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Game Of Thrones | Recensione 4×07 – Mockingbird

Welcome welcome, alla recensione della 4×07 «Mockingbird». Prima di tutto, lasciatemi specificare una cosa: nella scorsa recensione avevo detto che questa sarebbe stata la puntata del duello, ma solo dopo aver postato sono andata a vedere il promo e a leggere i titoli delle puntate successive. Quindi mi dispiace per quell’errore, ma come ho poi risposto più volte nei commenti era stato solo un misunderstanding. Scusatemi. Detto questo, partiamo con la recensione a questa puntata – e ammetto che in un primo momento pensavo che quel titolo avrebbe significato un’arena e degli Hunger Games. É l’astinenza da trailer di Mockingjay che si fa sentire, bear with me.

Stato d’animo pre-episodio: Dunque, ho visto il promo e c’era il castello di neve. E il castello di neve vuol dire Porta della Luna. Quindi sì, ero abbastanza presa bene. Senza contare che comunque quella scena è una delle mie preferite con Sansa in tutti i libri.

Dunque, direi che potrei iniziare con Daenerys. Daenerys Targaryen, Nata dalla Tempesta, la Non Bruciata, Madre dei Draghi, Regina degli Andali e dei Rhoynar e dei Primi Uomini, Signora dei Sette Regni e Protettrice del Reame, che alla fine rivela il suo vero intento: guardare cosa c’è sotto le brache di Daario. Già lui che si fa trovare nelle sue stanze sempre con i suoi cavolo di fiori (allora,  per queste cose vai pure a C’è posta per te, caro), e lei che, tutta seria, manco stesse ordinando a Verme Grigio di crocifiggere un altro po’ di schiavisti, gli dice di levarsi i vestiti. Ho cominciato a ridere così tanto che stavo per soffocare, perché il tutto era talmente – non so – non à la Game Of Thrones. Anche perché hanno saltato una scena di sesso. Game Of Thrones. Ha saltato una scena di sesso. Dire che sono basita é dire poco.

Ma a parte tutti i suoi teatrini con Daario, e i soliti sguardi terribilmente tristi di Jorah (se facevate abbastanza attenzione potevate sentire il suono del suo cuore che si spezzava, ancora, povero Mormont), alla fine Daenerys riesce anche ad avere una scena seria: dice a Jorah di aver rimandato a Yunkai i Secondi Figli, per sedare la rivolta dei padroni. Lei intende nel sangue, seguendo la scia di quello che già ha fatto a Meereen, ma Jorah la dissuade: ecco, il loro dialogo mi é piaciuto molto. Perché Jorah fa esattamente da controbilancia a Daenerys, lei trincerata dietro i suoi principi assoluti di «schiavi uguale vittime buone» e «padroni uguale torturatori cattivi», quando in realtà, come ho già detto, non c’è mondo più «moralmente grigio» di Westeros. E Jorah glielo ricorda, alla khaleesi, dal momento che anche lui si è ritrovato al suo servizio, ai tempi del khalasar di Drogo, proprio perché aveva venduto degli schiavi. «Se Ned Stark avesse fatto a me quello che tu vuoi fare i padroni di Yunkai, non sarei qui con te, khaleesi», le dice, e ha perfettamente ragione. Infatti Dany cambia idea, pronunciando la frase da epica Dragon Queen che avevamo sentito nel trailer della quarta stagione: «They can live in my new world or they can die in their old one». Tra tutti gli uomini che la circondano, Daario potrà anche averla affascinata (come, probabilmente non lo capirò mai, ma non é questo il punto), però é Jorah Mormont l’unico che riesce a farle entrare un po’ di buon senso in quella testa da Targaryen. Long live the bear and the maiden fair, insomma.

 
“It’s tempting to see your enemies as evil, but there’s good and evil on both sides in every war ever fought.”

