Fringe | Recensione 3×22 – The Way We Died

La settimana scorsa la terza stagione di Fringe è giunta al termine. Ho deciso di fare una piccola maratona delle ultime tre puntate per godermi al meglio l’attesissimo atto finale. Video HD pronto sul PC. Bicchierone di Coca Cola da una parte, patatine Highlander dall’altra. Sono stata spinta a rovinarmi la linea da grandi aspettative e una certa trepidazione alimentati dal ricordo degli epici finali delle stagioni passate. Soprattutto quello della prima stagione: Olivia e le Torri Gemelle. Spettacolare! E non dimentichiamo l’azione e la suspense dell’anno scorso.

Quest’anno sono rimasta un po’ perplessa. Probabilmente sia per l’alto standard a cui mi ero abituata sia a causa della massiccia dose di spoiler in cui mi sono imbattuta, più o meno volontariamente.

Gli autori hanno deciso di dilatare il finale in tre appuntamenti, anziché i canonici due, per cui i tempi di narrazione sono stati abbastanza lunghi e in definitiva poveri di dettagli nei singoli episodi.

Una volta che Peter ha attivato la Macchina si ritrova catapultato 15 anni avanti, nel 2026. La sua coscienza da 32enne si assopisce lasciando il passo a quella del futuro, mostrandoci uno spaccato della vita sulla Terra dell’Universo Blu.

In questi 15 anni, i due Universi si scoprirono indissolubilmente legati, uno non poteva sopravvivere senza l’altro, per cui dopo la distruzione del Rosso, il Blu iniziò ad implodere. Per questo motivo Walter venne processato e ritenuto colpevole delle catastrofi che ne seguirono. La Fringe Division divenne la forza armata principale e indispensabile, al cui vertice salirono i maggiori esperti del settore: Olivia, Peter e Astrid. Broyles invece si dette alla politica. Come se non bastasse Walternate rimase bloccato nell’Universo Blu e iniziò a dare del filo da torcere alla FD mettendosi alla guida di un gruppo terrorista conosciuto come “Quelli della fine dei Giorni”. Sostanzialmente dei pazzi che cercano di accelerare la fine del mondo creando devastanti eventi Fringe. In realtà si tratta della situazione che seguirebbe se, nel presente, Peter desse il via alla distruzione dell’Universo Rosso.

Nel 2026 Peter riesce ad ottenere il permesso di far uscire Walt in modo che possa aiutarlo a contrastare e fermare una volta per tutte Walternate. Quest’ultimo, probabile unico superstite del suo mondo (se non si conta Peter), è accecato dalla rabbia e desidera solo compiere la sua vendetta, così fredda Olivia, già signora Bishop, con un secco colpo di pistola in pieno viso. Un omicidio alla Jason Bourne che non lascia spazio a molte emozioni aldilà dello sgomento.

Ecco quindi il prezzo che si dovrebbe pagare per la sopravivenza . Peter in un modo o nell’altro perderebbe le persone a lui più care, il mondo andrebbe allo sfacelo, l’ambra mieterebbe milioni di vittime e ogni giorno potrebbe essere l’ultimo. Walter capisce che l’unico modo per evitare tutto ciò sarebbe stato non attivare nessuna delle due Macchine. La loro unica speranza è riuscire a manipolare il tempo, in modo tale da permettere a Peter di non fare una determinata scelta che però non viene precisata e di modificare la Macchina in maniera tale che possa fargli avere una visione del futuro al momento opportuno ed evitare l’irreparabile. I Primi Nati, insomma, sarebbero loro stessi, come già qualcuno sospettava.

Peter torna nel presente e attraverso la Macchina, modificata dai Primi Nati, fa in modo che i due universi abbiano un punto di contatto nella Liberty Island, cosicché le Fringe Division e soprattutto i due Walter possano collaborare per la sopravvivenza di entrambi i mondi. Tuttavia Peter scompare e tutti ne perdono memoria, come se non fosse mai esistito!

Abbiamo ben tre mesi per rimuginare sull’ultimo dialogo tra gli Osservatori riuniti sotto la Statua della Libertà, la cui conclusione è “Peter è servito allo scopo”. Ma se non è mai esistito,anche Henry non è mai nato ed Elizabeth non si deve essere mai suicidata..quindi è viva!

Tirando le somme, è stata una buona stagione. Visti gli alti e bassi darei un generoso 9 complessivo! Tra le puntate indimenticabili sicuramente spetta un posto d’onore alla prima puntata nella quale Olivia prende in ostaggio il taxista Henry . Sono da ricordare inoltre FireFly, con la partecipazione di Christopher Lloyd, Marionette, la più sanguinosa e commovente delle puntate e il tuffo nel passato di Subject 13. Tra le puntate da dimenticare sicuramente Stowaway e Bloodline.

Per finire i glifi recitavano NOMORE, non più. Mentre gli Osservatori per una volta erano ben visibili tutti e 11! Un saluto a tutti e alla prossima stagione!

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