Unbroken 1×05 – Here It Goes Again

Isabel Sanchez Intro

«Mi chiamo Isabel Sanchez.
Per un anno sono stata lontana dai miei amici, dal mio ragazzo, dalla mia famiglia
e dalla mia città. 

Sono stata catapultata nel Medioevo con uno scopo:
diventare regina del regno di Castiglia. 

Ora sono tornata a Houston, ma tutto è cambiato. 

Il destino ha scelto un solo ruolo per me e solo il tempo potrà rivelarmi qual è.»

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“Quello che si ha dentro non è esattamente quello che si vede fuori e, forse, nemmeno quello che si immagina.
Quello che si prova, a volte, lo si nasconde.”

LAMAR HIGH SCHOOL

Giorno di metà settimana, il cielo è più sereno dopo l’ultimo weekend sotto la tempesta. Fuori dalla Lamar High School ci sono parcheggiati due pullman da cinquanta posti ciascuno. Alcuni ragazzi del triennio hanno già preso posto, qualcuno è in ritardo e qualcuno sta facendo gli ultimi saluti ai propri familiari, ma tutti hanno una cosa in testa: New Orleans.

Justin

Justin ha preso posto a circa metà autobus ed è talmente assonnato da aver già appoggiato la testa sul vetro a guardare fuori in una fase di dormiveglia. Continua a sbuffare, scocciato, e a ringraziare il cielo di non essere finito nell’autobus con Rick ma con la prof Rossum, insegnante di Francese.
Sua sorella Ruby ed Amy sono sedute qualche fila più avanti, mentre sfogliano qualche rivista come Glamour o Cosmopolitan e ridacchiano.

Amy e Ruby

Ruby: sono così esaltata per questa gita!

Amy: a chi lo dici!

Ruby: finalmente io e Tom potremo stare tre giorni insieme e da soli!

Amy: hai intenzione di…?

Ruby: di…?

Amy: e dai, capisci cosa voglio dire!

Ruby: ahhhhh… quello? Il sesso dici?

Ruby urla.

Amy: abbassa la voce! C’è anche tuo fratello dietro!

Ruby: tanto lui è tipo in una fase di rifiuto, starà pensando ai suoi cavoli! Comunque no, non ho intenzione di farlo!

Amy annuisce, poi pensa a Justin e chiude la rivista.

Amy: Justin è strano…

Ruby: ti ricordo che stai parlando di mio fratello!

Amy: sì, per questo te ne sto parlando!

Ruby: lasciagli un po’ di spazio, ti cercherà lui!

Amy: si ma… un giorno si comporta come se gli interessassi, mi bacia davanti a tutti e poi, pufff…. nulla! Oggi a malapena mi ha fatto un cenno di saluto con la mano!

Ruby: ti piace davvero allora?

Amy: sì… abbastanza direi!

Ruby: ti dò un consiglio, visto che neanche io so cosa gli prende, fai finta di nulla. Prova a non pensarci, goditi questi tre giorni di gita!

Amy: dici che abbia a che fare con Rachel?

Ruby: mmm, non lo so. Ieri sera è stato al telefono con Isabel tipo fino alle due di notte, poi penso che si siano visti addirittura su Skype!

Amy: addirittura? E ha ignorato me, su Facebook.

Ruby: lui preferisce non essere sopraffatto da troppe persone!

Amy: sì, ma voglio dire… ha me! Potrebbe avere me, chiamarmi e spiegarmi i suoi problemi. Io ci sarei per lui, se lo volesse!

Ruby: magari ha preferito parlare con Isa perché la conosce da tanto tempo ed è la ex del suo migliore amico?

Ruby prova a giustificarsi da sola.

Prof Rossum

La prof Rossum prende il microfono e ci picchietta due dita sopra per vedere se funziona.

Prof. Rossum: Bonjour a tutti ragazzi! Vi prego di accomodarvi ai vostri posti che tra dieci minuti si parte! New Orleans stiamo arrivando! Yeah!

Tutti gli studenti iniziano a fare baccano, applaudono, fischiano e urlano.
Ruby da una gomitata ad Amy.

Ruby: è arrivata la tua amica!

Amy alza lo sguardo e nota che Rachel sta salendo sul pullman.

Amy: non poteva andare nell’altro pullman?

Ruby fa spallucce.

Rachel
Rachel sale sul pullman, dà un’occhiata generale ai posti poi, cercando di farsi spazio, si incammina nelle file centrali. Vede un posto libero accanto a Justin e si ferma.

Rachel: posso?

Justin, che è appisolato contro il finestrino, si volta appena sente la voce di Rachel.

Justin: con che coraggio?

Rachel: come scusa?

Justin si alza di scatto afferrando lo zaino e passa oltre Rachel.

Justin: prego i posti sono entrambi tuoi!

Rachel: ma…?

Justin: fottiti Rachel!

Rachel: ma si può sapere che ti prende?

Rachel alza la voce e gli studenti seduti nei posti accanto notano la scena.
Da lontano anche Amy e Ruby assistono alla discussione.

Amy: sa che se la fa con Rick, ecco cosa gli prende!

Ruby ridacchia.
Justin si volta verso Rachel e alza la voce a sua volta.

Justin: perché non te ne vai nell’altro pullman con Richard Ward?

Nel frattempo, nell’altro pullman, l’autista ha chiuso la portiera e, appena Rick ha finito di fare l’appello, è partito. Nicole è seduta accanto ad una compagna di Storia dell’Arte e messaggia con Daniel, mentre Isabel e Tom sono seduti insieme quattro file più avanti.

Rick

Rick: Bene ragazzi! Siamo ufficialmente partiti per questi tre giorni di gita a New Orleans! Come vostro capogruppo tocca me farvi un bel discorso che deve rimanervi impresso nella mente! Le regole le sapete già: eseguite sempre i nostri ordini, non fate cose di vostra iniziativa senza averlo chiesto prima a me o alla prof. Rossum, partecipate a tutte le attività previste dal programma e, cosa molto importante, non scambiatevi le camere! I ragazzi stanno con i ragazzi…e le ragazze con le ragazze. Chiaro? Ora godetevi il viaggio, che tra qualche ora saremo arrivati.

Isabel

Isabel guarda l’orologio poi sbuffa.

Isabel: lo odio, lo odio e lo odio! Come fa ad avere sempre quella faccia tosta? Quanto devo sopportarlo ancora?

Tom accende il tablet e lo sintonizza sull’ultima puntata di Breaking Bad che si era scaricato e, intanto, ascolta le lamentele dell’amica.

Tom

Isabel: tu sei ancora dalla mia parte, vero?

Tom: certo Isa!

Isabel: bene, perché questa gita sarà la svolta!

Tom si volta verso Isabel con aria interessata.

Tom: cosa vuoi dire esattamente?

Isabel: voglio affrontarlo da persona matura! Lontana da mia mamma…

Tom: è una scelta molta saggia! Voglio esserti accanto!

Isabel: no, Nolan Ross! Ho già chi mi aiuterà!

Tom: mi hai sostituito? Devo ricordarti che sono stato il primo a sapere la verità?

Isabel: è una questione delicata!

Tom: dite sempre così quando non sapete che spiegazioni dare!

Isabel: vuoi darmi tu invece la spiegazione del fidanzamento con Ruby? È da tre giorni che la Lamar High parla solo di questo!

Tom: mi piace lei, io le piaccio… e ci siamo messi insieme, non c’è nulla da spiegare!

Isabel: così, dal nulla?

Tom: non è dal nulla!

Isabel: quando e dove è stato il vostro primo appuntamento?

Tom: beh… vedi…

Tom cerca di arrampicarsi a qualche scusa.

Tom: vedi… noi siamo alternativi! Abbiamo le stesse passioni il che implica, nessun primo appuntamento!

Isabel: capisco!

Tom: mi aiuterà per il provino per lo spettacolo di Natale!

Isabel: oh, no no!

Tom: sì sì! È stata lei a suggerirmi di prenderne parte, così che possa tenere d’occhio tu-sai-chi per te!

Isabel: Ruby sa la verità?

Tom: no, ovvio che no!

Isabel: già stavo iniziando a preoccuparmi! Dovresti proporre anche una canzone! Sei bravo a cantare, ti ho sentito!

Tom: naaa!

Isabel: non è che questa cosa del teatro è tutta una farsa per stare più vicino a Nicole? Perché per quanto riguarda tu-sai-chi, io sarò occupata con le pulizie per la punizione, quindi… ci posso pensare da sola!

Tom: beh… vedi, due occhi in più non ti fanno male!

Isabel: quindi ti fidanzi con Ruby dopo che hai dichiarato i tuoi sentimenti a Nicole?

Tom annuisce.

Isabel: mmm, strano.

Tom: ma a tua mamma hai detto qualcosa su… sai, tutto quello che ti è successo!?

Tom cambia immediatamente discorso.

Isabel: no! Non le ho parlato di nulla. Ho fatto finta che di Rick non mi importasse. Come se non bastasse mi ha messo in punizione anche lei! A quanto pare questa gita sarà la mia ancora di salvezza! Dopodiché pulizie a scuola e a casa! E da entrambe le parti dovrò sopportare la faccia da culo di tu-sai-chi!

Tom: Parlaci subito, appena torniamo dalla gita! E comunque, continuo ancora a non capire a cosa servano le punizioni! Non è che uno mentre spazza la polvere, riflette!

Isabel: bravo!

Tom: bisognerebbe tipo… scrivere! Dipingere, suonare… queste cose qui! Esprimere le proprie scuse con l’arte!

