Da Vinci’s Demons | Recensione 2×10 – The sins of Dedalus

da-vincis-demons-protagonists-talk-research-borders-wovow.org-02-640x360Siamo giunti al finale di questa seconda stagione e devo premettere subito che, in linea con il trend di questi dieci episodi, ci sono stati alti e bassi e incredibili momenti what the fuck, fino all’interessante conclusione.

Le storyline rimaste fin’ora spezzettate e divise (uno dei punti deboli di questa stagione) convergono tutte in un unico scenario: la città di Otrànto (sul serio? con questo accento non si può sentire!), dove si svolge la maggior parte dell’azione.

Leonardo, ancora sconvolto e furibondo per la morte del suo maestro Verrocchio, viene soccorso dal suo altro mentore Al-Rahim, quello dei Sons of Mitra, che gli ha creato ad oggi solo un sacco di rogne.

Dopo un fin troppo rapido scambio di battute i due riescono a decifrare il messaggio in codice della madre di Leo e affermano con certezza che il Book of Leaves si trova a Costantinopoli.

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Confermo la mia opinione già in precedenza espressa che il viaggio nel Nuovo Mondo è stato inutile, troppo lungo e noioso.

L’unico modo per raggiungere la capitale dell’Oriente è imbarcarsi al porto di Otranto. Quindi, Leo e l’inseparabile Zo giungono nella città pugliese (allora napoletana), sempre con una rapidità sorprendente che neanche avessero preso l’unico Frecciarossa in orario nella storia di Trenitalia.

Tuttavia, non è decisamente il momento migliore per salpare: il principe arabo, umiliato e brutalmente allontanato da Roma, torna in compagnia della flotta ottomana a minacciare la Cristianità, facendo rotta proprio su Otranto.

Lorenzo, l’odioso sovrano di Napoli e il fake pope giungono a una necessaria tregua e decidono di unire le forze contro l’assedio, aiutati dall’arguzia di Leo, che si trova proprio al posto giusto al momento giusto.

Anche qui, dopo interminabili episodi di torture e contrattazioni sul futuro dell’Italia e della dinastia De Medici, in un nano secondo è tutto sistemato e Lorenzo che esce vittorioso senza che se ne capisca bene il perché. Credibilità addio.

Assistiamo anche a uno (s)gradito ritorno: Lucrezia emissaria d’eccezione dell’impero ottomano, che sbarca a Otranto, propone assurde condizioni di resa e poi smaschera (senza fornire prove) l’impostore Sisto.

Quale fosse il piano originario di Lucrezia comunque tutt’ora non è affatto chiaro: come scatenare una guerra tra Italia e impero ottomano possa riabilitare il nome di suo padre ancora non mi è chiaro. Voleva vendetta? Voleva lasciare agli arabi l’incombenza di eliminare il finto Papa? Era una missione suicida, qualcosa è andato storto nel mezzo o era tutto calcolato? Uno dei maggiori difetti di questo season finale è stato non chiarire questo aspetto, già oscuro e confuso.

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Stando a quello che è successo, lo scontro con l’impero ottomano sarà uno dei grandi temi della prossima stagione, ma ancora non sono riusciti a darci una spiegazione precisa e sensata del ruolo di Lucrezia in tutto questo.

Salvo questi difetti, l’episodio è stato piacevole e godibile, soprattutto per il bel colpo di scena finale, che vede protagonista la (ritrovata) madre di Leo e che apre scenari interessanti per la prossima stagione (questa donna chi è? nemica o amica? ).

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Delusione per gli eventi di Firenze: Vanessa che nell’arco di due scene diventa la nuova Signora di Firenze?? Ancora una volta evoluzioni importanti della storia e dei personaggi vengono risolti in maniera troppo sbrigativa. Unica nota positiva e intrigante, scopriamo che il giovane Nico in realtà è nientemeno che Nicolò Macchiavelli e diventerà (sta già diventando) l’uomo del “fine che giustifica i mezzi”.

Infine Riario, il mio amato Riario che in questi ultimi episodi è stato relegato a poche scene secondarie, ma che probabilmente tornerà come grande villain alleato degli Enemies of Men. Questa setta misteriosa è uno degli elementi più interessanti di questo finale di stagione che spero verrà sviluppato l’anno prossimo.

In conclusione, diverse storyline sono state concluse frettolosamente dopo che il brodo era stato inutilmente allungato (in primis Lorenzo a Napoli), altri spiragli interessanti vengono aperti e fanno propendere bene per la terza stagione.

Nel complesso questa stagione mi è piaciuta, anche se mi ha appassionato molto meno della precedente: Leo è stato a tratti scialbo, la parte nel Nuovo Mondo non l’ho digerita fino in fondo e la caratterizzazione di alcuni personaggi, partita così bene (Nico, Riario) si è poi bloccata inspiegabilmente.

Nella terza stagione vorrei più Leo, meno storyline e sviluppate meglio nel corso degli episodi, ancora meno Lucrezia, anzi proporrei di spedirla nel Nuovo Mondo a coltivare il granoturco e fare la danza della pioggia per tutto il resto della vita dello show!!

In attesa del ritorno sul piccolo schermo di Leo e dei suoi amici, vi ringrazio per aver seguito la serie con noi e vi do appuntamento all’anno prossimo!!

 

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