Veronica Mars | Recensione – The Movie

Ciao a tutti Marshmallow(era tanto che speravo di aprire un articolo così)

Circa 7 anni senza la nostra teenage private eye preferita sono stati fin troppi, ma grazie all’ondata di sostegno dai fan su Kickstarter il film che regala una fine più degna a una delle mie serie preferite è finalmente una realtà, e abbiamo avuto modo di godercelo giusto qualche giorno fa. Pensavate ce ne fossimo scordati, vero? Mai e poi mai, ma recensire con l’attenzione che merita un film così atteso dall’appassionatissimo fandom richiede tempo, soprattutto se vogliamo anche parlare di tutti i richiami interni alla serie e non solo che Rob Thomas ha disseminato in tutto il lungometraggio (abbiamo anche un accenno proprio al sito Kickstarter verso l’inizio, una strizzata d’occhio ai fan che hanno finanziato il progetto, aprendo una nuova strada in questo metodo di fundraising che nessuno si era mai sognato di intraprendere prima).

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Veronica Mars the Movie, come detto dallo stesso Thomas, si è proposto fin dagli inizi come “una lettera d’amore ai fan”: il caso/i casi che abbiamo visto dipanarsi nei circa 107 minuti di film rappresentano solo il motore dell’azione, ma ciò che davvero appassiona dell’intera vicenda è il ritorno a Neptune dopo così tanti anni che noi spettatori facciamo insieme alla protagonista.
Se dovessi dare un giudizio globale su ciò che ho visto, direi che Veronica Mars the Movie è semplicemente diverso da quello che mi aspettavo, forse non pienamente all’altezza delle aspettative per quanto riguarda lo svolgersi dell’azione in sé, ma dall’inizio alla fine è stato un immergersi da capo a piedi in un ambiente incredibilmente familiare seppur cambiato sostanzialmente col passare degli anni (nella finzione così come nella realtà). Ma, da parte nostra, è anche un bene che certe cose non cambino: Veronica Mars ci ha cresciuti a suon di trame mai scontate, personaggi realistici, e da un prodotto del genere non ci si poteva aspettare un caso risolto banalmente passando dal piccolo al grande schermo.

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L’unica pecca alla parte investigativa del film è che, e qui entra in gioco il “limite” del cinema rispetto alla serialità, in poco meno di due ore (se in più devi anche reinserire tutti i personaggi nel loro contesto originale e tirare le fila del racconto da dove ci eravamo salutati) non si avrà quel graduale svolgersi degli eventi, con indizi disseminati su più episodi, che abbiamo visto nella serie. Un caso come quello che dà il via al plot aveva senz’altro le potenzialità per essere un nuovo “chi ha ucciso Lilly Kane?”, ma ha dovuto trovare risoluzione in un arco di tempo a cui il prodotto non era abituato e, forse, questo ha influito anche sul grado di interesse verso la soluzione. Non sto dicendo che non fossi affatto incuriosita dai fatti, al contrario, ma è indubbio che, quando ti siedi davanti al pc e sai che, qualunque cosa vedrai all’inizio del film, al momento di spegnere tutto saprai già esattamente come è andata, la carica emotiva non è la stessa a cui è abituato un telefilm addicted. Detto ciò, la storia rimane interessante e, nonostante la consapevolezza di fondo che il finale non ci avrebbe lasciato senza risposte, sono riusciti comunque a infarcire il tutto di plot twist e sorprese del tutto inaspettate. E, come già detto, il fulcro dell’interesse di un fan sfegatato della serie è rimasto senz’altro il piacere di tornare alle origini e incontrare nuovamente personaggi più o meno noti, vedere cosa ne è stato delle loro vite dopo il liceo/il primo anno di college, scovare le varie Easter egg e… godersi i diversi camei! (James Franco, anyone?)

Quindi, cos’è che stanno facendo i nostri beniamini a 10 anni esatti dal diploma al Neptune High? [ATTENZIONE: seguono spoiler a gogò, se non avete ancora visto il film si consiglia di non proseguire…e di correre a riparare scaricandolo dai link postati qui per la versione già doppiata o da Amazon (che permette anche di noleggiarlo soltanto, in attesa dell’uscita del dvd, all’equivalente di soli 4€ circa) se volete vederlo in lingua inglese!]

