Le domande che vi devono essere rivolte devono, quindi, suonare più o meno così:

“Ti ricordi quando facevi discorsi di pace? Ah, era ieri?”

“Ma tu non facevi parte dei cattivi?”

“Ma tu non facevi parte dei buoni?”

Invocate vendetta, raccogliete un esercito che Sauron vi fa un baffo e poi mollate tutto in favore di un accordo di pace per una guerra che avreste vinto sicuramente.

Infine, tenetevi pronti, perché in questo mondo, internet non esiste.

Questo significa che non saprete mai chi è A, che non sentirete mai più la voce di Stephen Amell che dice “My name is Oliver Queen” e niente HBO. Niente, nada, nisba.

Non potete in nessun caso, però, far notare la vostra disperazione. Alcune soluzioni potrebbero essere: coltivare quell’abilità latente che avete di costruire trame e sottotrame nella vostra testa, cominciare a shippare persone reali, procuravi delle noccioline e assistere appassionati a tutte le liti che si svolgono, commentando ad alta voce e dando consigli su cosa dire.

Se tutto questo non dovesse funzionare, potrete sempre associare i sintomi di astinenza a un vostro immaginario passato da Reaper.

4. Lati positivi.

Ripetere le proprie fortune aumenterà le vostre probabilità di riuscire ad affrontare emotivamente le sfide che affronterete. Eccovi una serie di possibili suggerimenti:

-I mondi post-apocalittici sono i migliori per affinare le vostre capacità di sopravvivenza.

-Volete mettere un noioso roast beef, con uno bello stufato di cervo a due teste?

-Che cos’è un legame forgiato da cinque anni di liceo, rispetto all’aver rischiato insieme la vita un giorno si e l’altro pure?

-Non dovrete mai più chiedere: “Ho esagerato con il trucco sugli occhi?”.

Seguite questi consigli e le vostre possibilità di sopravvivenza in The 100 aumenteranno al 36%. Buona fortuna!

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