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Game of Thrones Spoiler

Game of Thrones | Benioff e Weiss sullo scioccante colpo di scena al Purple Wedding

GAME OF THRONES - 402 -- Pictured: Jack Gleeson, Natalie Dormer

Attenzione: L’articolo qui di seguito contiene spoiler importantissimi sul secondo episodio della quarta stagione di Game of Thrones, “The Lion and the Rose”.

 

Gli showrunner di Game of Thrones, David Benioff e Dan Weiss vi porteranno dietro le quinte dello scioccante matrimonio reale mentre diciamo addio a uno dei migliori cattivi della TV. Ecco come è stato scelto Jack Gleeson, i loro pensieri sulla sua performance come Re Joffrey e una lunga discussione sull’audacia unica degli ultimi colpi di scena nella saga fantasy di George R.R. Martin.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Per certi versi, la morte di Joffrey è la più tragica per noi come pubblico perché essendo il cattivo principale dello show, era così divertente ed era un antagonista per così tanti personaggi. Cosa pensate della sua dipartita?
Dan Weiss: Jack ha fatto un lavoro eccezionale nel dare vita a questo sociopatico eppure completamente comprensibile – non voglio dire che ci si poteva relazionare perché si spera che nessuno possa relazionarsi con Joffrey – ma era comprensibile. Nel senso che puoi comprendere da dove viene. E’ il cliché della persona che la gente ama odiare. Eravamo al Comic-Con e la regista Michelle MacLaren ci ha portato Samuel L Jackson, e sentirlo spiegare per cinque minuti perché Joffrey doveva assolutamente per forza morire e tutte le sue ragioni per volere Joffrey morto… E’ qualcuno che la gente vuole davvero, davvero vedere morto. Gliel’abbiamo negato per molto tempo.
David Benioff: Ed è per questo che Samuel L Jackson farà da guest star nella quarta stagione come l’assassino.
Weiss: E’ un centro gravitazionale che in qualche modo personifica il peggio che il mondo ha da offrire. Sarà triste vederlo lasciarci. E con Jack che va via, non abbiamo nessuno che ci spieghi il filosofo Wittgenstein.

Martin ci da così tanti personaggi nelle sfumature del grigio, ma ce ne da solo pochi – e Joffrey è di gran lunga il più centrale – che sono letteralmente riprovevoli. Non ha davvero nessuna qualità che lo redima.
Benioff: No. Il punto con Joffrey è che di solito il cattivo è un alpha. Pensate a Darth Vader – è così terrificante perché è molto potente. Ma Joffrey in realtà è un ragazzino spaventato e se qualcuno gli si oppone, arretra nello stile tipico dei bulletti. Ciò che lo rende così spaventoso è che è il ragazzo più viziato che esista e ha potere illimitato. Quindi, diversamente da un ragazzino ordinario che potrebbe fare i capricci se non ottiene quello che vuole, Joffrey fa decapitare le persone quando non ottiene quello che vuole. Ma parte di ciò che lo rende così ripugnante è che c’è qualcosa di riconoscibile in lui. Ogni volta che vedi un terribile moccioso viziato fare qualcosa pensi “Perché i genitori non lo hanno cresciuto diversamente?” e Joffrey è l’apoteosi di ciò.
Weiss: Per merito di George, questo è ciò che lo rende reale. Cose brutte vengono molto più spesso non da un malvagio maschio alpha che fa del male per il gusto di farlo, ma da persone che non sono adatte a occupare posizioni di potere, che si ritrovano in posizioni che non gli appartengono. Non possiedono la fibra morale o le capacità da leader, ma per qualche motivo si trovano a sedere sul trono, ed è qui che le cose vanno terribilmente male. Ciò risulta vero per chi legge libri di storia o i giornali.

Una cosa che ho amato molto di questo capitolo nel libro è che il matrimonio da a Joffrey l’opportunità di ricordarci in tutti i modi quanto sia una persona orribile fino a poco prima di morire.
Weiss: Anticipo le obiezioni, non è fattibile, a livello di produzione, far cavalcare un maiale a una persona. [Nel libro A Storm of Swords, la giostra di nani di Joffrey era fatta di attori che cavalcavano maiali]

Ma avete esaminato la cosa.
Weiss: Esatto. Ci hanno detto che non sarebbe stato giusto per il maiale. Hanno detto che andrebbe bene se fosse il maiale a cavalcare una persona.

