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American Horror Story Recensioni

American Horror Story | Recensione 4×02 – Massacres And Matinees

«People don’t come to see freaks in the heat of the day. They come in the evening, when the darkness moves in and speaks of mystery, of the unknown. When logic loosens its vice grip and the imagination comes out to play. The night allows the stars to shine and we come alive.»

A quanto pare ho seguito la logica di Fraulein Elsa e non sono stata particolarmente furba, questo giro. Ho aspettato a vedere la puntata quando fuori era già buio e come risultato mi sono sentita i brividi sulla schiena per tutta la durata dell’episodio, o almeno, ogni volta che Twisty compariva sullo schermo. Ma ehi, siamo a Ottobre, Halloween é alle porte, un po’ di paura non fa mai male, no? Soprattutto se é targata American Horror Story, perché anche la 1×02, «Massacres and Matinees», é stata incredibile.

Lasciatemi cominciare con una considerazione: capisco che negli anni Cinquanta non ci fosse ancora la cultura dei film horror come adesso, ma il buon senso probabilmente doveva già essere in giro. E allora perché l’impiegato del negozio di giocattoli decide che sia una splendida idea mettersi a seguire delle tracce di sangue senza prima chiamare qualcuno? Sono l’unica che se le capitasse una cosa del genere prima chiamerei i Carabinieri, la Polizia, i Vigili del Fuoco, l’Esercito e per buona misura anche l’Aviazione, e poi andare a controllare cosa sta succedendo? Amico mio, ma se sai che in giro per la tua città c’é un serial killer e vedi delle tracce di sangue, non ti scatta una campanella nel cervello? Non ti fai due domande? Non ti lamentare se poi ti ritrovi un paio di forbici in gola, te la sei praticamente andata a cercare.

Insomma, abbiamo capito che Twisty The Clown continua a imperversare tranquillo in giro per Jupiter, ma questo episodio ci ha presentato un altro «cattivo», inquietante quasi quanto il clown – Dandy. Ecco, Dandy rientra perfettamente nella domanda che questa stagione di AHS sembra porci, ossia, «chi sono i veri mostri»? Perché non so voi, ma a me Dandy sembra abbastanza mostruoso. Tutto perfettino, all’apparenza, coi vestiti ben stirati e i capelli acconciati a modo (orribile, ma quelli sono gusti personali), ma che in realtà é un bambino di cinque anni mal cresciuto, che beve ancora dal biberon, anche se ha sostituito la magnifica combo latte e Plasmon col cognac, che fa i capricci, che ha scatti di rabbia peggio di qualsiasi infante e che é così viziato che più viziato non si può. Quando ha detto a sua madre Gloria, «I feel like I’m turning to dust from boredom!», mi é tornata in mente Veruca Salt della Fabbrica di Cioccolato. E così come volevo fare a lei, mi piacerebbe infilare la mano dentro allo schermo e rifilare a Dandy due ceffoni di quelli ben piazzati, che evidentemente non ha ricevuto abbastanza durante la sua infanzia. Ma sarcasmo a parte, credo che Dandy sia un personaggio da non sottovalutare, anzi. Del resto si é già rivelato un perfetto socio per Twisty, chissà fino a dove potrà spingersi, per non annoiarsi (io ve lo dico, questi sono i semi del serial killer psicopatico. Il team di Criminal Minds si divertirebbe alla grande, con uno così)?


E chi dobbiamo ringraziare per questa nuova associazione a delinquere Twisty & Dandy? La stessa persona che probabilmente é responsabile per come é cresciuto il ragazzo: sua madre Gloria. Un personaggio interessantissimo, interpretato da una fantastica Frances Conroy, una donna che ha una relazione un po’ troppo strana con il figlio per non risultare creepy e inquietante. Del resto, cosa ci si può aspettare da una che fa salire in macchina un tipo come Twisty? Peggio ancora, da una che pensa che Twisty potrebbe essere un’ottima compagnia per il figlio? No dico, signora, cosa ci mette in quel salmone? Il suo cervello é andato a farsi benedire assieme a quello dell’impiegato del negozio di giocattoli, a quanto pare. Ci sarà qualcosa nell’acqua dell’acquedotto di Jupiter che non funziona bene. Fatto sta che Dandy, affascinato da Twisty, non perde tempo a seguirlo e ad aiutarlo a riacciuffare i suoi due prigionieri, la ragazza e il bambino, che avevano messo in atto un disperato tentativo di fuga. E la chiudo qui. Non commenterò l’orribile scoperta che abbiamo fatto su cosa ci fosse sotto il finto sorriso di Twisty. No. Assolutamente no. Mh-mh.