Poi, Tyrion. Shameless Tyrion adoration, vi avviso. Ma del resto, é sempre stato uno dei miei personaggi preferiti, fin da quando ho messo le mani su A Game Of Thrones invece di studiare per quando ancora ero al liceo. Dunque, il nostro leone di Lannister ha richiesto un processo tramite duello, aspettandosi probabilmente che Jaime combattesse per lui come non aveva potuto fare al Nido dell’Aquila – solo che beh, Jaime ha una mano in meno rispetto al pacchetto completo e di certo non è ancora in grado di affrontare una singolar tenzone con la sinistra. Forse Tyrion avrebbe dovuto prevederlo, o forse non ci ha pensato, nel rush di odio verso il padre, dolore e rabbia per il tradimento di Shae, di assoluto disprezzo verso la corte di King’s Landing. Quando Jaime gli rifiuta il suo aiuto, perché alla fine non sarebbe un vero aiuto, Tyrion ripiega su Bronn, che gli ha già salvato la vita una volta. Ma anche con Bronn casca male: dopo la Battaglia delle Acque Nere non é più solo un semplice mercenario, ma Ser Bronn, un cavaliere, e la sua vita sembra avere una prospettiva più rosea ora che Cersei gli ha promesso la mano di Lady Lollys, una nobile minore ma che porta con sé un castello e una buona dote – dal momento che sembra ben chiaro che Bronn non avrà problemi a fare fuori la sua futura cognata per prendersi l’eredità. E per chi fosse rimasto deluso dall’atto molto poco cavalleresco di Bronn, che non corre in soccorso di Tyrion, beh, era ovvio: Bronn è sempre stato un personaggio che ha messo la sua sicurezza prima di quella di tutti gli altri, il suo tornaconto personale al primo posto. Cersei gli offre Lollys, un castello, soldi, una posizione. Tyrion non ha niente, e la promessa del Nord, portato da Sansa, é troppo vaga per convincerlo a scendere in duello contro la Montagna Che Cavalca, Gregor Clegane, campione della regina e fratello del Mastino (tra l’altro, lo show avrà anche saltato quella scena di sesso ma é subito rientrato nei suoi soliti binari con l’introduzione di Gregor 2.0, guardate tutte quelle belle fontane di sangue finto e interiora). Questo non vuol dire che non gli dispiaccia per la sorte di Tyrion, che si ritrova con la prospettiva di dover affrontare Clegane da solo – ci sarebbe da ridere solo per non piangere.

 
 

Ma, ecco che arriva il plot twist. Tyrion riceve un’altra visita, quella dell’ormai-mio-amatissimo Oberyn Martell (che sta spendendo tantissimo tempo fuori dal bordello di Ditocorto in queste ultime puntate, mi chiedo se non stia andando in crisi d’astinenza). E Oberyn è andato a trovarlo per raccontargli del suo tempo passato con una «stunning blonde» aka Cersei Lannister (sarà una frecciatina al fatto che Lena Headey e Pedro Pascal stanno insieme nella vita reale?). E dopo la sua brillante battuta, «It is rare to meet a Lannister who shares my enthusiasm for dead Lannisters», il principe di Dorne racconta a Tyrion di quando lui ed Elia sono andati in visita a Casterly Rock, da bambini, quando il più giovane dei fratelli Lannister era appena nato. Di come Cersei continuasse a parlare del suo fratello mostruoso, con gli occhi rossi, gli artigli e una coda, e di come in realtà il piccolo Tyrion fosse soltanto un bambino, un bambino come tutti gli altri. Cersei odiava Tyrion già allora, perché fermamente convinta che la morte della loro madre, Joanna Lannister, fosse colpa sua, così come forse lo crede ancora Tywin. Oberyn, però, vede oltre, ed è questa una delle cose che adoro di più di lui: al di là della sua facciata di brillante sarcasmo e fascino, Oberyn Martell capisce le persone. Ma di certo non si offre come campione di Tyrion solo per buon cuore: Oberyn vuole vendetta, per Elia e Aegon e Rhaenys, e non si fermerà davanti a niente finché non la otterrà. E di certo non si lascerà scappare la possibilità di combattere con la Montagna, che è effettivamente colui che ha compiuto la strage della famiglia di Rhaegar Targaryen. Quindi Tyrion ha il suo campione.