Quindi è un’occasione perfetta perché è già abituato ad averla vinta, e ora è il suo matrimonio e si sente particolarmente autorizzato a fare ciò che vuole.
Benioff: E’ come una bridezilla. I matrimoni tirano fuori il peggio di molte persone e questa si suppone essere la vetrina del suo potere. Il suo sigillo è ovunque. Indossa i suoi abiti migliori. Ha invitato le persone più potenti. E ovviamente, va terribilmente male.
Weiss: La reale progettazione del matrimonio riflette i gusti di Joffrey. Sta scrivendo se stesso nel mondo, così come ha ridisegnato la stanza del trono.

E l’altra cosa è che è il secondo matrimonio di fila dove muore un personaggio principale.
Benioff: E’ come ha detto Illyrio nel pilot: “Un matrimonio senza almeno tre morti è una storia noiosa”.
Weiss: Però è una buona morte. Bisogna giudicare le morti in termini di qualità, non di quantità.

Parte del trucco nel sorprendere le persone è non solo fare le cose in maniera diversa, ma anche a volte scuoterle e farle uguali – come avere un personaggio principale morire a un altro matrimonio. Perché se ti aspetti sempre che le cose accadano in maniera diversa, allora lì si diventa prevedibili.
Weiss: Esattamente. Molto di ciò sta anche nella struttura e nella collocazione. Quando si arriva al nono episodio, la fine della stagione, ci si aspetta che accada qualcosa di importantissimo. Fare qualcosa che cambierà il mondo nel secondo episodio ci sembrava divertente.

Cosa ha portato Jack alla parte? Avete detto prima che sembra sempre conoscere il modo più da stronzo per approcciarsi alle battute, nonostante sia una persona molto piacevole.
Benioff: La cosa straordinaria di Jack è che stavamo facendo le audizioni per Joffrey e avevamo trovato un ragazzino che pensavamo fosse perfetto. Pensavamo che il casting fosse concluso e che fosse il momento di andare avanti. Poi siamo andati a Dublino per il casting di altri personaggi e c’era questo ragazzino che aveva già prenotato per leggere la parte di Joffrey e non volevamo cancellare. Così alla fine come cortesia abbiamo accettato di vedere Jack Gleeson. Appena ha iniziato a parlare ha cambiato la nostra concezione di come avrebbe potuto essere il personaggio. Non penso che ci aspettavamo di passare così tanto tempo con Joffrey fin quando non abbiamo scelto Jack. Come diceva Dan prima, c’è qualcosa di così ripugnante, eppure credibile. Non è soprannaturale, non è un servitore dell’oscurità, è un credibile, terribile essere umano. Deve esserci qualche lato oscuro a cui Jack accede per interpretare il ruolo, ma non gliel’ho mai visto quando le telecamere non girano.

Cosa era importante che riuscisse per voi nella sequenza del matrimonio?
Weiss: Il trabocchetto con ogni sequenza lunga, sfarzosa e importante a livello di produzione come questa è che a un certo punto, la gente inizia a pensare:”Sono passati 15 minuti in un’unica ambientazione, sta per accadere qualcosa di importantissimo in questa sequenza”. E l’unico modo per non farglielo pensare è tenendoli costantemente impegnati con le cose che stanno accadendo. Quindi uno dei trucchi più importanti per far sì che una scena come questa riesca, è mantenere le persone nei momenti in cui tutti i personaggi interagiscono l’uno con l’altro e non lasciarli pensare al quadro generale sul perché siamo rimasti sul matrimonio per 15 minuti.
Benioff: Una delle grandi opportunità di questa scena è che probabilmente è l’ultima volta che avremo così tanti personaggi per un periodo di tempo prolungato. Ovviamente, le persone parleranno di Joffrey, ma era anche importante avere questi personaggi insieme. Cersei e Brienne, si incontrano al matrimonio, come è probabile che sia, cosa si dicono? Jaime e Loras, è interessante perché Loras è fidanzato con Cersei e Jaime è appena tornato dall’essere prigioniero di guerra – quindi come sarà l’incontro? Nel pilot abbiamo avuto qualcosa di simile con molte persone raccolte insieme al banchetto. Ma a quel punto il pubblico non conosceva così bene i personaggi – e nemmeno noi.
Weiss: E’ una di quelle cose molto tradizionali della televisione. Molti show trovano modi per manovrare i loro gruppi di personaggi e portarli insieme nello stesso posto. Ne I Soprano, tutti vivevano in Jersey, così si riusciva ad avere un matrimonio o un festa per portare insieme quelle persone. Ma nel nostro show le persone si trovano sparse geograficamente in tutto il mondo. E’ molto più raro avere questa opportunità, così volevamo assicurarci di trarne il massimo vantaggio, perché è probabile che non accadrà più.

