UnREAL | Recensione 2×08 – Fugitive

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Bentornati, fan di UnREAL!

Confesso che, dopo la puntata piena di angst della scorsa settimana, mi aspettavo qualcosa di ben diverso da quello che che ci hanno mostrato nell’episodio odierno che, aggiungo, ho trovato poco incisivo ed energico, rispetto a quanto ci hanno abituati nel tempo.

Riprendendo dalla scorsa volta, trovo molto coraggioso e stimolante da parte dei produttori di UnREAL, e della rete che li manda in onda (Lifetime), trattare argomenti socialmente rilevanti, invece di fingere che non esistano.
In questo caso, però, il problema è che il tema della questione razziale e del diverso trattamento subito dalle persone di colore da parte della polizia violenta, introdotto nella scorsa puntata e a cui auspicavo venisse dato un seguito, non è stato ulteriormente sviscerato e analizzato. Di punto in bianco siamo stati rinchiusi nel mondo ovattato di Rachel, che si è trasformato nel punto di vista principale sull’intera esperienza. Non si è dato spazio alle voci di chi è stato vittima, nello show, di una discriminazione  razziale, che hanno scelto loro di mettere in scena. Che fine ha fatto Romeo?

Devo quindi dedurne che il dibattito sia stato accantonato e che tutta la faccenda sia servita, fin dall’inizio, unicamente per approfondire il disagio di Rachel, per far sì che l’accompagnassimo nei meandri tenebrosi del suo disturbo borderline, facendoci partecipi della gravità del suo malessere, più intensamente rispetto allo scorso anno, quando è stato solo accennata la pericolosità di una ricaduta, senza di fatto mostrarci quanto potesse arrivare a immergersi nell’oscurità?
La puntata è stata costruita intorno alla sua protagonista, al suo disagio interiore e a quanto certe dinamiche irrisolte della sua vita, per usare un eufemismo, continuino ad agire su di lei, riuscendo a rovinare tutto il bello di cui riesce a circondarsi, boicottando sempre se stessa. Non che l’argomento non sia interessante o potenzialmente ricco di risvolti e, a questo punto, necessario. Solo che non capisco il bisogno di innescarlo in un contesto di discriminazione razziale, senza poi svilupparlo.

La puntata si apre con l’imperativo dominante del mondo dello spettacolo: The show must go on. Quinn è tornata la showrunner in carica,  e diventa subito operativa: ammetto che, quando c’è lei al comando, io mi sento certa che, qualsiasi tempesta comparirà all’orizzonte, lei saprà gestirla e uscirne vittoriosa.
Nel suo discorso al popolo, Quinn non intende approfondire quanto successo a Darius e Romeo, e lo fa presente nel suo solito modo tirannico:

I am the showrunner now, and I don’t want to hear another word about it.
Loose lips get waterboarded, and their bodies get dumped in the desert.

Li esorta a concentrarsi su ciò che è davvero importante e che il pubblico si aspetta da loro: produrre l’illusione del romanticismo. È necessario mandare avanti la baracca a ogni costo.
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Coleman, a sorpresa, quando avevo abbandonato ogni speranza che ricoprisse un ruolo diverso dalla semplice tappezzeria, ingrana la marcia e fa, in quaranta minuti, tutto quello che non ha fatto prima, complicando il suo personaggio in modo inaspettato e a tratti confuso, rendendolo difficile da inquadrare. Ho quasi faticato a tenere il conto dei molteplici passaggi schizofrenici da bravo ragazzo impeccabile a bad guy privo di ogni scrupolo. Forse la verità è che Coleman è complesso e corruttibile come tutti, oppure lo è diventato scendendo a compromessi con la sua moralità, dopo il trattamento intensivo a cui è stato sottoposto in quell’ambiente.
Come prima azione dopo l’ennesimo incontro-scontro con Quinn, che lo manda a fare la bella statuina pagata in ufficio, Coleman scopre Yael a rovistare nel suo computer e, in un impeto di genio, non si beve la storiella frettolosamente imbastita sui due piedi, usata per ingannarlo con il suo bel faccino e l’aria da “Sono più intelligente di voi”. In effetti, visto che nessuno si è accorto che dal primo giorno Hot Rachel se ne è andata in giro a ficcare il naso ovunque, si è rivelata davvero più scaltra di tutti i presenti e ha raggiunto il suo scopo. Mi stupisce perfino che delle maestre dell’arte manipolatoria come Quinn e Rachel si siano lasciate sfuggire una mina vagante del genere. Immagino che tentativi di infiltrarsi da parte di giornalisti disposti a tutto siano all’ordine del giorno in un ambiente del genere. L’hanno sottovaluta perché si credevano invincibili o perché troppo prese dai loro problemi personali?Quest’anno si è data poca attenzione alle esistenze delle contendenti e questo è sicuramente valso anche per Quinn e Rachel, che le hanno sempre considerate solo burattini da manovrare a piacimento.
Non ho ancora deciso se tutto il tumulto interiore di Coleman, sia stato messo in moto dalla profonda confessione di Yael, che gli rivela il terzo segreto di Fatima.

