Da Vinci’s Demons | Recensione 3×01 – Semper Infidelis

Leonardo Da Vinci è tornato.
Con questo primo episodio della terza stagione, il genio fiorentino inizia il percorso che lo porterà a salutare tutti noi.

“Da Vinci’s Demons” non è mai stato un adattamento storico, sebbene alcuni eventi siano stati riportati, come la Congiura dei Pazzi, con la morte di Giuliano De’ Medici e il ferimento di Lorenzo, che infine riesce a riprendersi la città (sebbene alcuni momenti siano stati resi forse più drammatici e alcuni passaggi ovviamente inventati). Dopo questi eventi, però, è stato tagliato tutto il periodo successivo per narrare direttamente della partenza di Lorenzo De’ Medici per il Regno di Napoli, al fine di creare l’alleanza, evento realmente verificatosi, anche se, come è ovvio immaginare, non risulta che si sia svolto in termini tanto drammatici.
“Da Vinci’s Demons” è, dunque, una versione molto romanzata della vita di Leonardo Da Vinci; lo show è, potremmo dire, una sorta di corrispondente di “Assassin’s Creed”, ma non ha mai preteso di essere altro. Per questo motivo, io l’ho sempre trovato molo piacevole da guardare, nonché avvincente. Gli intrighi politici, lo sguardo totalmente scevro di “indoramenti di pillola” sul Vaticano e le azioni di Papi e Vescovi assetati di potere e capaci di gesta atroci e spietate (come in effetti era, al tempo) mi hanno tenuta incollata allo schermo.
E su tutto si è sempre innalzata proprio la figura del giovane Leonardo Da Vinci, il genio dei geni, colui per il quale lo stesso termine “genio” è riduttivo, non è che un eufemismo.
Come dicevo, una storia molto romanzata quella presentata in questa versione, con una forte componente esoterica, ma d’altronde la figura di Leonardo è sempre stata avvolta da un’aura di mito e di mistero, nonché collegata più volte a esoterismo e società segrete (tanto per fare un esempio, Dan Brown non si è inventato nulla in merito alle teorie sulla figura seduta alla destra di Gesù nell’Ultima Cena – che dovrebbe essere l’Apostolo Giovanni –, si è limitato a riportarle nella sua storia), per cui ben si presta a versioni e adattamenti fantasiosi. Inoltre, proprio per il suo genio, per i suoi studi, le sue tecniche a dir poco all’avanguardia, per l’epoca, Leonardo è sempre stato accostato a “conoscenze misteriche”, poiché l’uomo ha sempre cercato la conoscenza suprema e dalla perdita della Biblioteca di Alessandria, che conteneva “il sapere del mondo”, si è favoleggiato di conoscenze nascoste e straordinarie, che si sono bramate attraverso i secoli (anche il mito del Santo Graal è in qualche modo legato a ciò).
Ciò nondimeno, osservarlo ideare, progettare, comprendere e vedere le cose è meraviglioso. Proprio perché la figura di Leonardo Da Vinci è quasi mitologica per la grandezza che lo ha contraddistinto (ricordiamo che arrivò a progettare oggetti di cui ci serviamo oggi e ha scritto i suoi diari con la tecnica della scrittura speculare), poter avere un’idea, per quanto relativa, di come vedesse il mondo, guardare la realtà attraverso i suoi occhi, è una cosa che ho sempre trovato bellissima.
E poi è avvincente vederlo così, da giovane, perché siamo portati a pensare a Leonardo Da Vinci come l’uomo dell’autoritratto, ma com’era lui da giovane? Appassionato come dipinto nello show? Trovo sia una bella versione di dipingere quest’uomo straordinario.
Infine, un altro degli aspetti apprezzabili di questa storia è la forza delle figure femminili, tanto di Lucrezia Donati che di Vanessa, ma, soprattutto, di Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo Il Magnifico, che in quei secoli bui per le donne viene presentata come fiera e forte, in grado di farsi valere nonostante tutti gli ostacoli e i tradimenti.

