Addio a… The Magicians

The Magicians

Carissimi Addicted siamo qui oggi a dare ufficialmente l’addio a “The Magicians”.

Ho amato questa serie sin dal suo esordio e, stagione dopo stagione, mi sono lasciata conquistare dal suo inusuale mix tra ironia e lato dark. Una combinazione non facile da ottenere, ma che ha sempre contraddistinto questa serie e ne ha determinato il successo.

A  mio modestissimo parere, “The Magicians” meritava molto di più, ma, a conti fatti, cinque stagioni su SyFy possono senza dubbio definirsi un vero e proprio successo. Mentirei se dicessi che ogni anno non ho temuto per la sua cancellazione, ma, dopo il  finale della quarta stagione, mi aspettavo ormai l’epilogo imminente.

Proseguire dopo la scelta kamikaze di eliminare il suo protagonista è stato effettivamente un azzardo, però il finale che sono comunque riusciti a regalarci, nonostante le difficoltà del caso, è stato coerente e ha dato una giusta chiusura ad un percorso durato ben cinque anni.

È vero, Quentin ha amato Fillory sin dalla sua infanzia, conosceva ogni dettaglio di quel mondo descritto nei libri di Plover e ha fatto nascere nei suoi compagni il suo stesso amore, ma… Mi chiedo ora: sarebbe stato in grado di creare una nuova Fillory? Forse no. Alla fine ho trovato giusto affidare agli altri quest’ultima missione: a Fen che l’ha vissuta in tutte le sue contraddizioni, senza vederla attraverso l’incanto della scoperta; ad Alice che bramava un nuovo inizio e una seconda possibilità; a Margo e Josh che hanno imparato ad amarla col tempo e a lottare per quel mondo e quel popolo. Forse Quentin sarebbe stato troppo legato ai suoi ricordi per poter davvero dare vita ad una nuova Fillory.

Disquisizioni a parte, siamo qui per dire addio a “The Magicians” e alle cose meravigliose che ci ha regalato in questi cinque anni.

Credo che più di ogni altra cosa rimpiangerò la rappresentazione dell’universo magico. L’unione di mondi paralleli, linee (e loop) temporali, mitologia classica, elementi fantasy tradizionali… Il tutto messo in un unico grande calderone, farcito di citazioni alla pop culture e umorismo dark, perfettamente inserito nel contesto reale. Una rappresentazione unica, che nessun altro show era riuscito a dare prima. Nell’assurdità e nel paradosso della sua creazione, “The Magicians” a volte ci ha fatto davvero credere che “magic is real”.

The Magicians” ci ha regalato battute iconiche, scene epiche, momenti musical indimenticabili, ma soprattutto personaggi fantastici, che hanno avuto, in questi cinque anni, una crescita incredibile.

Innanzitutto Quentin Coldwater, l’eroe che non ti aspetti: il nerd fissato col fantasy, totalmente distante dalla realtà che lo circonda e che, da outsider, diventa il vero protagonista. Penso di aver speso una quantità infinita di lacrime sul finale della quarta stagione, e ricorderò la sua morte come uno dei momenti più commoventi della (mia) storia delle serie tv.

E poi Eliot e Margo, Margo e Eliot, i soli ed unici. Ho adorato il modo in cui hanno sviluppato il loro rapporto (leggere QUI per credere) e il modo in cui hanno caratterizzato i loro personaggi singolarmente, con i pregi e soprattutto con i loro difetti. Per me sono stati la vera scoperta di questa serie, e, senza dubbio, uno dei maggiori punti di forza dell’intero show. Li si ama. Punto.

Anche se lontani dal mio personalissimo podio, alla fine potrei spendere delle parole buone su tutti i personaggi, persino su Julia. Anzi, “The Magicians” ha saputo dare peso e continuità anche ai personaggi secondari o ricorrenti, come la meravigliosa Zelda, il Decano Fogg e tutto il popolo di Fillory. Generalmente sono il tipo di persona che si affeziona più alla spalla che al protagonista, ma direi che in questo caso l’affetto è del tutto meritato.

Vi lascio, infine, con questi video – credo non ci sia modo migliore di dire addio a questi personaggi se non attraverso gli attori che hanno dato loro corpo e voce in questi cinque anni. Ovary up e cercate di non piangere.

https://twitter.com/i/status/1248007714179100678

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