Isabel: come sei profondo, Tom!
Dopo diverse ore nei rispettivi pullman, tra chi canta, chi spettegola e chi preferisce farsi i fatti suoi, gli studenti del triennio della Lamar High School arrivano a New Orleans. Patria del jazz e della magia nera, la tipica cittadina apparentemente tranquilla. Gli abitanti passeggiano tra carrozze con cavalli, tram e auto, i locali e le abitazioni sono colorati con balconate in ferro battuto o legno, insegne luminose e bandiere in vista. Il pullman passa attraverso il quartiere francese, tra Bourbon Street, Jackson Square, il French market e poi, finalmente, arriva davanti a quello che sarà il residence degli studenti per i prossimi tre giorni: il St. Pierre, una tipica struttura che ricorda la campagna francese, con tanto di persiane turchesi, vasi con fiori profumati, piscina e diversi cottage arredati da mobili barocchi.

St Pierre Residence

La maggior parte degli studenti, appena scesa dagli autobus, prende i trolley e si reca all’interno insieme a Rick e alla Prof. Rossum per l’assegnazione delle camere.
Ruby, invece, va incontro al pullman da dove sta scendendo Tom.

Ruby

Ruby: Ehi!!!

Tom è sorpreso di vederla e le sorride andandole vicino.

Tom1

Tom: ehi!

Tom si china verso Ruby e le da un dolce bacio sulla guancia. Ruby sente gli sguardi degli altri su di loro, come se fossero affamati e bramosi di pettegolezzi.

Ruby: com’è andato il viaggio?

Tom: bene! Cioè, ho provato a concentrarmi sull’ultimo episodio di Breaking Bad ma avevo accanto Isabel che era super agitata e continuava a muovere la gamba. Ad un certo punto devo essermi addormentato per non pensare a nulla!

Ruby: wow, interessante! Io invece ero tormentata da Amy e dal suo odio verso mio fratello e Rachel!

Tom: oh, già… quei due! Fortuna che Rick era nel mio pullman!

Ruby: non oso immaginare cosa sarebbe successo altrimenti!

Tom: credo che non saremmo arrivati a New Orleans sani e salvi!

Tom prende il trolley di Ruby.

Tom: lascia che te lo porti io….

Ruby: da vero gentiluomo!

Tom le sorride, poi prende la mano di Ruby e intreccia le sue dita con quelle di lei.

Nicole
Nicole passa accanto ai due trascinando il suo trolley, occhialoni da sole e auricolari all’orecchio, da vera diva.

Nicole: scusate, devo passare!

Ruby e Tom fanno finta di non sentirla.
Nicole cerca di intrufolarsi tra i due con il proprio trolley con l’intenzione di farli separare.

Nicole: ehi!!! Mi sentite??? Fatemi passare!

Ruby è spazientita.

Ruby: puoi fare il giro largo!

Nicole: ehiiii, ci sei?! Guardami, ho i tacchi!

Ruby e Tom guardano ai piedi di Nicole ed effettivamente ha su degli stivali con il tacco.

Ruby: solo tu puoi fare un viaggio con i tacchi!

Tom: potresti semplicemente stare dietro di noi! Prima o poi fanno passare tutti!

Nicole: e vedere voi due che pomiciate davanti ai miei occhi?

Chiede Nicole incrociando le braccia e alzando un sopracciglio.

Nicole: no grazie.

Tom: devi adattarti, Nicole!

Ruby: mi dispiace che Daniel non sia qui… con chi passerai questi tre giorni?

Nicole: con Rachel e Justin!

Ruby: Rachel sarà come una cozza appiccicosa con Rick e Justin con Amy…. quindi….

Nicole sbuffa e si concentra sul suo Iphone. Alza il volume della playlist e si guarda intorno.

Nicole: ridicoli.

Sussurra infine.

Scale ST Pierre

Justin1

Justin ha finito di fare il check in e sta lentamente salendo le scale, trascinandosi la valigia controvoglia.
Amy lo vede da lontano e decide di corrergli incontro, arrivando proprio accanto a lui.

Amy
Justin la vede con la coda dell’occhio e si volta lentamente verso di lei, accennando un sorriso.

Amy: mi stai ignorando.

Justin: scusami… ma è troppo complicato.

Amy: quindi, non lo neghi?

Justin: ne sono consapevole…. è difficile da spiegare.

Amy: lasciamelo rendere più semplice, ti sei troppo Rachealizzato!

Justin: che hai detto?

Amy: c’entra ancora Rachel vero? Ho visto come l’hai trattata sul pullman!

Justin: lasciamo perdere.

Taglia corto Justin.

Amy: quindi finisce così fra noi? Intendo dire… la nostra amicizia o qualsiasi cosa fosse!

Justin: no, certo che no! Vorrei parlartene, davvero, ma non credo che sia una buona idea!

Amy sospira quasi scocciata.

Amy: mettimi alla prova!

Justin: tempo al tempo! Ma ti prometto che con questa gita torneremo ad avere un rapporto sano!

Justin sorride e si avvicina ad Amy, infine apre le braccia.

Amy: cosa stai facendo?

Justin: pace?

Amy: non sono mai stata in guerra contro di te!

Justin: mmm….

Amy: ok, forse un pochino….

Justin ammicca sorridendo.

Amy: sì, ok… va bene! Ero arrabbiata con te!

Amy scoppia a ridere, poi si avvicina di più a Justin e lo abbraccia fortemente. Decisamente più sollevata.
Justin, invece, sente un peso in più.

St Pierre Hall
La maggior parte degli studenti è nei propri cottage a sistemare le valige e a prepararsi per il primo appuntamento della giornata, una visita al NOMA.

Rick1
Rick è nella hall a registrare gli ultimi check in e, dopo che anche la sua collega è andata nella propria camera, si siede al divanetto e inizia a sfogliare diverse brochure.

Rachel1

Intanto Rachel scende al piano terra, non ha voglia di sistemare la valigia, la sua testa rimbomba con mille domande e pensieri senza risposta. Vuole cercare di godersi quella gita il più possibile. Fa per uscire all’aria aperta quando nota Rick concentrato nella lettura, così lentamente si avvicina.

Rachel: ehi!

Rick alza lo sguardo e sorride a Rachel.

Rick: ehi ciao!

Rachel: beh… come va?

Rick: direi bene! Tu come stai?

Rachel: non c’è male! Cosa stai leggendo?

Rick: sto guardando alcuni dépliant di quelle che sono le attrazioni turistiche che andremo a visitare in questi tre giorni.

Rachel: sembra interessante, posso dare una sbirciatina?

Rick: certo!

Rachel sorride e va a sedersi accanto a lui sul divanetto.
Rick apre meglio i fogli per farli leggere a Rachel.
Rachel si avvicina di più a lui, andando a sfiorargli la gamba. Poi porta le mani sulla brochure toccando volontariamente le mani di Rick.
Rick si volta a guardarla.
I loro visi sono vicinissimi, quasi si sfiorano. Sentono il caldo respiro l’uno dell’altra e si guardano intensamente negli occhi.

Rick: passi da me questa sera?

Le sussurra guardandole la bocca ricoperta di burrocacao.
Rachel si lecca le labbra con la punta della lingua, poi sussurra.

Rachel: mi piacerebbe…

Rick: dobbiamo stare molto attenti a non farci scoprire!

Rachel: stare così vicini non ci aiuta molto…

Rick: potrei saltarti addosso!

Rachel: non mettermi strani pensieri in testa!

Rick: vorrei baciarti…

Rachel: non dirlo… per favore…

Rick alza l’angolo della bocca in modo malizioso.
Rachel lo fissa intensamente, è completamente cotta di lui.

– INCREDIBILE!!!!!! Non posso crederci! Assurdo!

I due sentendo la voce si voltano verso le scale e velocemente si allontano l’uno dall’altra.

Isabel1
Isabel scende dalle scale applaudendo in modo teatrale.

Isabel: complimenti, seriamente! Potreste essere voi due i protagonisti dello spettacolino di Natale.

Rachel: Isa, per favore non…

Isabel: stai zitta, Rachel! Siete patetici! Almeno abbiate la decenza di rinchiudervi in camera!

Rick si alza infuriato e velocemente raggiunge Isabel.

Rick: non sai di cosa stai parlando!

Isabel: oh sì, Richard! Lo so bene, eccome! Sono passata di qui perché volevo avere una discussione tra persone mature, ma a quanto pare non c’è nulla di maturo in te!

Rick: attenta a come parli! Sono un tuo insegnante!

Isabel involontariamente imposta un tono di voce autoritario.

Isabel: Sono la tua futura regina! Portami rispetto.

Rachel, leggermente intimidita, rimane seduta sulla poltrona ad assistere alla scena.
Rick sbianca di colpo e abbassa lo sguardo.

Rick: non siamo a Castiglia!

Isabel: ma ben presto ci torneremo, caro Richard. A proposito, ti manda i saluti mia mamma. Anzi le mie mamme, Kim… e Munia.

Rick fa un respiro profondo pervaso dalla rabbia.

Isabel: ah… pensandoci… non sai chi ho visto qualche giorno fa!

Rick la guarda senza chiedere nulla.

Isabel: aspetta, come si chiamava? Ah, sì… Claire. Claire si chiama!

Rick: sono una marea di stronzate! Non sai neanche cosa stai dicendo!

Isabel: sei sicuro, Rick? Perché se vuoi ti dò la conferma che non mento!

Rick: cosa intendi dire?

Isabel: beh, vediamo… Rachel ovviamente sa che te la fai con Kim, ma… guarda un po’…

Isabel fa una risata ironica.

Isabel: non le interessa più di tanto! Ti sta usando, Rick, ti ha scopato, ti sta facendo innamorare di lei… per il semplice gusto di farlo!

Isabel si volta verso Rachel che nel frattempo si è alzata per raggiungere i due.

Isabel: vero Rachel?

Rachel guarda Rick e poi Isabel, sconvolta. Non capisce come mai l’amica abbia detto la verità a Rick, i piani erano altri, ma a quanto pare lei stava facendo il suo gioco da sola e non doveva far altro che darle corda.