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Accostando i poster delle tre stagioni ci rendiamo conto del profondo significato simbolico che li contraddistingue e, dunque, di come vi sia narrata una storia.
Il poster della prima stagione ci ha presentato un Leonardo con “ali” nuove di zecca, pronto a spiccare il tanto sospirato volo verso la grandezza; quello della seconda, invece, più drammatico, un Leonardo in qualche modo ferito, con le ali che cadono a pezzi e, dunque, in procinto di precipitare; infine, il poster di questa terza stagione ci presenta un Leonardo tornato a terra, affranto, le ali a pezzi.
Una metaforica rappresentazione del mito di Icaro, che, desideroso di volare, spiccò il volo con le ali costruitegli dal padre, ma si avvicinò troppo al sole e precipitò al suolo. Nelle due precedenti stagioni, infatti, Leonardo ha ripercorso la strada di Icaro, nella sua ricerca disperata della madre e del famigerato “Book Of Leaves”, che lo ha portato fino a quello che un giorno sarà chiamato il “Nuovo Mondo”. Per ben due volte, la sua speranza, la sua ambizione è giunta molto vicino al realizzarsi, proprio come avvenne per Icaro, che poté alzarsi in volo, tuttavia, proprio nel momento in cui ha raggiunto l’apice del suo metaforico volo, per due volte Leonardo è precipitato: la prima, nella Vault Of Heaven, la seconda a Firenze, quando ha svelato il mistero e ottenuto le risposte, ma ha pagato il prezzo del tradimento, che gli ha fatto perdere il suo Maestro, il Verrocchio, lo ha quasi ucciso e, ora, lo mette dinanzi alla terribile realtà del più temibile nemico del suo tempo in possesso dei suoi stessi progetti.
Come farà il genio dei geni a spiccare nuovamente il volo e salvare non solo più Firenze, ma l’Italia?

Nella prima stagione, infatti, il nemico per Leonardo era il Vaticano, che cercava di privare lui e tutta Firenze della libertà garantita dal governo dei Medici e cercava di ostacolare la sua ricerca appena iniziata del “Book Of Leaves”, tentando, dunque, di impedirgli di ottenere quella grande conoscenza che dovrebbe essere contenuta in esso.
Nella seconda stagione abbiamo visto Leonardo partire per una terra sconosciuta, seguendo le istruzioni impartitegli da Al Rahim, in una corsa contro il tempo contro le navi del Conte Roario, il quale aveva rapito Nico, per poi arrivare in quello che sarà il continente americano e incontrare i nativi (presumibilmente una popolazione Maya), custodi della Vault Of Heaven, nella quale, apparentemente, si doveva trovare il “Book Of Leaves”.
Dopo aver superato numerose prove a rischio della loro stessa vita, Leonardo e Roario, i due nemici, si erano trovati a collaborare fianco a fianco, ancora una volta a rischio delle loro stesse vite, per entrare nella volta e arrivare al libro… libro che, però, non si trovava già più lì, sottratto dalla stessa madre di Leonardo, per proteggerlo dal nuovo nemico profilatosi (e non solo all’orizzonte, come abbiamo scoperto nel finale di stagione), la Confraternita del Labirinto o “The Enemy Of Men”. I due, dunque, avevano trovato solo un messaggio lasciato dalla madre di Leonardo e con quello erano fuggiti ai membri della popolazione indigena che li inseguivano, capeggiati dalla sacerdotessa, e avevano fatto ritorno in Europa.
Come ricordiamo, Firenze nel frattempo aveva subito la lontananza del Magnifico, recatosi a Napoli per ottenere un’alleanza che salvasse la sua Repubblica dal giogo del Vaticano e ottenere, dunque, l’annullamento della scomunica papale.
In assenza di Lorenzo, Clarice era riuscita a mantenere la città nel suo pugno, grazie anche all’aiuto di Carlo De’ Medici, ma infine la città era caduta sotto gli assalti del Duca di Urbino. A salvarla era stato proprio zmdt6oLeonardo, appena rientrato, e Firenze era tornata in mano ai Medici… ma il tradimento era dietro l’angolo. Proprio Carlo si era rivelato un membro del Labirinto e aveva ucciso il Verrocchio, ferito gravemente Leonardo e derubato la Banca De’ Medici.
Con la sconvolgente presentazione di Nico, che si era finalmente rivelato come Niccolò Machiavelli (colui che, proprio rivolgendosi e ispirandosi a Lorenzo Il Magnifico scriverà “Il Principe”), la partenza di Clarice, la salita al potere di Firenze di Vanessa, in quanto madre del figlio di Giuliano, il cedimento di Roario al Labirinto e l’ancor più sconvolgente assedio di Otranto da parte dell’Impero Ottomano, la seconda stagione si era chiusa.