 

Se devo essere sincera, ho amato tutto di quella scena, in primo luogo il fatto che fosse dritta dritta dal libro: il discorso di Oberyn é stato fenomenale, e ancora di più la reazione di Tyrion (se sapessi recitare anche un quinto di come recita Dinklage, sarei felice per il resto della mia vita), perché si vede come cerca, non troppo bene, di non piangere mentre si sente raccontare di come sua sorella lo odiasse e lo volesse morto fin da subito. E anche Oberyn, quando dice «Justice. For my sister and her children», anche lui piange un pochino. In generale, una grande scena: bei discorsi, grande recitazione, importanza per la trama e un paio di battute iconiche, «That is not a monster. It’s just a baby» e «If you want justice, you’ve come to the wrong place». Se si istituisse un premio per i migliori discorsi di ogni stagione di GOT, probabilmente questo entrerebbe di sicuro nella top ten.

 
 
 

L’altro grande personaggio della puntata è Sansa, attorno alla quale ruota tutto il finale: le scene al Nido dell’Aquila sono anche loro direttamente prese dal libro, anche se leggermente anticipate rispetto alla timeline originale. Prima di tutto, la scena in cui Sansa ricostruisce Winterfell nella neve: é sempre stata una delle mie preferite in assoluto, e sono stata davvero entusiasta di vederla finalmente in live action, anche se di sicuro tagliata un po’ in lunghezza, ma vabbé, i minuti sono pochi e le cose da dire tante. Tipo, Robin, piccola carognetta, levati dalle scatole! Possibile che sansa debba sempre ritrovassi con ragazzini dagli evidenti problemi bipolari? Almeno Robert si limita a distruggerle il castello di neve invece di tagliare la testa a qualche suo parente, però insomma.

 

Anche perché l’altra opzione di Sansa é Lord Pedob- ehm, Petyr Baelish. Che arriva giusto in tempo per dirle quanto amasse Catelyn, quanto lei le assomigli, e per piantarle un bel bacio sulla bocca, che mi ha fatta schizzare via da computer dicendo «Ew ew ew» come un mantra. La saga della creepyness, proprio. Senza contare che Lysa ovviamente vede tutto, e non perde tempo a scatenare la sua furia da pazza sulla nipote, minacciandola di buttarla giù dalla Porta della Luna. Sansa viene salvata all’ultimo momento da Petyr, e oh, quella scena finale. A una Lysa in piena crisi di gelosia, Petyr dice semplicemente, «I’ve only ever loved one woman. Cat» e via, una spintarella e Lysa Arryn finisce per volare. Schermo nero. Applausi scroscianti perché damn, that’s the way you end an episode.

 
 
 

Belle anche le altre scene minori: Jon a Castle Black che, in un cliché molto americano, è l’unico a dire cose sensate e a venire contrastato dal cattivo Ser Thorne, che lo odia e che quindi preferisce ovviamente sacrificare la Barriera pur di non darla vinta a Jon Snow (seriously? You need to sort out your priorities, son); Selyse e Melisandre, a Dragonstone, in una scena piena di a) tensione sessuale, ma questa non é una novità, b) Melisandre che platealmente ammette che metà dei suoi trucchetti sono, per l’appunto, trucchetti (fatta eccezione per quella fiala che adesso muoio dalla voglia di sapere cosa contiene), e c) che Shireen deve assolutamente partire con loro alla volta del Nord, perché il Signore della Luca avrà bisogno di lei. E adesso sono terrorizzata. Questa cosa nei libri non c’è, ma mi ricordo benissimo di quando nell’s3 Melisandre aveva detto, «Il sangue reale ha un grande potere», riferendosi a Gendry. Se qualcuno prova anche solo a torcere un capello alla mia Shireen ammazzo qualcuno, ma davvero!