 
 
 

Intanto, alla Fraulein Elsa’s Cabinet of Curiosities, ci sono ancora dei nuovi personaggi da incontrare: Dell Toledo e Desiree Dupree, interpretati da Michael Ciklis e Angela Bassett, marito e moglie con un omicidio da nascondere – almeno sono in buona compagnia con le gemelle Tattler. Also, fun fact: Dell é il padre di Jimmy, e Ethel non lo vuole attorno proprio per niente, considerando cosa ha cercato di fare al figlio quando era appena un neonato. Ma per Fraulein Elsa potrebbero essere delle ottime aggiunte al suo spettacolo: Dell é più un circense, un uomo forzuto, mentre Desiree é una vera e propria freak, come spiega lei stessa:

 
 
 

I contrasti però iniziano a farsi sentire subito: siamo negli anni Cinquanta, e Dell rappresenta in pieno lo spirito del suo tempo. Violento e con problemi di gestione della rabbia, come si vede quando gonfia di pugni Jimmy fuori dal diner dove aveva portato i suoi compagni per cercare di farli integrare con la gente normale:

E soprattutto é assolutamente incapace di concepire una donna al di sopra di lui in una posizione di potere. Elsa spera di poterlo controllare, ma Dell non ci mette né uno né due a scombussolare la vita del Freak Show, imponendo un matinée per aggirare il coprifuoco, nonostante Elsa sia assolutamente contraria all’idea. Quando poi in giro per la città cominciano ad apparire i cartelloni dove Dell l’ha relegata in fondo, assieme a Meep, Elsa capisce che ha fatto uno sbaglio, e che bisogna rimediare: del resto, le assicura Jimmy, lui é forte abbastanza da proteggere il freak show anche senza l’aiuto di Dell.

 
 
 
 

I due cercano di incastrarlo, mettendo il badge del poliziotto defunto nella scorsa puntata nella roulotte di Dell, che però se ne accorge, e lo trasferisce in quella di Meep, che viene arrestato. Ora, ammetto che vederlo divorare teste di poveri gallinacei vivi non era piacevole, ma meno ancora lo é stato sentirlo piangere spaventato mentre si rannicchiava in un angolino della cella alla stazione di polizia. Povero Meep. Inutile dire che non sopravvive alla notte dietro alle sbarre, e che prima ancora dell’alba il suo corpo é buttato con malagrazia davanti all’ingresso del Freak Show, ai piedi di un disperato Jimmy, che si sente divorato dai sensi di colpa (also kudos a Evan Peters, che non é solo un bel visino ma sa recitare, damn), e a tutti gli altri freaks. Inutile dire che non se ne staranno buoni e tranquilli, anzi. Sento arrivare una serie di vendette e ripercussioni, e non vedo l’ora.



Non vi preoccupate, non mi sono dimenticata di Bette e Dot. Anzi. Ho adorato le loro scene, e non solo perché ci hanno offerto il momento musicale della puntata: le due gemelle devono trovare un loro numero, non possono semplicemente stare sul palco e farsi guardare. Elsa cerca di farle cantare, ma, a sorpresa, non é Bette quella a possedere talento, nonostante il suo disperato desiderio per le luci della ribalta, ma Dot, che stupisce tutti con «Dream A Little Dream Of Me» e poi infiamma il primo matinée con «Criminal», in una cover spettacolare. E sarebbe tutto rose e fiori, se questo fosse Glee. Ma siamo in American Horror Story, e a Elsa non piace essere eclissata: vuole essere lei la stella dello show, ed é pronta calpestare chiunque per esserlo. E quindi, in una scena brillante, si infila nella tenda delle gemelle di notte e convince Bette che Dot é malvagia, e vuole solo rubarle la scena, facendo leva sui sogni di gloria della ragazza, e mettendole in mano un coltello. «There’s only one thing to do», le dice, e non si fa fatica a immaginare cosa. Ed ecco perché adoro Elsa. Perché questo genere di personaggi, dalla doppia faccia, sono quelli a cui mi appassiono, perché nascondono così tante pieghe dell’animo, così tante oscurità che mi perdo a cercare di scoprirle tutte.
http://www.youtube.com/watch?v=7tX58OqE340&w=560&h=315
American Horror Story sembra essere tornato alla grande, questa puntata non fa che riconfermarlo: il tema delle diversità é sempre forte, e lo si é visto bene nel confronto tra Dandy e Jimmy. Dandy vuole essere diverso, vuole essere un membro del freak show, perché lo considera affascinante, misterioso, quasi magico. Per Jimmy la realtà non ha niente di magico. Un conto é desiderare di essere diversi ma poter ancora condurre una vita normale, un altro é non avere scelta. Jimmy non avrebbe scelto la vita che fa, se ne avesse avuto la possibilità, e chiunque con un minimo di senso logico lo capirebbe. Il che esclude a priori Dandy, che infatti reagisce alle parole del nostro Lobster Boy in modo molto maturo – andando a prendere a testate il volante della sua macchina. Giuro che se qualcuno non lo fa fuori presto potrebbe salirmi il crimine.