Cattura

[Dove sei stato finora, Coleman?!].

Subito dopo si precipita, nelle veste di eroico amante, a strappare Rachel dalle grinfie della strega madre carceriera, che intende imbottirla di farmaci e renderla inoffensiva per un motivo che attendiamo di scoprire da due stagioni.
Lo sguardo di Rachel quando vede Coleman chino su di lei in clinica mi ha fatto molta tenerezza, ci ho letto autentica speranza e fiducia che qualcuno – un uomo – fosse infine arrivato a caricarla sul cavallo per salvarla dalla madre/matrigna cattiva. Il problema, che è presto diventato evidente, è che Rachel è passata dalla padella alla brace, nella sua assoluta e ingenua speranza di trovare rifugio nelle braccia di qualcuno che si prenda la responsabilità della sua vita.
Ho trovato meh anche la sua affermazione sul fatto che lei non possa essere pazza, visto che lui si è innamorato di lei. (What?!).
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La prendo come un tentativo d’emergenza di dire qualcosa di sciocco e insensato come si fa con i bambini per farli smettere di piangere, perché il messaggio che veicola una frase del genere è agghiacciante.

Coleman comincia a mostrare il suo volto autentico, che non è mai stato sconosciuto a Quinn: il suo scopo è quello di dare in pasto al pubblico una Vera Storia per come, sostiene, l’hanno sempre intesa nella loro partnership: denunciare un abuso sociale, pungolare le coscienze, cambiare lo stato della tv attuale, in modo che diventi utile ed esemplare, per intervenire in senso migliorativo sulla società. Il Moralizzatore che è sempre stato, insomma.
Se non ho problemi ad ammettere che era un tipo di visione condivisa apertamente anche da Rachel, almeno nella seconda stagione, non mi pare che lei, in questo momento, sia nelle condizioni mentali e fisiche adatte a ponderare la questione e dare il suo contributo ragionato. Se la trascina sul set completamente apatica, intontita dai farmaci potenti che hanno sedato qualsiasi traccia di vitalità, farfugliante e quasi incapace di stare in piedi. Di certo non è in grado di valutare lucidamente il da farsi, mentre Coleman insiste, senza mostrare interesse per le sue condizioni, perché testimoni davanti alla telecamera riguardo a quanto accaduto la sera del ferimento di Romeo, nonostante fosse in uno stato confusionale, portandola proprio in quell’ambiente che lui stesso ha definito malsano e distruttivo per lei. Non arrivo a dire che sia stata circonvenzione di incapace, ma di certo non pensa al suo bene, né palesa l’intenzione di proteggerla, come ha sempre sbandierato in giro, soprattutto davanti a Quinn. Gli interessa solo fare il colpo del secolo, proprio quando la sua immagine da Golden Boy del network è precipitata ai minimi storici. E Rachel gli confessa tutto, anche il peso della responsabilità nel suicidio di Mary.
Cattura

[Come no. Scappa, Rachel!!].