Nei primi minuti del film troviamo Veronica a New York, dove convive con Piz, alle prese con dei colloqui presso prestigiosi studi legali. Scopriamo che ha lasciato l’Hearst College (dopo la diffusione del sex tape che le ha fatto smuovere mari e monti nel finale della terza stagione, come uno degli interviewer insinua maliziosamente), si è trasferita a Stanford e si è laureata in Psicologia, poi alla Columbia University e ha conseguito la laurea in Legge…insomma, si è data da fare in campi completamente diversi da quello che ce l’ha fatta amare. Come dice lei stessa della sua personalità al tempo del liceo, “compulsive, clearly; addicted personality; possible adrenaline junkie…but that’s not me anymore”, e il motivo è che “The price to pay was too high”. Eppure ci vorrà molto poco a smuovere queste granitiche convinzioni…nello specifico, una chiamata di Logan. Sentiamo la voce del ragazzo al telefono poco dopo aver scoperto insieme a Veronica della morte di Bonnie de Ville, al secolo Carrie Bishop, ex-fidanzata di Logan. Scopriamo che i LoVe non si sentono da nove anni, ossia dalla fine del primo anno di college (esattamente dove li avevamo lasciati), ma nel momento in cui le accuse di omicidio si concentrano su di lui, Logan sa che non c’è nessun altro a cui potrebbe affidarsi. E stavolta non per investigare, perché “I really don’t do this anymore” gli fa notare Veronica, ma come professionista forense, per aiutarlo a scegliere il giusto avvocato per difenderlo. Ma si sa, le vecchie abitudini sono dure a morire…

Wallace, il miglior amico storico di Veronica, non ha lasciato Neptune…anzi, non ha proprio lasciato la scuola, visto che ora insegna lì. E ovviamente in lui vediamo l’esempio di come le persone migliori non si lasciano corrompere dall’ambiente che li circonda, visto che pur avendo piantato le radici nella contea di Balboa non ha perso lo spirito e l’integrità con cui lo ricordiamo, in questo nettamente opposto a…tipo TUTTI GLI ALTRI. Mac, la computer geek che ne sapeva più del professore di informatica della scuola, è ovviamente richiestissima nel giro, tanto da aver ricevuto la classica offerta che non si può rifiutare: un lavoro alla Kane Software. E al diavolo l’essere tutti d’un pezzo quando ti pagano da far schifo! Per quanto riguarda Piz, dalla radio del college a This American Life il passo era quasi obbligato. È ancora il bravo ragazzo con cui i papà ti incoraggiano a uscire, con la testa perfettamente sulle spalle e…sentite, Chris Lowell è adorabile ma mi spiace, non sono una fan di Piz. Team Logan, sempre! Ci sarebbe comunque poco altro da dire perché Piz compare davvero poco nel film, se non per qualche rapida chiamata a Veronica per sapere se tornerà in tempo per conoscere finalmente i suoi genitori e, infine, per rompere con lei quando questo non accade. Again, sorry Piz ma…ci siamo capiti. Veronica-Mars-Movie-17-1280x853Keith, il papà di Veronica, è ancora un investigatore privato, visto che a quanto pare (e come potevamo facilmente intuire dopo i risvolti del series finale) a vincere quelle famigerate elezioni è stato Vinnie Van Lowe (ma ci credete?), e Neptune è così incapace a scegliere un buono sceriffo che, a inizio film, a capo del dipartimento c’è il fratellino del late Don Lamb, Daniel, interpretato da un brillante Jerry O’Connell (We are men, Mockingbird Lane) mai così fastidioso. D’altronde ci vuole un bravo attore per rendere un personaggio insopportabile all’ennesima potenza: non odieremmo tutti Joffrey se Jack Gleeson non fosse un fottuto genio nel renderlo gradevole come la puzza di cipolla fritta alle sei di mattina. Ma aprirò una parentesi sullo sceriffo più avanti… Keith  ha cambiato casa, ha cambiato ufficio (actually, TUTTI i set sono cambiati, e anche se potevamo aspettarcelo confesso che la cosa un po’ mi ha disorientata) ma non è cambiato nel suo essere sempre il padre che tutte le ragazzine vorrebbero, che continua a stravedere per sua figlia e che ci manca poco faccia sette capriole all’indietro quando se la trova davanti…prima di realizzare che il motivo del ritorno a sorpresa non può che essere Logan.