Sono curiosa di vedere come si evolverà la storia, tra le indagini della polizia, che come al solito non portano a niente, la premiata ditta omicidi Twisty & Dandy, e i problemi che di sicuro non mancheranno al freak show non appena Ethel scoprirà che a riempire di pugni il suo bambino é stato proprio Dell. Direi che quindi abbiamo tutti i motivi per aspettare la 4×03, «Edward Mordrake, Part 1», che é pure già in tema Halloween. Mi sa che la guarderò ben protetta dal mio cerchio di sale, non si sa mai.

Intanto, ricordatevi di passare dai nostri soci, Citazioni improbabili di American Horror Story, e thanks for reading! E ricordatevi, on wednesdays, wir sind alle freaks.

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2 comments

Aniel
Aniel 18 Ottobre 2014 at 14:04

Questa stagione ha tutte le carte in regola per diventare la mia preferita.
Trovo che il tema dei freaks riesca in modo perfetto a far uscire l’anima dei personaggi ed è questo che amo vedere in televisione.
Asylum lo aveva già fatto, questo è vero, ma qui sembra tutto molto più ampio, molto più umano.
Se estrapolata dal contesto, la frase di Jude in Asylum “all monsters are human” si presa perfettamente al contesto, pur facendo riferimento solo a quel disturbato di Dandy, ma al tempo stesso assume tutt’altro significato se cambiata leggermente: all freaks are human, che spero di cuore possa essere il messaggio finale. Adoro come Jimmy ribadisca spesso il fatto di essere una PERSONA esattamente come le altre.
Per il medesimo motivo, credo che anche Twisty sia umano, da un punto di vista meramente platonico. È un pazzo psicopatico ma sono sicura che il suo background deve aver influenzato in maniera drastica la sua personalità. Per di più, quando ha tirato fuori il giochino (e subito dopo la testa mozzata, meh!), solo io ci ho visto un… uhm… tentativo mal riuscito di gentilezza?
Oddio Eleonora, stai simpatizzando per Twisty… ma ti senti?
Comunque sia, povero Meep. Che pena che mi ha fatto.
Ottima recensione, condivido praticamente tutto, soprattutto la parte relativa al tipo che segue la striscia di sangue. È un po’ il corrispettivo di quello che chiede “c’è qualcuno?” nell’oscurità e afferra un coltellone da cucina che non ha mai usato prima per cucinare. A cosa serviranno mai quei coltelloni?
Okay self, basta divagare!
Alla prossima 🙂

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barricadeuse
barricadeuse 18 Ottobre 2014 at 17:59

Concordo con te. Nel senso, qui é portato al grottesco e all’esasperazione, ma il concetto del “chi é diverso fisicamente non deve essere per forza un mostro” é un tema su cui corrono molti film, e sul quale dovrebbe correre anche la società vera e propria. Quindi sì, spero anch’io che il messaggio finale, dopo l’inevitabile spargimento di sangue e creepyness generale, sia all freaks are human, because after all, all humans are freaks.
Anche Twisty, come ogni cattivo, dovrà aver avuto dei motivi. Potrebbe essere qualcosa collegato a quel disastro che ha al posto della bocca? (tra l’altro, viso truccato e issues alla bocca, non può fare a meno che ricordarmi il Joker…) Sembra anche lui, come Dandy, bloccato in un qualche panorama infantile, come dimostra il fatto che abbia cercato di offrire ai suoi prigionieri il robottino giocattolo – forse magari considera anche la ragazza e il bambino come dei giocattoli, delle bambole viventi, no?

Se c’é una cosa che impareremo bene da AHS, però, é di sicuro quella di non avventurarsi mai in potenziali situazioni horror da soli! Ain’t no serial killer foolin’ me after this!
Grazie mille per il commento, e alla prossima ^^

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