WandaVision – Recensione di fine stagione: “Ci rivedremo di nuovo”

WandaVision – Recensione di fine stagione: “Ci rivedremo di nuovo”

Otto episodi fantastici più uno, il nono, che è stato un finale spettacolare. Le basi gettate sia per Capitan Marvel 2 che per Doctor Strange in the Multiverse of Madness. La Marvel che come al solito fa iniziare tutto in caciara semi comica e leggera, e poi finisce spezzandoti l’anima, il cuore e facendoti piangere tutta l’acqua che hai in corpo. Insomma, nulla di nuovo sul fronte MCU, ma è bello ritrovarsi a sottolineare che in casa Marvel raramente riescono a combinare pasticci (facendo sempre finta che gli ultimi quindici minuti di Endgame non esistano).

Ma analizziamo con ordine questi ultimi episodi.

✔ Elizabeth Olsen, date tutti i premi dell’universo a questa donna, dateglieli senza nemmeno farla competere con altre per averli.
✔ Quello che avevo già detto qui e che ripeto: gli easter egg, i continui richiami ai fumetti, la cura cinematografica e il chiaro richiamo al Mago di Oz, durante il combattimento tra Wanda e Agatha.
✔ Ho adorato il fatto che nell’ultimo episodio abbiano scelto di usare la sigla che apre i film del MCU.

✘ La sola e unica cosa che mi ha lasciata genuinamente perplessa, è l’assenza di qualunque contatto tra Wanda e gli altri Avenger. L’idea che viene data, è quella di lei che rimane del tutto sola e isolata, circondata dal lutto e dal dolore senza il supporto di nessuno. In particolare, dove sono Sam, Bucky e Steve geriatrico? Loro che da Civil War in poi l’avevano accolta e si erano presi cura di lei? Tra Infinity War ed Endgame tutti loro hanno subito perdite, e allora perché non prendersi cura a vicenda gli uni degli altri?
Mi rispondo anche da sola: sarebbe stato impossibile percorrere anche questa linea narrativa in WandaVision, ma gli accenni agli altri sono stati pressoché inesistenti e mi è parsa una nota stonatissima all’interno di una sinfonia per il resto perfetta.

WandaVision – Recensione di fine stagione: la bellezza di Wanda Maximoff

Wanda Maximoff – Io l’ho amata nell’esatto istante in cui, in Age of Ultron, comprende che il suo posto reale è insieme a Cap e gli altri ma qui si è superata, è diventata Scarlet Witch, ha dimostrato di essere un’eroina e di meritare tutto l’amore del mondo.

Wanda che soccombe al dolore di fronte al terreno che Visione aveva comprato per loro (episodio 8) – E Wanda che ricrea Visione con un pezzo della gemma della mente che era in lei, letteralmente con un pezzo di se stessa. Non credo ci sia bisogno di spiegare perché sia stata una delle scene migliori dell’intera serie.

You are my sadness and my hope, but mostly you’re my love. (Episodio 9) – Wanda, finalmente consapevole di ciò che è successo e di ciò che ha creato, sceglie di perdere tutto per ridare la libertà a Westview e ai suoi cittadini. E si ritrova sola, di nuovo, dopo aver dato, di nuovo, l’addio a Visione – e dopo averlo “ucciso” di nuovo lei, come era stata costretta a fare già in Infinity War. E menzione speciale alla lacrima di Visione, lui, un androide, che si ritrova a produrre lacrime preziose.

La nascita di Scarlet Witch (episodio 9) – Scarlet Witch non nasce, viene forgiata – ci dice Agatha. E la scena in cui Wanda la neutralizza usando le rune, crea il proprio costume e abbraccia questa nuova identità… io avrei tantissimo voluto vederla al cinema, sul maxi schermo.

WandaVision – Recensione di fine stagione: l’intensità degli ultimi due episodi

Gli ultimi due episodi sono stati di un’intensità e di un’importanza narrativa difficilmente spiegabili a parole. Ci hanno mostrato tutto il background di Wanda, da dove nasce l’amore per le sit-com, come ha creato la realtà nella quale si trova e come Agatha Harkness abbia approfittato di questo suo momento di estrema debolezza per creare le condizioni più propizie a rubarle i poteri. Ci hanno donato uno scontro epico che meritava di essere mostrato su uno schermo cinematografico. Hanno creato tantissimo hype nei confronti dei prossimi Capitan Marvel e Dottor Strange, e della Fase 4 in generale. E ci hanno fatto amare Wanda Maximoff all’inverosimile.

La vita di Wanda non è mai stata semplice e, purtroppo, la parola chiave che l’ha sempre accompagnata è stata “perdita”. Ha visto morire i genitori, poi Pietro, Visione, di nuovo Visione e ancora Visione. Prima l’ha ucciso lei nel disperato tentativo di fermare Thanos, poi è rimasta impotente e osservare Thanos che riavvolgeva il tempo e lo uccideva con le proprie mani, infine si è ritrovata a dover rinunciare nuovamente a lui per non continuare a fare del male ai cittadini di Westview.

Wanda ha il background comune a tantissimi villain, eppure ogni volta che è messa di fronte a una scelta, lei sceglie il bene, sceglie l’altruismo. Come si fa a non amarla, a non empatizzare con lei, a non soffrire con e per lei? Wanda ha un cuore immenso ed è dai tempi di Age of Ultron che non fa altro che dimostrarlo. Sarebbe stata una cattiva fantastica se la sua mente fosse stata così annebbiata dal dolore da farle intraprendere un percorso senza ritorno, sarà un’eroina spettacolare proprio perché non ha ceduto. Mai.