Rachel: Sì, è vero Rick, mi dispiace.

Rick: sei una stronza! E io sono stato manipolato da una ragazzina squallida!

Rachel afferra Rick per la spalla.

Rachel: Rick! Per piacere… mi dispiace!!! Io… io non volevo realmente usarti!

Isabel: falsità! È stato un tuo piano fin dall’inizio!

Rachel: Isabel! Basta!

Justin nel frattempo sta scendendo le scale per vedersi con Isabel, dato che si erano dati appuntamento e ha origliato tutto.

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Justin: no, ora sono io a dire basta!

Rachel con gli occhi lucidi guarda Justin che scende le scale. È sconvolta, scombussolata, non sa come giustificare tutta la situazione.

Rachel: Justin…

Justin: seriamente? Rachel mi fai schifo! Nel vero senso della parola e tu…

Justin punta il dito con Rick.

Justin: spero che un giorno qualcuno ti uccida! E io gioirò vedendoti morto.

Rick: ma se non mi conosci neanche, Long! Non ti impicciare in fatti che non ti riguardano.

Justin: so benissimo di cosa parlo e mi riguarda eccome, da quando sei entrato nelle vite delle persone a cui tengo di più! E ora devi fare i conti anche con me!

Rachel: Justin… per favore, non mi sembra il caso di…

Justin: chiudi quella cazzo di bocca, Rachel! Tu sei l’ultima persona che deve parlare qui!

Isabel si rivolge a Justin e porta una mano sulla sua spalla per fargli sentire il suo supporto.

Justin: prima o poi farai i conti con la verità, Richard Ward. Non scapperai!

Noma

Sottofondo Musicale : Let Me Go – Avril Lavigne

I ragazzi della Lamar High sono al New Orleans Museum of Art, meglio conosciuto come NOMA che per il suo 100° anniversario offre una mostra con i migliori artisti francesi di sempre. Dopo una visita guidata, lungo un percorso storico e artistico, gli studenti hanno del tempo libero per visitare il museo da soli.

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Nicole è da sola davanti ad un quadro di Degas: L’Assenzio. Ne è completamente rapita, ammira l’opera, la studia e l’analizza nei minimi particolari.

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– adoro quest’opera!

Nicole annuisce, capendo immediatamente di chi è la voce accanto a sé.

Nicole: esprime tanto…

Poi si volta e si trova Tom accanto a sé con le mani dietro la schiena che alterna lo sguardo tra lei e l’Assenzio.

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Tom, dopo aver guardato a lungo Nicole, torna a contemplare il quadro.

Tom: la solitudine, può renderci estranei e incapaci di comunicare.

Anche Nicole si volta verso e sospira.

Nicole: personalmente, mi trasmette angoscia…

Tom: Degas era sensibile alla realtà bohemien… guarda i due protagonisti dell’opera, seppure vicini, sono lontanissimi…

Nicole ascolta le parole di Tom e si limita ad annuire.

Tom: la ragazza è quasi grottesca, è sovraccaricata da una stupida ed inutile presunzione, ci sono certi particolari che colpiscono come il falso lusso che crede di fare di lei una persona migliore. Ma Degas non giudica, gli basta esporre una facciata.

Nicole: l’uomo invece è oscuro. Non si sente bene, si sente patetico. È perso e solo. Credo che sia anche arrabbiato con sé stesso.

I due rimangono in silenzio a guardare l’opera, consapevoli che le sensazioni, in realtà, riguardano non solo il quadro ma anche loro stessi.
Nicole continua a fissare il dipinto.

Nicole: come mai sei qui? Non dovresti essere dalla tua ragazza?

Tom accenna un sorriso e stacca gli occhi dal quadro per concentrarsi su Nicole.

Tom: come mai ti interessa?

Nicole si volta verso Tom e fa spallucce.

Nicole: chiedevo.

Tom: beh, Ruby è con qualche sua amica…

Nicole: capisco!

Tom: non devi farti vedere insofferente nei miei confronti, Nicole!

Nicole: sei tu che hai dichiarato i tuoi sentimenti a me! Come faccio a non essere insofferente?

Tom: reagisci in qualche modo!

Nicole: credevo che lo schiaffo ti sarebbe bastato!

Tom: non puoi far finta di niente per sempre!

Tom ridacchia.

Tom: dimmi qualcosa, almeno!

Nicole: io sono fidanzata, tu sei fidanzato. Che altro devo dire?

Tom: ok, ho capito. Rifiuto accettato.

Nicole: senti Tom, mi dispiace ok? So di essermi sempre comportata male con te ma… pensaci, io e te? Ma dove?

Tom annuisce e basta.

Nicole: prima di tutto, mi hai vista, no? Sono una bomba sexy, ho dei voti stupendi a scuola, sono impegnata in mille attività, ho tanti amici e frequento posti meravigliosi… mentre tu… beh, tu sei un nerd!

Tom: e gli opposti non si attraggono, secondo te. Concetto appreso! Beh, torno da Ruby, grazie per aver chiarito Nicole. Non ti disturberò più.

Tom si volta, deluso. Si aspettava almeno delle scuse. Completamente abbattuto, e come se avesse la coda tra le gambe, va a cercare Ruby.
Nicole segue Tom con lo sguardo, è una strana sensazione quella che prova, qualcosa che non aveva mai provato prima. È dispiaciuta, si sente in colpa.

Noma Garden
Dopo l’ora libera la maggior parte degli studenti è fuori dal museo insieme alla prof di francese e a Rick. Isabel, Justin e Tom sono insieme seduti su un gradino a discutere riguardo a dove andare a pranzo, Rachel e Nicole non si parlano da quando Nicole ha sorpreso Rachel con tutti gli altri a casa di Daniel. Ruby ed Amy, invece, stanno ripassando a grandi linee i passi della coreografia del flashmob che faranno domani lì a New Orleans.

Ruby Amy

Ruby: braccio destro, sinistro… giro, batto e salto!

Amy: e ancora, poi… giro a destra… e giro a sinistra… così!

Ruby: dobbiamo ricordarci di non scontrarci quando cambiamo le posizioni in diagonale!

Amy: giusto! Poi ricordati, prima giù e poi su… e poi al contrario!

Ruby: si, giusto… giusto. Prima giù e poi su! Me lo ricorderò.

Amy: direi che ci siamo ora!

Ruby: si dai… ce la ricordiamo!

Amy nota che una marmaglia di gente è accorsa davanti agli scalini del museo e fa cenno con la testa a Ruby.

Amy: cos’è successo?

Ruby: non ne ho la più pallida idea! Andiamo a vedere!

Amy annuisce e, insieme, le ragazze si avviano all’ingresso del museo.
Davanti a loro Peter, un loro coetaneo ha appena fatto a botte con uno sconosciuto.

Peter

Ruby: Peter!!!

Ruby e Amy corrono verso Peter che è quasi disteso a terra.

Amy: cosa hai combinato???

Peter: quel pezzo di merda mi ha provocato!

Amy: ma se non lo conosci neanche!

Peter: mi ha voluto superare in fila!

Ruby: ma sono bambinate, dai Pet!

Peter: non me ne fotte un cazzo. Non accetto la mancanza di rispetto!

Amy sospira.

Ruby: ok, hai ragione su questo! Comunque hai un occhio nero!

Peter: fanculo!

Ruby: dai, alzati ora!

Ruby e Amy cercano di sollevarlo.

Peter: aspett… aiah…. mi fa male il fianco, merda!

Amy: ce la fai a metterti in piedi, almeno?

Peter: ci provo. Non ci voleva, cazzo!!! Volevo divertirmi questi tre giorni! Non ritrovarmi ad essere un rottame di merda!

Ruby: calmati Pet!

Peter: non dirmi di stare calmo!!!!!! Non posso stare calmo! Mi sono giocato la gita così! Aiahhh… non riesco a mettermi con la schiena dritta!

Ruby: ti fa tanto male?

Peter: sì Ruby, sì diamine!!!

Ruby sospira poi guarda Amy.

Ruby: cosa facciamo adesso?

Peter: non azzardarti ad andare a chiamare Ward o la Rossum!

Ruby: ma… non ti puoi muovere!

Amy: lo so io cosa fare.

Mentre Amy sostiene Peter da un lato, con l’altra mano fruga nella propria borsa in cerca di una boccetta di plastica arancione con coperchio bianco. Appena la trova, la estrae e la apre portandosi due pasticche nella mano.

Amy: tieni Peter, mandale giù… non ti guariscono, ma nel giro di 15 minuti starai meglio.

Ruby guarda Amy sconvolta.

Ruby: e quelle cosa sono?

Amy: pillole! Stai calma, nessuno lo sa.

Ruby: ma è droga? È illegale!

Peter nel frattempo ha preso le pasticche e, senza ripensamenti, le butta giù in gola.

Peter: grazie Amy, tu sai sempre come salvarmi!

Peter si sporge verso Amy e le stampa un bacio sulla guancia.

Ruby: aspetta, dove le hai prese?

Amy: rilassati Ruby! È tutto normale!

Ruby: mi stai dicendo che non è la prima volta che lo fai?

Amy: no! Non è la prima volta, oca!

Ruby: tu spacci???

Amy: sai quante persone lo fanno? Guadagni tanti soldi! Dovresti provarci!

Ruby: non posso crederci!

Peter: ora vai a piangere da mammina, Ruby!

Amy: o dal fratello!

Peter e Amy ridono fragorosamente prendendola in giro.
Ruby inizialmente è incredula, vorrebbe controbattere o scappare, poi scuote la testa e guarda i due.

Ruby: da dove posso iniziare? Voglio provare anche io… a spacciare, intendo.