Oltre al cast fisso abbiamo ovviamente tutti i ruoli ricorrenti delle passate stagioni a fare la loro apparizione, più o meno prolungata, nonché numerose comparsate di personaggi che erano perlopiù di background e nuove guest star: Dick è il solito…beh, dick (la minuscola è voluta), immaturo, superficiale e bambinone. Anche se ho notato come, anche in questo frangente parallelamente alla storia dello stupratore seriale del campus, si è posto l’accento prima su un possibile coinvolgimento del giovane Casablancas e poi su un suo essere assolutamente estraneo ai fatti. Dick ha dei modi che tendono a catalizzare su di lui sospetti di ogni tipo, ma alla fine ne esce sempre più che pulito, a sottolineare come le apparenze possono ingannare enormemente: chi avrebbe mai sospettato del timido Cassidy, che si è rivelato invece essere il mostro tra i due fratelli? Gia Goodman, ve la ricordate? Dopo aver lasciato l’Apartment 23, Krysten Ritter torna a vestire i panni della frivola e svampita figlia del ricco Woody Goodman. Quello che vediamo all’inizio sembra fondamentalmente lo stesso personaggio che ricordavamo, tranne nel momento in cui fa un accenno amaro allo scandalo di suo padre portato alla luce proprio da Veronica, ma con l’avanzare della trama scopriamo che questo evento più la misteriosa storia della barca hanno inflitto qualche cambiamento a Gia, nettamente meno spensierata di un tempo. Ma anche questo cambiamento si inserisce in un contesto che ho trovato notevolmente più dark degli standard del telefilm, che comunque non si risparmiava in quanto ad argomenti poco teneri.VERONICA MARS La Neptune che ci troviamo ad attraversare con Veronica e Keith poco dopo l’arrivo della ragazza in città è decisamente un posto meno ospitale di quello che era, in cui sono riuscita a percepire il senso di disagio e precarietà non solo dalle parole di chi la raccontava ma anche dalle immagini, dall’atmosfera di fondo. Ho percepito una maggiore maturità in tutto, e non so se questo è dovuto a un diverso modo di porsi rispetto al suo lavoro di Thomas o se, in parte, non fosse dovuto anche a me e alla mia diversa percezione delle cose: sono cresciuta anch’io in questi anni, gli occhi con cui guardi una serie a 17 anni non sono gli stessi di quando ne hai quasi 27.
Punta dell’iceberg della Neptune in cui non vorremmo mai vivere è il già menzionato dipartimento dello sceriffo, con a capo un arrogante e vanesio fanfarone che fa sembrare il defunto fratellino, che abbiamo imparato a odiare sottilmente per tre anni, uno stinco di santo. È vero anche che, nell’arco della serie, Don Lamb aveva avuto tempo per costruirsi una personalità complessa, al di là dell’antipaticone sempre con la frecciatina pronta, l’avevamo visto anche prendere decisioni giuste in alcuni frangenti (vedi la 2×07). Questa possibilità di redimersi, almeno in parte, sfugge completamente a Daniel Lamb, che nelle sue poche apparizioni ha solo modo di mostrarci il decalogo del perfetto idiota fatto persona. Tra le vecchie glorie non poteva sfuggirci neanche Eli ‘Weevil’ Navarro, l’ex-centauro a capo dei PCHers che troviamo alla reunion del liceo di Neptune in maniche di camicia, in compagnia di una bella moglie e con nel portafoglio la foto della sua bambina. Anche Weevil sembra aver messo la testa a posto quindi, se non fosse che il destino, nella forma di Celeste Kane (altro ritorno…non mi sento di aggiungere “gradito”), ci mette lo zampino. A chiusura del film Weevil saluta Veronica, tornata alle origini investigative, saltando in sella a una motocicletta e rombando via con la sua banda.

