Game of Thrones | L’attore parla della sua morte shock nel finale di stagione

Attenzione: Questo articolo contiene importanti SPOILER sul finale della Stagione 7 di Game of Thrones, intitolato “The Dragon and the Wolf”. Continuate a leggere solo se avete già visto l’episodio!

Petyr “Littlefinger” Baelish. Il signore del caos, l‘arrampicatore della scala di potere che ha cercato per l’ennesima volta di mettere contro due sorelle, ora Sansa e Arya Stark (in passato lo aveva fatto con la madre delle ragazze, Catelyn, e la zia, Lysa), il manipolatore tattico che ora è stato spogliato dalla sua stessa cattiveria – soprattutto adesso che Bran Stark ha accesso a tutto lo spazio e a tutto il tempo per dimostrare quello che Littlefinger ha fatto in passato. Dopo aver aspirato a sedere sull’Iron Throne con Sansa al suo fianco, ora la sua vita è stata spezzata – e dalla donna che lui probabilmente amava davvero.

Di seguito potete leggere la nostra intervista all’attore irlandese, Aidan Gillen (The Wire, The Dark Knight Rises), che ci racconta cosa vuol dire lasciare lo show dopo sette stagioni, dove ci ha regato delle performance eccezionali che hanno umanizzato un personaggio che aveva veramente poche qualità. Il tranquillo attore (mi ricordo di una mia visita sul set di Game of Thrones, in cui lo avevo visto seduto che leggeva tranquillamente un libro di David Foster Wallace) non rilascia interviste molto spesso – Gillen generalmente preferisce far parlare la sua performance per lui. E anche durante la nostra chiacchierata, lui è stato piuttosto riluttante a parlare della sua scena finale nella Great Hall di Winterfell, come se i suoi pensieri potessero cancellare l’impatto che la sua performance ha avuto su di noi. Questo è probabilmente l’unico tratto che condivide con il nefasto personaggio – tiene molte cose per sé.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Quando hai ricevuto la chiamata infame?

AIDAN GILLEN: La chiamata infame. È così ovvio cosa sia. Gli showrunners, Dan Weiss e David Benioff, non ti telefonano mai – forse una volta in sei anni. Ho capito che tipo di chiamata fosse da Michael McElhatton (che interpreta Roose Bolton) quando mi ha raccontato della sua telefonata e di come lo ha fatto sentire. E mi sono chiesto come mi sarei sentito se avessi ricevuto quella chiamata – o piuttosto quando, visto che sarebbe successo ad un personaggio come Littlefinger. Perché lo show è una parte così importante della tua vita per così tanti anni ed inizi a pensare a come potrà essere la tua vita senza. È una potenziale perdita.

Quindi come ti ha fatto sentire?

Rimani un po’ in lutto – per il tuo personaggio e per la tua esperienza. Ti fa quantificare immediatamente l’importanza che questo show ha avuto per te negli ultimi sette anni e devo ammettere che per me è stata immensa.

Gli showrunners ci hanno girato intorno o sono andati dritti al sodo?

Nessuna battuta. Mi hanno semplicemente promesso un “lago di sangue”. Beh, non è stato proprio un lago, ma mi hanno promesso più di quello che il povero Michael aveva avuto. È meglio morire alla fine della stagione con un buon arco narrativo, piuttosto che nel secondo episodio. Nonostante io ci sia in pochi episodi – probabilmente nella stagione passata ne ho avuti meno del solito – una volta che è stabilito che il tuo personaggio fa parte di questo mondo, è come se le persone credano che tu ci sia sempre. Quindi non è un problema per me in quante scene sono presente, fintanto che siano delle buone scene e che il tuo contributo sia buono. A quel punto alle persone sembrerà che tu ci sia sempre. Sono contento di aver avuto una buona storia con cui finire questa esperienza.

La strategia di Littlefinger di mettere contro Arya e Sansa sembrava davvero rischiosa, anche per lui.

In questo tipo di piani c’è sempre del rischio di mezzo. Lui si è messo in una situazione che avrebbe potuto ritorcersi contro. Credo che a lui piaccia. I suoi piani non sono mai una certezza, non sono mai sicuri. Ma lui si mette sempre in gioco come un buon giocatore d’azzardo.