 

Durante la pausa pranzo ognuno è libero di visitare la città e pranzare a proprio piacimento. Rachel e Rick procedono da soli verso il viale principale di New Orleans, dove ogni ristorante o negozio aperto sembra invaso da profughi della Lamar High. I due camminano in silenzio, hanno molte cose da dirsi, dopo quello che è successo quella mattina, ma preferiscono cercare un posto in cui possano stare soli.

Rick Rachel

Finalmente superata la fermata degli autobus che segna la fine di Bourbon Street, voltano dietro l’angolo e trovano un ristorantino francese, l’Antoine Restaurant che ha l’aria di non essere stato ristrutturato dalla seconda guerra mondiale.

Saint Antoine Restaurant
Ordinano due crepes salate e del vino francese e vanno a sedersi uno di fronte all’altra ad un tavolino con una tovaglia a quadri e due candele accese. In un angolo due musicisti stanno suonando un pezzo jazz che né Rachel né Rick conoscono. C’è tensione tra i due, non si parlano da quella mattina.

Rick: mi piacciono i posti come questo, li trovo particolari, affascinanti….

Rachel: autentici!

Rick: qui puoi veramente rilassarti… ed essere te stesso.

I due sono soli nel ristorantino, l’altro unico tavolo è occupato da due tizi che sembrano reduci dal lavoro. Le caraffe di vino vuote davanti a loro segnano che probabilmente sono ubriachi, infatti ridono come degli imbecilli alle proprie battute.

Rachel ne approfitta per sporgersi di più verso Rick.

Rachel: credo che dovremmo parlare di quello che sta succedendo…

Rick: Rachel ho deciso di venire a pranzo con te perché voglio darti un’altra occasione! Tu, nonostante sapessi ciò che ho fatto a Isabel, hai voluto darmi un’occasione!

Rachel annuisce.

Rick: però devi essere onesta con me! Da che parte stai?

Rachel addenta un pezzo di crepe, sporcandosi leggermente l’angolo della bocca con il formaggio fuso.
Rick non sa resistere e con un dito le pulisce l’angolo della bocca.

Rachel: ho trovato qualcosa che appartiene a Isabel ma che avevi tu… il testamento!

Rick: stai scherzando???

Rachel: l’hai perso al portone di casa mia!

Rick: e me lo dici solo adesso?

Rachel: dovevo capire da che parte stare!

Rick: se mi dici così vuol dire che hai deciso?

Rachel: no, Rick! Non ho deciso!

Rick: non ha senso, tutto ciò non ha senso! Isabel lo sa?

Rachel: no, a parte la discussione di stamattina, non ci parliamo da qualche giorno. Credo che ce l’abbia con me…

Rick: allora devi darmi il testamento!

Rachel: perché è così importante per te???

Rick: perché ho una missione da portare a termine!

Rachel: parlamene! Voglio sapere la tua versione dei fatti! Il fatto che tu venga da un’altra realtà e che hai mandato Isabel avanti e indietro nel tempo, non implica che tu sia una persona cattiva! Sicuramente avrai avuto le tue ragioni, no?

Rick: Smettila Rachel! Smettila di giustificarmi! Non capisco perché t’importi!

Rachel: perchè… m’importa. Mi importa di te.

Rick: dovresti lasciar perdere!

-ehi!

Uno degli uomini dell’altro tavolo si ciondola verso Rick e Rachel, con un equilibrio instabile, poi si rivolge a Rick.

Uomo: stai dando fastidio alla ragazza?

Rachel: no, non si preoccupi, tutto a posto.

Rachel interviene svelta.

Rachel: veramente, è tutto ok!

Rick invece reagisce come se non avesse sentito.

Rick: non sono affari tuoi!

Uomo: bello, sono affari miei se tratti una donna in quel modo in un luogo pubblico, davanti ai miei occhi!

Rachel: non mi stava facendo nulla! Non mi stava dando fastidio!

Rick: tu non ti impicciare!

Rick lancia un’occhiata a Rachel e la zittisce.
Rachel sente un brivido sulla schiena, quasi di terrore.

Uomo: pensi che sia un oggetto di tua proprietà da usare come ti pare e piace?

Rachel è disperata, si guarda attorno in cerca di aiuto, in cerca di un cameriere nella speranza che qualcuno ponga fine a quella scenata.
Rick si alza e con un movimento quasi impercettibile tira un cazzotto all’uomo che, nel giro di poco, si ritrova disteso a terra.
L’altro uomo si avventa contro Rick e fa per tirare un pugno sullo stomaco ma Rick lo evita con uno scatto veloce.
Rachel salta dalla sedia presa dalla paura.

Rachel: Rick!!! Rick, per favore… andiamo!!!

Rick si gira verso Rachel e l’afferra per la mano.

Rick: andiamocene! È finita.

I due uomini continuano a seguire Rick con lo sguardo come a volerlo menare, ma preferiscono lasciare passare.
Usciti dal ristorante Rick si rivolge a Rachel.

Rick: tutto a posto?

Rachel: non grazie a te.

Rachel accelera il passo verso la via principale.

Rachel: ma si può sapere che ti è preso? Hai picchiato due tipi senza motivo!

Rick: ha incominciato quello!

Rachel: non è vero! Lui ha iniziato a discutere e tu hai iniziato la rissa!

Rick: volevo proteggerti!

Rachel: e così anche quel povero uomo! Sarà stato maleducato e ubriaco, ma non aveva cattive intenzioni!

Rick: Rachel tu non hai idea di come…

Rachel: hai l’aria da saggio, di un professore per bene, poi ti comporti come un adolescente idiota! E da come ci sapevi fare, scommetto che ne hai fatta di pratica!

Rick continua a camminare accanto a Rachel, poi rallenta il passo, sbalordito dal giudizio di Rachel.

Rick: Rachel…?

Rachel: lascia perdere Rick.

Rachel alza una mano e i due continuano a camminare in silenzio verso il punto di ritrovo con gli altri studenti.

Il pomeriggio passa molto velocemente. I ragazzi vengono divisi in due gruppi e visitano rispettivamente il Museo Nazionale della Seconda Guerra Mondiale e il Parco Cittadino. Anche per l’ora di cena sono liberi di andare in uno dei tanti ristoranti tipici della città e per la sera gli insegnanti hanno programmato una serata al The Metropolitan, un tipico locale in cui viene suonata musica jazz, in prima serata, e commerciale a seguire. Tra la fine della cena e l’uscita serale hanno altro tempo libero e, non potendo muoversi al di fuori del loro residence, un gruppo di studenti si riunisce alla piccola piscina che il residence offre.

St Pierre Residence Piscina
Qualcuno preferisce rimanere in disparte a fumare, mentre un gruppetto opta per un rilassamento a bordo vasca, con i piedi a mollo nell’acqua e tanti racconti. Si ride, si scherza, tra battute e pettegolezzi. Justin è abbracciato ad Amy, Ruby è vicino a Tom, mentre Rachel è da sola e Nicole, pur essendo lì con il corpo, in realtà continua a messaggiare con Daniel. Di punto in bianco Isabel decide di prendere parola.

Isabel: vorrei raccontarvi una storia!

Justin e Tom la guardano con aria interrogativa, mentre Rachel fa finta di ignorarla.

Nicole: non ci interessa della tua fiaba della buona notte!

Ruby: siamo tutt’orecchi!

Amy: tu pensa a messaggiare con Daniel, Nicole!

Nicole: sicuramente è più interessante messaggiare con il MIO ragazzo piuttosto che stare qui ad ascoltare le stronzate di Isalagna!

Isabel sorride amareggiata, ma lascia perdere. Si sfiora l’anello di suo fratello Garcia con l’indice e inizia a raccontare la sua storia.

FLASHBACK | LUGLIO 2012 – 1048

CASTELLO DI CASTIGLIA

Munia

Munia è alla finestra della sua camera che si affaccia sul grande giardino curato del castello di Castiglia.
Osserva il paesaggio in lontananza e annusa il profumo della natura nell’aria. E’ un’abitudine che ha preso da un po’, da quando suo marito Sancho non è più tornato a corte. Le piace stare alla finestra, semplicemente per il gusto di rilassarsi.

In lontananza nota un cavallo nero avvicinarsi. Un cavallo con in groppa due persone. Si allontana immediatamente dalla finestra e corre fuori dalla camera.

Munia: guardie!!! Qualcuno si sta avvicinando al castello!!!

Munia urla verso il lungo corridoio mentre si sistema il sontuoso abito e raggiunge, a passo svelto, le scale. Scende lentamente, ma a passo deciso, e prosegue fino ad uscire dal portone principale. Le guardie e qualche serva si inchinano dinnanzi a lei.

Pablo Isabel

Pablo scende da cavallo e aiuta Isabel a fare lo stesso. I due si avvicinano al portone principale del castello, dove c’è Munia che li sta osservando.

Munia: chi siete voi?

Pablo si inchina e così fa anche Isabel.

Pablo: Vostra Maestà, sono Pablo e lei è Vostra figlia Isabel Sanchez.

Munia guarda i due in modo scettico. Isabel alza timidamente lo sguardo verso Munia. È una donna molto giovane per essere sua madre ma d’altronde gli occhi color ghiaccio e i lunghi capelli castani sono dei segni indistinguibili.

Isabel: Ferdinando e Garcia stavano combattendo in un duello e mi è stato detto di venire a cercare riparo da voi, Madre. Dopotutto questo sarà il mio castello, quando diventerò regina.

Munia si avvicina a Isabel e le solleva la mano, notando l’anello che porta all’anulare sinistro.

Munia: questo appartiene a Garcia.

Isabel: esattamente. Lui l’ha regalato a me come simbolo della nostra alleanza. Di fiducia. Di famiglia. Non mi credete?

Munia guarda Isabel con espressione seria, poi annuisce. Ed infine sorride.

Munia: Vi credo, mia Isabel! Vi aspetto da così tanto tempo! Avvicinatevi a me, lasciatevi abbracciare!