E poi i protagonisti della buddy comedy side di Westeros, ossia Brienne e Pod sulla Kingsroad e Arya e il Mastino nelle Riverlands. La scena di Brienne e Pod alla locanda è stata tutta meravigliosa, da Hot Pie e il suo pane a forma di metalupo e le sue chiacchiere a Pod che è lui a fare tutti i conti e a rendersi conto di dove potrebbero essere entrambe le sorelle Stark. Bravo, Pod. Fatti valere. Non saprai come cuocere un coniglio ma sulle storie delle Case di Westeros non ti batte nessuno.

 
(Questa scena é stata l’amore)

Dall’altra parte, ci sono Arya e il Mastino, aka il Team Fuck The King, a fare le loro solite attività diurne: ammazzare povera gente e fare discorsi semi-profondi su come la morte sia la morte e non ci sia niente dopo e bla bla bla. Però poi è arrivata la scena in cui Sandor racconta ad Arya come ha ottenuto la sua cicatrice, e quindi perché abbia il terrore del fuoco. Mi è piaciuta molto, ma resto con un dubbio: se Arya si stesse davvero trasformando nella fredda assassina che ci stavano mostrando nelle puntate successive, non dovrebbe provare così tanta empatia per il Mastino, non dovrebbe insistere per curarlo e aiutarlo a curarsi le ferite. È un po’ un cambiamento, dai libri di sicuro, ma anche semplicemente dalle puntate scorse, in cui era nella sua lista dei nomi dell’odio. Con questo, non voglio dire che sia scontenta, anzi. Sono molto felice che abbiano deciso di lasciar conservare ad Arya un po’ della sua umanità: perché sì, è il maschiaccio della serie, il personaggio forte, che riesce a salvarsi la pelle da sola, ma è pur sempre una bambina. É bello vedere che non é ancora diventata una macchina per uccidere.

Dunque, cosa succederà nella prossima puntata, oltre che (stavolta per davvero) il duello? Duello per il quale non sono e non sarò mai pronta, ma che non vedo l’ora di ritrovarmi sullo schermo del computer? Lasciate le vostre opinioni qui sotto, sempre segnalando eventuali spoiler. Ci tengo a cogliere quest’occasione anche per ringraziarvi, perché l’ultima cosa che mi aspettavo quando ho cominciato a scrivere queste recensioni era leggere ogni settimana i vostri commenti. Grazie davvero, per tutte le vostre risposte e le vostre letture.

Intanto come al solito ecco qui il promo della prossima puntata, la 4×08, «The Mountain and The Viper», come sempre subbata dai nostri amici di Game Of Thrones – Italy. Passate da loro e anche da ~ Le migliori frasi de «The Game Of Thrones» ~ in attesa del prossimo episodio, e ci vediamo il primo giugno!

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10 comments

Marianna 21 Maggio 2014 at 21:47

Comunque se Sansa si stancasse di fare la Lady potrebbe fare l’architetto, guarda che razza di plastico di Grande Inverno che ha costruito con la neve 🙂

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barricadeuse
barricadeuse 21 Maggio 2014 at 23:00

In effetti, io il massimo che sono riuscita a fare con la neve é una versione storta di Olaf da Frozen. Ma magari la mia neve padana é diversa da quella del Nido dell’Aquila.