Un confronto interessante quello di presentarci i due former-outcast, che si erano trovati per puro caso e che erano rimasti legati da un’amicizia salda pur appartenendo a contesti così diversi, riprendere entrambi le strade di un tempo. Veronica guarda dalla finestra Weevil tornare a essere quello che era ma che sembrava essersi lasciato alle spalle, ed è consapevole che la stessa cosa è successa a lei: Dad always said this town could wreck a person. […] I convinced myself ‘winning’ meant getting out, but in what world do you get to leave the ring and declare victory? This is where I belong. In the fight. It’s who I am”. 

Come accennato, l’espediente per catapultarci di nuovo nella mischia e ripresentare più facce note possibili è la reunion degli ex-liceali del Neptune High, che si tiene proprio nei giorni in cui Veronica torna in città per aiutare Logan. Queste scene sono state le più ricche per chi voleva giocare a spot-them-all. Vediamo se anche voi siete riusciti a individuare tutti:
–  il ragazzo che si avvicina a Veronica mentre lei è al banco dei drink è Corny, uno stoner che abbiamo visto per la prima volta nel pilot della serie (è quello a cui Veronica chiede di creare il bong da nascondere nell’armadietto di Logan) e che comparirà randomly in altri episodi della prima e seconda stagione;
– insieme a Gia c’è Luke, il ragazzo che era andato a Tijuana con Troy e Logan nella 1×05 e che aveva cercato di riportare una piñata piena di steroidi…sappiamo tutti com’è andata a finire!
– al party c’è anche Sean, il figlio del maggiordomo che abbiamo conosciuto nella 1×10. Qui lo vediamo avvicinato da Logan per via dei video da lui diffusi su internet riguardanti Bonnie;
assistiamo anche al ritorno “in pompa magna” di Madison Sinclair, sempre simpatica come un calcio sulle gengive, ma che salutiamo con la messa a tacere epica che aspettavamo tutti da anni

– tra i personaggi che compaiono nel video sui compagni di classe che “non ce l’hanno fatta ad arrivare al decimo anniversario dalla fine del liceo” notiamo senz’altro Felix Toombs, il cui omicidio è stato uno dei fili conduttori della seconda stagione, e Meg Manning, unica sopravvissuta al tristemente noto schianto dell’autobus ma morta tempo dopo in seguito alle lesioni riportate nell’incidente.
– verso la fine dello stesso video ci sono anche Susan Knight e Carrie Bishop, entrambe comparse per la prima (nel caso di Susan anche ultima) volta nell’episodio 1×14 “Mars vs. Mars”, in cui vediamo Susan visibilmente incinta (il bambino dato in adozione a cui si accenna anche nel film) mentre Carrie è interpretata da Leighton Meester, che tornerà a vestirne i panni nell’episodio in cui Veronica scopre maggiori dettagli sulla notte in cui è stata stuprata alla festa di Shelley Pomroy.130714-veronica-mars1_300x206 La Meester non ha potuto partecipare alle riprese del film per via di altri impegni. Il recasting del suo personaggio confesso che mi è un po’ dispiaciuto: alla fine è vero che si è vista talmente poco che ok, pazienza, ma a mio parere il bello di ritirare in ballo personaggi “storici” era proprio poterli riconoscere. Se dovevamo avere una nuova interprete potevano anche farne direttamente un personaggio completamente nuovo.

Altre comparsate:

Ruby Jetson, la fan morbosa di Bonnie de Ville è Gaby Hoffman, di recente vista in un ruolo altrettanto creepy in Girls, in cui interpreta la sorella di Adam;
– per pochi minuti torna anche Max Greenfield, direttamente dal set di New Girl, nei panni di Leo D’Amato, ora affiliato alla polizia di San Diego;
– se qualcuno si stava davvero chiedendo che fine avesse fatto Vinnie Van Lowe, tranquilli, c’è anche lui, ed è sempre il solito asshole approfittatore, rivisto e peggiorato. Anche qui, se Ken Marino non mi facesse ridere per il modo di rendere il suo personaggio, queste tre righe non sarebbero neanche esistite;
– non potevano inoltre mancare i volti noti dell’avvocato Cliff McCormack, del povero, ingenuo e dalla fine tristemente immeritata deputy Sacks (RIP) e del preside Clemmons, visto anche lui alla festa dei “10 anni dopo”, dove confessa a Veronica che gli anni dopo il suo diploma sono stati alquanto boring