Isabel sorride e si avvicina a Munia per abbracciarla.

Munia: finalmente siete a casa. Lasciate che vi mostri la vostra stanza e che vi presenti a corte!

Isabel annuisce un po’ spaesata ma, soprattutto, esaltata, mentre Munia la trascina dentro il castello.

Isabel: madre, aspettate…

Isabel si ferma e si volta verso Pablo.

Isabel: e di lui che ne sarà?

Munia: può tornare da dove è venuto!

Isabel: no madre, lui mi ha aiutata a fuggire, mi ha salvata da dei banditi…

Pablo: erano pirati, Vostra maestà. Dei pirati ci hanno tagliato la strada.

Munia: pirati?

Pablo: presumo Pisani. Possedevano un teschio rosso scarlatto sul petto.

Munia: hanno visto dove andavate?

Pablo: ci hanno seguiti per un po’, poi non sono riusciti a raggiungerci perché erano a piedi e noi a cavallo, vostra maestà.

Munia ci ragiona un po’ su, poi sospira.

Munia: d’accordo, allora troveremo una stanza per voi, vicino alle stalle.

Pablo fa un altro mezzo inchino.

Pablo: vi ringrazio, Vostra altezza. Ne sono veramente grato.

Munia accenna un sorriso, poi torna a guardare la figlia.

Isabel: grazie madre.

Le due si avviano verso il salone d’ingresso del castello, Isabel si gira ancora una volta verso Pablo e gli accenna un sorriso prima di tornare a concentrarsi sulla sua futura dimora.

Munia: faccio preparare subito un banchetto in vostro onore Isabel, poi questa sera chiameremo a corte degli amici stretti di famiglia per farvi conoscere…

Munia è presa dall’euforia e dalla felicità di quel momento.
Isabel si limita ad annuire guardandosi attorno ancora più spaesata, travolta da quella realtà. Il solo pensiero che tutto ciò sarebbe appartenuto a lei, non riusciva a contenerlo.

Munia: c’è qualcosa che non va?

Isabel: no madre, va tutto bene.

Munia: desiderate qualcosa di particolare da mangiare? Avete qualche preferenza sui tessuti o sui colori della camera?

Isabel fa cenno di no con la testa. Si sente strana.

Isabel: in realtà, vorrei solo riposare. Sono fuggita da una settimana e mi sento molto stanca. A dire il vero, sono sopraffatta da tutto.

Munia annuisce e prende Isabel per le spalle consentendole quindi di guardarla negli occhi.

Munia: perdonatemi Isabel, sono stata così sgarbata. Ma sono così contenta che voi siate qui. Avete tutto il diritto di riposarvi, al resto ci penseremo domani.

Isabel: siete sicura, madre? Se per voi è importante…

Munia interrompe la figlia dandole un bacio sulla fronte.

Munia: vi accompagno nella vostra camera.

ROYAL CAMERA ISABEL
E’ passata una settimana da quando Isabel è arrivata a Castiglia. Una settimana in cui si è limita a rimanere nell’immenso letto a baldacchino con la febbre. Perché la febbre, nel Medioevo era molto facile prenderla e la maggior parte delle volte si moriva, per la febbre. Nonostante tutte le cure possibili, Isabel era consapevole che un’aspirina o qualcosa del genere ad Houston, le avrebbe fatto passare quella leggera febbre nel giro di due giorni. Ma, fortunatamente, grazie alle cure del monaco Francesco, lentamente stava guarendo.
Mentre Isabel sta sfogliando un grande libro mandatole da Papa Giovanni XIX come regalo per il suo arrivo, qualcuno bussa alla porta.

Isabel: entrate!

Una testa minuta fa capolino nella grande camera.

Isabel: Adela, siete voi!

Adela

Adela entra nella camera e fa un inchino prima di guardare Isabel.

Adela: con permesso, Vostra maestà. Vostra madre mi ha riferito che dovete pranzare.

Adela avanza verso il letto di Isabel con in mano un vassoio. Isabel chiude il libro e si sistema i cuscini dietro la schiena, sedendosi comodamente a gambe incrociate.

Adela: come state Vostra maestà?

Isabel: molto meglio, vi ringrazio Adela.

Adela appoggia il vassoio sulle gambe di Isabel, poi fa un mezzo inchino e si volta per allontanarsi.

Isabel: aspettate…

Adela si volta verso Isabel.

Isabel: fatemi compagnia. Mi sento così sola ultimamente.

Adela: Vostra altezza, non credo che sia una buona idea… Vostra madre potrebbe farmi fare una brutta fine.

Isabel: non preoccupatevi di mia madre, ve lo chiedo io. Parlare un po’ non fa male.

Adela sorride poco convinta, ancora incerta su cosa fare.

Isabel: venite, sedetevi qui vicino a me.

Adela annuisce e si avvicina timidamente al letto di Isabel, per poi sedersi.

Isabel prende una pagnotta e ne rompe un pezzo.

Isabel: ne volete un po’?

Adela: no, grazie Vostra altezza. Ho già mangiato la mia porzione di pranzo. Questo è per voi. Siete ammalata.

Isabel si lascia scappare un sorriso e inizia a mangiare lentamente. Una zuppa di patate, uva, pane e acqua. Non era certo il menù del Ritz Hotel di Houston, ma al tempo, sapevano come cavarsela.

Isabel: è così una seccatura essere ammalata! Posso mangiare solo cose genuine!

Adela: il monaco ha esplicitamente detto che…

Isabel: che non posso mangiare nient’altro. Fa parte della cura, lo so.

Adela: scusate Vostra maestà, non volevo interferire…

Isabel: no, no, non preoccupatevi! Non intendevo essere arrogante. Voglio solo fare conversazione.

Adela accenna un sorriso timidamente, sfregandosi le mani sulla gonna di cotone bianca.
Isabel prende il cucchiaio e inizia a mangiare un po’ di zuppa.

Isabel: allora cosa si dice a corte? Qualche pettegolezzo?

Adela: nulla, è tutto fin troppo calmo, Vostra maestà.

Isabel: mia madre?

Adela: forse potrebbe avere un nuovo uomo. Però, io non vi ho detto niente.

Isabel: ah, sì? Tranquilla, non dirò nulla.

Adela accenna ancora un sorriso.

Isabel: e voi siete fidanzata, Adela?

Adela fa cenno di no con la testa.

Isabel: siete una bella ragazza, come mai non avete ancora nessuno? Non siete costretta a sposare chi non volete. Potete amare chiunque, senza costrizioni.

Adela: è vero, ma anche voi non siete fidanzata.

Isabel inspira pensando alle parole di Adela, poi annuisce.

Isabel: ci sono cose che vanno ben oltre l’amore che si prova per qualcuno…

Adela: tipo i ceti sociali?

Isabel: anche!

Adela: io sono convinta che se si ama qualcuno, bisogna combattere, costi quel che costi, vostra Maestà.

Isabel annuisce, c’è convinzione nelle parole di Adela.

Isabel: quindi, siete innamorata?

Adela abbassa lo sguardo timidamente.

Isabel: sì, sì! Questo è un tipico gesto di chi sta nascondendo qualcosa!

Adela: no… no! Vostra altezza!

Isabel: è qualcuno di importante? Di un ceto superiore al vostro?

Adela nega con la testa e dopo un respiro profondo torna a guardare Isabel. Non sa se confessarsi con lei.

Isabel: parlatemene. Sono brava ad ascoltare le persone. E vi prometto che non dirò nulla a nessuno.

Adela: d’accordo. Va bene.

Isabel sorride e beve un sorso d’acqua in attesa che Adela le parli.

Adela: è un ragazzo, anche lui è un servo… non lo conosco molto bene. Abbiamo parlato un paio di volte…

Isabel: il castello è così grande, ma non credevo che alcuni di voi neanche si incontrassero per strada…

Adela: no, il fatto è che lui è piuttosto silenzioso.

Isabel: allora fatevi avanti voi! Trovate un argomento in comune e parlate!

Adela: ma non conosco nulla di lui. So solo che ama gli animali!

Isabel: e allora, quale miglior modo per iniziare un discorso con lui?

Adela: ma a me non piacciono gli animali. Non me ne intendo!

Isabel: chiedetegli qualche spiegazione, che ne so… su come mungere il latte dalle mucche…

Adela ci pensa su.

Isabel: è un mio suggerimento. Non dovete seguirlo alla lettera, però l’avete detto anche voi… se questo tipo vi interessa, fateglielo capire.

Adela sorride, questa volta convinta, e si alza dal letto indicando con la mano la porta.

Adela: vi dispiace se…

Isabel: no! Andate! Rincorrete l’amore, rompete le barriere e superate i limiti!

Adela: Vi ringrazio, vostra grazia!

Adela in fretta e furia fa un mezzo inchino a Isabel poi corre verso la porta.

Isabel: aspettate un secondo!

Adela si gira verso Isabel con aria interrogativa.

Isabel: non mi avete detto una cosa. Come si chiama il ragazzo?

Adela sorride e apre la porta della camera di Isabel.

Adela: Pablo. Si chiama Pablo, vostra Maestà!

È bastato un nome, un attimo, e in quel momento esatto, Isabel sente che sta per svenire.

BIBLIOTECA CASTIGLIA

E’ un pomeriggio caldo di piena estate, Munia è nella biblioteca del castello a sfogliare dei libri pesanti. È seduta su una poltrona vicino alla finestra, in una zona in ombra dove può godersi il fresco della stanza in assoluta solitudine.
Qualcuno bussa alla porta e lei alza lo sguardo.

Munia: avanti!

Isabel apre la porta ed entra nella biblioteca. Fa un mezzo inchino.

Isabel: Madre, sono io…

Munia sorride nel vedere la figlia, quindi si alza, chiude il libro e le va incontro.

