Gossip Girl – 3 ossessioni che lo show ci ha regalato

Gossip Girl

Gossip Girl – 3 ossessioni che lo show ci ha fornito
Si può parlare di Gossip Girl a profusione. Spiegare perché sia la miglior serie guilty pleasure mai uscita, o raccontare di come i Chair abbiano completamente riscritto i canoni del romanticismo moderno, o ancora, piagnucolare sul fatto che al giorno d’oggi il trash fatto così bene non riescono neanche più a sognarselo.

Ci ha però già pensato Bellatrix nel suo articolo di qualche tempo fa, quindi oggi ho deciso di lasciare da parte i vestiti meravigliosi, le romance e le bromance, e elencarvi le 3 ossessioni che Gossip Girl  mi ha procurato e che si sono protratte nel tempo.

3. L’Upper East Side e Brooklyn: sono sincera e lo ammetto senza remora alcuna. Ancor più dei fumetti di Spiderman quando ero piccola, è stato questo show a farmi appassionare alla città di New York, ai suoi quartieri, a tutti gli strati di cui è composto questo sistema multiculturale immenso. Anche se vediamo per lo più solo l’Upper East Side e Brooklyn, ti mostrano in maniera così chiara che ogni angolo è un mondo a sé, che improvvisamente vuoi vederlo coi tuoi occhi. Ti ritrovi poi anche a pensare che dare da mangiare alle anatre a Central Park come Holden Caulfield, o Blair Waldorf, non sia poi un passatempo così malvagio.

2. Ed Westwick: Chuck Bass è senza ombra di dubbio uno dei personaggi maschili più affascinanti del panorama telefilmico, ma il suo interprete di sicuro non è da meno, anzi! Attore bravissimo, io non ho potuto fare a meno di seguirlo in tutto ciò che ha fatto dopo GG. Ci tengo in particolare a ricordare e sottolineare, come la sua interpretazione di Tebaldo sia la sola e unica cosa positiva di un Romeo & Giulietta tutto da dimenticare.

1. Aaron Tveit: non raccontiamoci storie, è qui che nel 2009 è iniziato tutto. Aaron interpreta l’odiosissimo cugino di Nate Archibald ed è subito amore. Ami lui tanto quanto odi Trip van der Bilt. Ma, anche se vorresti che il suo personaggio se ne andasse per mai più fare ritorno, in realtà poi maledici in serpentese gli autori per averlo fatto durare dieci miseri episodi – per giunta sparsi nel corso di quattro stagioni. Ma scopri più o meno subito che Aaron fa soprattutto teatro, e lì ti regala solo gioie immense, diventando quasi istantaneamente uno dei tuoi attori teatrali preferiti di sempre. E insomma, devi ringraziare solo l’odiosissimo Trip e chi gli avrebbe mai dato tanto credito!

E voi che mi dite? C’è stato qualcosa in Gossip Girl che vi ha scatenato un’addiction istantanea e che si è protratta nel tempo?

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