Elite Terza Stagione – Una recensione decisamente entusiasta

Elite

Non solo potrei aver terminato la terza stagione di Elite in un solo giorno, ma soprattutto non vedevo l’ora di scriverne una recensione: sono sorpresa da me stessa!

Quando ho recuperato questo guilty pleasure spagnolo ero pienamente consapevole che ciò che avrei ottenuto non sarebbe stato altro che una bella tempesta ormonale (il cast è probabilmente uno dei più belli della serialità, qui per rifarvi gli occhi con quello maschile), intrighi, scandali e drammoni che la D’Urso ci fa uno speciale.
Ma poi, tre stagioni dopo, mi ritrovo a dover applaudire per il modo in cui hanno saputo approfondire i personaggi, portandoli ad evolvere sia a livello personale che nel rapporto fra di loro, e come tutto sommato hanno saputo dipingere una generazione di ragazzi troppo giovani per dover affrontare da soli non solo i problemi di tutti gli adolescenti ma anche le conseguenze dell’assassinio di Marina, una di loro.

Prima di addentrarmi nella recensione un avvertimento: questo articolo, al contrario di quello della seconda stagione (qui) NON SARA’ del tutto SPOILER FREE ma diviso in due parti, per cui, pur evitando di svelare il mistero finale, potrei fare incidentalmente riferimento ad alcuni nodi della trama. Ergo, se non volete spoiler fate caso al titolo della sezione.

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RECENSIONE DELLA TERZA STAGIONE DI ELITE, SPOILER FREE:

Questa terza stagione di Elite parte dal ritorno di Polo a Las Encinas e si addentra nell’inferno che il suo averla fatta franca scatena sui nostri personaggi. Come dice Lucrecia nell’ultima puntata, ognuno di loro ha subito le conseguenze della morte di Marina e della non condanna di Polo.

Perché dovreste guardarlo:

  1. Ognuno dei ragazzi ha una sua storyline e un suo percorso e tutti subiscono un’evoluzione. Alcune migliori (Polo, Guzman, Carla), altre poco rilevanti (Samuel su tutti). Più che nelle stagioni precedenti, la narrazione copre tutti i personaggi e ci fa capire come si giunga all’epilogo finale. Molte storyline si concentrano su un tema molto importante nella crescita degli adolescenti (e che qui ovviamente è portato alle estreme conseguenze): la presa di consapevolezza dei propri desideri e delle proprie scelte, soprattutto quando sono diversi da quelli dei propri genitori o degli adulti che dovrebbero guidarli. In questo caso abbiamo madri e padri ben lontani dall’essere un esempio o una guida (persino la migliore, la madre di Ander, è lungi dall’essere un modello) e i ragazzi imparano a fare le proprie scelte, spesso a caro prezzo ma sempre consapevoli di se stessi.
  2. Non solo viene cementata la crescita e maturazione dei ragazzi ma c’è un focus particolare sui rapporti fra loro e come, in alcuni casi, si trasformino e realizzino ciò che almeno io auspicavo fin dal pilot. L’amicizia e la lealtà che spesso mettono in discussione nelle faide tra di loro diviene una muraglia contro il nemico esterno. E in più di un’occasione l’aiuto arriva da luoghi inaspettati.
  3. L’epilogo finale è il finale perfetto per la vicenda: un’enorme tragedia che ruota tutta intorno all’amore, di ogni tipo.
  4. Ovviamente gli intrighi e i drammi rimangono immutati e anche le due new entry finiscono per esserne coinvolte. Il trash è preservato.

 

 

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juntos hasta la muerte ‘til death do us part

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RECENSIONE DELLA TERZA STAGIONE DI ELITE, SPOILER VERY SPOILEROSA

Se siete qui vuol dire che avete visto la stagione intera per cui da qui in avanti non mi tratterò più e vi dirò quali sono state le mie storyline e scene preferite:

  • la rivalità fra Lucrecia e Nadia che diventa amicizia: Lu trova nella sua rivale di sempre un’amica leale e la gioia sulla faccia di Guzman nel vederle amiche rispecchia la mia.
  • il difficile riadattamento di Polo: ha cercato di nascondere il senso di colpa nella seconda stagione e non ci è riuscito, ha provato a ignorare il dolore arrecato agli altri in questa e alla fine ha scelto di fare la cosa giusta. La sua morte è solo un’altra tragedia nella tragedia.
  • La crescita di Guzman che comunque rimane fedele a se stesso: quei tratti più delicati e sensibili che faceva emergere solo con Nadia diventano più evidenti anche con gli altri in questa stagione, pur mantenendo un buon livello di ira. Il suo toccare il fondo ad inizio stagione è solo il punto di partenza di una maturazione che lo aiuterà, alla fine, a perdonare Polo e a piangerne la morte.
  • Nadia che riesce a trovare l’equilibrio fra i suoi genitori e i suoi desideri.
  • la riconciliazione finale fra Omar e Ander: dopo aver passato un’intera stagione con un terzo incomodo (e il terzo incomodo era il cancro e non Malick, personaggio irrilevante), Omar riesce a trovare il coraggio di scegliere la strada più difficile. Il lieto fine anche per la malattia di Ander, la cui dipartita sarebbe stata troppo triste, è la ciliegina sulla torta.
  • i ragazzi che tutti insieme escono dalla discoteca dopo la festa di diploma: la chiusura di ognuna delle storyline nel modo migliore e quei piccoli contentini per noi shipper (i guznadia saranno probabilmente la mia ossessione su Tumblr per le prossime settimane!) mi sono piaciuti moltissimo.

E voi? Avete già divorato la stagione? Quali sono state le vostre scene preferite?

 

PS. Ma Kevin McHale che fa Bill MCKINLEY della Columbia?!Glee Fans, ditemi che anche voi siete saltati sulla poltrona!

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