Apro qui la parantesi madre di Rachel, che arriva a spron battuto a riprendersi la figlia, contendendosela con Quinn, a cui tra un po’ anche il portalettere vorrà venire a dare un’opinione sui motivi per cui è tanto legata a Rachel e che sono, a prescindere, sbagliati.
Si tratta evidentemente di uno scontro ai vertici tra titani, tra le due madri di Rachel, quella biologica e quella che la vita le ha messo accanto a suo modo, ciascuna esperta conoscitrice della mente umana e in grado quindi di colpire l’altra nel punto più doloroso; per Quinn, è sentirsi dire, da chi può rivendicare legittimamente il ruolo: “Non sei tu la sua vera madre”. Un colpo basso che arriva puntualmente a destinazione.

And what do you know about being a mother?
You listen to me.
Rachel is my daughter, not yours.

Per tutta la puntata Rachel è stata trattata da chiunque ostenti di preoccuparsi per il suo benessere come un fantoccio su cui tutti hanno opinioni e a cui impongono il loro volere senza che nessuno se ne prenda cura veramente.
L’unica che, inaspettatamente, io sento sincera nei riguardi di Rachel, è proprio Quinn, che quando la scopre asserragliata nell’ufficio, messa davanti a una telecamera senza nessun rispetto per il suo stato, le si rivolge modulando i toni, aggiungendo una sfumatura di apprensione e gentilezza, che raramente Quinn si permette di esternare.

La madre, che aveva la chiara intenzione di riprendersi Rachel a qualsiasi costo, portandosi dietro il medico compiacente, indietreggia di fronte alla minaccia da parte di Rachel di spiattellare al mondo tutti i loro oscuri segreti. Segreti che vengono finalmente svelati anche al pubblico curioso (io) facendoci finalmente capire il motivo per cui l’aguzzina ha sempre tenuto la figlia alla sua mercé drogandola e convincendola di aver bisogno di lei, solo per averla sotto controllo.
Per inciso: il medico belloccio tanto caro e cortese che era quasi riuscito a far parlare Rachel, non si è accorto, nella sua grande esperienza e professionalità, che quella poveretta era sul punto di crollare davanti a lui e che stava per confessare, finalmente, qualcosa che l’affliggeva in modo tanto pesante?! E se ne va così solo perché la madre sostiene che: “Sono cose di famiglia?”. L’ha guardata in faccia?

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I fatti di cui siamo venuti a conoscenza sono i seguenti: Rachel è stata stuprata a dodici anni da un paziente della madre, che, per non rovinarsi la reputazione lavorativa, ha dovuto ipotecare la salute mentale della figlia, per assicurarsi il suo silenzio. Questa è la giustificazione che ci è stata fornita. Ora. Mi sfugge qualcosa? Mi sento umanamente vicina al dramma vissuto da Rachel in tutta la sua interezza, comprensivo di violenza sessuale e richiesta, da parte della persona che doveva proteggerla, di nascondere la verità. Il richiamo, in un gioco a specchi abilmente costruito, e che adesso si ammanta di una consapevolezza molto diversa, è all’aggressione subita da parte di Jeremy e alla determinazione di Rachel di denunciare i fatti per ribaltare la situazione vissuta da bambina e cambiandone il segno per scrollarsi di dosso il ruolo di vittima. È orrendamente identico anche il successivo convincimento di insabbiare i fatti criminosi per non danneggiare la carriera di qualcuno. Non capisco però come questa spiegazione possa inserirsi all’interno del quadro di quanto ci è stato finora presentato. Sua madre ha dovuto convincerla di avere un disturbo mentale che rendesse necessaria la somministrazione di farmaci per anni, per coprire un misfatto del genere? La cura non è eccessiva, rispetto al (grave) danno? Inoltre, perché ci sarebbero state ripercussioni tanto pesanti sulla carriera della madre, se si fosse venuto a sapere? Se avesse denunciato? Potrà aver agito con leggerezza lasciandolo da solo con Rachel senza supervisione, ma avrebbe portato davvero alla distruzione della sua intera carriera? Sono dubbiosa. Continua a non convincermi.

