Witches of East End | Recensione 1×09 – A Parching Imbued

Come sapete l’episodio di questa settimana è il penultimo della prima stagione di Witches of East End, ciò significa che il prossimo sarà già il finale di stagione, il che porta necessariamente ad accelerare i ritmi della narrazione, quindi se da un lato abbiamo tanti eventi e tante rivelazioni compresse in una sola puntata, dall’altro abbiamo anche un episodio ricco di eventi, di suspense e decisamente molto molto da scrivere.

Ricordo però che la season finale non sarà la prossima settimana, lo show andrà infatti in pausa e tornerà il 15 Dicembre.

Inizio col dire che l’episodio mi è piaciuto sicuramente di più del precedente, sarà che stavolta la questione di Asgard è stata a malapena accennata e quindi ho potuto fingere che non sia mai esistita. Sì, non ho cambiato idea sull’intera questione “le streghe vengono da Asgard”, ho già parlato nella scorsa recensione della mia posizione a riguardo, dico solo che non mi convince pienamente, anche se presente già nel libro da cui è tratta la serie. Ma come ho già detto, farò leva sul miglior meccanismo di autodifesa che esista: la rimozione.

Joanna, Wendy e Victor

Forse sono una rompiballe oppure mi faccio semplicemente troppe domande, ma nello sviluppo della trama dello shifter trovo ci siano un bel po’ di incoerenze e di buchi. Prima cosa: quando Joanna, Wendy e Freya fanno una breve lista delle persone con cui la strega è entrata in contatto prima di perdere i suoi poteri, è possibile che non colleghino le rose recapitate misteriosamente (apparentemente da parte di Dash) col fatto che casualmente Penelope si trovasse nel locale proprio nello stesso momento? A nessuno è sembrato strano che la suocera di Freya, che la detestava fino a qualche episodio fa ed era determinatissima a ostacolare le nozze col figlio, non solo abbia deposto l’ascia di guerra ma sia anche diventata grande amica della nuora al punto da andare a trovarla sul posto di lavoro? O la suocera più ossigenata dell’East End è solita farsi un cicchetto di metà mattina al pub, oppure è un comportamento un tantino sospetto.

Senza contare che, dopo aver smosso mari e monti pur di trovare lo stramaledetto shifter, quando trovano un incantesimo che dovrebbe smascherarlo sul serio (mi riferisco a quello della tela che avrebbe dovuto rivelare il volto del “ladro” dei poteri di Freya) loro si danno ai drammi familiari alla Beautiful e si dimenticano completamente di avere la chiave per risolvere il mistero due stanze più in là, permettendo così a Penelope/Athena di modificarne il risultato, attirandole sicuramente in una trappola.

Non parliamo dello scontro tra Joanna e lo shifter con le sue sembianze, che si mettono a lanciarsi incantesimi nel bel mezzo della folla come se niente fosse.

Tuttavia, ignoriamo i buchi nella trama e passiamo alla grande rivelazione dell’episodio, anche se non so se possiamo parlare di grande rivelazione in effetti: nello scorso episodio Wendy per la prima volta ha fatto riferimento al fatto che il padre di Freya e Ingrid fosse ancora vivo e non molto distante da loro, in questo magicamente fa la sua comparsa Victor, professore di storia, ex marito di Joanna e –surprise– padre delle due ragazze.

Anche qui, la questione non è stata particolarmente lineare e limpida: non ci viene spiegato se Victor ha dei poteri, se proviene anche lui da voi-sapete-dove o se ha solo delle conoscenze e abilità particolari ma viene dato per scontato che il pubblico lo sappia già sebbene non si sia mai parlato di lui prima. Certo, c’è quella sorta di incantesimo/patto di sangue/magia alla Bonnie Bennett che fa nel tentativo di restituire i poteri a Freya e il fatto che per essere il padre delle due streghe deve necessariamente essere vecchio almeno quanto Joanna, ma quindi, è un immortale anche lui? In ogni caso, non facciamoci troppe domande e ringraziamo il cielo che non sia Thor…almeno spero, visto il nome.

L’ingresso di Victor è stato però interessante dal punto di vista “umano” della storia, se così si può dire: le reazioni differenti delle due sorelle, Freya che cerca immediatamente di recuperare il rapporto col padre e Ingrid che invece non riesce a perdonarlo per essere stato assente, la differenza sostanziale tra il temperamento impulsivo e sentimentale di una e quello razionale e più freddo dell’altra, gli evidenti sentimenti che Joanna ancora prova nei confronti del suo ex.

Ingrid

Farò finta che i momenti in cui lei e lo strano studioso stalker hanno parlato di mitologiche dimensioni parallele non siano mai esistiti, e evidenzierò semplicemente l’evidente sfortuna (o forse cattivo gusto) di questa ragazza nello scegliersi gli uomini: uno è un fantasma e l’altro è un fanatico che si auto-conficca un’arma medievale (da dove l’ha presa tra l’altro? Di solito nella borsa le persone normali si portano il pranzo, un pacchetto di fazzoletti, non strumenti di tortura) per spingerla a usare i suoi poteri. Provaci ancora, Ingrid.