C’è anche qualcosa di frustrante nella sua morte. Volevamo che la sua morte fosse dovuta alle azioni di uno dei nostri eroi. Tutti vogliamo che Arya alzi la testa mozzata di Joffrey in trionfo. Ci viene negata la morte che vogliamo.
Benioff: Ed è qualcosa dei libri che ammiriamo. George non ti da ciò che vuoi immediatamente. Molte persone avrebbero adorato, dopo il Red Wedding, vedere Arya o Jon Snow uccidere Walder Frey e Roose Bolton. Lo vuoi, è un istinto naturale voler vedere vendicati i tuoi personaggi preferiti. Allo stesso tempo, una parte più profonda di te non lo vuole davvero perché sarebbe troppo facile e non sembrerebbe neanche lontanamente reale. C’è qualcosa di meraviglioso nel leggere il libro, il modo in cui muore Joffrey, perché è completamente inaspettato. Nessun eroe è venuto a sconfiggere il re cattivo.
Weiss: Una delle grandi cose che ha fatto George è che ti da una morte trionfante alla ‘fot**ti’ – ma è la morte di Robb Stark. Walder Frey ha quella grande battuta prima di piantare il coltello nel suo cuore. Ha tutti gli elementi della morte trionfante, ma è completamente capovolta, è dalla parte sbagliata e sta accadendo a qualcuno che ami.

Porta anche al grande colpo di scena dell’arresto di Tyrion. Avete posto le basi per la supposizione di Cersei abbastanza chiaramente nello show così che sembrasse meritato una volta successo.
Benioff: E’ una delle grandi relazioni nel libro e nello show; questi due attori [Peter Dinklage e Lena Headey] sono dei tali fenomeni, e sono così eccezionali insieme; forse è dovuto al fatto che sono amici nella vita reale e lo sono da così tanto tempo che questa intimità permette loro di andare insieme in luoghi oscuri. Allo stesso tempo, la cosa meravigliosa è, per quanto possano disprezzarsi a vicenda, hanno avuto bisogno l’uno dell’altra. Nessuno comprende Cersei meglio di Tyrion, con l’unica possibile eccezione di Jaime. E Cersei conosce Tyrion da più tempo di chiunque altro. Condividono una certa visione del mondo, ma un po’ deformata. Quella di Cersei è più cinica ma quella di Tyrion non vi è tanto lontana. Sono stati chiaramente cresciuti dallo stesso padre nello stesso posto ma l’esperienza di Cersei l’ha lasciata un po’ più amareggiata di Tyrion, che ha ancora un brandello di ottimismo.

Come pensate che Jack abbia gestito la scena della morte?
Benioff: Come ha gestito tutte le sue scene fin dall’inizio. Ci sono così tanti altri attori che avrebbero scelto una strada molto più appariscente – crollare sul pavimento. Lui l’ha resa reale come sempre, ed è come leggere il libro. E’ un personaggio che avete disprezzato per così tanto tempo e volevate vederlo ucciso, eppure state vedendo un giovane uomo – ancora un ragazzo, in realtà – morire strozzato, che è una morte terribile alla quale assistere. Non volevamo che fosse un momento per il quale alzarsi e applaudire, ma più che altro il momento della morte orribile di una persona orribile.
Weiss: C’è qualcosa di deludente in essa. La mossa standard sarebbe di dare un senso di sollievo, di felicità… l’idea che in qualche modo il mondo abbia fatto giustizia, e che questa persona abbia avuto ciò che gli spettava dopo essersela cercata per così tanto tempo.
Benioff: Pensi di volere vivi gli eroi. Pensi di volere Ned Stark arrivare ad Approdo del Re e aggiustare il mondo e trionfare. Ci sono cose che, ripensandoci, sei felice che George ti abbia negato, ma nel momento in cui pensi “Oh no!”

Jack dice di volersi ritirare dalla carriera di attore.
Weiss: Vuole la sua passione, che ora è la filosofia e le lingue antiche e tutto quel genere di cose che nessuno di noi è abbastanza intelligente da comprendere. Se andrà a fondo con quella decisione, siamo semplicemente onorati e orgogliosi – e fortunati – di essere stati il suo Canto del Cigno della recitazione.

 

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