Alexa & Katie – Recensione Stagione 3

Alexa & Katie Netflix Serie TV

Alexa & Katie – recensione stagione 3: Le tematiche delicate non sono mai state un’esclusiva del genere drama, come testimoniano serie televisive rivolte agli adolescenti come The O.C. o Beverly Hills 90210: droghe, gravidanze indesiderate o armi sono solo dei “temi comparsa” di alcuni episodi, come accadrà in seguito con dramedy come Desperate Housewives. La svolta avviene con Scrubs e Mom, a loro volta dramedy presentate con la formula della sitcom, al cui interno tuttavia si possono tuttavia rintracciare – in bella vista e nel corso di ciascuna stagione – malattia e alcolismo. Alexa & Katie, prodotto lanciato da Netflix nel 2018, ha compiuto un ulteriore passo avanti, utilizzando una reale sitcom con tinte da Disney Channel e rivolta a un pubblico giovane per parlare di un tema molto delicato.

La storia inizia in medias res: Alexa (Paris Berelc) ha quattordici anni e sta combattendo la leucemia. Fra poco inizierà le scuole superiori e potrà fare tutto ciò che da bambina sognava, andare alle feste, entrare nella squadra di basket, organizzare il Ballo d’Inverno, ma presto scoprirà che la chemioterapia le riserva un ulteriore brutto colpo. La vita di Alexa sarebbe un disastro se non fosse per la sua migliore amica e vicina di casa Katie (Isabel May), che la coprotagonista ringrazia ogni episodio per l’affetto che le dimostra nei gesti più impensabili, come quello che compie nel pilot: per evitare all’amica l’imbarazzo di perdere i capelli durante i primi giorni delle superiori, Katie l’aiuta a rasarsi la testa e fa altrettanto con la propria chioma bionda.

La terza stagione, uscita su Netflix appena in tempo per concludere l’anno tra pianti e risate, si è dimostrata all’altezza delle precedenti. Alexa e Katie sono felici di iniziare il loro penultimo anno di superiori, ma purtroppo per loro c’è sempre qualcosa in agguato: nel caso di Katie si tratta della borsa di studio da ottenere a ogni costo, in quello di Alexa il solito, insidioso e terribile cancro. Alexa pensava di esserselo ormai buttato alle spalle, una volta terminata la terapia durata due anni, ma deve accettare che il nemico invisibile rimarrà sempre nella sua vita, in un modo o nell’altro.

Il primo grosso impatto lo ha in ospedale stringendo amicizia con Spencer (Gunner Burkhardt), ragazzo che appena scoperto di avere il cancro: Alexa decide di stargli accanto, passando così dalla parte delle persone che hanno dovuto vederla soffrire durante la malattia e arrivando a provare un dolore e una paura nuovi; seguendo la tradizione della sit-com, l’aiuto che arriva da Alexa è quello di una ragazza che sorride sempre alla vita e che, come regalo per la ricrescita dei capelli, consegna a Spencer una busta con shampoo e bigodini. Tra i due nasce qualcosa di diverso dall’amicizia, ma Alexa lo allontana perché non riuscirebbe ancora una volta ad affrontare la terapia, a vedere chi ama perdere prima i capelli e poi le forze, tornare in ospedale per un’influenza o svenire da un momento all’altro; ha bisogno di tenerlo distante ed è l’onnipresente e cara Katie a farle capire che è sì doloroso vedere la persona amata soffrire, ma che anni fa non si sarebbe mai sognata di allentare i rapporti con la sua migliore amica.

Dal canto suo, Katie comincia a soffrire di stress. Pensava che le bastasse studiare per superare il test attitudinale, però non ha fatto i conti con il curriculum da presentare ai college, con il tema che la rappresenti, con le giornate costantemente divise tra il lavoro e la ricerca di nuove attività. Convince Barry a nominarla vicedirettrice del Wired, mette in scena uno spettacolo in una sola settimana, rinuncia al ruolo di protagonista nel corso teatrale della scuola, si ritrova a fare da insegnante di taekwondo a un gruppo di bambini solo per inserirlo nel curriculum (tra di loro c’è anche Raegan Revord, che come lei recita in Young Sheldon nel ruolo di Missy Cooper); dà tanto, ma non basta mai, perché al contrario di Alexa lei non potrebbe frequentare il college senza una borsa di studio, e alla fine arriva il terribile attacco di panico che le fa rimettere in discussione tutta la sua vita nell’ultimo anno, costringendola finalmente a rilassarsi e a fare quanto può, perché lo stress non farebbe altro che peggiorare la sua situazione.

Come ogni sitcom familiare che si rispetti, le avventure delle due ragazze sono accompagnate dai genitori e dai fratelli, e particolare attenzione meritano Lori (Tiffani Thiessen) e Jennifer (Jolie Jenkins), madri di Alexa e Katie e a loro volta grandi amiche fin dall’infanzia, i cui caratteri opposti generano divertenti gag. Jennifer in particolar modo si fa spazio in questa terza stagione, mettendosi di nuovo in gioco con gli uomini, fino a conquistare il tuttofare che ha chiamato per una riparazione. Anche Lucas (Emery Kelly), fratello di Alexa, si impegna come non mai, però in maniera differente: ha bisogno di ottenere il massimo dei voti nella facoltà di Medicina, in modo da diventare un dottore come quelli che hanno curato sua sorella; il suo lavoro non passa attraverso lo stress come quello di Katie, ma lo rende un ragazzo solitario che non cura più il proprio aspetto e le proprie passioni, fino a farlo desistere quando scopre che una B non basterà a renderlo un bravo medico. Poco importa, alla fine: le famiglie Mendoza e Cooper desiderano soltanto che i loro figli siano felici.

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