Munia: come state, Isabel?

Isabel accenna un sorriso e sospira.

Isabel: meglio, molto meglio. Devo ringraziare monaco Francesco che si prende cura di me.

Munia: mi dispiace così tanto che vi siate catapultata qui senza nessun preavviso!

Munia si avvicina a Isabel per prenderle le mani, ma Isabel le ritira subito.

Isabel: a proposito di questo…

Isabel cammina per la biblioteca con un’espressione seria sul volto e un tono duro, quasi severo.

Munia: si…

Isabel: non credete che mi spetti sapere la verità, madre?

Munia: assolutamente! Quando sarete pronta vi dirò tutto, Isabel.

Isabel si volta di colpo verso Munia.

Isabel: non capite! Io sono pronta! Io ho il diritto di sapere tutto. Ora, madre!

Munia: Isabel, non accetto che mi parliate in questo modo. Cercate solo di essere ragionevole. È meglio che prima vi ambientiate a questa realtà e poi vi dirò tutta la verità.

Isabel: perché avete paura che possa tornare da dove sono venuta? E così infrangere qualsiasi promessa o patto che avete fatto?

Munia: no, no, non è così, figlia mia!

Isabel: come potete pensare che io possa essere ragionevole anche solo per un secondo? Io merito di sapere la verità!

Isabel parla con tono autoritario, indicando se stessa con l’indice.

Munia: quando vi calmerete e inizierete a portarmi rispetto.

Munia sospira e indica a Isabel una poltrona.

Isabel: madre, io non appartengo a questo mondo! Non so come funzionino le cose qui. Non so nulla sui ceti sociali, le gerarchie e le leggi. Per me, il rispetto, vuol dire essere sinceri l’un l’altro e non essere arroganti.

Munia sospira alle parole della figlia.

Munia: accomodatevi.

Isabel guarda Munia con sospetto, poi va a sedersi, scrollando le spalle.

Munia: bene. Vi racconterò tutta la storia, di come siete giunta qui.

Munia prende una sedia e la trascina proprio di fronte alla poltrona dove è seduta Isabel, così da poterla guardare attentamente.

Munia: quando siete nata, non volevo vedervi…

Isabel: voi, cosa?

Munia: lasciatemi parlare, Isabel.

Isabel alza le mani in segno di arresa.

Munia: non volevo vedervi, non volevo avere nulla a che fare con voi, ma non volevo abbandonarvi. Quindi, vi ho lasciata ad una giovane balia che già aveva un figlio e una figlia.

Isabel: perché l’avete fatto?

Munia: Appena mio fratello è morto, nel 1029, sono diventata regina di Castiglia. Fu un anno veramente duro per me, non sapevo come gestire il potere, mi sono sposata con Sancho e nel 1032 l’ho delegato come Conte di Castiglia. Sancho si faceva chiamare Imperator Totus Hispaniae, era uno degli uomini più potenti che conobbi, tanto che rifiutò il vassallaggio al re di Léon, Bermudo III. Ma io, cedetti in tentazione e diventai l’amante segreta di Bermudo. Nessuno lo sa, solo voi, ora, e vostro fratello Garcia.

Isabel: non ditemi che…

Munia: credevo che voi foste frutto di tradimento con l’acerrimo nemico di vostro padre. Sarei stata condannata al rogo per tradimento e adulterio. Quindi, decisi di mandarvi lontana, da una levatrice che si sarebbe presa cura di voi. Questa levatrice aveva già cresciuto due figli, molto grandi. Uno dei due figli era, ed è tutt’ora, un veggente. Avervi abbandonata, poi, fu il mio rimorso più grande… ma non sapevo come agire.

Munia parla con dolore, nel suo tono di voce si sente il suo dispiacere.
Isabel, d’altra parte, è delusa.

Isabel: Richard Ward.

Munia: come fate a saperlo?

Isabel: Ferdinando me lo ha accennato. Poi cosa è successo?

Munia: Richard è colui che mi ha aiutata quando ero sola. È stato lui a dirmi che voi siete figlia mia e di Sancho ed è stato lui ad avere la visione della morte di vostro fratello.

Isabel: andate avanti con la storia.

Munia: nel 1033 vostro padre dichiarò guerra a Bermudo e al regno di Léon ma venne stipulata la pace tra Léon e Castiglia che prevedeva il matrimonio tra la sorella di Bermudo, Sancha di Léon e vostro fratello Ferdinando. Nonostante ciò, vostro padre continuò a conquistare vari territori quali Zamora e Astorga ma invase anche Léon, costringendo Bermudo a rifugiarsi lontano.

Isabel annuisce ascoltando interessata la storia, incredula di come tutti quegli intrecci siano peggio di una soap opera.

Isabel: quindi madre, ora, in che anno siamo? E, mio padre come è morto?

Munia: Ora siamo nel 1048, Isabel. Vostro padre è morto in battaglia nel 1035 e in quell’anno la contea di Castiglia fu distaccata dal regno di Navarra come avevo richiesto io. Navarra passò a vostro fratello Ferdinando sotto mia esplicita richiesta e io tornai ad essere contessa di Castiglia. Nonostante questo, appena vostro padre morì, Ferdinando si scontrò con Bermudo dato che quest’ultimo riconquistò tutti i territori che aveva precedentemente posseduto vostro padre.

Isabel: quindi Ferdinando andò contro la sua stessa promessa sposa?

Munia: in realtà fu Sancha ad andare contro suo fratello Bermudo.

Isabel: Bermudo è ancora vivo?

Munia: no, perse la vita nel 1037, nella battaglia di Tamarón. Di conseguenza, non avendo eredi diretti al trono, la corona di Léon passò a sua sorella Sancha la quale decise di associare il trono a Ferdinando appena si sposeranno. Ferdinando, comunque, da allora occupa tutto il regno di Léon, inclusa Galizia, e a vostro fratellastro Garcia concesse di diventare Re di Navarra e di annettere al regno i paesi Baschi, arrivando fino al porto di Santander.

Isabel: che storia. Quasi fatico a ricordare tutto, madre. Quindi, la mia domanda madre è, quando si sposeranno Sancha e Ferdinando?

Munia: quest’anno.

Isabel si sente un colpo al petto e quasi si lascia scappare un sorrisino isterico.

Isabel: e perché Garcia è mio fratellastro?

Munia: per gli uomini va bene avere tante amanti. Garcia è figlio di vostro padre Sancho e un’amante, Veronica.

Isabel annuisce e riflette sulla storia.

Isabel: In tutto ciò, madre, non capisco come faccio ad essere andata nel futuro e ad essere tornata qui. Credo di essermi persa un passaggio. Ferdinando mi ha detto che rappresento una minaccia e che non sarei dovuta essere qui.

Munia: Richard è il figlio della balia che ti ha accudita fin da quando ti ho abbandonata, ed è molto pericoloso. È colui che ha fatto la maledizione per mandarti nella realtà da dove sei venuta.

Isabel spalanca la bocca e si alza di colpo dalla poltrona.

Isabel: e perché? Siete state voi a mandarmi nel futuro, madre???

Munia: assolutamente no, Isabel! È questo il problema. Ancora non sono a conoscenza di chi abbia voluto lanciare questa maledizione. Tu saresti dovuta crescere con la balia, lontana da qui. Molto lontana.

Isabel: non dovreste far bruciare al rogo quel veggente? Perché Ferdinando dice che non volete concedergli quella pena?

Munia: perché altrimenti non sapremo mai la verità!

Isabel: e noi siamo ancora qui, madre? Qualcuno deve aver obbligato Richard a mandarmi nella realtà da cui provengo! Qualcuno che vi odia o che odia me, a questo punto.

Munia: siamo noi donne a detenere potere, Isabel, ricordatevelo. Noi siamo la debolezza di ogni uomo quindi, non preoccupatevi, scopriremo tutto. L’importante è che voi siate qui, ora.

Isabel: così da poter impedire a Ferdinando di sposare Sancha e dichiarare me come erede diretta al trono appena lui e voi sarete morti?

Munia: speravo che voi riusciste a convincerlo a non sposare Sancha.

Isabel: farò del mio meglio madre, ma prima dobbiamo incontrare il veggente. Ferdinando mi ha chiesto questo, esplicitamente. E io voglio sapere la verità.

Munia: invierò un messaggio a Navarra, cosicché Garcia possa venire qui ad aiutarci con il piano. Nel frattempo è forse meglio che vi faccia preparare un bagno caldo?

Isabel non sa cosa pensare e inizia a camminare nervosamente per la stanza.

Isabel: Sono troppe notizie una dopo l’altra. Ho bisogno di metabolizzare il tutto. Ho… ho bisogno di sfogarmi, di piangere e di trovare una soluzione a tutto questo.

Munia: mi dispiace così tanto, Isabel.

Isabel: madre, se non vi dispiace, ho bisogno di prendere un po’ di aria.

Munia annuisce e le indica la porta.

Munia: andate. Ne riparleremo con più calma.

Isabel aumenta il passo ed esce dalla biblioteca, chiudendosi la porta alle spalle e portandosi dietro tutti i dubbi, le domande, le paure e la confusione che si sta mescolando nella sua testa.

TEMPO PRESENTE

NO street

Nicole Rachel

Rachel e Nicole, stanno camminando una accanto all’altra e stanno andando verso il The Metropolitan. Sono vestite divinamente, ad hoc per la serata in discoteca e si atteggiano come se fossero su una passerella, sotto gli occhi indiscreti dei passanti. A cena si sono ritrovate nello stesso tavolo e hanno ripreso a parlarsi.

Nicole: è tutto ok? Voglio dire, dovresti essere esaltata per questa serata!

Rachel: sì… sì, tutto a posto! Sono solo un po’ sottotono!

Nicole: e come mai?