Qual è stata la tua reazione alla sceneggiatura finale?

Ovviamente, me lo aspettavo.

Ma presumo che non sapevi esattamente come sarebbe uscito dai giochi Littlefinger.

Beh, ho rilasciato un’intervista nel 2015, dove mi chiedevano come pensavo che sarei morto. Avevo detto che secondo me sarebbe stata Arya ad infliggere il colpo di grazia. Ed è andata proprio così. E nella scena, appena lui mette piede nella stanza ed Arya estrae il pugnale, lui capisce che era finita. Lui aveva sospettato che il suo gioco stava terminando nel quarto episodio, quando Bran gli ha detto: “Il caos è una scala”. Per Bran dire una cosa del genere, non è stata una coincidenza. E questo è stato il momento in cui il terreno ha iniziato a muoversi sotto i miei piedi. A quel punto ho capito che tutte le cose che avevo fatto in privato, non erano veramente private.

Non ho visto la tua scena finale, ma ho letto che sei fantastico, e che Littlefinger rivela finalmente delle emozioni che non abbiamo mai visto in lui prima d’ora.

Non voglio parlarne troppo. Non voglio mostrare tutte le mie carte. Voglio preservarle. C’erano più sentimenti verso Sansa di quanto avesse fatto capire in passato. Diventa ovvio. È un addio emozionante. Ed è una posizione umiliante in cui trovarsi. Lui è tornato in questa posizione umiliante che è stato quello che lo ha fatto andare avanti finora: il rifiuto di Catelyn Stark, l’umiliazione del fratello maggiore di Ned Stark, Brandon Stark – quando lui lo aveva ferito e non lo aveva ucciso [dopo il loro duello per conquistare Catelyn molti anni prima]. Ora si è ritrovato in questa posizione.

Come è stato il tuo ultimo giorno?

Il mio ultimo giorno sul set non è stato per girare quella scena. L’esecuzione è stata la seconda scena che ho girato. Sono contento di aver fatto le cose in questo modo – girare la scena della morte di Littlefinger e poi girare quello che succede prima. Quando sai cosa ti succederà, ti rilassi un po’ nelle tue interazioni con gli altri. C’è qualcos’altro nella tua performance – un tipo diverso di serenità. Ma si, girare la scena finale è stato piuttosto emozionante. Questo non vuol dire che fossi triste, ma si è trattato di un momento emozionante per il personaggio, quindi io provavo quello che lui provava. Per quanto riguarda il mio vero ultimo giorno di riprese, Dan e David non c’erano, ma Bryan Cogman [co-produttore esecutivo] ha chiamato tutti gli altri, ha fatto un discorso e mio figlio era là con me. È stato davvero importante. Ho potuto tenere la mia spilla a forma di usignolo. Avevo già detto di volerla in passato e ne usavamo due. Una per il mio mantello e una per la mia tunica. Così ne ho avute due di due dimensioni diverse – una grande per me e una piccola per mio figlio.

La tua scena preferita è quella in cui Littlefinger fa quel discorso minacciando Ros? L’avevi già menzionata in passato.

È una delle mie preferite. Si trattava di un momento importante e dimostrativo della Stagione 2 che ci ha permesso di scoprire di più di lui. Ci sono altre scene che mi sono piaciute molto – probabilmente la scena con Sansa nel cortile, quando la bacio parlando di sua madre; questo è il momento in cui iniziamo a capire quanto sia tutto mischiato nella sua testa. Da quel momento ho sempre cercato di dare un po’ di calore e di affabilità ad un personaggio che è così ombroso, cattivo e traditore. Pensavo fosse mio compito quello di farlo piacere alle persone.

Si potrebbe dire che è meglio essere la morte finale della Stagione 7 piuttosto che uno degli eventi principali nel corso della stagione finale, giusto?

Si, sono stato piuttosto bravo. Il personaggio è stato piuttosto bravo. Hanno dovuto ridimensionare il cast. Non è una polemica questa, ovviamente. La fine è quando succede. E non penso al resto.

 

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