Vikings | Recensione 1×04 – Trial

Schermata 2013-03-20 alle 23.48.52Dopo il massacro sulla spiaggia della scorsa puntata, Ragnar (Travis Fimmel) si dimostra un capo attento e perspicace: progetta di colpire la cittadina durante la messa della domenica mattina, a quanto pare il tempo passato con Athelstan (Geroge Blagden) ha dato i suoi frutti. Ma non tutti i suoi uomini recepiscono la portata del suo intuito e si mostrano irrequeti e anche un po’ ottusi, nonostante ciò riesce a tenerli a bada quanto basta per sorprendere gli abitanti con un attacco mentre si trovano disarmati in Chiesa, solo un paio di uomini provano ad opporre resistenza, ma vengono subito fermati e uccisi.

Nel frattempo Aelle (Ivan Kaye), re di Northumbria, viene a conoscenza dell’incursione di alcuni strani uomini provenienti dal nord e manda loro incontro una guarnigione di soldati per catturarli o ucciderli. Tuttavia questi soldati addestrati non sono preparati a resistere alla furia vichinga e al loro modo selvaggio di combattere e vengono presto battuti, non prima, però, di infierire qualche colpo mortale e di uccidere alcuni dei razziatori. La prima vera battaglia della show: sanguinosa, cruenta e ben costruita. Molto sangue è scorso sulle coste della Northumbria in pochi giorni.

E dopo questo eccoci catapultati nel Mercante di Venezia, sorry, mi sono confusa, volevo dire da Re Aelle che, con parole assai simili a quelle famose di Shakespeare, esprime tutto il suo disappunto per la sconfitta. Michael Hirst eri stato così bravo fino ad adesso e ti sei perso in un cliché… capisco che nei Tudors era facile infilare nelle conversazioni qualche modo di dire shakespeariano (in fondo il periodo era quasi lo stesso e la lingua una volta era difficile che si modificcasse in pochi decenni) ma esprimere lo stesso linguaggio quasi 8 secoli prima è un po’ forzato.

Comunque tornando a noi, Haraldson (Gabriel Byrne) si vede presentare l’occasione di una vita, e non fraintendiamoci, la coglie al volo: poter punire Ragnar per la morte del suo fratello bastardo (non credo nemmeno sia vero, ma, ehi, se lo dice lui…) Knut (Eric Higgins), che in realtà è stato ucciso da Lagertha (Katheryn Winnick) dopo aver violentato una donna sassone e cercato di fare lo stesso con lei, in seguito alla sua intromissione per fermarlo. Ragnar si autoaccusa della morte del guerriero fidato dello jarl per salvare la moglie e finisce sotto processo con Haraldson determinato a fare di tutto per ottenere una condanna di morte. E proprio per assicurarsi questo risultato, lo jarl fa una mossa azzardata che permette il riscatto d’onore di Rollo (Clive Standen), propone infatti a quest’ultimo di uscire dall’ombra del fratello, tradendolo, in cambio della mano di sua figlia e la vaga assicurazione di una futura ascesa al trono futuro.

Il senso dell’onore e la lealtà di un fratello verso l’altro, però, salvano la situazione e Rollo si ritrova così a mentire, rinunciando a tutto quello che lo jarl gli aveva promesso per sostenere la versione di Ragnar secondo cui lui avrebbe ucciso Knut mentro lo aveva sorpreso a cercare di violentare Lagertha. Ammettetelo, fino a due secondi prima che aprisse bocca anche voi eravate convinti che fosse un infame! Ebbene ci siamo sbagliati tutti. In questa puntata Rollo è stato davvero una sorpresa! Prima al villaggio si dimostra gentile verso un povero vecchio malato e poi nonostante tutti dissapori e l’invidia che prova, salva la pelle a Ragnar.

Ho trovato molto significativo che nessuno degli uomini presenti alla spedizione abbia contraddetto Ragnar o Rollo dopo le loro false dichiarazioni, il senso di lealtà dimostrato da tutti credo provi ampiamente l’ascendente che il visionario vichingo ha sui suoi uomini.