Rachel: diciamo che ho combinato un pasticcio!

Nicole: parlamene.

Rachel: mi sto fidando di chi non dovrei! Anzi, a dire il vero mi sto cacciando un bel guaio!

Nicole: sei innamorata?

Rachel ci pensa su.

Rachel: no, non credo di esserlo! Ma sono disposta a fare tutto per questa persona!

Nicole: questa persona… chi è?

Rachel sospira.

Rachel: Rick.

Nicole accenna un sorriso.

Nicole: immaginavo!

Rachel: lui mi ha detto di essere pericoloso, Isabel mi ha detto di non lasciarmi coinvolgere da lui e per di più se la fa anche con la madre di Isabel… ma a me non importa! Chiamami masochista, ma sono attratta dai tipi misteriosi!

Nicole: ma non credi che sia troppo misterioso? Cosa sai di lui?

Rachel: effettivamente, niente.

Nicole: vedi? Chiediti se ne vale la pena. Se ne vale la pena perderci tempo.

Rachel: sento come se… come se dovessi salvarlo.

Nicole: ok, tu sei innamorata di uno che non potrai mai avere per sempre!

Rachel ripensa alla prima e unica volta che ha fatto l’amore con Rick e sorride.

Nicole: perché sorridi come un’ebete?

Rachel: così! Cioè, sento che sto tradendo un po’ Isabel così, però… su certe cose non posso frenarmi! Per di più sto nascondendo un grande segreto.

Nicole: ed eccoci ancora qua, sullo stesso discorso. Lascia perdere Isabel, costruisciti la tua storia, anche se dovesse essere la peggiore delle storie, l’importante è che tu sia felice.

Rachel sorride.

Rachel: grazie Nicole. Sai confortarmi sul serio! Dovresti seguire i tuoi stessi consigli, ogni tanto.

Nicole ci pensa su. Seguire i propri consigli è la cosa più difficile da fare. Sospira e diventa terribilmente giù di morale. Non ha consigli per sé stessa.

Panchine fuori Met

Sottofondo Musicale : Would You Be Happier – The Corrs

Isabel

Isabel è fuori dal The Metropolitan, il locale dove hanno deciso di passare la serata tutti insieme. È seduta su una panchina e sta fumando una Merit per rilassarsi. Tutto quello di cui ha bisogno in quel momento è concentrazione e pianificazione. Osserva i passanti, ripensa a tante cose, dai piccoli momenti rivissuti poco prima con il racconto… e il suo ritorno, e tutti i cambiamenti che stanno accadendo. E, nonostante sia a New Orleans con le persone a cui vuole bene, sente la mancanza di Daniel.

Si maledice anche per aver indossato un vestito striminzito senza bratelline e senza un cardigan a dietro, sta morendo di freddo. Trema perché anche a New Orleans, come a Houston, è autunno e alla sera si gela.
Ma, proprio in quel momento, sembra che qualcuno le abbia letto la mente e, quando sta per spegnere la sigaretta, quel qualcuno le porta qualcosa di caldo sulle spalle.

Isabel si guarda e ha addosso una giacca blu scuro.
Alza gli occhi e Justin è proprio accanto a lei.

Justin

Isabel: ehi, sei tu!

Isabel sorride e si stringe di più la giacca addosso.

Justin: sembra che tu stia morendo di freddo! Perché non entri?

Isabel: ho bisogno di stare un po’ da sola a riflettere…

Justin: oh, ok… allora rientro!

Isabel: no!

I due si sorridono.

Isabel: rimani qui con me…

Justin le indica il posto sulla panchina libero.

Justin: posso?

Isabel annuisce e lo guarda sedersi.

Justin: che storia toccante.

Justin allude al pezzo di racconto di Isabel.

Isabel: già…

Justin: sembra che le cose siano state complicate anche in quel di Castiglia…

Isabel: beh, complicato è un eufemismo!

Justin: l’origine di come è iniziato il tutto è quasi da non credere. E a pensare che il nostro professore di storia sia un pazzo stregone… è così…

Isabel: scioccante?

Justin annuisce.

Isabel: quando Munia mi ha raccontato la storia, è stato un colpo secco.

Justin: avrei voluto esserci per te.

Isabel sorride timidamente.

Justin: prima o poi dovrai fare una scelta, no?

Isabel: cosa intendi dire?

Justin: se restare o andartene definitivamente…

Isabel non aveva mai pensato a quella domanda. Non se l’era proprio mai posta. Sospira e abbassa lo sguardo, sfregando le mani sulle proprie gambe.

Justin: a quale mondo appartieni Isa?

Isabel: vorrei tanto saperlo anche io. Ma ho una tremenda paura di perdermi per strada e non concludere niente.

Justin: ehi… guardami un secondo.

Isabel alza lo sguardo verso Justin, senza dire niente.

Justin: ci sono io. Qualsiasi cosa ti serva!

Isabel sorride.

Justin: e, riguardo a ciò… ho sentito Daniel.

Isabel si incupisce all’improvviso.

Justin: non voglio rovinarti il viaggio, ma… sembra che abbia ufficialmente scelto di continuare la sua storia con Nicole.

Isabel: immaginavo. Non che io mi aspettassi chissà cosa, non pretendevo che mi accogliesse a braccia aperte, anche perché gli ho detto che non sono tornata per lui. Però… ecco, non è che sia entusiasta della cosa. Speravo che in una piccolissima percentuale le cose potessero cambiare.

Justin: capisco cosa si prova. Ma io sono qui per te e andremo fino infondo insieme. Se cadrai, cadrò con te.

Isabel sorride di nuovo.

Isabel: grazie Justin… sei un vero amico!

Justin: vieni qui…

Justin allarga un braccio come a voler dire a Isabel di abbracciarlo.
Isabel gli sorride ancora e lo abbraccia forte, poi affonda la sua testa sul petto di Justin e i due rimangono per qualche secondo in silenzio a guardare le stelle sopra le loro teste.

Justin: quella è l’Orsa Maggiore vero?

Isabel annuisce e alza il braccio e con il dito tocca metaforicamente la stella.
Justin sorride.

Justin: non ci dovrebbe essere la stella polare da qualche parte?

Isabel: sì… fammi osservare bene che te la mostro…

– Justin!

Justin si volta e così anche Isabel.

Amy

Amy è proprio dietro di loro.

Justin: Amy! Cosa ci fai qui?

Amy: ti ho cercato per tutta la serata!

Justin: sì, giusto… arrivo.

Amy lancia un’occhiataccia a Isabel, poi sorride a Justin.
Justin sospira e guarda Isabel.

Justin: io devo…

Isabel: sì, capisco! Non preoccuparti… vai… vai a divertirti!

Isabel lo dice a malincuore, con un sorriso sforzato.

Justin: sei sicura che vada tutto bene? Posso rimanere qui, se…

Isabel: ho detto vai! Tra poco rientro anche io! Dai, non si fanno aspettare le ragazze!

Justin: ok ok!

Sorride e si alza per raggiungere Amy.

Justin: andiamo a buttare giù questo Metropolitan!

Amy: finalmente!!! Mi stavo annoiando.

Isabel li segue con lo sguardo e sorride malinconica, quando si accorge di avere ancora la giacca di Justin addosso.

Isabel: Justin!!!

Si alza richiamando l’attenzione dell’amico.
Justin si volta verso Isabel appena Amy sta entrando nel locale. Per un attimo ha una strana sensazione piacevole, quasi come un colpo al cuore.

Justin: Si?

Isabel lo raggiunge togliendosi lentamente la giacca.

Isabel: hai dimenticato la giacca.

Justin: oh, sì… giusto! La giacca.

I due si guardano ancora, circondati da un silenzio imbarazzante.

Isabel: beh, grazie…

Justin: sì, figurati!

Justin le sorride un’altra volta, poi si volta per entrare al Metropolitan.
Anche Isabel sorride e, sentendosi gelare, si stringe con le proprie braccia, poi decide di entrare nel locale.

The Metropolitan

Il Metropolitan è un locale illuminato da luci calde e soffuse, con mattoni in vista e arredamento più moderno, è un mix tra design contemporaneo e di post guerra. Molti studenti si stanno divertendo in pista, nel privé e al bancone dei drink.

Tom Ruby

Tom e Ruby sono appoggiati al bancone e muovono il braccio e la gamba a ritmo di musica.

Ruby: adoro troppo New Orleans!!!

Tom: non l’avrei mai detto!

Ruby: mi stai prendendo in giro, Tom Reid?

Tom: non lo farei mai! Voglio dire, chi è che non ama NO?

Ruby: tutta questa storia, musica, arte… cultura!!!

Tom: a proposito di cultura… oggi sono andato in un piccolo shop di magia!

Ruby: oh mio Dio, tu e le tue fissazioni!

Tom: ho comprato una bambola vodoo per tormentare Rick!

Ruby scoppia a ridere.

Ruby: dici sul serio?

Tom: ovvio! Ti saprò dire poi se funzionerà! Ah, ho preso anche qualche erba magica!

Ruby: ci credi proprio, eh!?

Tom: un po’ di divertimento non guasta!

Peter1

Peter, da lontano, nota Ruby che ride con Tom, guarda due suoi amici e commenta la coppia.

Peter: ma quanto cazzo è sfigato quello lì?

Poi si alza e si avvia verso Ruby, mentre lascia dietro di sé i suoi amici che continuano a richiamarlo.

Peter: ehi, Ruby!

Ruby vede Peter esattamente dietro a Tom.

Ruby: Pet! Perché noi sei con i tuoi amici?

Tom si volta lentamente.

Tom: sì, infatti! Perché non sei insieme a quei disadattati?

Peter: cosa hai appena detto sfigato?

Peter dà una leggera spinta a Tom, con un tono di voce violento.
Tom rimane immobile, non è nella sua natura reagire con le mani.

