Arrow | Recensione 5×22 – Missing

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Non male questo penultimo episodio, diciamo che nonostante non abbia brillato né per originalità, né per regia, si piazza comunque al primo posto per questa stagione. Un titolo, capirete, ben facile da vincere visto il livello piuttosto basso della stessa. È un po’ come la Juventus nel campionato italiano che gioca senza validi avversari. Metafore calcistiche a parte, che potrebbero anche farmi “perdere il posto” nel team di Telefim Addicted, vediamo di analizzare gli eventi.  😆


Partiamo col dire che ormai la vecchiaia ha colpito inesorabilmente anche il party boy di Star City: mai vista festa di compleanno più triste. Il che fa riflettere sulla maturazione del personaggio, che ha abbandonato completamente i panni del miliardario che conduceva una vita di eccessi, per indossare quelli dello sfigato friendzonato che pensa di andare ad un appuntamento romantico con la donna della sua vita, ma si ritrova davanti ad una torta pensata per un bambino di 6 anni e ad un team di shipper che Jack Sparrow levate proprio. Scherzi a parte, la mia riflessione parte dal fatto che Oliver sia riuscito a cambiare sotto molti punti di vista, tranne uno: questo costante farsi carico di tutte le colpe del mondo e portarsele dietro più come trofei che come croci ormai. Anche questa volta si sentiva che c’era qualcosa che non andava, ma non ha fatto nulla, anzi si è concesso il lusso di abbassare la guardia e di conseguenza il team è stato preso di mira da parte di Chase per colpa sua. Hai rotto, proprio di cuore, hai stancato. Ed è anche in contrasto con quello che dice ad Adrian quando gli promette che non gli darà mai la soddisfazione di essere l’uomo che lui crede che sia. E questo dualismo, questa lotta interiore incessante, ha stancato. Cioè, credetemi, io mi vergogno come una ladra perché per una stagione intera ho ripetuto le stesse parole, non so se gli autori non hanno un minimo di coscienza critica. O magari pensano di ripulirsela con i dialoghi che assegnano ogni volta alla controparte di Ollie, come Felicity (la santa pazienza) o, in questo episodio, Malcom.

Ecco Merlyn è stato uno dei punti di forza di questa puntata, sempre per la rubrica personaggi fantastici e dove trovarli quando gli autori li lasciano in panchina. È una sofferenza, un po’ come vedere Totti in panchina per tutta la partita, quando poi entrando all’ 85esimo ti cambia tutto. Ecco, Malcom è Francesco, arriva lui e cambia le carte in tavola. Ironico e tagliente come sempre, prende metaforicamente a schiaffi Oliver più di una volta, prima mettendo in chiaro che per un figlio si farebbe di tutto e poi dicendogliene quattro sulla sua attitudine a piangersi addosso. Quando gli ha detto che lo ammira perché uno deve essere davvero idiota per diventare più stupido col tempo ero in piedi davanti al pc a fare la ola.

Ma si vuole svegliare? Persino un sociopatico come lui (parole sue) ha capito che i legami con le persone care sono sempre un punto di forza per tutti, e non il contrario e, soprattutto, servono a mantenere umani quelli che come loro devono spesso venire a patti con gesti necessari, ma non sempre leciti. La metafora con l’isola è stato poi l’apice del suo monologo, ci ha già provato a vivere in un’isola ed ha fallito e la stessa fine lo attende se decide di continuare così ed essere la sua isola e vivere isolato tra le persone che ama. A conclusione della sua immensa grandezza ci sta il fatto di cedere subito e accettare di collaborare con Nyssa nonostante tutto.

Anche Nyssa fa la sua comparsa sulla scena con una linea memorabile. “Husband” è top!

Le ultime due cose degne di nota sono la scelta di Chase di ambientare lo scontro finale proprio sull’isola su cui tutto ha avuto inizio (fatto questo che lo riconferma come top villain) e Kovar che inietta un allucinogeno potente ad Oliver.

Per il resto siamo alla fiera delle ovvietà: il cattivo che prende di mira team, amici e famiglia, Laurel che va e viene sotto varie forme, il plot twist scontatissimo perché nessuno ci credeva che Prometheus si sarebbe arreso così!


Scherzavo, un altro punto a favore dell’episodio è il cliffhanger finale: devo ammette che sull’ “Ehi kid” di Slade mi è venuta la pelle d’oca.

Insomma le basi per un finale epico ci sono tutte, non ci resta che attendere di vedere come giocheranno l’ultima mano gli autori.

Con tante aspettative io vi saluto e come sempre vi ricordo di visitare le seguenti pagine per essere sempre aggiornati sulla nostra serie preferita:

Arrow Source Italia

∞ Olicity დ I love spending the night with you ∞

I believe in you • Olicity •

-Fra-

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