Curiosità varie:

– quando Veronica decide di tornare “sul ring”, la vediamo tirare fuori dallo scatolone alcuni dei suoi prop e feticci preferiti: la borsa borchiata, un cellulare non rintracciabile e l’immancabile stun gun;

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– a proposito di déjà vu, non avete avuto un senso di aver già assistito alla scena in cui il villain della situazione entra in casa di Gia in cerca di Veronica e lei si nasconde? Il primo pensiero è quello di mandare un messaggio a suo padre (“Papà ti voglio bene”) come nella 3×09, in cui dopo essere stata drogata dal complice di Mercer, prova a nascondersi nell’armadio e a chiamare suo padre prima di tutti;
– quando incontra Leo, Veronica riceve la fatidica domanda che tutti avremmo voluto farle: “ma tu non dovevi esserti unita all’FBI?”. Giusto per dimostrarci che la storyline del promo della quarta stagione (rimasto senza un seguito) non è stata completamente cancellata e dimenticata;
– Logan distribuisce ancora le sue pillole di daily wisdom nella segreteria del suo cellulare;
– Veronica chiede a Wallace di procurarle il file di un ex-studente: so classic!

– Avevamo già letto che tra le guest star ci sarebbe stato anche Dax Shephard, marito di Kristen Bell. È uno dei tizi che la avvicina nel locale in cui la ragazza accompagna Logan e Ruby: non so come hanno fatto quei due a completare questa scena rimanendo seri!

– altre guest star sono Jamie Lee Curtis (di recente la mamma di Jess in New Girl) e il già nominato James Franco (per cui, forse si è capito, io ho un certo debole, quindi nei commenti vi è proibito ridere di lui elencando tutte le parole che potrebbero far rima con “orange”!);
– per chiudere in bellezza, dico solo “Our story is epic”. Il finale tra la protagonista e il suo amore storico (nonostante, come avevo già avuto modo di preannunciare, temessi non sarebbe stato un lieto fine) lascia quel retrogusto dolceamaro che conosciamo bene: Veronica e Logan sono tornati insieme, ma lui sta per ripartire. È positivo ma non scontato, dolce ma non stucchevole, ma soprattutto ci ripropone la loro definizione di storia “epica”:

Se dovessi proprio muovere una critica in questo senso, direi che ci sono state dinamiche che si sono svolte troppo velocemente (ok, per ovvi motivi). La principale è senz’altro il break-up con Piz: presupponendo che questi due abbiano finora avuto una storia tutta rose e fiori, per quanto l’improvviso ricomparire di Logan possa farti sentire minacciato (ancor più quando la tua ragazza, che non ha sentito il suo ex per nove anni, corre in suo aiuto alla prima telefonata) è decisamente troppo poco per portare a una rottura così repentina, che avviene nell’arco di pochissimi giorni. Ma non mi lamento dell’altrettanta velocità con cui i LoVe sono tornati sulla stessa lunghezza d’onda dopo i suddetti nove anni di silenzio radio: quello, d’altronde, è ciò in cui speravo 🙂

Ragazzi, credo di averci dato dentro come mai prima d’ora con una recensione, ma questo non era solo un episodio, era la fine che a questa serie mancava da anni, una risposta almeno in parte ad alcune delle domande rimaste aperte in quella giornata di pioggia durante le elezioni del nuovo sceriffo. Veronica Mars the Movie ha avuto le dimensioni e la distribuzione di un film, ma con in più i contenuti di una serie con tre anni di corso compressi in meno di due ore. Visto in quest’ottica, l’affermazione iniziale che la durata del film sembrava non rendere giustizia alla quantità di materiale da esporre acquista un significato più concreto: come puoi condensare in così poco tempo l’universo di un telefilm, aggiungendo nuovi personaggi, riproponendo le vecchie glorie, regalando ai fan tutti i richiami alla continuity che si possano desiderare, qualche contentino e una trama avvincente che però abbia le caratteristiche di un caso verticale, che aprirà e chiuderà la propria parentesi all’interno del lungometraggio? Se sei il cervello dietro a Veronica Mars evidentemente puoi. Questo film non sarà stato quello che tutti aspettavano/volevano, avrà accontentato buona parte del fandom e scontentato molti altri, ma tutto sommato a me è piaciuto, e spero di non essere offuscata nel mio giudizio dall’amore incondizionato verso tutto ciò che si lega in qualche modo a questa serie, di cui credo non mi stancherò mai.

