Da Vinci’s Demons | Recensione 3×03 – Modus Operandi

Terzo appuntamento per questa ultima (per ora) stagione di Da Vinci’ s Demons, il cui titolo, “Modus Operandi”, è emblematico.
La puntata ha segnato l’addio a un altro personaggio, uno dei migliori dello show, ovvero Clarice Orsini… come dire, segnali che la fine si avvicina.

Questa settimana procediamo “al contrario”, per così dire, per procedere verso la parte migliore e più intensa.

Il falso Papa Sisto ha dato nuova e ulteriore prova della sua meschinità. Devo dire che mi fa davvero ribrezzo, quest’uomo. E’ stato scoperto, eppure è ancora arrogante, violento… è davvero un uomo disgustoso. Cose che avvenivano all’epoca, si dirà… vero, ma questo non mi fa cambiare idea.

Sisto

Per quanto riguarda Lucrezia, quanto abbiamo visto dimostra quello che dicevo la scorsa volta in merito alle differenze esistenti tra lei e Clarice e al fatto che lei è sempre stata vittima, una pedina in mano agli altri, per quanto le sue intenzioni fossero di proteggere e salvare.

Zo e Lucrezia

Riario, invece, pare davvero essere stato plagiato dal Labirinto e, anche se da una parte ciò non mi sembra adatto al personaggio, dall’altra mi viene in mente che in fondo si è fatto comandare per tutta la vita dal padre (per il quale ha fatto cose terribili), è sempre stato un credente fin nel profondo (persino troppo, potremmo dire, poiché tutto questo lo ha reso più chiuso di mente rispetto a Leonardo, ma anche rispetto a Lorenzo, che ha sempre creduto profondamente, ma è stato anche capace di scindere fede e politica) e quando il Labirinto lo ha preso versava in uno stato emotivo di shock, era devastato. Spero riservi sorprese positive.
Una cosa che ho sempre apprezzato di lui è il rispetto che ha mostrato sin dall’inizio per il genio di Leonardo, cosa che non è mai venuta meno e che lo accomuna anche a Zo, nonostante la profonda differenza che li distingue, poiché Girolamo è stato a lungo un tremendo avversario di Leonardo, invece Zo gli è sempre stato amico e non lo ha mai tradito.

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A Firenze, Nico e Vanessa sono stati ancora una volta adorabili, lei continua a rivelare doti (vedasi la velicità con la quale fa i conti), lui mostra un’intelligenza sempre più vasta, diviene sempre più maturo e forte (anche se al bordello non è andata bene). E poi, sono così carini, insieme!
Non vedo l’ora di assistere a nuove gesta di questo duo, atte a governare e salvare Firenze.

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Veniamo a Leonardo. L’eroe, colui che si piega per fare ciò che un tempo non avrebbe mai fatto, pur di salvare gli innocenti.
Un esempio è proprio la sua “umiliazione” nell’abbassarsi a baciare l’anello papale, fatto avvertito come “sbagliato”, in qualche modo, persino da Riario.

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Il suo separarsi da Zo è stato molto triste, ma in un certo senso necessario, poiché Leo ha una visione più generale della situazione, rispetto a Zo; di certo i due si incontreranno nuovamente e torneranno uniti, il loro rapporto resta solido, come dimostrato anche dalle gesta di Zo alla locanda.
La morte di Piero ha sottolineato ancora una volta quanto affermato a parole da Lorenzo Il Magnifico, ovvero che nessuno ha subito perdite paragonabili a quelle di Leonardo, nell’arco di questi eventi.

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Devo ammettere che Leonardo e Riario insieme mi sono sempre piaciuti, anche quando erano acerrimi nemici, nella prima stagione. C’era qualcosa di ammaliante nei loro scontri, nella loro rivalità, come un sentore di ciò che avrebbe potuto essere se avessero collaborato. E infatti…

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(Che dire, sanno come fare un’entrata in scena.)
Questa ricerca dell’assassino del Cardinale è stata interessante, oltre che con scene molto belle visivamente (in particolare, come sempre, quelle in cui Il Genio ha colto e visto la dinamica dell’omicidio), anche se il povero Leonardo era ancora molto sconvolto, come è comprensibile. Quindi ora ci troviamo dinanzi a un nuovo mistero: chi è l’assassino? Sono incline a credere che non sia Carlo, troppo semplice. Clarice lo conosceva, pertanto potremmo averlo già visto anche noi o potrebbe essere un qualcuno conosciuto dai Medici (e magari Leonardo) ma che noi dobbiamo ancora incontrare.
Ho un terribile sospetto che spero non si concretizzi mai.

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Avrebbero potuto risparmiarci, però, la visione di Clarice aperta come il guscio di una noce, non è stata una cosa che ho apprezzato, onestamente, anche se il dialogo tra lo “spirito” di lei e Leonardo è stato molto bello e intenso.
Dialogo che ha confermato ciò che dicevo nella recensione della prima puntata di questa stagione (riconfermato poi da altri), quando ho parlato del simbolismo insito nei tre poster e, dunque, dell’implicita storia narrata in essi, ovvero di Leonardo come Icaro che sogna la grandezza, la ottiene, ma poi cade. La frase di Clarice, “Quando voi siete caduto, sono stati gli altri a morire”, è verissima, ma non significa che sia colpa di Leonardo, poiché è ciò che spesso accade quando i grandi uomini e le grandi menti sono coinvolte in eventi epocali.

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E così, Clarice Orsini, moglie di Lorenzo Il Magnifico e signora della Repubblica di Firenze, è morta. Che tristezza. Sebbene la puntata si sia aperta con una scena di Clarice che ha lasciato col fiato sospeso per la sua sorte, speravo che il peggio che potesse capitarle fosse di essere rapita. Speravo di vederla giungere sino alla fine della stagione, anche perché nella realtà Clarice Orsini (che non era così aperta di mentalità come ci è stata presentata nello show) è morta nel 1488 di tubercolosi.
Invece, la sua lettera al marito, che ha aperto l’episodio, è stata una sorta di addio, una specie di testamento di questa donna formidabile, morta per Firenze e i Medici.
Si sentirà la sua mancanza, lei, donna forte e, a suo modo, indipendente, con le stesse capacità maschili (anche le più brutali, come abbiamo visto), disposta a utilizzarle per salvare Firenze e la stessa Italia.
Sì, si sentirà la sua mancanza. Mi chiedo come reagirà Lorenzo quando lo scoprirà; che egli non l’abbia mai amata è noto a tutti (anche nella realtà aveva una relazione con Lucrezia Donati), ma a suo modo teneva a lei e, quantomeno come compagna nel suo regnare, aveva stima di lei.

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Come se la morte della Signora di Firenze non fosse abbastanza, l’episodio si è concluso con Riario che ha consegnato Leonardo al Labirinto e ora il nostro genio è prigioniero e faccia a faccia con Carlo, che egli crede abbia ucciso Clarice, avendo già tolto la vita al Verrocchio e ferito quasi a morte lo stesso Leonardo.
La resa dei conti tra i due è vicina?

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Questa settimana abbiamo il promo della prossima puntata, “The Labrys”, perciò vi lascio con esso.

Alla prossima!

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