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Kon 21 Maggio 2014 at 22:35

La scena tra Dany e Daario 2.0 io l’ho vista più o meno così: Dany ha i bollori per Daario, e questo lo sanno pure i sassi, ma allo stesso tempo non può e non vuole cedere perché lei è pur sempre la khaleesi e lui un pirletto ai suoi ordini. Quindi, come conciliare le due cose? Semplice, gli ORDINA quello che alla fine vogliono entrambi: è una dimostrazione di potere, che nei libri magari non ci sta, ma rientra comunque nel personaggio di Dany. Le scene esplicite che era facile attendersi, arrivati a quel punto, sarebbero state superflue, persino per gli standard HBO.
HBO che però si rifà con Melisandre nella vasca da bagno… anche se ammetto di aver avvertito più tensione sessuale tra Tyrion e Oberyn.
Il nuovo Gregor, sinceramente, trovo che faccia ridere i polli. C’erano modi e modi per introdurre il suo amore per la violenza bruta, ma vederlo ammazzare dei poveri cristi senza alcuna preparazione marziale non fa certo venire in mente quanto sia effettivamente forte e temibile. Avrei preferito magari qualche duello in armatura, come fu nella prima stagione, con un bell’elmo che gli copriva quella faccia da pacioccone troppo cresciuto.
Ma la scena davvero EPIC FAIL della puntata è stata l’assalto di Biter alle spalle del Mastino. Rendiamoci un attimo conto: il Mastino ed Arya si trovano all’aperto, intorno c’è silenzio e c’è luce, e nonostante ciò un guerriero esperto come Sandrone non si rende minimamente conto di uno squilibrato che gli piomba addosso. La cosa è resa ancora più tragicomica dal fatto che Arya si trovava giusto di fronte al Mastino, quindi in un campo visivo favorevolissimo, e non ha visto nulla! Ma come diavolo è possibile girare una cavolata del genere? Fischi e uova marcie dagli spalti all’indirizzo del regista.
Splendida invece, la fotografia a Nido dell’Aquila. Sansa che guarda la neve cadere è qualcosa di soprannaturale, fatato, perfetto. Peccato che tutto il resto non sia stato affatto all’altezza, a cominciare da PedoPetyr che praticamente si deve alzare sulla punta dei piedi per baciarla… e soprattutto, lui NON dice “only Cat” ma soltanto un più generico “your sister”. Why Benioff? Why Weiss? Se uno dovesse attenersi esclusivamente alla visione del telefilm penserebbe quasi sicuramente che Petyr abbia proferito quelle parole soltanto per disprezzo vero Lysa.
“mi è sempre piaciuta tua sorella, che non chiamo nemmeno per nome, però la amo lo stesso”
ARGH!

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barricadeuse
barricadeuse 21 Maggio 2014 at 23:09

Una dimostrazione di potere, sì, é un modo interessante di vederla. A me comunque é sembrata, boh, un po’ strana. Forse semplicemente diversa dalle solite scene che propone la HBO.
E Melisandre nella vasca da bagno poteva anche avere un cartello in fronte con su scritto “Guardatemi le tette!”, perché era praticamente tutto lo scopo di quella scena. Let’s not talk about Tyrion and Oberyn, ho troppi feels.
A me sinceramente l’introduzione della Montagna é stata funzionale allo spiegare, in poco tempo, che tipo di nemico temibile sia, e perché siano ben pochi i cavalieri che vogliano affrontarlo – inoltre credo che questa brutalità quasi senza motivo sia una sorta di rimando ad Elia. Nel senso, a vederlo massacrare prigionieri disarmati e imploranti le storie che racconta Oberyn assumono un altro significato. E fa capire che davvero Ser Gregor non si é fatto nessun problema ad uccidere due bambini e la loro madre.
Ehm, il Mastino. Premesso che io non mi sognerei mai di /mordere/ il Mastino, però sì, in effetti come angoli di visione e tutto la cosa era abbastanza ridicola e weird. Forse, di nuovo, semplicemente funzionale al momento di confessione dopo, sulla storia della cicatrice di Sandor.
Io e i miei amici ci chiedevamo se fosse Sansa molto alta o Petyr molto basso – di certo Sophie é bella alta per avere solo diciannove anni, ma Aidan Gillen non é certo quella che si può definire una pertica. Ed é stato tutto molto Pedo e molto weird e molto ew. Ma a parte il bacio, a me la scena del volo di Lysa ha soddisfatto molto, anche se un “only Cat” ci stava e non sarebbe costato nulla. Certo, avendoglielo già fatto dire prima di baciare Sansa, che lui amava Catelyn, la spiegazione l’hanno data, ma cambiare quella battuta non é servito proprio a niente.