Farò anche finta di non aver sentito che “a parching imbued” non è altro che l’anagramma di “Ingrid Beauchamp”, un messaggio in codice del padre defunto del pazzo autolesionista secondo il quale Ingrid stessa è la chiave che apre il portale per voi-sapete-dove.

Freya

Questa volta Freya è stata un po’ meno odiosa, anche se ancora non riesco a capire come possa non collegare l’aver perso i suoi poteri col fatto di essere rimasta sola con la Socera, svenuta, per un’intera giornata. Ma lo sappiamo che la ragazza non brilla proprio per intuito e furbizia, è un po’ l’Hanna Marin di Fair Haven. Insomma, capisce ‘na cippa.

Come prevedibile, ora che Dash l’ha perdonata e sono a un passo dal fatidico sì, lei ha dei ripensamenti su Killian. Non l’ha detto, ma mi è parso abbastanza chiaro dagli sguardi tra i due durante la prova dell’abito da sposa o la faccia di Freya una volta scoperto che il bel tenebroso ha intenzione di lasciare la città. Espressione più afflitta l’ho vista solo dipinta sul volto di Elena Gilbert quella volta che, andando a casa Salvatore convinta di trovare un Damon annegato nelle lacrime per il suo rifiuto, lo becca salutare sull’uscio una vagamente scomposta Rebekah, la biondona gnocca sorella di Klaus.

Forse la puntata più che sul triangolo amoroso è stata incentrata su Freya che cerca di conoscere suo padre, probabilmente ora ci verranno a dire che la sua indecisione in amore è dovuta a una figura paterna assente e alla ricerca continua di un punto fermo, tutte quelle motivazioni pseudo-psicologiche che sarebbero, a mio avviso, riassumibili in “addominali, moro e occhi azzurri”.

Tuttavia ci sono state due scene importanti della nostra fortunella con entrambi i pretendenti.

Nella scena con Dash vediamo quello che potrebbe definirsi “il ragazzo giusto”: è protettivo, rassicurante, coi piedi per terra. Il discorso del “sarò sempre al tuo fianco e ti amerò nonostante tutto” è quello tipico dell’amore romantico, perfetto. Troppo perfetto. E’ questo che non mi convince di Dash, sin dal primo episodio. Ci è stato dipinto, da subito, come quello giusto, la scelta migliore, il che non fa che convincermi che invece non lo sia, perché altrimenti sarebbe troppo semplice, anche per uno show come questo, senza grandi pretese.

La scena finale, quella tra Freya e Killian, mi ha convinto di due cose. Prima cosa: sono (quasi) convinta che anche Killian abbia dei poteri, magari ancora non lo sa. Se anche lui ha sognato Freya prima di incontrarla, vuol dire che si è trattato di un sogno premonitore. Del resto, se Athena/Penelope proviene da voi-sapete-dove, anche i suoi figli per forza di cose devono avere qualcosa di magico, esattamente come le sorelle Beauchamp. Seconda cosa: quel “lui ti distruggerà” riferito al fratello. O Killian è a conoscenza della maledizione (e qui si riconferma la mia teoria, cioè che anche lui è “magico”) oppure è un segno per far capire a Freya che non è di Killian che deve aver paura, ma dell’insospettabile, perfetto, iperglicemico Dash.

E questo spiegherebbe perché, nel sogno di Freya di qualche puntata fa, abbiamo visto un Killian affannato nel tentativo di avvertirla, come se qualcosa di terribile stesse per accadere.

Insomma, resistete ancora per una settimana perché siamo giunti finalmente al punto in cui i nodi vengono al pettine e le nostre domande, si spera (purtroppo ho imparato con l’esperienza che non tutti gli autori rispettano il sacrosanto diritto dei telespettatori di capirci qualcosa *ehm* Marlene King *ehm*), riceveranno risposta.

La recensione del penultimo episodio si conclude qui, io vi ricordo che per news, foto, video e tutto ciò che volete sapere sullo show basta mettere mi piace alla pagina Facebook Witches of East End Italia, e vi ricordo anche che l’appuntamento con la recensione della season finale non sarà settimana prossima, bensì tra due settimane, slitta, dunque, l’episodio dell’8 Dicembre.

Vi lascio col promo dell’ultimo episodio!


http://youtu.be/VE_lCufLEs0

Francesca_Giorgino
Sin da bambina coltiva la passione per telefilm, film e libri, che ritiene responsabili delle sue aspettative spropositate. Tra le serie tv che l’hanno accompagnata durante l’infanzia e l’adolescenza ci sono Dawson’s Creek, Roswell, Gilmore Girls, Streghe, The OC, Skins ma soprattutto il suo primo vero amore, Buffy l’Ammazzavampiri. Al momento è dipendente da The Vampire Diaries (*coff* e da Ian Somerhalder *coff*), True Blood, Game of Thrones, Pretty Little Liars e la sua scoperta più recente, American Horror Story. Tutto ciò che mischia mistero, fantasy e un pizzico di horror l’affascina, adora le illustrazioni di Victoria Frances, il sushi e la musica, la sua colonna sonora personale.

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