WandaVision – Recensione di fine stagione: i passaggi geniali

Ma parliamo anche del resto, parliamo della genialità di fronte alla quale ci siamo trovati e facciamolo per punti:

  • ci hanno fatto credere al multiverso, a un crossover spaziale con gli X-Men e invece Evan Peters non solo non era Pietro, ma non era nemmeno qualcuno di rilevante. Un semplice abitante di Westview, un anonimo Ralph Boner qualunque.
  • Hanno sparso briciole di pane ovunque con più zelo di Hansel e Gretel, che ci hanno fatto credere che il grande villain potesse essere Mephisto, che Reed Richards stesse arrivando a risolvere il mistero della cupola, che Dottor Strange avrebbe salvato Wanda da se stessa – e nulla di tutto questo è successo. E sapete qual è la parte più assurda di tutte? Che non si riesce a rimanere delusi per il fatto che nessuna di queste cose sia accaduta, perché ha tutto perfettamente senso così com’è stato.
  • “Io sono Visione”, che fa molto “Io sono Groot” e che ci riconsegna un Visione che è quello originale ma, al tempo stesso, è qualcun altro. Paradossalmente il Visione più autentico è quello che non esiste realmente e al quale abbiamo dovuto dire addio, però l’altro Visione è ancora là fuori, da qualche parte, e ora ha la consapevolezza della propria identità.
  • Wanda, ricordiamolo, ha sempre avuto il controllo completo di tutto a Westview tranne che dei suoi figli – il che ci ha fatto ipotizzare che loro fossero in qualche modo reali ma, alla fine, li abbiamo visti scomparire insieme a Visione e a tutto il resto. Eppure non è esattamente così, perché, se ci pensate, non li abbiamo visti sparire. Abbiamo dato per scontato che siano svaniti nel nulla perché è quello che stava succedendo anche quando Wanda ha aperto un varco momentaneo nella cupola, però non abbiamo visto con i nostri occhi Tommy e Billy scomparire. La seconda scena post crediti aggiunge dubbi ai dubbi e mette ulteriore carne sul fuoco – e comunque non scordiamo che i gemelli sono destinati a far parte dei Young Avengers, quindi è abbastanza scontato il loro ritorno. Rimane solo da capire come faranno a ricomparire.
  • Abbiamo pensato di tutto sulla SWORD e alla fine è stato appurato che il problema non era l’organizzazione in sé, ma solo il suo direttore. Ma sarà bastato eliminare lui dal quadro generale o ci sono altri disposti a qualunque cosa pur di controllare un potere come quello di Visione – o di qualunque altro Avenger, per quel che ne sappiamo?

Sono tante le domande a cui dovranno rispondere nei film e nelle serie tv a venire, dovranno spiegarci anche cosa sia successo tra Monica e Carol Danvers, mostrarci l’avanzare della carriera di Jimmy Woo e di Darcy e, soprattutto, introdurci il multiverso – quello vero stavolta (vi immaginate se fosse stata tutta una trollata epica e se nemmeno Spider-Man 3 ne parlasse?).

Che dire, io non vedo l’ora di vedere cosa la Marvel abbia in serbo per noi, a partire da Falcon & The Winter Soldier che sarà la prossima opera a debuttare sui nostri schermi – e per la quale ho aspettative alle stelle più che per qualunque altra cosa in programma.

 

100/100

“We have said goodbye before, so it stands to reason…”
“We’ll say hello again.”

Basta questo a motivare il voto pieno, non credete anche voi?

Elsa Hysteria
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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1 COMMENT

  1. Molta gente non avrà gradito il finale di questa serie (io personalmente non ho apprezzato l’assenza del Doc e la vera identità del falso Pietro).
    Secondo me, al di là dei difetti più o meno oggettivi, l’obiettivo principale è stato raggiunto: ci si doveva concentrare su Wanda, sui suoi traumi, sulle sue origini (che finalmente vantano una spiegazione a tutto tondo) e sull’accettazione del lutto e della sua essenza di Scarlet Witch. Non è stato come in House of M una donna psicolabile manipolata da altri che ha finito per perdere definitivamente il controllo. Qui si è lasciata andare al suo dolore, si è crogiolata in una vita felice che i suoi poteri hanno potuto darle ma poi, una volta capito davvero cosa questo comportava, ha cercato di rimediare. Ha capito di non potersi guadagnare una felicità fittizia sacrificando la serenità e la sanità mentale di altre persone, e ha capito di dover davvero scoprire cosa il suo ruolo comporta davvero. Come giustamente avete fatto notare, ci sono personaggi con poteri molto meno esorbitanti e con traumi meno gravi che stanno dall’altra parte della barricata: è facile dare la colpa alla vita difficile che hai avuto, è facile dire “perché non posso ottenere in questo modo quello che non ho mai avuto?” e “chissene frega del resto dell’universo?! Io me lo merito dopo tutto ciò che ho passato”.
    Wanda lo sa, ci ha pensato e per un po’ ha pensato che potesse funzionare, ma alla fine ha aggiustato il tiro, con l’aiuto della sua famiglia (che è cmq per sempre).
    Certamente la scena post-credit non lascia presagire cose buone, ma per ora: W WANDAVISION

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