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Roberto 22 Maggio 2014 at 01:06

Non concordo su Petyr pedo, se parliamo dell’attrice ha 19 anni, se parliamo di Sansa nei libri siamo a Westeros, la fanciullezza per loro non finsice quando finisce per noi, una donna appena è in grado di procreare viene considerata adulta e pronta per il matrimonio, tanto è vero che prima di tutto quello che è successo Sansa era promessa a a Jeofrey con sua somma gioia e la benedizione dei genitori!

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barricadeuse
barricadeuse 22 Maggio 2014 at 17:06

Sì, é vero che a Westeros le età del matrimonio sono presto, però la questione di PedoPetyr per me non é tanto l’età di Sansa, quanto il fatto che lui in Sansa veda Catelyn, Catelyn da giovane, Catelyn che non l’ha mai amato perché ha preferito Brandon e poi Ned Stark. E per il fatto che Sansa sia pesantemente condizionata e manipolata – ancora, per il momento – da un uomo palesemente molto più abile di lei al gioco del trono. Non so, le loro scene mi scombussolano.

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Kon 22 Maggio 2014 at 08:42

Ma infatti quella scena tra Dany e Daario 2.0 mica è bella da vedere eh. Le intenzioni della sceneggiatura erano evidenti, ma rimane comunque il fatto che sia stata girata coi piedi, come tante altre scene successive di questa puntata, e si vede lontano kilometri che tra i due attori non c’è proprio nessun tipo d’intesa, professionalmente parlando, s’intende. Questo Alik Salkazzarav o come si chiama, sembra che abbia girato tutto in stile “ok buona la prima, tutti a casa”
Già nella scorsa puntata aveva dato prova della sua incapacità con un quasi fantozziano assalto a Forte Terrore, ma qui s’è messo proprio d’impegno per farmi venire il voltastomaco.
Perdonami se ritorno sulla questione Montagna, ma questo è uno SHOW, S-H-O-W! Si deve MOSTRARE e non raccontare. Ad ammazzare dei prigionieri indeboliti dagli stenti sarebbe stato capace pure Pycelle, invece la pericolosità di Gregor si capisce maggiormente dalle parole di Bronn piuttosto che da quello che fa lo stesso Gregor, nemmeno stessimo leggendo una scheda personaggio di un GdR da tavolo qualsiasi. E insomma, non si fa.

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barricadeuse
barricadeuse 22 Maggio 2014 at 17:12

Sì, ecco, diciamo che Emilia Clarke e Jason Momoa, Khal Drogo, c’era di sicuro più chimica di quanta non ce n’é con quest’attore qui. E ci sarebbe più chimica con Ian Glen aka Jorah (teoricamente ci sarebbe più chimica con tutti, ma vabbé).
Sulla Montagna, capisco benissimo cosa vuoi dire – forse, però, da un punto di vista dello show hanno dovuto inserire una scena di carneficina gratuita per “ricordare” agli spettatori che magari avevano rimosso il torneo della prima stagione. É di sicuro una scena puramente “televisiva”, non so se riesco a farmi capire…

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Pasquale 22 Maggio 2014 at 00:55

Fai delle recensioni meravigliose!!! Io ho scoperto GOT grazie alla serie, ma ho ovviamente intenzione di comprare i libri, spero solo di trovare il tempo in mezzo agli esami, il calcio e i triliardi di telefilm! E comunque W Arya!

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barricadeuse
barricadeuse 22 Maggio 2014 at 17:00

Oh, ma grazie! Quando riuscirai a trovare tempo leggili, i libri, perché davvero non te ne pentirai!

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