Benvenuta nel club!

E a voi com’è sembrato, impressioni a freddo sul film? Avete individuato richiami che non ho menzionato nell’articolo? Avete fangirlato come se non ci fosse un domani? Aspetto di leggere tutto, ma proprio tutto quello che vi passa per la testa qui sotto nei commenti!

Alehttps://allroadsleadfrom.home.blog/
Tour leader/traduttrice di giorno e telefila di notte, il suo percorso seriale parte in gioventù dai teen drama "storici" e si evolve nel tempo verso il sci-fi/fantasy/mistery, ora i suoi generi preferiti...ma la verità è che se la serie merita non si butta via niente! Sceglie in terza media la via inizialmente forse poco remunerativa, ma per lei infinitamente appagante, dello studio delle lingue e culture straniere, con una passione per quelle anglosassoni e una curiosità infinita più in generale per tutto quello che non è "casa". Adora viaggiare, se vincesse un milione di euro sarebbe già sulla porta con lo zaino in spalla (ma intanto, anche per aggirare l'ostacolo denaro, aspetta fiduciosa che passi il Dottore a offrirle un giretto sul Tardis). Il sogno nel cassetto è il coast-to-coast degli Stati Uniti [check, in versione ridotta] e mangiare tacchino il giorno del Ringraziamento [working on it...]. Tendente al logorroico, va forte con le opinioni non richieste, per questo si butta nell'allegro mondo delle recensioni. Fa parte dello schieramento dei fan di Lost che non hanno completamente smadonnato dopo il finale, si dispera ancora all'idea che serie come Pushing Daisies e Veronica Mars siano state cancellate ma si consola pensando che nell'universo rosso di Fringe sono arrivate entrambe alla decima stagione.

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5 COMMENTS

  1. Concordo in pienissimo: il film non mi ha deluso,è solo che 107 minuti non sono abbastanza per esprimere al meglio ciò che è situato nella geniale mente di Rob Thomas!
    Per quanto riguarda la storia con Piz credo ti sia persa un pezzettino perchè Piz dice che è solo da un anno che si sono rincontrati… degli altri otto non c’è dato sapere 😉

    • Grazie per la precisazione Francesca, effettivamente mi sembrava strano che in 9 anni lei non avesse ancora conosciuto i genitori. Alla luce di questo la rottura è sì rapida ma tutto sommato non assurda, deve essermi sfuggito perché era proprio all’inizio, grazie per avermelo fatto notare 😉

  2. Francesca grazie per il chiarimento, avevo perso anche io il dettaglio sul fatto che fossero insieme da un solo anno. Anche perchè altrimenti non riuscivo a spiegarmi come avessero potuto chiudere con tanta facilità. Così si spiega anche la chiusura di Piz quando lei sceglie di rimanere per Logan…
    Per il resto sono rimasta soddisfatta dal film, anche se… Chi ha causato l’incidente d’auto?? è rimasto insoluto come caso o semplicemente è colpa dello sceriffo???
    Comunque ottima recensione grazie

    • E’ vero, alla storia dell’incidente non viene data una risposta esplicita, ma avevo dato per scontato fosse qualcuno di interno/legato al dipartimento dello sceriffo che voleva mettere a tacere Sacks, sapendo che aveva preso contatti con Keith e che stava per parlare di tutta la corruzione che c’era dietro e che Keith non aveva ancora prove concrete per smascherare da sé.
      Grazie per i complimenti 🙂

  3. Ho amato tantissimo la serie e proprio recentemente ho rivisto le tre stagioni per mettermi in pari in attesa del film. Diciamo che non era quello che mi aspettavo, mi è sicuramente piaciuto ma più che un film mi è sembrata una puntata molto lunga, un series finale della durata di 100 minuti invece dei classici 40. Avrei voluto vedere più scene tra Veronica a Logan (quando Veronica ha visto Logan in divisa le ho proprio partito l’ormone 🙂 ). Diciamo che sono contenta di averlo solo noleggiato e non di averlo comprato per 10 euro.

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