 

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E proprio qui si apre la terza.
Al momento di aprire il fuoco sull’ammiraglia delle navi ottomane, Leonardo scopre che quella accanto al figlio del Sultano, che guida l’invasione, è proprio sua madre; tuttavia, non esiste alternativa e quindi egli procede… e la situazione sembra risolversi in favore del Regno.
Quello di cui nessuno è a conoscenza, e che si rivela solo la mattina seguente, però, è che gli Ottomani sono in possesso degli stessi progetti di Leonardo e questo li porta a un devastante contrattacco e alla caduta di Otranto.
La presenza della madre di Leonardo accanto al figlio del Sultano apre tutta una serie di quesiti: cosa fa con loro? E’ sempre sembrato che fosse prigioniera, ma forse c’è dell’altro. E’ lei che ha fornito i progetti agli Ottomani? E, dunque, è da lei che Leonardo ha ereditato il suo genio?
Inoltre: lei è annegata davvero o qualcuno l’ha tratta in salvo? Mi sembrerebbe strano che la madre di Leonardo venga finalmente inserita, dopo averne parlato per due stagioni, ma eliminata immediatamente. Spero che ci riservi molto di più.

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Uno degli aspetti che apprezzo di più di questa storia è il rapporto tra Leonardo e Il Magnifico, che, nonostante i numerosi scontri dovuti soprattutto a Lucrezia, hanno trovato una forte intesa, come si vede anche in questo episodio. Sono dunque molto ansiosa di vedere come evolverà e come i due si opereranno per salvare l’Italia, uno accanto all’altro.

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Nel frattempo, assistiamo a un capovolgimento della situazione in Vaticano: il vero Papa è fuggito e l’impostore, che ha governato dal Soglio Pontificio per tutti quegli anni, è rinchiuso nella cella in cui ha tenuto prigioniero il gemello in preda a una qualche “follia”.
Ed ecco un’altra rivelazione: il Papa è legato ai Figli di Mitra. Cosa vuole davvero quest’uomo che, sebbene rinchiuso in una cella, per tutto quel tempo ha mosso le persone come le pedine degli scacchi, per ottenere il suo scopo?
E cosa vogliono davvero i Figli di Mitra?

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Lucrezia Donati mi ha fatto davvero pena… con tutto quello che ha passato ha continuato a lottare, pensando di agire per un fine che doveva essere in qualche modo di giustizia (d’altronde il padre è il vero Papa) e invece ecco che il padre le rivela di avere altri piani e che la fine di tutto è ancora ben lontana, aspettandosi che la figlia continui ad eseguire i suoi ordini senza tentennamento alcuno e senza condividere nulla con lei.

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Clarice, intanto, è arrivata a Roma, sulle tracce di Carlo, per scovarlo e restituire a Firenze ciò che le appartiene… che donna strepitosa. Le spie di Roario l’hanno scoperta, ma mi auguro che riesca a prevalere.

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E Roario…? Sin dal finale della seconda stagione mi chiedo se abbia davvero ceduto al plagio del Labirinto o, da uomo forte quale è sempre stato, stia solo fingendo per scoprirne intenzioni e piani.
Spero davvero che la verità sia quest’ultima.

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Tornando infine a Leonardo, per lui ha certamente avuto inizio la prova più grande: sconfiggere se stesso. Superare se stesso o, meglio, quella parte di sé, forse risiedente in sua madre, che ha fornito agli Ottomani le stesse armi da lui progettate al servizio della Repubblica di Firenze.
Una prova di certo molto ardua.

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Quindi posso dire che l’episodio mi è piaciuto molto, come sempre ho adorato Tom Riley e Lara Pulver, che, sin al primo episodio di questa serie, trovo meravigliosi nei rispettivi ruoli: Tom sia nella frenesia del genio, nell’incanto di ciò che si rivela alla incommensurabile mente di Leonardo, sia nella drammaticità degli eventi che vive, come, per l’appunto, il dolore mostrato dinanzi all’inevitabilità del suo dovere nonostante la rivelazione inerente alla madre, lo sfogo verso Lorenzo in seguito alla terribile comprensione che gli Ottomani hanno i suoi stessi progetti; Lara nella forza e nell’eleganza che sempre dà a Clarice.
La puntata è stata intensa e, come sempre, piena d’azione e ha gettato anche le basi per nuovi misteri da risolvere, un elemento tipico di “Da Vinci’s Demons”.
Sono ansiosa di vedere come proseguirà.

Bene, per questa settimana mi fermo qui, vi lascio con il promo del prossimo episodio, “Abbadon” (titolo molto curioso… nell’Antico Testamento il termine è da intendersi come “luogo di distruzione”, mentre nel Nuovo è un Angelo caduto e nell’Apocalisse è descritto come l’Angelo dell’abisso”).

https://www.youtube.com/watch?v=DX1m_0S3Pcg

Alla prossima!

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