Rachel, credendo ancora di aver davanti il Principe Azzurro, gli confida il suo segreto, superando per una volta l’intima convinzione, inculcatale dalla madre, che se lo avesse rivelato, nessuno avrebbe potuto amarla. Questo è molto vergognoso. È quello di cui i carnefici convincono le vittime. Che una madre arrivi a infliggere una crudeltà del genere a una figlia è imperdonabile. Questo è da denuncia. Questo la rende inadatta come psichiatra ed essere umano, per non parlare dell’essere una madre degna di questo nome.
Coleman non reagisce nel modo in cui un uomo che tiene alla donna che ama dovrebbe fare, secondo me. Oh, certo, lo fa nel suo classico modo tiepido di approcciare le cose nella sua vita privilegiata, ma forse serviva un po’ più di calore, eh, Coleman? Ho passato interminabili secondi a chiedermi perché non l’abbracciasse, mentre rimaneva a fissarla costernato e paralizzato. Avrei avuto voglia di farlo io! Più lei chiedeva tra le righe di essere rassicurata, e più lui temporeggiava. Alla fine l’abbraccio c’è stato, ma è stato poco sentito e molto forzato. Per niente consolatorio, se me lo chiedete.
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Rachel si è offerta in sacrificio a Coleman, che ormai ha tutte le carte in mano per poterla distruggere alla prima occasione. A quel punto credevo ancora alle sue buone intenzioni, perché, via, è Coleman, pensavo. È innocuo. Soprattutto dopo il discorso di Quinn, arrivata in extremis a salvare la reputazione di tutti, facendogli presente che se ci teneva tanto a proteggere Rachel, offrire alla stampa il suo ricco bottino avrebbe avuto un effetto controproducente. Non mi aspettavo, quindi, che a fine puntata abbandonasse il giaciglio di fortuna in cui si trovava con Rachel e che incontrasse Yael! Ovviamente per prima cosa ho pensato che l’infame stesse per tradire Rachel, a cui aveva strappato la confessione di ogni nefandezza, solo per i propri interessi. Non ho nessuna fiducia in lui.
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Solo qualche tempo dopo ho pensato che, in fondo, le persone sono innocenti fino a prova contraria, di fatto non sappiamo se intende darla in pasto ai giornali per proprio tornaconto, diventando quindi il traditore numero uno di una lunga lista, o se sta facendo il doppio gioco con Yael, fingendo di essere suo alleato, manipolando lei invece che Rachel. Staremo a vedere. Vorrei comunque salutarlo per mai più rivederlo.

Le cose tra Quinn e Booth, lasciatemelo dire, hanno preso una piega ridicola. Un uomo non può essere padrone di tutti i network del mondo, avere più soldi di quanti se ne possa immaginare, e andarsene in giro a proclamare amore eterno alle donne dopo due giorni di conoscenza, prima proponendo figli a piovere, e poi usando quegli stessi figli potenziali per dare un ultimatum a una persona che conosce da due giorni!! Se ne è accorto perfino Chet che non è certo una cima…

I want something more… biological children with you.
Okay, maybe not today, but sometime.
And I don’t want to get any more attached if you can’t see that kind of future for us.

Se non intendi figliare con me, salutiamoci qui. Ma è fuori di testa?!

Ho apprezzato la risposta iniziale di Quinn, che gli fa presente il tipo di persona che si trova davanti e come la maternità per certe donne, tra cui lei, non sia una priorità (come ci ha ricordato Jennifer Aniston). Lui però non sembra sentire ragioni, chiuso com’è nel suo mondo irreale. Vuole trasformare Quinn in qualcosa che non è e che io non credo voglia davvero diventare, anche se capisco che senta l’attrattiva per una vita diversa, normale. Un po’ come Rachel. Ma, secondo me, non è la vita che vuole davvero. E lui, che prima apprezzavo per quel suo essere un po’ ingenuo e sopra le righe, non contaminato dall’ambiente spietato, semplice, ma non nel senso negativo del termine, più una forma di lievità del vivere, adesso mi sembra solo petulante, irritante e oscillante tra il vivere in un mondo fantasioso da lui creato in cui vuole inserire Quinn a forza e il pretendere briciole di affetto da quella che è una sconosciuta! Quante volte è stato mandato via come presenza fastidiosa perché le cose si facevano serie sul set e Quinn non aveva tempo per lui e quante altre volte è corso a qualsiasi ora appena è stato chiamato? È troppo presto, per tutto. Fa un effetto strano e non piacevole. Quinn, però, cede alle sue lusinghe, per il momento. È ancora la donna della scorsa stagione che credeva alle favole.

