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Arrow Recensioni

Arrow 6×05 – I ritorni, quelli fatti bene

Il ritorno più atteso è arrivato!
Devo dire di essere molto soddisfatta delle ultime due puntate, Arrow è tornato nel groove e abbiamo ritrovato un po’ di freschezza che mancava nelle prime puntate.
Finalmente, abbiamo visto il ritorno di Slade che, a mio parere, è veramente uno dei personaggi più riusciti della serie (oltre ad essere stato anche uno dei cattivi migliori).

La puntata è divisa benissimo, sono riusciti a trovare un bellissimo equilibrio tra il racconto delle vicende del nostro Team Arrow e le scene Oliver/Slade. Inoltre, sono tornati gli odiatissimi flashback che, però, questa volta ho apprezzato molto. Abbiamo visto un lato di Slade inedito alla serie fino a questo momento e il motivo per cui ha consigliato ad Oliver di non vivere tra due mondi. Slade amava terribilmente suo figlio ma, allo stesso tempo, era un agente dell’intelligence che non smetteva mai di lavorare. Capite il dilemma?

In Deathstroke Return, troviamo un Oliver combattuto, che ha promesso a Slade il suo aiuto ma che, allo stesso tempo, non vuole rompere la promessa fatta a William. Possiamo dire tante cose su Oliver ma, in fondo, rimane sempre quel bravo ragazzo che si fa in quattro per salvare le persone che ama. Il suo rapporto con Slade è stato fin dall’inizio difficile e particolare, forgiato nelle difficoltà e basato sulla sopravvivenza ed è proprio questa la ragione della sua solidità. All’inizio della puntata Oliver si fa qualche problema, ma nella sua mente sta già pensando a come aiutare Slade e vuole farlo fino in fondo. Anche quando la situazione diventa pericolosa e Slade gli dice di tornare a casa, Oliver non ce la fa. Drogandolo e lasciandolo indietro, penso che, da una parte, Slade volesse veramente proteggerlo ma dall’altra sapesse che Oliver non si sarebbe mai arreso e che sarebbe venuto in suo aiuto. Purtroppo, la rivelazione finale (decisamente scontata, se mi permettete) lo metterà in una brutta posizione e, come vediamo dal trailer della 6×06, Slade dovrà decidere se proteggere Oliver o unirsi a suo figlio.

Allo stesso tempo anche Dinah vive una situazione complessa. Ritorna infatti il Vigilante che l’anno scorso ha infestato alcune puntate. Ora (finalmente) scopriamo la sua identità e, se nella scorsa stagione era un personaggio assolutamente senza senso, quest’anno inizia a delinearsi una storyline. Nonostante le speranze che Stephen Amell aveva sull’identità di questo personaggio (ha sempre detto che sperava fosse McKenna Hall), scopriamo che invece ha un legame speciale con Dinah. Infatti, è il suo ex partner (e ex ragazzo) che pensava morto ma che, come lei, ha ricevuto delle strane capacità.
 Ho apprezzato molto il parallelismo (non esplicito) tra lui e Oliver: Vince ha una missione, liberare il mondo dai corrotti (e chiediamoci perché tutta questa gente vive in blocco solo a Star City) e lo fa più o meno come lo faceva il nostro Incappucciato all’inizio. Spero che non abbandonino questa storia (come spesso fanno) perché mi piacerebbe vedere uno sviluppo del personaggio che, dal finale della puntata, abbiamo visto essere completamente in possesso dei suoi ricordi e delle sue facoltà mentali.

In queste due principali filoni narrativi, vediamo anche gli altri personaggi tra cui la nostra agente dell’FBi che, intelligentemente, sta stringendo il cerchio attorno al nostro Team; Will che teneramente sta in ansia per suo padre e Felicity, Digg, Renee e Dinah che si trovano a doversi guardare le spalle ed essere sospettati ed interrogati.

Ma passiamo alla mia TOP 3:

1. Dinah ha preso, a mano a mano, sempre più spazio ed importanza nelle puntate e sono sinceramente colpita da lei. Mi piace veramente tanto, è un personaggio complesso che ora si trova stretta tra due fuochi, ogni puntata aggiunge un tassello in più alla sua storia e mi piace la naturalezza con cui Dinah (questo vale anche per Renee e Curtis) si è inserita nel Team e l’ha arricchito.

2. Felicity è riuscita, come spesso accade, a smorzare la tensione della puntata alleggerendo le due vicende cariche di drammaticità di Slade e Dinah. L’adoro, non c’è storia.



3. William. Vedendo la scorsa puntata ho fatto una riflessione sul lavoro che gli scrittori stanno facendo del suo personaggio e del rapporto con Oliver, Felicity e Raisa. Normalmente, un bambino che ha appena perso l’unico genitore che conosceva, avrebbe dato molto più filo da torcere ad Oliver e non si sarebbe affezionato già così tanto a Felicity. Invece, ho apprezzato che gli autori non abbiamo fatto del dramma famigliare di Oliver il centro della vicenda (più di quello che già è). Non siamo in un drama famigliare, è una serie sui fumetti e sarebbe stata una decisione pesante e sbagliata fare altrimenti. Detto questo, la nuova famiglia Queen mi aggrada parecchio e non vedo l’ora di vederli nella puntata del Rigraziamento!

Alla prossima!

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WalkeRita

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