Fringe | Recensione 3×20 – 6:02 AM EST

Fringe questa settimana ci ha regalato un ventesimo episodio eccezionale! I due universi stanno per entrare in collisione, la guerra è ormai alle porte e i due mondi non si comportano più come se uno fosse l’alternativa dell’altro, ma si condizionano a vicenda per sopravvivere.

Nell’other side, come intuibile dall’ultima puntata rossa, Walternate e Alt-Brandon studiano il DNA di Henry, il figlio Bolivia, con lo scopo di attivare la Macchina senza ricorrere a Peter. Gli esperimenti portano all’inversione dei danni fisici subiti, i quali passano dall’over there all’over here in poco tempo.

Bliv comprende immediatamente che la Macchina porterà alla distruzione del nostro universo così affronta il Segretario, il quale appare irremovibile e senza scrupoli.

La donna però rimane persuasa dall’idea che esistano altre soluzioni, non accetta che una realtà debba finire affinché l’altra possa continuare ad esistere. Mettendo a repentaglio la propria vita e rischiando l’accusa di alto tradimento, Fauxlivia cerca un modo per raggiungere il nostro universo e avvisare Peter, ma Walternate la fa imprigionare.

I personaggi alternativi dimostrano delle personalità complesse e sfaccettate, risultando particolarmente imprevedibili. La nostra Olivia, seppure cupa e introversa, non lascia alcun dubbio sul fatto che sia la tipica eroina amabile e onesta. Invece Walternate e Bolivia non hanno una natura così trasparente, sono tanto buoni quanto cattivi, e ancora una volta si rivelano sorprendenti.

Nell’our side iniziano a farsi notare i cambiamenti dovuti alla correlazione quantistica. Sparizioni avvolte nel mistero, intere foreste appassiscono in poche ore e strani incidenti di vario tipo mettono in allarme la Fringe Division. Inoltre la Macchina, ricostruita nei laboratori della Massive Dynamic, improvvisamente si attiva, probabilmente in seguito all’accensione della sua gemella.

Peter pensa bene di fare l’eroe offrendosi di spegnere la Macchina e dopo qualche commovente scena con Walt e Astrid, Peter si avvia al patibolo. Tuttavia il misterioso congegno, con una violenta scossa elettrica, respinge l’uomo che, scaraventato a terra, perde i sensi.

Peter viene portato al pronto soccorso, dove entra in coma gettando la squadra nello sconforto e provocando una crisi mistica di Walt, che come noto, ha un rapporto piuttosto travagliato con Dio.

Alla Massive Dynamic, Nina Sharp riferisce a Liv che Sam Weiss le aveva assicurato che qualora Peter avesse scelto di stare con lei piuttosto che con Bolivia, la sopravvivenza del nostro universo sarebbe stata assicurata. I fatti però dicono il contrario per cui l’agente Dunham si deve mettere sulle tracce di Sam, ma sarà egli stesso a raggiungerla all’ospedale e chiederle di seguirlo e di fidarsi di lui. To be continued.

La prossima settimana avremo modo di vedere di più di questo personaggio. Nel finale della seconda stagione, sulla lavagna nel laboratorio di Harvard dell’altro universo appariva la scritta “A Demon’s Twist Rusts”, anagramma della frase “Don’t Trust Sam Weiss”. Chi non deve avere fiducia in lui, noi? Loro? O tutti quanti? Inoltre sorge spontaneo il parallelismo con Jacob, e vi dirò, a me Jacob non piaceva neanche tanto.

Comunque è l’ora delle nerdosità.

– Stendiamo un velo pietoso sugli ascolti, si può solo ringraziare la FOX di aver rinnovato la serie così in anticipo. Qualcuno nei piani alti del broadcasting deve essere un fan.
– Mentre la neomamma Bolivia spingeva allegramente il passeggino di Henry, sullo sfondo un Osservatore camminava a passo spedito con la solita divisa di ordinanza.
– Come sempre i nomi non sono scelti a caso, anche questa volta ispirati al campo della musica e della scienza. Samuel Weiss è il nome di un neurobiologo canadese, le cui ricerche sono volte allo studio delle cellule staminali per la rigenerazione dei neuroni. Mentre Henry Bishop fu un compositore e musicista inglese, docente di Musica all’università di Oxford, oltre che autore della celebre canzone “Home! Sweet Home!”.
– Glifi: AGENT. Molto vago per una serie che segue uno special team dell’FBI.

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