Arrow | Recensione 5×12 – Bratva

Arrow

Mi sembra che qui si continui a fare un passo avanti e centotrentacinque indietro. Un episodio di riempimento che di positivo ha solo l’azione e la chiusura della storyline dedicata a Walker. Per il resto aria fritta e temi triti e ritriti, tira e molla improponibili e crisi esistenziali.

Quasi come se ci fosse il rischio che ce ne dimenticassimo, iniziamo subito con i pipponi sull’oscurità nei flashback, che di bello hanno solo la capacità di riportaci alla mente dolci ricordi dei bei tempi andati alla sola vista della famosa agenda con la lista di gente che “have failed” Star City. Tutto questo come se non fossimo già amareggiati dalla fine verso cui naviga la serie.

E l’oscurità continua ad essere il filo conduttore di questa stagione. Come se fosse un virus che si contrae stando a contatto con un portatore sano, Dig e Felicity vengono infettati. Il primo, chiaramente ancora scosso e sconvolto non solo dai recenti eventi ma anche, e soprattutto, ancora non in pace con se stesso per quanto accaduto col fratello, si lascia prendere la mano, facendo uscire un lato bestiale che è out of character quanto un cappello di lana a luglio. E mentre usa gente a caso come un sacco da boxe, più che gonfiare il povero malcapitato, gonfia i sensi di colpa di Oliver. La seconda gioca un po’ troppo a fare la boss malavitosa, spingendosi oltre limiti che è impensabile che una come lei possa valicare. Le sbandate, temporanee, perché tanto si sa che torneranno in carreggiata entrambi, servono solo per far sfogare la vena freudiana degli autori, che calano un poker di assi con quattro dialoghi pieni pieni di lezioni di vita. Addirittura l’ultima arrivata si sente in diritto di impartire ripetizioni di filosofia ad Oliver. Lui è come sempre in crisi perché cerca di andare avanti, ma si trova sempre coinvolto nelle stesse storie passate (praticamente sta dicendo pure lui che gli autori sono più scontati di un materasso della Eminflex) e lei gli spiega che il suo passato non deve essere un’ancora ma un punto di partenza per dare il buon esempio ai suoi figlioletti. Il supereroe sembrava non aspettare altro per andare a ripetere la lezioncina a pappagallo a Fel e Diggle.


*Si vede da due chilometri di distanza che anche loro sono rotti di ca**o, dai!*

Il terzo momento catartico ce lo regalano i due uomini che, alla fine di tutto, tra una vodka e l’altra, trovano il tempo per dichiararsi amore eterno.

E su “io e te Felicity ci rendiamo migliori a vicenda” mi sono immaginata il prete che recitava “vi dichiaro mariti e moglie”. Ma si, beviamoci su, dasvidania e chissenefrega!!! 

L’ultima lezione viene da Rory: anche lui veste i panni del moralizzatore e cerca di far leva sul lato buono di Felicity per convincerla a non cedere a questa benedetta oscurità tentatrice. Ma dallo scambio di messaggi tra la bionda e il suo alter ego versione fan girl sembra chiaro che le sue intenzioni siano proprio altre.


A me sinceramente se Felicity abbracciasse un po’di oscurità e la usasse a fin di bene come è accaduto in questo episodio, non dispiacerebbe per niente, anzi. Speriamo bene anche se come al solito il rischio è quello di percorrere sentieri già battuti, che passano attraverso oscurità, pentimento, redenzione.
Nel frattempo la gente va e viene che neppure sul raccordo anulare si registra sto traffico. Quentin è tornato ma viene relegato in ufficio a simulare interviste con Wild Dog. Non è che i dialoghi tra i due dispiacciano, per carità. Anzi, è stato anche emozionante conoscere i retroscena del loro primo incontro attraverso i ricordi di Renè, ma c’è sempre quella sensazione di inutilità che incombe ed è fastidiosa.

Un ritorno sensato è quello della giornalista che fa il doppio gioco, che trama alle spalle di Oliver e che forse ha anche capito che il bel sindaco e Arrow sono la stessa persona e che, tra le varie cariche, rivestono anche quella di “pezzo grosso” della Bratva, che non credo sia una carica compatibile con quella di primo cittadino. Almeno qualcuno che fa qualcosa di interessante, dopo che ci hanno privato, senza motivo, di Prometheus.

Ah e poi c’è sempre l’assente ingiustificata: Thea. La vogliamo uscire?

E poi c’è Rory, che sconta la vena sadica degli autori che come sempre, quando costruiscono un bel personaggio, prima ci fanno giocare e poi lo mettono in soffitta. In questo episodio ha dato il massimo: ancora una volta si è offerto come vittima sacrificale, ha sventato un ordigno nucleare, ha illuminato Felicity, ha spaccato nei panni di un finto membro della Bratva, solo per poi decidere di uscire di scena a causa dei suoi stracci fuori uso. Sono molto confusa al riguardo, non riesco a capire quale sia lo scopo di tutto ciò.

Anatoly si rivela sempre un’ottima risorsa da tirare fuori come un jolly al momento opportuno e riscuote vecchi favori da Oliver, chissà tutto questa vicenda come si rifletterà sul futuro del nostro eroe. Il russo intanto è sempre brillante e con quel pizzico di bipolarità che ce lo fa amare!!!


E voi cosa ne pensate di questo episodio? Aspetto i vostri commenti e prima di salutarvi, come sempre, vi ricordo di visitare le seguenti pagine per essere sempre aggiornati sulla nostra serie preferita:

Arrow Source Italia

∞ Olicity დ I love spending the night with you ∞

I believe in you • Olicity •

Miss Felicity Smoak : Our lovely Emily Bett

– Fra –

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