Sul fronte Everlasting, sempre un po’ lasciato ai margini, vediamo Darius, molto cambiato dopo l’incidente, prendere una serie di decisioni spiazzanti e impreviste. Per prima cosa, il brusco risveglio alla realtà gli fa capire che vuole un tipo di vita più autentica per essere quella versione migliore di se stesso, postulata da Ruby, a cui si rivolge in cerca di aiuto. Sapevo che in qualche modo Ruby sarebbe tornata nello show e ho applaudito la sua decisione di rimandare al mittente i nuovi proponimenti di Darius che, adesso ha bisogno della sua forza morale, per trovare un punto fermo nella sua vita sconvolta dagli eventi – tra cui principalmente la fine della sua carriera -, dopo averle dato pubblicamente della donna cagacazzo troppo esigente per aver voglia di iniziare una storia d’amore con lei. No, Darius, non ci siamo capiti. Non puoi trattarla come la seconda scelta. Brava a Ruby!

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Dopo l’ennesima batosta, Darius torna a Everlasting, sua ultima spiaggia e interrompe le riprese, per sovvertire il risultato delle votazioni delle ragazze, salvare Tiffany e imporre alla produzione le proprie volontà mostrandosi per la prima volta volitivo, sicuro di sé e determinato a giocare sporco e a fare i propri interessi, spiazzando un po’ tutti, Quinn compresa (anche se immagino abbia già capito che in Darius c’è ben poca sostanza).
Lo fa mosso dal discorso di Jay che entra in campo per salvare il programma, diventando il protagonista del giorno. A me non è sembrato che l’avesse fatto partecipe di chissà quale verità rivelata, gli ha solo fatto presente che ormai nella vita non gli era rimasto niente, e di giocarsi meglio il poco che aveva, sposando Tiffany, facendo vincere tutti. È bastato però quel poco far balzare Jay agli onori della cronaca, visto che Darius, che, nel tempo, ha prima ha dato retta a chiunque gli apparisse minimamente persuasivo, per poi odiarlo ferocemente alla prima occasione, ha deciso che adesso sarà il suo unico referente.
Peccato, perché io facevo il tifo per Madison, che è invece, secondo me, la vera sostituta di Rachel, come notato da Quinn.

So, go, Maddy, go, Maddy.

Madison is trying to out-Rachel Rachel.

Madison è simile a Rachel anche e soprattutto per una certa spericolatezza morale, che non la limita, come invece succede con Jay, che temo durerà poco anche se adesso fa quello che “Per ora mi basta il ruolo di Rachel, cara Quinn, ma presto tutto quello che vedi sarà mio”. Sì ok, ciao.

Mi dispiace che di Adam non si sappia più nulla, ero convinta che fosse rimasto, visto che non era partito, ma era rimasto fuori dal trailer di Rachel. Non ero pronta alla sua assenza.