Peter: Ruby, ti devo parlare!

Peter offre la sua mano a Ruby.

Ruby guarda Peter e poi Tom, indecisa.

Ruby: sono occupata!

Peter: lo vedo…

Ruby: preferisco rimanere qui!

Peter: ok, fai come vuoi.

Peter si volta e, scazzato, si allontana.

Ruby: ehi aspetta!!!

Tom guarda male Ruby.
Ruby richiama la sua attenzione urlando oltre la musica rimbombante del locale e di corsa lo raggiunge.
Peter non si volta, forse non l’ha sentita.

Ruby: Peter!!!

Lo prende per una spalla e lo fa girare.
Peter la guarda.

Ruby: che cosa devi dirmi?

Peter: lascia perdere!

Ruby: dai! Riguarda… lo sai no…

Peter: no, no, non riguarda la droga!

Ruby: abbassa la voce!

Peter: nessuno ci sente con questa musica, cazzo!!! Lascia perdere, sul serio!

Ruby: come vuoi!

Peter: torna da quello sfigato!

Ruby: ma che ti prende??? La droga ti sta rincoglionendo!

Peter: sai una cosa, Ruby? Non ti dovrei neanche rivolgere parola, quindi… vai via!

Ruby: va bene!!!

Ruby incrocia le braccia e si volta per tornare da Tom.

Peter: bene.

Anche Peter si volta e torna dai suoi amici. Appena entrambi ritornano ai propri posti, si voltano e, da lontano, incrociano il loro sguardo. Poi, come se nulla fosse, tornano a godersi la serata.

Sottofondo Musicale : Where You Belong – Kari Kimmel

Isabel si atteggia in pista da ballo mentre dimena le braccia, cercando di mostrarsi spensierata e di godersi la festa.
Ma non riesce a non pensare alla storia che aveva raccontato. Alla verità.
Ad un certo punto smette di ballare ed esce dalla pista da ballo. Magari al bancone del bar si sarebbe potuta scolare un drink, ma vedendo come Justin stia animatamente parlando con Amy, preferisce proseguire fino alle toilette delle donne.

Met Bathroom

Nicole è appoggiata al lavandino mentre fissa le punte delle proprie scarpe. Sente qualcuno entrare e alza lentamente lo sguardo, non rendendosi conto se sta ancora piangendo o no.

Isabel: ehi Nicole, va tutto bene?

Isabel si avvicina a lei timidamente.

Nicole annuisce. Ha tutti i capelli disordinati, il trucco impasticciato e le guance bagnate dalle lacrime.
Isabel si avvicina di più a Nicole e le porge un fazzoletto.

Isabel: ecco qui! Se vuoi ho anche i trucchi nella pochette, in caso ti servisse qualcosa.

Nicole prende il fazzoletto e si soffia il naso, mentre si sente tremare, completamente. E’ debole. Isabel non l’ha mai vista in quello stato, così stremata.

Isabel: stai bene?

Isabel glielo chiede di nuovo. Nicole alza lo sguardo e, incrociando gli occhi di Isabel, nota una sincera preoccupazione.

Nicole: no! Non sto bene!

Nicole riprende a singhiozzare e una spallina del vestito le cade giù. Isabel si avvicina e, allungando la mano, gliela rimette a posto.

Isabel: vuoi parlarmene?

Nicole: amo Daniel, ma non amo me stessa! E non so neanche se amare Daniel sia abbastanza!

Isabel: ma cosa stai dicendo?

Nicole: tu sei tornata e… tutto è crollato!

Isabel: ehi, non devi preoccuparti di me e Daniel! Noi siamo storia passata! Tu sei la sua ragazza e lui ama te!

Nicole annuisce.

Isabel: e cosa mi dici di te? Perché non ti ami?

Nicole fa spallucce.

Nicole: sono debole! Non mi piaccio! Vorrei avere un fisico perfetto e un viso delicato…

Isabel: nessuno è perfetto, ma tu stai benissimo come sei!

Nicole abbassa lo sguardo e inspira per non farsi scendere altre lacrime.
Isabel si avvicina e le solleva il viso per guardarla negli occhi.

Isabel: non ti abbattere! Ci sono io con te!

Nicole: non te ne vai ancora, vero?

Isabel fa cenno di no con la testa, poi lentamente fa girare l’amica ed entrambe si guardando dal riflesso dello specchio.

Nicole: mi manchi.

Isabel: non sembra da come mi hai trattata da quando sono tornata.

Nicole: era solo rabbia.

Isabel: immaginavo. Spero che le cose tornino come una volta, prima o poi. Ho bisogno di te, Nicole. Della tua schiettezza e del tuo carisma!

Nicole sorride per quanto Isabel riesca ad essere buona dopo tutti quei torti.

Nicole: mi dispiace, per tutto!

Isabel sospira, poi scioglie lentamente l’acconciatura dei capelli di Nicole e le sorride.

Isabel: ti faccio male?

Nicole: no, mi fa bene.

stanza tom - justin
È il secondo giorno del breve viaggio a New Orleans e sono le 7 del mattino. La maggior parte degli studenti è già sveglia e si sta preparando per la colazione. Tablet, laptop, cellulare, in un modo o nell’altro tutti riescono a leggere uno scoop fresco con un video allegato, direttamente dal sito della Lamar High School, sezione Gossip.

La Bella e La Bestia .

Quello che si ha dentro non è esattamente quello che vedete fuori, e forse nemmeno quello che immaginate.
Quello che si prova, a volte, lo si nasconde proprio…
ma cosa succede quando iniziate a chiedervi se potete fare qualcosa per cambiare la vostra vita?
Magari pensate che la vostra vita faccia schifo e che non c’è niente che si possa fare per migliorarla.
Allora vi chiedo, se dovesse capitare di non avere più voglia di stare appesi ad un filo?
Volete semplicemente mollare la presa e cadere con il culo per terra?
È tutta colpa del destino? Del caso? Della sfortuna? O ne siete anche voi colpevoli?
Cosa succede quando due amanti non possono scappare al loro destino?

Justin esce dal bagno della camera con il cellulare in mano e sorride soddisfatto.
Alza lo sguardo e nota Tom che sta maneggiando il tablet.

Justin: grazie amico.

FINE EPISODIO.

 

L’episodio 1×06 di UNBROKEN verrà pubblicato Giovedì 26 Giugno alle ore 16:00 su Telefilm Addicted

6 comments
  1. No va behhhh, dico solo ISA E JUSTIN!! ♡
    Sono troppo cariniiii, e quando lei lo chiama e lui si gira speranzoso? 😀 aaaaaah!! Amy che se ne stia a bucarsi in un angolo, portandosi dietro anche Rachel già che ci siamo, che con sta sindrome da crocerossina mi sta solo più antipatica! Rick non ha bisogno di essere salvato, ci piace cattivo e spietato 😀
    Ruby finirà col bulletto-one-direction, e..Nicole infastidita da Tom fidanzato mi fa ben sperare, ahahah ♡
    Nel passato invece..tutte pazze per Pablo, ma a me proprio sa di insipido..meglio il caro Ruggero 😉

    Una domanda..lo scoop finale di Tom, è sulla relazione Rick-Rachel, vero?

    Come al solito i miei complimenti, aspetto la puntata come attendo i telefilm veri e propri 😀 brava!

  2. Su Rick noi conosciamo solo la versione di Isabel, ma sarà veramente così cattivo? E poi Rachel….il suo comportamento non mi è piaciuto per niente. All’inizio si dimostra tutta carina con Isa e crede immediatamente alla sua storia “pazzesca” e poi la tradisce al primo sguardo del bel professorino, e cosa peggiore non è neanche cosciente del torto che le sta facendo. Posso anche capire perché le piaccia così tanto Rick, ma non capisco perché lui ricambi le attenzioni di Rachel. La usa per ottenere informazioni o gli piace veramente?
    Ruby ha una doppia personalità, prima tutta carina con Tom e poi quella risposta acida alla sua amica Amy, come se fosse normale fare il pusher nel tempo libero. A proposito di Amy, mi dispiace per te ma sembri una mezza disperata a correre dietro a Justin in quel modo, lui decisamente preferisce la futura Regina di Castiglia 🙂

  3. Isabel e Justin …AMATEVI! Sono sempre con gli occhi a cuoricino quando ci sono loro “in scena” xD
    Rachel è il personaggio che ho rivalutato, in senso negativo, prima fa l’amica e poi…? mah
    Il passato è tutto un’incognita, ma sono certa di una cosa…io preferisco Ruggero! È ovvio che Is preferisca Pablo… ma io spero in un cambio di rotta!

    Rinnovo i miei complimenti!!
    Alla prossima puntata xD!!

  4. Isa e Justin DEVONO stare insieme ASSOLUTAMENTE! anche perché Daniel lo preferisco mille volte con Nicole! Ruby e Tom mi garbano assai mentre Amy la vedo con Peter….

  5. Che bella questa puntata senza Daniel!Ci voleva proprio!XD ok,sono stata forse un po’ troppo cattiva ma non mi scende giù.Questo commento,a differenza degli altri,sarà breve perchè voglio dire solo poche cose:FORZA TOMICOLE E JUSTISA! *_* mi piacciono troppo queste due coppie!Ah,e ovviamente,contro tutto e tutti(quasi come sempre) FORZA RICKECHEL! *__* li adoro! Non vedo l’ora di sapere chi è il tizio che ha voluto mandare Isa nel futuro (anche se penso che in qualche modo sia stato Philipp,chissà forse anche lui proveniva da quel tempo ed era qualcuno che andava contro la famiglia regnante…),cosa complotta la piccola Ward con il padre di Daniel e il misterioso messaggio di Justin!(secondo me è la notizia scandalo della relazione tra Rachel e Rick!) Grande lavoro,come sempre!Alla prossima!

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