Lagertha è stata impareggiabile, ormai ha facilmente conquistato un posto d’onore tra i miei personaggi preferiti femminili, il picco maggiore l’ha avuto quando ha risposto allo jarl “May Thor strike you dead!”, credevo che stesse per venire un infarto (onestamente ne è quasi venuto uno a me) sia a Ragnar sia a Haraldson che probabilmente non era mai stato insultato in modo così diretto nemmeno dalla moglie Siggy (Jessalyn Gilsig) la quale predilige un approccio più subdolo. Ha dimostrato tutto il suo fiero spirito guerriero e non si è lasciata intimidire da niente e nessuno, confermando di essere la donna forte che ha dimostrato di essere fin dall’inizio. Belle e tenere anche le attenzioni di Ragnar verso di lei, che prima della battaglia le fa delle raccomandazioni e si nota come in realtà sia preoccupato per lei, ma non le impedisce comunque di essere se stessa né tenta di soffocare la sua indole.

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Seguono i festeggiamenti per l’assoluzione di Ragnar, che proseguono allegramente finché un manipolo di uomini inviati da Haraldson si introduce in questa festicciola nel tentativo di compiere un massacro, in realtà l’unico a rimanere ucciso, perché attaccato alle spalle e di sorpresa, è Eric (Vladimir Kulich); era il mio preferito… sigh!

Vikings_Meet_Floki_SF_HD_still_624x352Floki (Gustaf Skarsgard), che Thor lo benedica, continua ad essere la colonna portante delle risate in questo show e della pazzia, ma è sempre assolutamente adorabile. Voglio dire che è un bastardo senza cuore, ma anche provandoci non lo si può davvero odiare. Quando assaggia il vino della celebrazione domenicale e poi lo sputa è impagabile, ho riso per tutta la scena. E poi ancora, la sera dei festeggiamenti mentre si diletta a fare l’imitazione dello jarl, semplicemente straordinario. Spero che prima o poi gli diano più spazio, sarebbe sicuramente interessante sapere come è arrivato ad avere i comportamenti bizzarri che dimostra, che in realtà dovrebbero celare una mente piuttosto brillante, non dimentichiamo che da solo ha concepito e costruito una barca che potesse affrontare dei lunghi viaggi in mare aperto ed inoltre spesso, quando si trova sul fondo della scena ad osservare lo svolgimento degli eventi, se lo guardate attentamente, la sua espressione concentrata fa quasi paura.

Schermata 2013-03-19 alle 15.17.49Unica nota negativa di questo episodio, secondo me, è il poco spazio che si è dato ad Athelstan, rimasto alla fattoria a badare ai figli del suo padrone (?), amico (?), di Ragnar insomma. Credo meritasse un approfondimento, neanche per lui deve essere stato facile, in quei giorni, occuparsi di due ragazzini, di cui uno chiaramente ostile, Bjork (Nathan O’Toole), e della fattoria. Bellissima la scena di lui che parla con Dio e mette in dubbio la sua fede; è l’unico personaggio completamente trasparente nelle azioni e nei sentimenti, non si nasconde dietro una maschera. Ragnar è sempre impegnato a nascondere i suoi pensieri sotto un atteggiamento sbruffone e ironico; Rollo sotto la durezza; Haraldson sotto la sua immagine di capo. Anche le donne stanno molto attente a non far trasparire le loro debolezze che potrebbero essere sfruttate dai nemici dei loro mariti. Athelstan, invece, è come un libro aperto, probabilmente è l’unico personaggio nella serie che può permettersi di essere se stesso, forse perché non ha più nulla da perdere.

L’episodio si chiude con Haraldson intento a farsi predire il futuro da quell’inquietante essere senza occhi che dovrebbe essere un oracolo, Ragnar invece appare impegnato a prendere una decisione che, penso, cambierà le sorti della storia (non credo proprio possa far finta di niente dopo la morte di uno dei suoi uomini e anche di un amico) e appare molto risoluto nella sua decisione proprio nella scena finale:

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E dopo tutto ciò credo che dovranno fare un cambiamento all’headline dello show, infatti ormai la tempesta è arrivata e passata, adesso War Is Coming tra Ragnar e Harladson.

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