Mancano solo due puntate, sono curiosissima di scoprire quali ulteriori drammi hanno in serbo per noi! Chiudo dando spazio, per una volta, a Graham, che è sempre bistrattato da tutti, e che ogni settimana non manca di recitare le battute stucchevoli e retoriche del copione con la sua voce flautata che ci proietta in mondi lontani palesemente finti!
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Ecco il promo della 2×09 e, come sempre, vi invito a passare da questa pagina per tenervi sempre aggiornati sulle ultime notizie di UnREAL.
UnREAL Italia

A presto! Syl

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2 COMMENTS

  1. Parto dal fondo, ma grandi applausi per il tributo concesso a colui che, maltrattato da tutti, con le sue presentazioni avvolge di magia “Everlasting” XD Il presentatore per Eccellenza: Graham. Mi basta vederlo e già rido XD (Grandi complimenti all’attore che, con poche battute, ne fa un personaggio stupendo).
    E, a proposito di attori, un Emmy subito a Shiri, ma di corsa. Sta rappresentando benissimo, puntata dopo puntata, il disorientamento di Rachel, la sua fragilità, il fatto di trovarsi in un profondo buco nero. Ed anche in questo episodio è stata, a mio avviso, bravissima.
    Sul segreto di Rachel, ma, soprattutto, sulle ragioni alla base del segreto, anche io rimango perplessa. Non conosciamo le circostanze precise in cui tutto si è verificato, ma, da come è stato raccontato l’episodio, anche la madre non sembra altro che una semplice “vittima” (come dici giustamente tu, al massimo, le si può contestare il dovere di sorveglianza di minore), perchè nascondere tutto?
    Coleman, quando l’ho visto alzarsi di notte per incontrare Yael, l’ho definitivamente etichettato come brutto-infame-traditore. Non avevo pensato, però, alla possibilità del doppio gioco e spero tanto in questa eventualità. Anche se, la valutazione ultranegativa nei suoi confronti rimane, per il fatto di aver piazzato Rachel davanti ad una telecamera, tradendo la sua fiducia, incurante del suo stato psicologico fragile e alterato dai farmaci, nonchè del suo biogno di protezione, tutto ciò solo per la voglia di ottenere “la verità”.
    Nella scena della confessione del segreto da parte di Rachel, oltre all’abbraccio poco partecipe di Coleman, mi ha colpito lo sguardo di quest’ultimo, uno sguardo “vuoto” che non sono riuscita assolutamente ad inquadrare e capire.
    Quinn-Rachel, a me piace la “sfumatura” madre-figlia presente nel loro rapporto, soprattutto, nel modo in cui lo percepisce e vive Quinn. Mi piace come questa sfumatura sia stata, sottotraccia, un filo conduttore in vari episodi e come sia stata presente anche in questa puntata, sia nel dialogo tra Quinn e la madre di Rachel, sia, come hai sottolineato, nel modo in cui Quinn si rivolge a Rachel quando la trova nell’ufficio.
    Su Quinn-Booth, già non amo i “dentro-fuori” in un rapporto e poi, relazione troppo col turbo.
    C’è ancora tanta carne al fuoco (considerato anche il ritorno lampo di Adam, che spero non si sia esaurito con la comparsata della scorsa settimana) e pochi episodi 🙁 , ma già il prossimo, a giudicare dal promo, promette scintille.
    Grazie, sempre, per le tue fantastiche analisi.
    Alla prossima! 🙂

    • Ciao! Grazie di aver parlato del reato da contestarle in senso giuridico, perché ci stavo pensando da quando ho visto la puntata e non riuscivo a capire se ci fosse davvero qualcosa che mi sfuggiva. Immagino che una psichiatra non possa essere ritenuta responsabile del comportamento dei suoi pazienti, quindi, avevo dedotto, non avrebbe potuto essere radiata dall’albo. Però mi sembrava una questione un po’ delicata, non sapendo di preciso come siano andate le cose veramente. Come dici tu, per come l’hanno messa, io non trovo il nesso logico. Su Coleman hai ragione, oltre all’abbraccio anche lo sguardo era proprio assente e non partecipe. In realtà tendo a pensare che sia un traditore infame, ma almeno fino alla prossima puntata gli do il beneficio del dubbio. Ha già fatto danni abbastanza, comunque. Nonostante Quinn e Rachel siano per la maggior parte del tempo divise, mi piacciono molto le sfumature che Quinn ci mostra nel suo rapporto con Rachel (non viceversa perché Rachel è da tempo finita in quel buco nero in cui sopravvive senza essere veramente lucida).
      Alla prossima e grazie!

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